Riprendiamoci Roma sceglie Claudio Pasqualucci come proprio rappresentante

martedì 22 maggio 2018



Nell'ottica di un'azione ancora più concreta e fattiva  al servizio di Roma siamo orgogliosi di presentarvi il nostro portavoce.

Ecco una sintesi delle sue esperienze professionali e di vita:

Nato a Roma nel Gennaio del 1966, dopo la Maturità Classica, mi sono laureato in Scienze Politiche presso l'Università' di Roma “Sapienza” con una tesi dedicata alla tutela del Diritto alla Privacy rispetto ai primi fenomeni di archiviazione elettronica di dati personali.

Nel periodo universitario ho partecipato attivamente al movimento studentesco “La Pantera”: un‘esperienza strepitosa che ha stimolato la mia passione per la politica  e l’impegno sociale;

Dopo un periodo di studi a Louvain e Montpellier sul tema dell’Integrazione Europea, sono stato assunto, classificandomi al sesto posto in un concorso pubblico  nazionale, presso l’istituto per il Commercio Estero (ICE), ora AGENZIA PER L'INTERNAZIONALIZZAZIONE E LA PROMOZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE ALL'ESTERO, occupandomi inizialmente di collaborazione industriale internazionale e programmi comunitari.


Nella mia vita professionale ho occupato posizioni gradualmente sempre più importanti; nel 1998, sono stato nominato Direttore dell’ufficio ICE di Citta' del Messico, dove vivevo alternandomi con L'Avana.

Nel 2004, rientrato in Italia, sono stato per tre anni responsabile dell’Ufficio di Torino, dal 2007 al 2013 ho poi diretto l'ufficio di Sydney e dal marzo di quell'anno fino al luglio del 2017 ho svolto lo stesso incarico a Shanghai, uno dei nostri uffici maggiormente impegnativi.




Ora mi occupo, dalla nostra sede di Roma, di attrarre investimenti stranieri in Italia, ed in questa vesta ho seguito  il Tavolo “Calenda – Raggi” che mi ha consentito di approfondire le moltissime criticità che affliggono le grandi aziende, italiane e straniere, che hanno investito a Roma.

Maggiori informazioni sulla mia carriera possono essere viste sul mio profilo linkedin.

Al Messico, uno dei mie luoghi del cuore, ho dedicato un e-book, "Cabron !"  i cui profitti vanno in beneficienza 


L'impegno per le questioni di interesse comune non è mancato ed in un momento particolarmente complesso per la vita e la storia dell'ICE - eravamo nel periodo di tangentopoli, con arresti e commissariamenti - venni eletto responsabile della CGIL aziendale con il compito di aiutare a superare una fase di difficile transizione. Averlo fatto insieme a tanti altri riuscendo a salvaguardare i posti di lavoro e gran parte delle nostre funzioni, è tutt'ora uno dei mie principali motivi di orgoglio e soddisfazione.




Ho fatto anche altre cose, una delle cose che più ho amato è stato essere il Delegato per Shanghai dell’ ACCADEMIA ITALIANA DELLA CUCINA. Con le nostre attività abbiamo contribuito a promuovere la cultura e tradizione enogastronomica del nostro paese, oltre ad aiutare molti ristoratori italiani.
Ho inoltre fatto parte come volontario del “parents board” di una delle più importanti società di calcio giovanile della città.




Qui a Roma, sono fra i promotori dell’Associazione culturale “Sillabe di Seta” che si propone di sviluppare e rilanciare l’ampia richiesta di intensificare le relazioni culturali ed educative tra Italia e Cina , con focus particolare sugli studenti , attraverso il sostegno solidaristico incentrato sulle potenzialità e sulle attitudini degli individui.


Sono appassionato di fotografia, viaggi e letteratura, parlo correttamente Inglese, francese e spagnolo, ed un po' di cinese e sono sposato con un figlio.


Ho praticato a lungo il rugby con la storica maglia della Lazio, 
 la più grande  società polisportiva europea, ed amo il calcio, fenomeno non solo sportivo  che qui a Roma ha  radici e prospettive fortissime.


Ho avuto quindi la grande opportunità di vivere e lavorare in molti paesi, diversi fra loro per caratteristiche economiche, sociali e culturali, da ognuno di questi ho appreso molto.


Ora sono tornato a Roma, la mia città... la città più bella del mondo, un museo a cielo aperto, apprezzata universalmente come gemma ricca di storia e cultura.


Ho trovato purtroppo una città tramortita, spenta, mal governata da anni ed in mano ora ad un gruppo che manca di consapevolezza, esperienza e capacità che  ne limita  visione e prospettive.


Il no ai Giochi Olimpici ne è esempio clamoroso.

Vorrei ora contribuire a recuperare la bellezza e la dignità di Roma e restituire a tutti l'orgoglio di appartener​vi e l’emozione di visitarla, esplorandola. 

In quest'ottica, ho accolto con grandissimo piacere ed entusiasmo l'invito rivoltomi dalla Piattaforma  RIPRENDIAMOCI ROMA,
a divenirne il portavoce per canalizzare al meglio le molte istanze a tutela della Città che provengono dal territorio e tentare di sensibilizzare gli interlocutori pubblici e privati che a vario livello dovrebbero interessarsene. A tale riguardo, a breve, esporremo alcune  riflessioni circa lo sviluppo futuro di RR ed il suo impegno per la Città.

Sottoscrivi la lettera a sostegno di Federica Angeli:le sue denunce non siano vanificate! #amanodisarmata

venerdì 18 maggio 2018


All’attenzione del Procuratore della Repubblica di Roma
Dottor Giuseppe Pignatone

Rimini, 18 maggio 2018

Buongiorno,
Le scrivo in rappresentanza di numerose persone che da tempo seguono le vicende professionali e personali della giornalista Federica Angeli e che sperano - e credono - in una giustizia puntuale e severa.

È di pochi giorni fa la notizia che il processo contro Armando Spada, relativo al sequestro e alle minacce di morte da questi proferite alla giornalista di La Repubblica, è stato rinviato per cause di maggior gravità, ovvero “tentata violenza privata”.
Come moltissime altre persone, quando sono venuta a conoscenza della situazione di Federica sono rimasta molto colpita. La prima cosa che mi sono detta è stata: “Come può una donna, da sola, fronteggiare in modo così coraggioso persone così pericolose? Com’è possibile che c’è voluta una donna per scuotere dal torpore e dall’indifferenza le persone preposte alla nostra salvaguardia?”
Federica, con il suo coraggio e la sua ostinazione nel perseguire la verità con le indagini sulla malavita organizzata, non si è fermata nemmeno davanti alle minacce, vivendo in prima persona l’angoscia e il terrore per sé e per la sua famiglia.
Grazie alla sua testardaggine e al suo impegno tenace, si è finalmente giunti ad un punto di svolta epocale per il municipio di Ostia: l’accusa nei confronti del clan Spada e successivamente dei Casamonica per le attività illecite di cui si sono resi protagonisti.
La mia perplessità e il mio timore - che sono anche quelli di tutte le persone di cui sono portavoce - è che con il rinvio dell’udienza a data da destinarsi si possa incorrere nel rischio della prescrizione ed è per questo motivo che abbiamo sentito il bisogno di chiedere alla Procura di non infrangere il sogno di migliaia di cittadini che credono nella lotta di Federica Angeli, che è quella di tutti noi: la lotta di una donna e una madre come tante altre che crede nella giustizia al punto di aver rinunciato alla propria libertà.
Proprio in nome della libertà che Federica merita, siamo a chiederle di aiutarla e aiutarci ad avere fiducia nella giustizia e a credere che la condanna sia possibile. Chiediamo di poter avere l’orgoglio di camminare a testa alta perché la legge è davvero dalla parte dei cittadini.

Federica ci ha insegnato che il NOI è forte e insieme si vince.

Chiediamo che anche lei faccia parte di questo NOI e ci aiuti a supportare Federica Angeli nel suo difficile percorso contro l’illegalità.

Grazie a nome di tutti quelli che sottoscrivono questa lettera.

Comitato di cittadini italiani
a sostegno di Federica Angeli

Piazza Bologna alcolica. Le incredibili immagini di domenica mattina dopo una serata sfrenata e senza alcun controllo delle Autorità. La denuncia dei residenti anti-movida intrappolati in questo incubo.

domenica 22 aprile 2018



Il degrado di Roma ha mille forme. Una delle peggiori è l'incapacità della nostra Amministrazione, come del resto di tutte quelle che l'hanno preceduta, di far rispettare le regole e di punire i trasgressori.

A nulla valgono i proclami con cui si annunciano pugno di ferro e tolleranza zero. Rimangono proclami, affermazioni risibili di un'autorità debole ed effimera che non conta nulla e non avrà mai il rispetto che, del resto, non merita.

A Roma si può fare tutto, si può defecare davanti a tutti imbrattando mura antiche di secoli o si può distruggere una piazza come accade a piazza Bologna dopo la movida notturna. I giovani non hanno alcun senso civico e neanche le semplici basi di un'educazione che   dovrebbe essere innata e che, invece, è totalmente assente. Distruggono, imbrattano per il gusto di farlo come nessun animale farebbe in natura. Possono dare fuoco a un clochard o spaccare bottiglie di birra per terra con la medesima naturalezza, tanto per scacciare la noia, consapevoli dell'assenza di uno Stato che se fosse tale chiederebbe un'ammenda salata. Eppure basterebbe poco. Un esempio, una punizione esemplare e controllo. Ma chi ci governa è troppo impegnato a raccontare realtà che non esistono, a  parlare del nulla, a farsi riprendere con uno zeppetto secco in mano e chiamarlo "albero per il futuro". Ma di futuro, nella nostra città, c'è solo l'abisso che tende le braccia verso di noi e sogghignando si prende gioco della nostra impotenza.

Di seguito le altre foto della vergogna:






L'impegno di RR per Roma. Dopo l'esito del voto ancora più determinati: nuove iniziative in arrivo.

martedì 6 marzo 2018



Nonostante il voto politico che, in Città, esalta oltre i meriti il M5S, RR continuerà a monitorare l'operato dell'Amministrazione Comunale, denunciando le manchevolezze, ma anche sottolineando le cose positive.

Lavoriamo per Roma, sempre e comunque, al di là di qualunque credo politico, senza farci intimidire da insulti o minacce, spinti dall'unico desiderio di contribuire con la nostra e la vostra voce alla rinascita della nostra Città.

Il nostro grido deve scuotere chi è sordo e indifferente, chi si è presentato come risolutore e fautore di un cambiamento epocale del quale ancora non vediamo traccia. Perché Roma non merita la fine che sta facendo, né derisione e scherno, come troppo spesso accade.

A noi non fa certo piacere ricevere continuamente testimonianze di degrado, abbandono, disservizio, inefficienza; non godiamo nel postare foto e video che dimostrano come la città stia sprofondando in un abisso senza fine.

Chi pensa questo, si sbaglia di grosso.

Ci vergogniamo, ci addoloriamo, di ciò che i nostri simpatizzanti ci inviano. Sono sempre situazioni che sembrano appartenere a una realtà che non vorremmo vedere e far vedere mai.

Una realtà che i nostri governanti sembrano proprio ignorare.

Lo hanno fatto in passato, lo fanno oggi nonostante i proclami che annunciano continuamente cambiamenti e migliorie.

Il nostro unico mezzo per aiutarli a essere meno ciechi e meno sordi, è quello di rappresentare in ogni modo la realtà che essi non vedono e non ascoltano. È questo il nostro goal, non abbiamo altri fini. RR lavora per Roma, il suo futuro, quello di tutti noi e dei nostri figli.

Lo faremo anche con nuove importanti iniziative in fase di lancio.

Se anche voi la pensate come noi, continuate a lottare insieme a noi. Qualunque cosa accada o non accada, ne sarà sempre valsa la pena.

STAFF

Roma uccisa dai suoi stessi figli... con la complicità di chi oggi ci amministra!

giovedì 1 marzo 2018


Riceviamo e pubblichiamo:

"L'assorbente che copre la T della stazione metro Garbatella è qualcosa che toglie ogni speranza di rinascita di Roma. Perché si può combattere contro il non-governo, contro le menzogne, contro l'incompetenza di chi ci governa, ma contro l'ignoranza, la maleducazione, l'inciviltà, il gusto di distruggere, di sfregiare, non ci sono armi.

A questo punto il cambiamento epocale, tanto decantato dai nostri governanti, non può più riferirsi a Roma, ma ai suoi nemici veri, i più spietati, i più difficili da combattere: i suoi stessi abitanti. Si signori miei. Siete voi che state massacrando la vostra città. La umiliate e calpestate con gesti di quotidiano spregio della sua bellezza, della sua Storia o del suo tentativo di somigliare a una città degna di questo nome.

Siete colpevoli di non sapere esprimere neanche un comportamento, dicasi uno, che sia espressione di rispetto, educazione, civiltà. Ma non siete soli, in questo vostro desiderio di essere accomunati ai barbari e anche peggio, se un peggio può esistere. Tranquilli, siete in buona compagnia. Al vostro stesso livello sono i ciarlatani che dovrebbero governarvi, le varie Virginia, Pinuccia, Linda che avrebbero dovuto innescare il vero cambiamento di Roma cominciando a far rispettare le regole, a sanzionare in maniera dura, esemplare, a far capire in questo modo che sì, il vento è cambiato, non a farsi ridere dietro dal mondo intero.

Voi e loro siete un mix formidabile contro Roma, una forza contro cui è impossibile averla vinta. Siete i nuovi barbari, godete nel distruggere, ridete delle vostre "imprese" sui social, vi accanite contro il cadavere di una città che avete ucciso molto tempo fa.

La vostra crudeltà non è pari a nulla, è un sentimento che risiede ormai nel vostro DNA, come parte del vostro corredo genetico, acquisito da decenni di noncuranza e di disprezzo dei valori, lo stesso di chi oggi, ma anche ieri e l'altro ieri e poi indietro nel tempo, siede nei palazzi di potere. Roma è morta per colpa vostra e loro, Roma è stata uccisa dai suoi stessi figli. Ora potete gioire, l'impresa è compiuta. Siete stati bravi, assaporate la gioia della vittoria. Gridatela ovunque e godete. Ve la siete meritata, avete superato imprese titaniche per ottenerla, escogitato le azioni più subdole e abiette che cervello umano possa pensare, come quella dell'assorbente.
Geniale, unica, impensabile.
Uno sfregio senza paragoni. Davvero bravi. Virginia e Pinuccia saranno orgogliose di voi. E ne hanno ben donde: vi hanno aiutato a crescere..."

<< A Cuneo per lavoro, nel totale caos ferroviario per rientrare nella Capitale, vengo deriso per la "gestione Raggi" >>

martedì 27 febbraio 2018
Riceviamo e pubblichiamo:






<< Sono a Cuneo per lavoro mentre Roma sprofonda sotto dieci centimetri di neve. Un collega dell'Azienda Santa Croce e Carle mi informa sorridendo che degli spazzaneve sono partiti proprio da lì per salvare la Città Eterna e i suoi abitanti.

Altri colleghi mi chiedono foto e commentano la situazione sarcasticamente. Altri ancora mi avvertono che ci saranno problemi per tornare: la situazione treni sembra peggiorare di minuto in minuto. Cerco di non badare agli sguardi che mal celano scherno e compatimento e proseguo nel mio lavoro.

Ricevo continuamente messaggi che in poco tempo rivelano la drammaticità della situazione: alberi caduti, mezzi pubblici in panne e via discorrendo. Non dico nulla per non aggravare ulteriormente il giudizio dei "popoli del nord" su quella che dovrebbe essere la capitale d'Italia e che ai loro occhi e a quelli di tutto il mondo appare una città da quarto mondo.

Nel primo pomeriggio prendo il treno regionale per Torino e scendo a Porta Nuova. Da qui ha inizio la mia odissea e quella di centinaia di persone che devono tornare a Roma. Il tabellone di partenze e arrivi mostra cancellazioni e ritardi anche di 300 minuti.

A Termini sembra sia scoppiato l'inferno. Dalle centinaia di bocche protese verso l'alto in cerca di una speranza che non si realizzerà mai si levano grida e insulti nei confronti di una città che mostra tutte le sue ferite. Fa un freddo cane a Torino, siamo sotto zero e nessuno di coloro che devono andare a Bologna, Firenze, Roma, Napoli ha più la certezza di poter partire o tornare. Alcuni cominciano a prendere d'assalto l'assistenza Trenitalia per rimborsi e cambi di biglietti.

Si forma una fila chilometrica. Chi sta dentro l'ufficio è al caldo. Chi, come me, è in coda fuori, muore di freddo. C'è solo uno sportello aperto, si procede lentissimamente, in media una persona ogni cinque, sei minuti. Cerco di muovere le dita dei piedi, saltellare, ma non serve a nulla. Sto congelando.

Una ragazza dietro di me piange. Ha un colloquio di lavoro e lo sta perdendo per colpa di dieci centimetri di neve. Tento di consolarla in qualche modo, ma è un tentativo che finisce nel nulla. È la sua possibilità di un futuro che va in frantumi. Qualcuno le porta un tè caldo. Lei lo sorseggia e continua a piangere. 

I commenti delle persone intorno sono pesanti, alcuni, sentendo che sono romano, mi chiedono della Raggi e quasi arrivano ad insultarmi quando qualcuno scopre che sta in Messico, come se io fossi lei, un cialtrone incompetente, coram populi. Cerco di spiegare che la colpa è di Trenitalia, ma a nulla valgono i miei sforzi.

Se un asteroide colpisse il Colosseo tutti la additerebbero come responsabile. Purtroppo questo è il frutto di una politica del nulla che le si ribalta addosso ad ogni evento avverso e dell'esasperazione dei romani che devono fare i conti ogni giorno con una realtà sempre più negata o stravolta da parte dell'attuale amministrazione capitolina.

Cerco di difendermi, faccio capire che non sono complice, ma vittima. Spiego la situazione, provo a trasmettere la mia frustrazione e soprattutto la mia vergogna. Perché di Roma ormai ci si può solo vergognare.  Intanto, in qualche modo, la fila procede. Improvvisamente mi ritrovo al caldo, dopo due ore all'adiaccio.

Dopo un altra interminabile ora, arriva il mio turno. Il tizio dietro il vetro mi dice che il treno delle 19,10 partirà. Guardo l'orologio. Sono le 20. Partirà quando? Chiedo ingenuamente. Lui alza le spalle e ammutolisce. Esco sconfortato dalla fila. Ho fame, non ho pranzato e sono disperato. Un'occhiata al tabellone delle partenze e la decisione è presa. Prenoto un albergo vicino alla stazione e rimango a Torino. Proverò domani. Saluto la ragazza che singhiozza sconsolata, i miei compagni di insulti e disperazione e mi avvio all'albergo. Salgo in camera senza più energie, lancio la borsa per terra e mi butto sul letto vestito. Dopo qualche minuto apro facebook e vedo lei, la sindaca, sorridente, che dal Messico ci dice che le grandi capitali sono in prima linea per vincere le sfide di domani. Evidentemente ancora non sa che la sua sfida è persa da tempo. Non so se ridere o piangere, nel dubbio vado a mangiarmi un pezzo di pizza. Qui si che "tutto è bello, bellissimo"... >>

Lettera Firmata

Un romano in Cina: la rapidità orientale contro le lentezze della Capitale Italiana - Lettera di un cittadino

mercoledì 31 gennaio 2018
YIWU a 300 km da Shanghai ha il più grande mercato all’ingrosso al mondo di beni di largo consumo


"Mi trovo all’aeroporto internazionale di Hong Kong. Il volo è leggermente in ritardo ed ho il tempo di rileggere i miei appunti di viaggio.

Oltre a far foto, tutto quanto suscita il mio interesse viene annotato nel mio telefono. Lo stile è quello dei “diari di viaggio”.

Leggo gli appunti e rivivo queste ultime due settimane, finestra temporale del mio primo viaggio in Oriente.

Leggo e sorrido.

Rivedo luoghi, situazioni e persone.

La Cina è  difficile da descrivere, da spiegare e forse da comprendere.

È la prima economia mondiale, ha una crescita economica spaventosa. Ti travolge; quasi annichilisce. Ne vieni totalmente sopraffatto. Anni fa, mi dicevano, da straniero, potevi aprire un conto nell’Istituto di Credito più importante del Paese,  the Bank of China, solo con il passaporto. Oggi hanno talmente tanti di quei soldi da aver limitato, se non addirittura chiuso, l’apertura di conti correnti agli stranieri.

Rileggo gli appunti. Raggiungendo un amico in Cina per motivi di lavoro, sempre passando per via Hong Kong, inizio il mio viaggio diretto a Yiwu, lo faccio atterrando ad Hangzhou, in quella che dovrebbe essere la Cina più rurale. Mi colpiscono i contrasti tra la modernità che marcia prepotente ed i retaggi del passato: certo non ricco e quindi da cancellare. Non giudico ma provo sensazioni contrastanti.

Il viaggio tra le due città lo faccio in auto: il simpatico autista, che non parla inglese ( lo parlano in pochissimi) suona spesso il clacson e fuma come un dannato. Io sto attaccato al finestrino.

Voglio guardare: vecchi palazzoni, d’impronta tipicamente comunista, lasciano il posto a nuovi, gradevoli, complessi residenziali.

La strada, ai lati, è piena di operai, anche donne: scavano, piantano alberi, interrano tubi e srotolano  tappeti di erba di un verde sbrilluccicante. Lavorano in gruppi ed avanzano con una rapidità impressionante.

Se mai tornerò in Cina, qui, tra meno di un anno, il posto cambierà completamente volto: linee metro realizzate in tempi record, grattacieli tirati su nel tempo che da noi ci impiegano a passare da un tavolo tecnico ad una conferenza di servizi. Penso alla vicenda Stadio della Roma e mi porto la mano al capo scuotendolo.

Ma dove vogliamo andare? Cosa vogliamo fare?

Tornando alla Cina: lo smog ed il traffico sono impressionanti. Lo sono in maniera più marcata in queste nuove città in costruzione, roba da 10.000.000 di abitanti, che in quelle storiche. Ci stanno comunque lavorando, mi han detto.

Non sono stato a Pechino, quindi non posso dire, ma sono stato a Shanghai. E qui mi sono veramente arrabbiato. Una megalopoli tentacolare, la città più popolosa al mondo con 24.000.0000 di persone che ci vivono, talmente grande da far provincia, con una rete metro spaventosa e, ad oggi, la più estesa del Mondo, è tenuta uno specchio? Com’è possibile? Come fanno?

Una città otto volte più popolosa della nostra Roma. Ma l’idiota che commenta sempre:” eh... ma Roma è grande”, è mai uscito dal Raccordo che qui, tra le altre cose, ha lo status di strada normale? Penso a questi ignoranti che popolano Roma e sorrido. È anche per colpa loro se siamo ridotti così.

Non ho potuto ovviamente visitare bene Shanghai ma quanto visto conferma la mia teoria: ordine, decoro e pulizia, non dipendono dalla grandezza di un luogo, dalla sua vastità territoriale e dal numero dei suoi abitanti. Purtroppo questo è l’alibi di chi non ha mai viaggiato o, ancora peggio, di chi lo ha fatto e mente per interessi personali e di bottega. Regole, civiltà, multe, pene pesantissime  sono questi gli strumenti che utilizzano ovunque per garantire il rispetto delle regole, il decoro, morale e civile, la legalità. È proprio questo che a Roma manca ed è su questo che bisogna lavorare."
Lettera Firmata

LA DIATRIBA TRA COMUNE E REGIONE: IL TEATRINO QUOTIDIANO E' SERVITO

sabato 20 gennaio 2018

E ci risiamo.

Chi dice bianco e chi dice nero.

Titolo dell'opera: progetti impianti di compostaggio.

Attori: L'assessore regionale Buschini, e l'assessore comunale Montanari.

Trama: Buschini accusa Montanari di aver inviato delle semplici diapositive al posto dei progetti, Montanari accusa Buschini di fare campagna elettorale e, in sostanza, di raccontare frottole.

Ancora una volta la politica è morta.

E con lei è morta la fiducia del cittadino nelle Istituzioni che dovrebbero tutelarlo, proteggerlo, aiutarlo.
Perché chi ci rimette, in questa tragicomica, è proprio il cittadino.

Si, cari politici, imparate questa parola: "cittadino", colui che in voi dovrebbe vedere un esempio, un'ancora, un sostegno.

E invece assiste a continue, inconcludenti, inutili diatribe tra chi dichiara una cosa e chi puntualmente la smentisce senza poter fare nulla, senza avere uno strumento per discernere la verità, sentendosi solo vittima di un gioco perverso, di una presa in giro che si perpetua ogni giorno senza fine.

E non capite come appariate ridicoli e offensivi, come nel sentimento di questo "cittadino" ci sia spazio solo per la sfiducia, la rabbia e, in alcuni casi, anche l'odio.

La capacità di farsi detestare è una vostra caratteristica: sembrate quasi programmati per questo. Agite sempre e solo in questo senso, come foste guidati da una forza oscura che vi fa dire, fare, o meglio non fare dicendo di fare.

Il "cittadino", questo incredibile, strano, soggetto al quale propinate la vostra scelleratezza (perchè di questo si tratta, di che altro?), dovrebbe essere trattato in ben altra maniera.
E' lui che vi ha portato nei luoghi dove si gestisce il suo destino, è lui che si aspetta da voi atti concreti, è lui al quale dovete rendere conto, è a lui che dovete tendere ogni vostro pensiero, ogni gesto, ogni idea.

Ma questo non accade quasi mai.

Una volta giunti in quei luoghi, perdete ogni riferimento, ogni contatto con la realtà, ai buoni propositi si sostituiscono arroganza, inconcludenza e, ahinoi, tanta incompetenza.
Ed è per mascherare questa incompetenza e l'incapacità di lavorare al servizio del "cittadino" che vi perdete in continue quisquiglie, battibecchi da comari, chiacchiere da dopo-partita, alle quali costui (il cittadino) è del tutto estraneo e nelle quali non si riconosce.

Chi dice la verità? Ma poi quale verità? Esiste una verità che non sia la vostra?

Queste sono le domande che il cittadino si pone, quando vi sente parlare, vi legge sui social che tanto amate usare per farvi pubblicità, vi guarda nei talk show nei quali a emergere risulta alla fine il nulla.
E poiché a questi interrogativi non c'è risposta, ecco la disperazione, la sfiducia, la rabbia.
Di queste cose non vi preoccupate.
Eppure dovreste.
Siete soli, come sono soli i cittadini.
Due mondi che non si parlano, non comunicano, non interagiscono.
Ciò che dite, lo dite fra voi, nell'indifferenza generale che avete causato.

Ciò che il cittadino soffre rimane confinato dentro di sé, a volte espresso come semplice sfogo personale, attraverso gli stessi social che usate per la vostra autoesaltazione, come grido in un cielo infinito popolato dal niente.

Voi non ascoltate questo grido e fate male.

Se lo faceste, se per un attimo taceste, se evitaste di lanciarvi l'uno contro l'altro, se abbandonaste il palcoscenico del vostro teatrino, se solo ascoltaste, vi accorgereste del mondo che rinnegate con il vostro "operato" e che è tutto intorno a voi e in voi ripone una speranza.
E' in questo perenne e infinito attimo che vive il "cittadino".
Fermate il tempo, per favore.....

Crollo alberature - l'Associazione "I Bambini per il Flaminio" presenta un esposto al Comune di Roma per denunciare la grave situazione di pericolo dell'area.



Dopo le tragedie sfiorate a causa dei numerosi alberi caduti anche nel quartiere Flaminio - Villaggio Olimpico (in giardini e parchi giochi e perfino davanti ad un supermercato), e vista l'assenza di una conseguente manutenzione sulle alberature della zona, l'Associazione di quartiere "I Bambini per il Flaminio"  ha presentato  un esposto al Comune di Roma per denunciare la  grave situazione di enorme  pericolosità. 
E' stata allegata all'esposto una perizia stilata da un agronomo forestale, Franco Paolinelli: è questa solo la prima parte di un lavoro già molto approfondito che chiediamo venga preso in esame, un report unico su un intero quartiere.
Trovate in allegato esposto e perizia.
Abbiamo chiesto anche ai nostri referenti in Municipio 2, alla presidente Francesca Del Bello e all'assessore Rosario Fabiano, di sostenere presso le sedi competenti questa fondamentale richiesta. Grazie.

Esposto:

STUDIO LEGALE PICONE
PIAZZA A. MANCINI N. 4 - 00196 ROMA
TEL/FAX 06-3240877 E MAIL giu.picone@virgilio.it
PEC giuseppepicone@ordineavvocatiroma.org

Spett.le
Via Pec a: assessorato.ambiente@comune.roma.it       Assessora alla Sostenibilità ambientale del Comune di Roma Giuseppina Montanari

Via pec a:
Id.ambiente@comune.roma.it                                                                 Dipartimento Tutela Ambiente
Via pec a : protocollo.mun02@pec.comune.roma.it                                                     Municipio II Roma Capitale

Email
francesca.delbello@comune.roma.it                                 Presidente del Municipio II Francesca Del Bello
Email rosario.fabiano@comune.roma.it                      Assessore all’Ambiente del Municipio II Rosario Fabiano
Via pec a: protocollo.ambienteprotezionecivile@peccomune.roma.it                      Municipio II Roma Capitale
Dipartimento Ambiente e Protezione Civile
Via pec a: protocollo.polizialocale.com@pec.comune.roma.it Polizia locale di Roma Capitale (Comando del Corpo)
Via pec a: protocollo.polizialocale.02parioli@pec.comune.roma.it                              Polizia Locale II Municipio
Via pec a: comm.villaglori.rm@pecps.poliziadistato.it                                        Commissariato Polizia Villa Glori

Roma lì, 15.01.2018
Oggetto: esposto relativo alla situazione di grave degrado ed incuria delle aree verdi, dei giardini e degli elementi arborei siti nelle aree verdi e lungo le strade del quartiere Flaminio – Villaggio Olimpico e conseguente alta pericolosità per l’incolumità della popolazione residente.

Scrivo in nome e per conto dell’Associazione “I Bambini per il Flaminio”, C.F. 97801510583, con sede legale in Roma, che per il tramite del proprio legale rappresentante, che sottoscrive la presente per ratifica, me ne ha conferito mandato ed elegge domicilio presso il mio studio, per rappresentarvi quanto segue.
Il quartiere Flaminio – Villaggio Olimpico, sito all’interno del II Municipio del Comune di Roma, è immerso nel verde, disponendo di grandi superfici a prato arborato, viali, giardini ed aree di vera foresta urbana che, purtroppo, nella maggior parte dei casi, versano in uno stato di completo abbandono e degrado.
Come emerge dalla relazione tecnica dell’Agronomo- forestale Franco Paolinelli, che si allega, con il presente esposto si vuole segnalare agli Organi Competenti ed alle Forze di Pubblica Sicurezza, la situazione di assoluto degrado del verde del quartiere a causa della presenza in molte strade, in giardini ed aree verdi del quartiere di numerosi elementi arborei di varie specie completamente secchi, abbandonati, con vistosi fenomeni di carie e seccume od altri fattori di rischio strutturale.
In particolare, le specie a presenza più diffusa che suscitano le maggiori preoccupazioni risultano essere il Pino domestico, nonché, in misura minore, il Platano, l’Olmo ed il Pioppo.
Ci sono, ad esempio, platani su Viale Tiziano e sui Lungotevere di pertinenza completamente secchi ed ancora in piedi, mentre lungo Via degli Olimpionici si segnala la presenza di pini domestici rischiosi per la assoluta carenza di manutenzione, con possibili crolli, così come già avvenuto di recente in Via Germania.
Ed ancora, il rischio di caduta e crolli è alto in Via Gran Bretagna nei pressi dell’Auditorium, nonché in Via Svezia, Via Jugoslavia ed altre singole strade, analiticamente indicate nella perizia allegata.
Ma il punto, forse, di maggior pericolo è probabilmente connesso ai numerosi pini domestici con fattori di rischio strutturale presenti nel giardino che va da piazzale Manila a via Enrico Chiaradia (chiesa di Sant’Andrea del Vignola): tale area è collocata tra Via Flaminia e Viale Tiziano con un bar, aree giochi per piccoli al suo interno e collocato a pochi passi dalla scuola Istituto Guido Alessi, per cui molto frequentato durante tutti i mesi dell’anno da molti bambini.
Da non dimenticare, infine,  i pericoli che destano le alberate stradali di Largo Cardinal Consalvi (pini domestici), largo Ignazio Jacometti, Viale Pinturicchio, di Via G. Reni, di Via Pannini e di Viale del Vignola.
La carenza di manutenzione del verde pubblico costituisce un gravissimo pericolo per l’incolumità di tutti i residenti del quartiere in oggetto quando percorrono le vie e strade sopra segnalate o quando sostano con i loro figli nelle aree verdi e nei parchi giochi per bambini presenti nella zona.
Ma non solo.
L’omessa manutenzione del verde pubblico sta arrecando grandi disagi e pericoli anche per la circolazione stradale e per i pedoni in quanto molto spesso è causa dell’occultamento della segnaletica stradale e di scarsa visibilità nelle ore serali e notturne, in quanto gli effetti della pubblica illuminazione vengono vanificati dalla vasta vegetazione che sormonta gli alberi.
Ed ancora: l’omessa manutenzione del verde pubblico influisce anche, data la quantità di foglie cadute, sull’intasamento delle caditoie stradali, spesso prive anch’esse della dovuta manutenzione, con conseguenti rischi di allagamento, come già avvenuto lo scorso anno in Viale Pinturicchio e via Niccolò L’Alunno, con ingenti danni agli esercizi commerciali ivi presenti. 
Gli incidenti verificatisi negli ultimi mesi dell’anno e dovuti, come detto, all’incuria e alla mancanza di manutenzione, acuiti anche alle critiche condizioni meteorologiche registrate, devono mettere in forte allerta tutte le Competenti Autorità.
Queste, con il presente esposto, vengono invitate, in qualità di soggetti tenuti alla custodia, alla vigilanza ed alla conservazione dei beni pubblici, a porre in essere un dettagliato monitoraggio delle strade e delle aree verdi, nonché ad avviare tutti quegli interventi urgenti e necessari atti ad aumentare la sicurezza e l’incolumità delle persone e dei bambini che vivono nel quartiere, quali la rimozione degli elementi esplicitamente compromessi e rischiosi, con eventuale compensazione in siti idonei, la potatura professionale degli alberi ed i trattamenti fitosanitari, possibilmente nel quadro di un programma di gestione, avendo chiarito le relative competenze e responsabilità.
L’associazione “I Bambini per il Flaminio”, che si batte per la tutela dei diritti dei cittadini del quartiere, vigilerà su quanto si farà nel quartiere e provvederà a denunziare prontamente ogni omissione colpevole, al solo fine di evitare che si prendano iniziative solo e dopo il verificarsi di tragici eventi, come purtroppo spesso sta avvenendo nel nostro Paese, negli ultimi anni.
Con l’augurio che questo esposto e la relativa perizia che alleghiamo possano essere di concreto ausilio alle Competenti Autorità perché si possano attivare, ponendo in essere tutti gli interventi necessari ed indifferibili, restiamo a disposizione per qualsiasi forma di collaborazione socialmente utile. Avremmo il piacere di mostrarvi, infatti, una seconda parte della perizia stilata dall’agronomo con maggiori dettagli, suddivisa per strade, alberate, indici di rischio.
Distinti saluti.
                                                                                                                                            Avv. Giuseppe Picone
Per ratifica:
Associazione “I bambini per il Flaminio”
Nella persona del proprio legale rappresentante p. t.
Enrica di Battista

Perizia:
Silvicultura Agrocultura Paesaggio
Legno degli Alberi di Roma
Via Portogallo 13 00196 Roma
Tel. 06-3231350 347-7553040
Mail: paolinellifrancosap@libero.it
P. IVA: 04330321003 C.F.: 97077110589
                                                                                                         
QUARTIERI FLAMINIO E VILLAGGIO OLIMPICO AREE VERDI PUBBLICHE,

STUDIO PRELIMINARE DI MASSIMA: ELEMENTI ARBOREI E RISCHIOSITA’ PER LA POPOLAZIONE

INTRODUZIONE - METODO

LA DELIMITAZIONE DEI QUARTIERI:
·       Quartiere Flaminio: Area delimitata da V. le Tiziano ad est, dai Lungo Tevere: Thaon De Revel e Flaminio a nord ed Ovest, da Viale delle Belle Arti a sud.
·       Quartiere Villaggio Olimpico: Area delimitata da V. le Tiziano ad ovest, dai Lungo Tevere: D’Acquisto ed Acqua Acetosa a nord, da Via Venezuela ad est, da Via Pietro De Coubertin a sud.

LE AREE VERDI PRESE IN ESAME:
·       Pubbliche.
·       Aree Verdi Private, o di gestione privata d’interesse pubblico.

LE TIPOLOGIE DI VERDE:
·       Alberata: viale alberato;
·       Giardino: giardino con alberi ed arredi;
·       Aiuola - Prato alberato: area aperta con alcuni alberi;
·       Scarpata: area verde con segmenti di foresta, per lo più spontanea;
·       Verde spontaneo fluviale: verde arborato sparso della sponda.

L’ELENCO:
Per tipo di area verde ed all’interno del tipo, in ordine alfabetico o di localizzazione.

I FATTORI DI RISCHIOSITA’:
A) L’impatto potenziale, in base alla frequenza di presenza dei cittadini, quindi come centri d’aggregazione nei pressi di alberate, in ordine di priorità di rischio;
B) Le condizioni di esposizione ai fenomeni meteorici – atmosferici;
C) Le condizioni del sottosuolo, la probabilità di danno all’appartato radicale; 
D) Le specie arboree presenti, con le loro caratteristiche di rischiosità intrinseca;
E) Le dimensioni medie attuali nell’area, in base alla potenzialità della specie;
F) Le condizioni di gestione degli elementi arborei;
G) Il rischio.

LA VALUTAZIONE DI RISCHIO: la rischiosità aumenta con la numerazione:

A) L’impatto potenziale – presenza umana, centri di aggregazione in ordine di rischio:
1.     Centri sportivi;
2.     Assi viari secondari;
3.     Supermercati, uffici pubblici;
4.     Ristoranti – Bar;
5.     Assi viari principali;
6.     Scuole;

B) Le condizioni di esposizione ai fenomeni meteorici:
1.     Esposizione contenuta; aree riparate dal vento: viabilità interna;
2.     Esposizione elevata: aree aperte al vento, grandi viali, piazze ampie;
3.     Esposizione molto elevata: corridoi, es. lungo Tevere, grandi viali, piazze ampie;

C) Le condizioni del sottosuolo, la probabilità di danno all’appartato radicale: 
1.     Probabilità di danno ridotta: alberate in aree a parco o giardino poco esposte;
2.     Probabilità di danno media: alberate lungo strade senza linee di sotto servizi. Mediamente esposte;
3.     Probabilità di danno elevata: alberate lungo strade con linee di sotto servizi, molto esposte;
4.     Probabilità di danno molto elevata: alberate lungo strade con linee di sotto servizi, molto esposte, con rilevanti transiti adiacenti.

D) Le principali specie arboree presenti con le loro caratteristiche di rischiosità:

D.1) le specie presenti
Acacia: Acacia mimosifolia
Acero Americano: Acer monspessolanum
Ailanti: Ailanthus altissima;
Arancia: Citrus aurantium;
Bagolaro: Celtis australis
Cedro: Cedrus atlantica;
Cipresso: Cupressus sempervirens;
Chicot: Gymnocladus dioicus;
Eucalipto: Eucaliptus camaldulensis;
Fico: Ficus carica;
Gelso: Morus alba;
Gelso da carta: Broussonetia papyrifera
Leccio: Quercus ilex;
Ligustro: Ligustrum lucidum;
Melia: Melia azedarach;
Olivo: Olea europea;
Olmo: Ulmus campestris;
Palma messicana: Washingtonia robusta
Pini:
P. D’Aleppo: pinus helepensis
P. domestico: Pinus pinea;
P. nero: Pinus nigra;
Pioppo: Populus tremula;
Pioppo cipressino: Populus nigra var. italica
Platano: Platanus sp. Ibrido;
Robinia: Robinia pseudoacacia;
Siliquastro: Cercis siliquastrum;
Spino di Giuda: Gleditsia Triacanthus;
Tasso: Taxus baccata;
Tiglio: Tilia europea:

D.2) le specie presenti in ordine di rischiosità, allo stato attuale, nell’area:

1) Rischio basso:
Acacia: acacia mimosifolia;
Acero Americano: Acer monspessolanum
Ailanti: Ailanthus altissima;
Arancio: Citrus aurantium;
Bagolaro: Celtis australis;
Cipresso: Cupressus sempervirens;
Chicot: Gymnocladus dioicus;
Fico: Ficus carica
Gelso da carta: Broussonetia papyrifera
Ligustro: Ligustrum lucidum;
Melia: Melia azedarach;
Olivo: Olea europea;
P. nero: Pinus nigra;
Robinia: Robinia pseudoacacia;
Siliquastro: Cercis siliquastrum;
Tasso: Taxus baccata;

2) Rischio medio:
Cedro: Cedrus atlantica;
Eucalipto: Eucaliptus camaldulensis
Leccio: Quercus ilex;
Palma messicana: Woshingtonia robusta;
P. D’Aleppo: pinus helepensis
Pioppo: Populus tremula, Populus nigrap;
Spino di Giuda: Gleditsia Triacanthus;
Tiglio: Tilia europea:

3) Rischio elevato:
P. domestico: Pinus pinea;
Olmo: Ulmus campestris;
Platano: Platanus sp. Ibrido;



E) Le dimensioni medie attuali nell’area:
1.     Terza grandezza: massimo 5-10 metri
2.     Seconda grandezza: massimo 11-15 metri;
3.     Prima grandezza: 16-20;

F) Le condizioni di gestione e conservazione degli elementi arborei:
1.     Sufficienti;
2.     Carenti;
3.     Inesistenti.

G) Il rischio.
1.     Basso
2.     Medio
3.     Elevato
4.     Molto elevato

CONCLUSIONI QUARTIERE FLAMINIO:

La tavola suggerisce che l’area di maggior rischio è il Giardino Manila, collocato tra la via Flaminia e viale Tiziano, con un Bar ed aree giochi all’interno, a pochi passi dall’Istituto Guido Alessi e da un ufficio postale.

Quanto detto suggerisce di focalizzare i possibili investimenti per aumentare la sicurezza nell’area in oggetto ed in ordine decrescente, sulle alberate dei Lungo Tevere e poi nelle altre.

Il presente elaborato vuole essere un campione di metodo, l’indagine può, ovviamente, essere ulteriormente approfondita.

CONCLUSIONI VILLAGGIO OLIMPICO

Il quartiere è “immerso” nel verde, con grandi superfici a prato arborato, viali, giardini formali ed anche aree di vera “foresta”. Ma, dal punto di vista della gestione è un puzzle di aree ben gestite ed aree in completo abbandono e degrado.
Il rischio è, quindi, molto diffuso, poiché sono presenti elementi arborei di varie specie completamente secchi, altri in totale abbandono, con vistosi fenomeni di carie, seccume….

In particolare le specie, a presenza diffusa, che suscitano le maggiori preoccupazioni sono l’Olmo ed il Pioppo, ed in misura minore il Platano.
Ci sono, ad esempio, elementi puntuali di Platano su viale Tiziano, completamente secchi ed ancora in piedi.

Il Pino domestico ha una presenza ridotta ed in un solo caso desta forti preoccupazioni per dimensioni, carenza di manutenzione e rischio potenziale, l’alberata lungo via degli Olimpionici.
Il crollo di un Pini domestico nell’alberata di via Germania ha, molto probabilmente, diverse concause sinergiche, ma l’argomento dovrà essere discusso nelle sedi opportune.

La mancanza di gestione diventa un fattore di rischio grave dove si concentra il transito cittadino, come ad esempio in via Gran Bretagna, nei pressi dell’Auditorium.

Il primo passo per il contenimento del rischio dato dagli alberi del Quartiere dovrebbe essere l’identificazione precisa delle competenze, con relativa assunzione di responsabilità, da parte dei singoli Condomini, dell’Ater, del Municipio II, del Comune Di Roma e di tutti gli altri soggetti eventualmente coinvolti.

Fatto ciò potrebbe essere anche possibile definire delle linee guida comuni di gestione e/o strutture associative di scala superiore (Consorzio di gestione…).

Il presente elaborato vuole essere un campione di metodo, l’indagine può, ovviamente, essere ulteriormente approfondita.

In Fede

Franco Paolinelli





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