La Roma dei primati: dotandola dei " fondamentali" sarebbe la città più ricca al Mondo, avanti a tutte le altre.

giovedì 7 settembre 2017
Fino al 1 novembre 2016, giorno di chiusura di Panoramio, community di geo-localizzazione di foto, poi acquistata da GOOGLE e inglobata in MAPS, Roma deteneva la seconda posizione mondiale nella classifica delle città più fotografate. Prima della Capitale Italiana solo New York.

Roma: la seconda città più fotografata a livello mondiale


Abbiamo pubblicato l'interessante classifica della Ipsos MORI che, con i suoi tre secchi paramentri, mantiene Roma nelle prime dieci città della Top List 2017. Panoramio prima e la classifica Ipsos MORI dopo, confermano la potenza devastante del "Brand Roma" nel Mondo e la sua influenza nell'immaginario collettivo dell'umanità intera.

La Classifica 2017: Roma nelle prime dieci città.

Andando su altri parametri, quelli che purtroppo dirottano gli investimenti internazionali, la nostra amata città è considerata una metropoli di classe Beta, staccata dalle Alpha su tutti i fronti: servizi, trasporti, sanità, qualità della vita, burocrazia. Sono le carenze e i tumori di Roma. Atavici e, almeno al momento, senza soluzioni.

Non noi, ma economisti, giuristi, studiosi di fama internazionale, sottolineano sempre una cosa: coprendo il Gap che ci separa dalle Metropoli Alpha, Roma non avrebbe rivali. Potrebbe generare PIL e ricchezza inimmaginabili, portando benessere ed investimenti in città.

Abbiamo un credito enorme ma non riusciamo ad utilizzarlo per riportare la Capitale italiana ai vertici! Una cosa che ci demoralizza. Si può e si deve parlare di "questione romana". Gli elementi sopracitati, il fatto di essere una delle città più fotografate al Mondo, di detenere ovviamente il primato nazionale di città più visitata dagli stranieri, può ritorcersi irrimediabilmente contro: degrado, sporcizia, disservizi, condizioni indecorose di tutti i principali Monumenti, nell'era in cui tutti hanno un dispositivo per catturare immagini e video, rappresentano una pubblicità devastante.
Le immagini girano nei siti di viaggi specializzati.
Da qui la domanda: quanto l'enorme tesoro lasciato dai nostri illustri antenati riuscirà a reggere alle condizioni indecorose della città, ai suoi disservizi, alla sua cattiva amministrazione? Quanto?

Serve uno scatto d'orgoglio. Ed a farlo deve essere il  Governo nazionale.

L'illustre giurista Sabino Cassese è intervenuto sul Corriere rilanciando proprio la "questione romana": << poiché una nazione e uno Stato non possono tollerare questa situazione, occorre un piano straordinario per Roma, che impegni tutto il Paese, che renda concreta quella "promessa" che si legge nella Costituzione: "Roma è la Capitale della Repubblica". Questo piano straordinario dovrebbe partire da tre punti.   
  • Il primo è affidare le funzioni di rappresentanza a una persona diversa dal sindaco. Occorre riconoscere che oggi i sindaci di Roma, di una città dove risiedono due capitali (quella dello Stato e quella di una potenza mondiale, la Chiesa cattolica), sono caricati di una funzione da ciambellani, debbono ricevere capi di Stato, visitare pontefici, accompagnare personalità straniere in visita. Questo assorbe energie e "vizia", abituando chi dovrebbe gestire e amministrare a stare sotto la luce dei riflettori, accanto ai grandi nomi della vita internazionale.
  • Il secondo è dare alla capitale un ordinamento speciale, come molte delle capitali del mondo (la Costituzione dispone espressamente che "la legge dello Stato disciplina il suo ordinamento"). Un ordinamento speciale che riconosca una realtà ineludibile: la duplicità di funzioni del potere locale romano, che è chiamato anche ad agire come capitale, quindi nell'interesse della intera nazione.[...]
  • Il terzo punto è abbandonare il ragionamento cinico: lasciamo che i Cinque Stelle dimostrino quel che (non) sanno fare, in modo da far capire che una dirigenza politica e amministrativa non si improvvisa. Occorre invece riconoscere che l'evidente incapacità amministrativa di quel movimento politico danneggia romani e italiani, e che, quindi, vanno aiutati. Aiutarli vuol dire prestare alla città una ventina di sperimentati amministratori pubblici, capaci di costituire, con l'esempio, focolai di buona gestione, riconoscendo che per fare il buon amministratore non basta essere un politico onesto.>>
Parole lucide: in linea con quanto afferma, da anni, questa piattaforma!

Sulla questione trasporti, centralissima, Roma non può più aspettare. Mentre a Londra (Cross Rail) e a Parigi ( Grand Paris), nonostante una poderosa rete di trasporti già in dotazione, si stanno facendo ulteriori e pesanti investimenti, a Roma, ancora oggi, non è dato sapere nulla in merito al destino della linea C, dei prolungamenti vari e della ormai dimenticata linea D, una metropolitana presente nel Piano Regolatore della città!
C'è un progetto, la Metrovia, di riconversione di 6 linee ferroviarie urbane esistenti in metropolitane. Un progetto condiviso, partecipato, intelligente e che punta al riuso e all'ottimizzazione dell'esistente. Un progetto che, nel giro di pochi anni, potrebbe portare da 2,5 linee a 9! Da 60 km di rete metro a 180!

Nove linee metropolitane, con nuove stazioni e nuovi interscambi. L'impressionante assetto di mobilità urbana promosso da Metrovia

Un progetto, di riassetto del ferro, economico, rapido ed incisivo, in grado di cambiare la vita dei romani in tempi relativamente brevi. RR cercherà di portarlo all'attenzione di più persone possibili. Perché anche e soprattutto dalla carenza trasportistica ed infrastrutturale, dall'impossibilità attuale di portare, in temi certi e sicuri, un cittadino dal punto A al punto B della città, passa la mancata crescita economica di Roma, il suo mancato rilancio e il suo diritto storico di puntare alla vetta!
#romatiamo #RR



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