TRASPORTI:ANCORA ULTIMI IN EUROPA. UNA CONDANNA SENZA APPELLO!

venerdì 9 giugno 2017
Ultimi in Europa. Tutti lavorano per avere, in un futuro prossimo, città carfree. Hanno infrastrutture su ferro importanti e, chi non ce l'ha, le sta rapidamente costruendo. A Roma, il Governo Nazionale attuale, senza contare il disastro di quelli precedenti, trova sponda in quello cittadino marcatamente contrario alle grandi opere. Una visione ideologica che le vede come enormi buchi neri, con sacche di corruzione, varianti di progetto, lievitazione dei costi. Una cosa da evitare come la peste bubbonica! E così, una città che ha detto NO ad un'Olimpiade perché una classe dirigente populista si è, di fatto, dichiarata NON in grado di controllare e gestire un evento di tale importanza, non in grado di seguirlo e tutelarlo rendendolo  trasparente e limpido verso i cittadini, si ritrova, ancora oggi, ultima tra le ultime. Ma lo scoramento non è provvisorio: l'ultimo posto è il risultato, ineluttabile, immutabile, di uno Studio dell'Unione Europea. Ma anche la fondazione Einaudi aveva decretato la morte cerebrale del TPL romano:  alla situazione finanziaria problematica si aggiunge  l’elevatissima evasione del titolo di viaggio ( per nulla scalfita dai Grillini), i ritardi che superano i 40 minuti, le continue interruzioni e disservizi, l’incuria e il pessimo servizio. Non sorprende dunque che il tasso di soddisfazione degli utenti sia il più basso tra le capitali europee. La situazione, lo ribadiamo, non lascia spazio a speranze: questa amministrazione e il Governo Nazionale, contrariamente a tutti i paesi europei, NON hanno un progetto serio di trasporto per la città. Il Grab, un paio di tranvetti e una funivia: tutto scollegato, tanto per far qualcosa. Roma, invece, avrebbe bisogno di ingenti risorse e di un programma ventennale sulle infrastrutture per la mobilità, gestito da un commissario governativo, che stoppi gli umori e/o i gusti di coloro che salgono al Campidoglio, democraticamente eletti. Non deve esistere, per fare un esempio, che l'Alemanno di turno cassi un'intera linea, la metta in discussione e la faccia cadere nel dimenticatoio. La D è prevista da un documento ufficiale che si chiama Piano Regolatore, votato da un Consiglio Comunale democraticamente eletto. Come lo è la C e come lo sono i prolungamenti di A, B, B1 e C! A Roma servono le Metropolitane: puoi inventarti quel che vuoi ma la portanza, l'efficacia e la solidità di questo mezzo è imbattibile. Non è necessario scavare in periferia, la si può fare a raso o in viadotto, abbattendo notevolmente i costi. Ma, dicevamo, manca completamente un piano, non esiste una visione sistemica e complessiva del Trasporto Pubblico cittadino. Le FL dovrebbero essere trasformate sul modello delle Sbahn tedesche, andrebbe cambiata la segnaletica, andrebbero linkate con la rete metropolitana esistente e futura con più stazioni urbane e con nodi di scambio ferro/ferro e ferro/gomma. Ma non c'è l'idea di niente. Non esiste un piano volto a spostare centri economici e d'interesse sulle linee di ferro esistenti:  la Nord ha grandi potenzialità, viaggiando, escludendo il tratto di penetrazione urbana, praticamente nel nulla. Ultimi tra gli ultimi: con una condanna senza appello. Un ergastolo per i romani: privi di prospettive, condannati all'automobile vita natural durante. Loro e quelli del futuro: figli e nipoti. Condannati alla tristezza e all'immobilità! RR

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