Oggi parliamo delle condizioni vergognose dei Treni della Ferrovia Roma-Nord e di alcuni altri ragionamenti sul Trasporto Pubblico cittadino. Video agghiacciante.

domenica 14 maggio 2017
La ferrovia Roma-Civitacastellana-Viterbo, conosciuta anche come la Roma Nord, è una linea regionale che collega la città di Roma al capoluogo della Tuscia con un percorso di 102 km, che fino a Civita Castellana corre parallelo alla via Flaminia. Insieme alla Roma-Lido, altra Ferrovia Concessa, si batte strenuamente ogni anno per l'assegnazione del Premio Caronte, ovvero quello, pesantissimo, di tratta ferroviaria peggiore d'Italia. Ed i motivi sono presto intuibili vedendo il video che abbiamo girato giusto ieri presso la Stazione di Acqua Acetosa, luogo che funge anche da deposito/officina per le carrette in uso sulla linea. Nel video abbiamo parlato di 70.000 tra romani e turisti, senza citare, chiediamo venia, ovviamente i tantissimi pendolari della tratta extraurbana, i più sacrificati! 
La ferrovia ha inizio presso piazzale Flaminio a Roma e termina su Viale Trieste a Viterbo.
La linea, di proprietà della Regione Lazio, è interamente affidata ad ATAC, che vi opera in qualità sia di gestore dell'infrastruttura sia di impresa ferroviaria.
Offre due tipologie di Servizio: uno urbano e uno extraurbano. Il protagonista del nostro video è un treno urbano utilizzato anche da moltissimi turisti, in visita in città, che scelgono, non di rado, sistemazioni lungo l'asse della ferrovia, non aspettandosi minimamente di vivere una delle emozioni più forti che il TPL romano ha da offrire. Una vergogna indicibile. 
Il servizio urbano dovrebbe garantire, ma non lo è quasi mai, treni ogni 10/15 minuti, partendo dalla Stazione di Testa Flaminio con interscambio con la linea A ( per chi non è di Roma le due stazioni non sono collegate da sottopasso ma attraverso Piazzale Flaminio, tristemente noto per l'insistenza di un suq molto attivo alimentato da regolari ed abusivi, più volte contestato da Noi per la pericolosità della sua presenza nell'unica area di fuga, in caso di necessità di sfollamento immediato, di due Stazioni trafficatissime) fino alla Stazione di Montebello. Questo tratto gode di binario doppio ed è da tempo immemore che si parla di trasformazione in linea di tipo metropolitano, con  tutti gli investimenti ed aggiustamenti del caso. Sogno rimasto nel cassetto, in una città priva d'infrastrutture pesanti per il trasporto pubblico. Ennesima occasione mancata.
L'altro servizio, quello extra urbano, è praticamente da terzo mondo. Treni ogni 30 minuti nelle ore di punta, sempre se non si rompono o se non saltano corse, per un tempo di percorrenza disumano: 102 km in tre sfiancati ore! La Roma-Nord è una vasta infrastruttura che negli anni si è più volte dimostrata essere, nonoatante tutto, non solo un servizio utile ai cittadini del Lazio, ma anche un elemento caratterizzante della storia dei paesi che attraversa. Un patrimonio del genere meriterebbe l'attenzione che ogni ferrovia necessita, ossia la regolare manutenzione dei convogli e delle infrastrutture, nonchè investimenti per migliorare il confort e i tempi di percorrenza. Contrariamente a quanto auspicabile, la Regione Lazio ha lasciato in questi anni la tratta in uno stato di sostanziale abbandono: il rinnovamento della rete elettrica è stato interrotto a Civitacastellana, tant'è che proseguendo fino a Viterbo la linea aerea è sostenuta ancora dai pali originali del 1932. ATAC, poi, c'ha ovviamente messo del suo garantendo un servizio scadentissimo, con treni in condizioni come da video e tutto il peggio dell'inefficienza di quello che altri, ancora oggi, osano definire "fiore all'occhiello" della città di Roma.
Tirando fuori il naso dal Raccordo ci rendiamo subito conto di come altrove le cose vadano esattamente nella direzione opposta. In Capitali con paurose reti metropolitane, si sta lavorando, oggi, per conurbare i paesi e le città vicine, e lo si sta facendo attraverso il ferro che, a quanto pare, passato di moda non è!
 A Londra il portentoso Cross Rail e a Parigi  l'altrettanto mirabile Grand Paris: progetti su larga scala volti a connettere tutta l'area metropolitana che gravita intorno alle due città. A Roma siamo all'opposto. Considerato che manca proprio una visione complessiva di trasporto e che si va avanti con l'idea di una tranvia di quà, di una funivia di là, di un prolungamento di sù e di un filobus di giù: tutti progetti scollegati, privi di un'idea armonica e mancanti di un  corretto studio dei flussi. Volendo restare alla Nord e alla sua doppia valenza di servizio, il passo da fare sarebbe chiarissimo a qualsiasi amministratore attento: potenziare e migliorare la linea. Investirci sopra. Rendere realmente metropolitano il tratto urbano e ridurre i tempi di quello extraurbano, limitato dal binario unico e dalla tecnologia di inizio secolo. Certo, andrebbe anche fatta una seria razionalizzazione degli attori in campo, eliminando la Regione e passando la proprietà delle tre Ferrovie Concesse al Comune di Roma.
Noi, con la nostra pagina sui trasporti Romanderground, continuiamo a portare avanti la nostra idea di trasporti attraverso proposte, studi e anche semplici consigli che ci arrivano direttamente da parte dell'utenza.
Quello che non si discute è un fatto, incontrovertibile: Roma ha bisogno di ferro. Serve una rete metropolitana che funga da scheletro, da asse portante, sul quale appoggiare il resto dei sistemi di trasporti urbani, nell'ottica di una razionale integrazione degli stessi al fine di coprire tutto il vastissimo territorio cittadino. Eccezioni come la Nord e, per certi versi  la Lido, anche se Ostia è comune di Roma, con i suoi 28 km di rete, vanno trasformate in servizio di tipo metropolitano e in metro! Questa è l'unica strada da percorrere per risalire la china, per rendere più appetibile il traporto pubblico rispetto a quello privato. La decrescita felice e i NO a tutto affogano la città e il suo futuro in un maleodorante pantano. E' giusto che i romani abbiamo gli stessi standard dei cittadini delle altre Capitali Europee. Questo lo devono capire il Governo Nazionale, la Regione Lazio e la Giunta Raggi.  RR

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