Momento Amarcord. Un'intervista del 2011 ripercorre i primi due anni di vita di RR. Siamo nel 2017 ed ancora operativi. L'obiettivo sempre uguale: Roma e il suo futuro. A voi.

mercoledì 17 maggio 2017
Cari amici che ci seguite, oggi, vi proponiamo un articolo di inizio 2011, relativo ad un intervista di uno dei Fondatori Storici di Riprendiamoci Roma, realtà attiva dal 2009. Ci dispiace per i Grillini che, non conoscendoci, con una superficialità incredibile, ci additano come asserviti a questo o a quel partito. La nostra azione, purtroppo per loro, è cristallina ed ha come unico interesse il bene della Città. Mai avuto bandiere da sventolare se non quella dell'orgoglio di esser nati in questa splendida città, che deve tornare ad esser Grande! Nell'intervista: gli inizi, le azioni antidegrado, la partecipazione a forum e il dialogo costante con gli altri Blog storici. Un piccolo schiaffo a chi non si prende la briga di approfondire cose reperibilissime in rete. Da leggere.

Ecco l'intervista di 06blog.it 

Col nuovo anno ricominciamo ad approfondire le ragioni e la storia dei blog urbani più importanti di Roma. Siamo particolarmente onorati di ripartire, è bene usare proprio questo verbo, con Riprendiamoci Roma, un blog che assomiglia ad una vera coscienza civica e che ha il potere di restituirci convinzione e speranza per una città migliore.
Ne parliamo con Luca, fondatore, ideatore e curatore (insieme ad altri) di Riprendiamoci Roma quale naturale evoluzione del "vecchio" degradoroma.giovani.it, già attivo fra i primi roman blog da cui abbiamo cominciato il nostro percorso.  


Quando, come e perché nasce RiprendiamociRoma? 
Riprendiamoci Roma nasce a febbraio 2009 dalla esigenza di tramutare in forza propositiva il crescente movimento antidegrado cittadino. Una sorta di esperienza "2.0", in cui alla denuncia via blog si associa la promozione di un volontariato civico attivo operante fuori dal web, direttamente nelle strade. 
Un impegno continuo, che non si esaurisce soltanto in pochi interventi occasionali. Le passeggiate antidegrado vengono organizzate in media ogni due settimane, con punte di una o due passeggiate a settimana, ma frequenti sono anche i blitz improvvisati sul momento. Le nostre linee guida sono tre: 
1) la non invasività e reversibilità degli interventi, tesi solo ad eliminare le forme di degrado senza apportare modifiche di alcun tipo all'arredo urbano; 2) la qualità degli interventi, che devono essere condotti a regola d'arte e nel rispetto dei vincoli architettonici; 3) il carattere assolutamente volontario dei nostri interventi. 
 
 
 
Tutti i prodotti, i solventi, gli attrezzi che utilizziamo sono acquistati da noi, non abbiamo mai preso soldi da nessuno. Ma il nostro blog non è solo questo. E' anche un luogo di studio e riflessione sulle possibili soluzioni al degrado: dall'utilizzo di vernici e prodotti antiaffissione, ai solventi e protettivi antigraffiti, per i quali abbiamo studiato tutte le possibili applicazioni in collaborazione con aziende specializzate del settore e con l'Associazione Nazionale Antigraffiti.
In questo senso sentiamo di essere un vero e proprio movimento d'avanguardia. Prima di noi, infatti, non esistevano soggetti che si dedicassero direttamente, continuativamente e in forma volontaria allo studio e alla salvaguardia diretta dell'arredo urbano, del decoro e della vivibilità dei cittadini.
Caspita, ne avete fatta di strada, nel vero senso della parola. Siete ormai una realtà importante nel mondo della blogosfera romana, come fate a gestirlo e in quanti siete? 
Il blog è stato per lungo tempo gestito da me, in collaborazione con altre persone che via via hanno aderito al movimento. Oggi lavoro in tandem con Les, che si occupa di scrivere alcuni articoli del blog e di gestirne la versione inglese
Dagli altri membri del movimento arrivano segnalazioni, foto, articoli, proposte, riflessioni e quant'altro. Alcuni volontari del movimento partecipano anche alle passeggiate antidegrado. L'adesione a queste iniziative è libera e non vincolata. Non c'è alcun obbligo a partecipare né a dividere le spese. Chi vuole ci contatta e viene messo a conoscenza, tramite mailing list, di tutti gli appuntamenti in programma.
La traduzione inglese è davvero un'idea eccellente. Dalle presentazioni ufficiali, ci si accorge anche del rapporto con i vari forum. Qual è la differenza tra il lavoro del blog e la partecipazione ai forum?
Ne seguiamo attivamente due: Skyscrapercity(frequentato da architetti e/o semplici amanti dell'architettura e dell'urbanistica) e Lotta al Degrado, su cui scrivono diversi blogger non solo romani, nonché restauratori ed esperti in storia dell'arte. 
La mia attività di blogger è complementare a quella di forumer. Un blog ha una struttura simile a un sito con una linea editoriale ben precisa. Il forum è una struttura costituita da spazi vuoti che ognuno può riempire con gli argomenti che preferisce. Due strumenti che noi utilizziamo a fondo per diffondere le nostre idee.
Quali sono le soddisfazioni più importanti che ricordi dovute al blog? I post e gli interventi conseguenti che non scorderai mai, o quelli che ti hanno deluso. Raccontaci la dinamica fra denunce via rete ed interventi sul campo.
In quasi due anni di attività le soddisfazioni sono state molte. Abbiamo portato la lotta al degrado sui giornali e per le strade. Ad ogni nostro blitz ci arrivano i complimenti della gente, dei cittadini stanchi di vivere in una città a livelli del quarto mondo, ma anche di vigili urbani, della Polizia e dei Carabinieri. 
Nel tempo abbiamo visto nascere esperienze simili alle nostre (ReTake Roma, ad esempio) e di questo siamo felicissimi. Tra gli interventi che non scorderemo ci sono senz'altro i blitz contro i manifesti abusivi, organizzati in collaborazione con altri blog (Degrado EsquilinoTolleranza Punto Zero e  NoTransenna e quindi 06blog) che ha creato in breve tempo un vero e proprio movimento (i cittadini-stacchini) finito spesso sui giornali e perfino nei TG grazie alla forza e alla innovatività del messaggio lanciato. 
Ma potrei citarti anche la positiva esperienza della raccolta firme a sostegno della delibera anti-cartelloni, che ci ha permesso di dialogare con la gente sul problema del "degrado urbano". Tra gli interventi antigraffiti, mi viene in mente la pulizia del portale laterale della Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola, un capolavoro dell'arte barocca totalmente sfregiato dai graffiti, che abbiamo completamente ripulito in meno di 10 minuti con risultati eccellenti. 
Tuttavia, come è scritto nel blog, noi siamo perfezionisti e non ci accontentiamo di niente. Personalmente potrò dirmi soddisfatto solo quando la mia città sarà finalmente ai livelli delle grandi capitali europee, in termini di vivibilità, decoro e arredo urbano.
 
 
Pensi davvero che si possa cambiare? Riprenderci Roma? Chi ce l'ha rubata o ce la ruba? Dopo tanta esperienza sul campo (anche con buoni risultati), noti un miglioramento della città? Che bilancio potresti tracciare?
A prescindere dal fatto che ci si creda o meno, è qualcosa che sentiamo di dover fare. Provare a strappare questa città dalle mani dei tanti barbari che quotidianamente la offendono e la deturpano nell'indifferenza e nel menefreghismo generale. Restituire ai romani l'orgoglio per la loro città. 
Certo questa non è un'operazione semplice. Roma non è stata costruita in un giorno e nemmeno verrà salvata in così poco tempo. Ma il numero sempre maggiore di blog antidegrado che quotidianamente fanno la loro comparsa sul web ci fà ben sperare. Quando la lotta al degrado sarà finalmente al primo posto dell'agenda politica dei nostri amministratori, allora potremo dire di aver posto le basi per vincere la nostra battaglia. 
Per il momento la lotta al degrado è ancora vista solo un costo e non come un investimento. Manca totalmente qualsiasi tipo di programmazione e strategia. Si va avanti a suon d'interventi-spot, spesso condotti in maniera dilettantesca, che non risolvono nulla e costano pure un sacco di soldi.
Per quanto riguarda il blog, a quasi due anni dalla sua nascita il bilancio è decisamente positivo. Abbiamo aperto una nuova via alla lotta al degrado, siamo arrivati alla gente e ai giornali, abbiamo anche visto nascere esperienze parallele alla nostra e speriamo ne vengano presto delle altre. 
Abbiamo di fatto creato il "volontariato antidegrado". Certo, è vero, potevamo fare di più, ma sarebbe servita una struttura e una suddivisione dei compiti maggiore. Magari anche qualche appoggio importante. Ma ci sarà tempo. Abbiamo le idee chiare anche su questo.
I romani capiscono che si può e si deve cambiare tanto nella filosofia di vita del cittadino?
I romani capiscono, certo. Ma all'indignazione e alla presa d'atto dei problemi che affliggono questa città non fa seguito nessuno slancio propositivo. La sensazione comune è che al degrado ci si debba rassegnare, che combatterlo sia del tutto inutile. Manca la costanza nell'affrontare i problemi. Manca una linea guida. Mancano gli strumenti. E mancano le strutture destinate a raccogliere e canalizzare questa voglia di cambiamento. I blog in questo senso possono essere utili.
A proposito di questo come giudichi l'esperimento de La Rete dei Blog Romani? C'è chi parla di fallimento, chi crede non si sia mai esaurito. La tua, vostra versione.
E' mancata la costanza. Una volta raggiunto un obbiettivo si deve avere la forza e il coraggio di salire il gradino e di passare allo step successivo. Altrimenti l'entusiasmo scema e si finisce per ritornare inesorabilmente indietro. La Rete dei Blog Romani, così come era stata concepita, non esiste di fatto più. Eppure servirebbe una sovrastruttura capace di unire e coordinare i vari blog.
E le amministrazioni? Parliamo di politica, senza peli sulla lingua (come a R.R. siete abituati a fare). Come giudichi Alemanno? Veltroni, Rutelli, nostalgia e peggio ancora? Qualcuno, che potrebbe e dovrebbe, fa davvero qualcosa per migliorare la città?
Roma è sempre stata amministrata male. Per quanto se ne dica, lo status di Capitale ha portato a Roma più disagi che vantaggi. Una città così grande e così mal distribuita, con un patrimonio monumentale così immenso, non può essere governata con gli strumenti e i fondi di un qualsiasi Comune italiano. 
Con Veltroni si è provato a rilanciare Roma puntando sulla cultura, sul recupero degli spazi e sul turismo. Nei primi tempi si è visto anche un generale miglioramento della città a livello di credibilità e di mentalità stessa dei cittadini. Il problema è stato forse quello di voler esagerare, mettendo troppa carne al fuoco per le risorse economiche modeste di cui si disponeva. 
Alla fine il modello-Roma si è afflosciato su stesso e la città si è mostrata in tutta la sua fragilità. Alemanno ha scelto un approccio completamente opposto. Ha impostato la campagna elettorale su decoro e sicurezza, laddove la precedente amministrazione aveva fallito. E' partito con un basso profilo, puntando su pochi obiettivi.
I risultati sono stati altrettanto modesti, specialmente sul tema del decoro cittadino. Non mi è piaciuto l'atteggiamento di iniziale chiusura tenuto nei confronti della Festa del Cinema e nemmeno la battaglia personale contro la teca di Meier dell'Ara Pacis. Un progetto sbagliato fin dalla sua nascita per il quale l'abbattimento di un muretto non cambierebbe nulla.
 
Quali sono gli organi di informazione che seguite di più? Fra i blog? I social network, ben linkati sul vostro blog, aiutano? Come analizzi la blogosfera di Roma in generale?
Sulla cronaca cittadina dei principali quotidiani nazionali, di degrado si parla raramente e a fasi alterne. Manca una rubrica fissa che analizzi in maniera sistematica i problemi e che martelli le amministrazioni. I giornali non lo fanno, o perché non vogliono o perché non possono.
I blog, invece, sono totalmente liberi e privi di ogni forma di condizionamento. Non devono rispondere a nessuno. Forse è per questo che danno fastidio a molti, perché spiattellano la verità in faccia alla gente, al di là dei comizietti e della retorica di parte. 
Sui pregi e difetti della blogosfera ci sarebbe da spendere fiumi di parole. Ma certo i blog, per poter sfondare, devono essere quotidianamente aggiornati e offrire quel qualcosa in più o di diverso che gli altri mezzi di informazione non offrono.
Quanto dedichi della tua vita al blog? A questo proposito, quali sono i progetti prossimi e futuri di Riprendiamoci Roma?
Il tempo necessario a scrivere articoli, organizzare e postare foto, video, slide, in più organizzare e partecipare alle passeggiate antidegrado e ai blitz, coordinare i vari membri e gestire la mailing list. Direi almeno un paio d'ore al giorno, in media, e mi tengo basso. 
Il progetto futuro è senz'altro quello di regolarizzare la nostra attività stringendo accordi con il Comune e con le associazioni dei residenti, per avere le autorizzazioni necessarie a poter svolgere in sicurezza la nostra azione sul territorio. Non pensate ad iniziative di massa, a sconclusionate e caciarone pulizie generali "all'amatriciana". Per noi la parola d'ordine dev'essere qualità. Ogni nostro intervento dovrà essere condotto a regola d'arte.
Vogliamo in particolare sperimentare sul campo la nostra "Teoria delle Oasi Antidegrado". La teoria secondo cui una strada pulita fa emergere ancor di più le strade sporche attorno. E quando in strada si trovano attività commerciali (negozi, bar, ristoranti), avere una strada pulita può cominciare a diventare vantaggioso. 
Chi porterebbe la propria moglie a cena in un locale che si affaccia su una strada sporca e degradata, quando a pochi metri da lì ce n'è un altro che affaccia su una strada perfettamente pulita e ben tenuta? 
Solo la concorrenza e il tornaconto economico possono generare un circolo vizioso positivo. E allora il ristoratore che ha il suo locale in una strada sporca troverà vantaggioso spendere 20 euro per ripulire la propria saracinesca, e altrettanti 20 euro per proteggerla dai graffiti e dalle affissioni. Non getterà più la monnezza direttamente in strada e si curerà di spazzare tutte le mattine lo spiazzo antistante alle sue vetrine. Basterà fare due più due per capire che un solo cliente guadagnato vale di più dei 40 euro spesi per risistemare l'esterno del proprio locale.
Wow, la vostra determinazione è una vera cura ricostituente. Non possiamo che congratularci e collaborare. Buona fortuna, a tutti noi a questo punto. Grazie mille Luca.
 

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