AUTO E SCOOTER DATI ALLE FIAMME. FENOMENO ANCH'ESSO FIGLIO DELLA TOTALE ASSENZA DI CONTROLLO DEL TERRITORIO. SIAMO ANDATI PERSONALMENTE IN VIA AGRI, DOVE SI E' REGISTRATO L'ULTIMO EPISODIO, SCOPRENDO IL MODUS OPERANDI DEI PIROMANI!

domenica 7 maggio 2017



Non è un fenomeno nuovo, non è un fenomeno localizzato. E' già da parecchi anni, almeno quindici, che si danno alle fiamme auto e scooter a Roma, vi fu anche un periodo di predilezione per le smart.
L'ultimo in ordine di tempo in Via Agri, nel ricco quartiere Trieste, dove la notte del 26 Aprile, sono stati dati alle fiamme venti scooter e un auto. Appena qualche giorno prima altre tre auto nel vicino quartiere Parioli. 
Ma è tutta Roma ad essere coinvolta. Nessun quartiere è stato escluso. Una sequenza costante ed ininterrotta, lunga quindici anni, con picchi d'incidenza nel periodo primaverile/estivo.
Abbiamo sempre ricevuto da voi che ci seguite e successivamente pubblicato le immagini di episodi dolosi che hanno visto coinvolte vostre autovetture o vostri scooter. Ma la voglia di capirci qualcosa  di più ci ha portato proprio sul luogo dell'ultimo episodio avvenuto, quello del Quartiere Trieste, dove ci siamo recati personalmente e dove abbiamo scattato queste foto.
Non vogliamo sostituirci alle Forze dell'Ordine, ci mancherebbe: ma quello che abbiamo trovato e che pubblichiamo nelle foto allegate a questo articolo, chiarisce, a noi curiosi per costituzione,  il modus operandi di questi piromani
Escludiamo, lo abbiamo sempre fatto, qualunque tipo di motivazione: l'unica, ed è purtroppo quella che lascia più basiti, è che lo si fa solo ed esclusivamente per il divertimento di danneggiare l'altrui proprietà, nel caso specifico dell'articolo, e il bene comune, in tutti i casi di devastazione urbana che documentiamo costantemente nella nostra pagina ufficiale facebook e sui canali twitter ed instagram.
C'è lo spettro di una strategia ben precisa che ha come conseguenza diretta quella di creare ulteriore paura e insicurezza tra i cittadini, ormai vittime sacrificali, quasi designate e ossessionate dall'incubo di veder bruciare in pochi istanti il proprio mezzo a due ruote o la propria automobile. Queste situazioni sono figlie di un unico padre: la totale assenza di controllo del territorio
Roma, lo diciamo da anni, è terra di nessuno: cani sciolti o ragazzini, spesso minorenni, riuniti in crew, devastano liberamente e con una costanza incredibile, tutto il devastabile, per il puro piacere di farlo. Qui apriamo una piccola parentesi: al romano brucia molto se gli si tocca la cosa propria e molto meno se si devasta una stazione metro appena inaugurata o se si imbratta un treno. E' un modo di ragionare che stentiamo a comprendere, eppure anche noi siamo nati in questa Città,  e che certo non appartiene a popoli di altre latitudini che vedono la cosa  pubblica come cosa propria, la proprià città come estensione della propria abitazione. Non possiamo, poi, non citare la "Teoria delle Finestre Rotte" diventata a Roma un caso di scuola. Per chi non la conoscesse, ne dubitiamo, è quella teoria criminologica sulla capacità che il disordine e il vandalismo hanno di generare criminalità aggiuntiva e comportamenti apertamente anti-sociali. L'esistenza di una finestra rotta, da cui prende appunto il nome la Teoria,  genera fenomeni di emulazione portando qualcun'altro a rompere un lampione, bruciare un'auto, taggare un treno. Mantenere e controllare ambienti urbani reprimendo i piccoli reati, gli atti vandalici, la deturpazione dei luoghi, il bene in pubblico, la sosta selvaggia o l'evasione nel pagamento di parcheggi, mezzi pubblici o pedaggi, contribuisce a creare un clima di ordine e legalità e riduce il rischio di crimini più gravi. Praticamente l'esatto opposto di quello che si fa a Roma. Praticamente quello che dalla nostra nascita, anno 2009, abbiamo ripetuto ad Alemanno, Marino, Tronca e oggi alla Raggi alla quale chiediamo l'istituzione, come in altre città europee, di un'apposita brigata antidegrado, attingendo dal Corpo di Polizia Municipale e destinandola ad attività di controllo e e d'indagine di tutto quello che riguarda il nostro mondo e la nostra ragione di esistere. 

Tornando al rogo di via Agri vi mostriamo qui sotto altre due foto: 

Soffermatevi sulla seconda. Notate dei pezzi di legno? Noi, come tutti, pensavamo che i roghi di tali proporzioni venissero generati  cospargendo le auto  o gli scooter di benzina, invece pare non sia assolutamente così.
 Il Portiere dello stabile ha riferito che è stato dato alle fiamme un solo scooter, centrale rispetto a tutti gli altri: sotto al quale è stata posizionata della legna a cui è stato dato fuoco sicuramente con materiale infiammabile. Questo ha generato la combustione e lo scoppio del primo scooter e il propagarsi delle fiamme sugli altri e sull'auto più vicina. Un lavoro, a quanto pare, molto rapido da eseguire, meno vistoso di un bagliore vasto e improvviso e che permette di allontanarsi rapidamente dal luogo del misfatto, lasciando fare agli elementi. 
Questo è quanto siamo riusciti ad apprendere e che trasferiamo a voi per conoscenza attraverso le pagine di questo blog. A prescindere dalle modalità, resta sullo sfondo una città sempre più abbandonata a se stessa. Una cosa davvero che non si può più tollerare. Il Governo Nazionale in primis, quello Regionale e Comunale devono prendere atto della situazione. Lo devono fare le Istituzioni tutte. Roma deve tornare ad essere sicura. Ci devono essere regole certe, pene severe ed esemplari. Basta con il lassismo e la connivenza. I cittadini, e noi con loro, non ne possono davvero più. RR





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