UN TAVOLO CON VARI INTERLOCUTORI PER RILANCIARE L'INDUSTRIA CINEMATOGRAFICA ROMANA, AL MOMENTO IN GINOCCHIO. VALE 20 MILA POSTI DI LAVORO E COINVOLGE BEN 4 MILA IMPRESE CITTADINE. NON SCHERZIAMO!

martedì 25 aprile 2017

La Grande Bellezza

 La Dolce Vita

 Il Marchese del Grillo

  I Soliti Ignoti

 La Banda degli Onesti

 Caro Diario

Uccellacci ed Uccellini

 Roma Città Aperta

 Umberto D.

Cinecittà Studios, il Campidoglio incalza Franceschini: "Mettiamoci attorno ad un tavolo"
Vacanze romane

Roma Capitale, il Municipio VII, la Regione Lazio e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo: tutti attorno a un tavolo per il futuro dell'industria cinematografica a Roma, una voce importantissima per il benessere della città. 
Nel futuro di CINECITTA' c'è il CINEMA, una cosa che sembrerebbe scontata ma che, specie di questi tempi, scontata non è. Tutto è partito da una mozione votata dall'Assemblea Capitolina dalla maggioranza pentastellata.
Riprendiamoci Roma è da sempre per il rilancio degli STUDIOS, per la valorizzazione delle maestranze che vi lavorano al fine di non disperdere quella consolidata "conoscenza" artistica che è il vero valore aggiunto dell'industria cinematografica cittadina.
Fare CINEMA in città è, ad oggi, un vero calvario: lo diceva Carlo Verdone già nel non lontano 2014. Costi alti e lungaggini della burocrazia rendono sempre più difficile e oneroso e dunque meno competitivo  girare un film  a Roma. Dall'occupazione del suolo pubblico all'accesso alle zone a traffico limitato, fino alle autorizzazioni per riprendere un monumento: l'industria del cinema, che vale circa 20mila posti di lavoro e muove quattromila imprese romane, è, oggi, letteralmente in ginocchio. La crisi dell'industria cinematografica romana non è generata solo dai costi. Anche gli uffici ci mettono del loro. Ogni produzione, nazionale e internazionale, si vede, infatti, costretta a mettere d'accordo Comune, Sovrintendenza, Polizia Municipale,  e financo l'Acea per le fontane. Un pandemonio, insomma, che non invoglia certo a girare un film nella Capitale, escludendo  a priori quelli dal piccolo badget che, in percentuale, hanno un valore rilevante nel tirare le somme a fine anno.
Ci auguriamo che, dal tavolo che si riunirà, venga fuori un'unica cabina di regia che abbia il potere di  limitare i costi di produzione e semplificare l'aspetto burocratico/amministrativo davvero molto ingarbugliato e pesante.
Ma c'è un ulteriore aspetto che frena il benessere dell'industria cinematografica in città: Roma è una cloaca, un immondezzaio, al centro come in periferia. Questo pesa moltissimo sulla scelta di Roma e di Cinecittà, specie per le  grosse produzioni internazionali. E' capitato anche che  un produttore si proponesse di fare delle migliorie nei luoghi dove girare una tale scena e, incredibile ma vero, ecco spuntare il burocrate di turno a bloccare tutto. Insomma:  si propone di sistemare un luogo ma hai lo stop dalla burocrazia. Tutto questo è assurdo ed è un fenomeno che abbiamo conosciuto molto bene quando, con la nostra pagina sui trasporti Romanderground, avevamo iniziato a pulire l'interno di alcune stazioni della metropolitana. Stoppati da ATAC dopo il secondo intervento! Tutto questo è incredibile da accettare. Eppure succede, e succede spesso. Ben venga la convocazione di questo tavolo tra diversi attori coinvolti. L'importante è far prevalere la ragione, facilitando la realizzazione delle produzioni in città portando benefici a tutto il comparto che, ripetiamo, coinvolge ben 4 mila aziende e circa 20 mila lavoratori. Una grossa voce nell'economia cittadina che  va consolidata e incrementata. Si lavori per questo. Si lavori per il bene della città. RR.


Abbiamo 

0 commenti:

Posta un commento

ShareThis

GUARDA I NOSTRI VIDEO