UNA CITTA' ETERNAMENTE IMMOBILE! DA ALMENO UN DECENNIO NON C'E' UNO STRACCIO DI PROGRAMMA DI CAMBIAMENTO. MA SE NON SI MUOVONO I ROMANI NON CAMBIERA' MAI NULLA

lunedì 20 marzo 2017


























Roma, la Città Eterna. Una città "eternamente immobile", uguale a se stessa, vecchia, polverosa, sporca, malandata. Abbandonata da tutti, dai suoi amministratori e dai suoi cittadini. E senza speranza.

Sulla nostra città sembra essersi abbattuta una maledizione. Nell'ultimo decennio si sono avvicendati amministratori di tutto l'arco politico, dal centrodestra al centrosinistra, passando per i cinque stelle, ma la storia non è mai cambiata. Nessuno è mai riuscito a smuovere nemmeno una pagliuzza, a scardinare un sassolino dalla scarpa. Tutti bravi a parole, ma pecoroni nei fatti. Tutti pronti a cagarsi addosso, a ficcarsi sotto le rassicuranti coperte del mantenimento dello status quo e del "lassa fa'" e del quieto vivere. D'altra parte, chi se fa li cazzi sua campa cent'anni.

Non che le trascorse campagna elettorali ci avessero fatto sperare in qualcosa di buono. Il sorriso imberbe e vagamente spaesato della Raggi (tanto per citare l'ultima arrivata) celava tanta buona volontà di cambiamento quanta pochezza di idee e contenuti. Eppure Roma era (è) messa talmente male che anche sparando a casaccio qualcosa di buono poteva uscirne fuori. C'è forse qualcosa che funzioni in questa città? Potevamo sbizzarrirci.

Un piano sistemico (SI-STE-MI-CO! Non interventini spot!) per rivoluzionare la mobilità cittadina, corsie preferenziali, grandi assi di scorrimento, parcheggi interrati e pedonalizzazioni in centro, tpl e piste ciclabili. Un piano sistemico (SI-STE-MI-CO!!!) di raccolta porta a porta e differenziata senza se e senza ma. Nuove regole per gli appalti, per la manutenzione di strade e marciapiedi, requisiti standard per il decoro di ogni condominio e attività commerciale, un piano per la cura del verde pubblico. Investimenti nel turismo, il rilancio di Ostia, la modernizzazione del sistema museale.

Ma forse questo era chiedere troppo, ce ne rendiamo conto. Chi nasce e cresce in una realtà come Roma è totalmente assuefatto al degrado da non percepirlo neppure più come un problema. Tuttavia non ci si poteva aspettare nemmeno una simile Caporetto. Abbandonata fin da subito ogni pretesa di rendere Roma una città moderna, rispondente agli standard di vita europei e del turismo mondiale, si è fallito perfino nel misero tentativo di prendersene cura come farebbe un amministratore di condominio. Almeno le buche, almeno la monnezza. Almeno uno po' di pulizia. NO. Neanche quello. Abbiamo rinunciato, per manifesta incompetenza o impossibilità.

La nostra città è ormai senza speranze. Roma è, semplicemente, una città vegetante. Una città che non dà segni di vita, e giorno dopo giorno, nelle strade, aumenta la puzza di cadavere. Ma non è solo Roma ad essere morta. L'aspetto ben più grave e inquietante della faccenda è che sono morti i romani. Quei romani che ogni giorno, con stupidissima retorica da bar, si affrettano a condividere su facebook immagini della Dolce Vita che fu o dei tramonti trasteverini con vista sul cuppolone e chitarra dello stornellatore di turno, urlando ai quattro gatti che ancora li stanno a sentire quanto è grande il loro orgoglio di vivere nella città più bella der monno!

Come può il popolo romano accettare questa inesorabile agonia senza scendere in piazza con i forconi, i pomodori, le uova e chi più ne ha più ne metta? Un popolo che provasse un minimo di orgoglio (un decimo di quello manifestato a parole!) nei confronti della storia di questa città unica al mondo, non perderebbe un minuto a ribellarsi, a scendere in strada e a prendere a schiaffi chi l'ha tradita e chi ogni giorno contribuisce ad alimentare il cancro del degrado e della decadenza.

E invece siamo ancora ostaggio delle doppie file, delle buche, dei mercatini di mutandari, dello zingaro, del parcheggiatore, del writer di turno. E per fortuna che c'è Riprendiamoci Roma, e i volontari di Retake Roma a metterci qualche pecetta. Il romano orgoglioso si sente a posto con la coscienza e torna a dormire sereno, nella sua casa "signorile" dal prezzo gonfiato, circondata da erbaccia, monnezza, topi e cinghiali scorrazzanti.

Buonanotte a tutti!

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