ROMA E' UNA CITTA' IN PICCHIATA: UN NOSTRO POST DEL 2010 LO DIMOSTRA. IL DEGRADO E' IN AUMENTO E NEANCHE ALL'ATTUALE GIUNTA SEMBRA INTERESSARE GRANCHE'. UN POST TRIONFALISTICO DELL'ASSESSORE MELEO SOSTIENE LE NOSTRE TESI!

mercoledì 15 marzo 2017
Il 23 Luglio 2010, dalle pagine di questo blog (articolo qui), invitavamo l'allora Sindaco di Roma Gianni Alemanno a dare un'occhiata ai giudizi negativi che i turisti postavano sui principali siti di viaggi di ritorno da una loro vacanza nella capitale. Abitudine che si è andata consolidando ancora di più oggi, nel 2017.
 
Ecco alcuni dei commenti di allora, non li traduciamo perché crediamo siano comprensibilissimi, ma evidenziamo in grassetto le parole chiave di ciascun commento.
 
Nel 2010 i Turisti in visita nella Capitale rilasciavano, nei principali siti mondiali specializzati in viaggi ove è possibile lasciare un feedback, questi commenti:
 
1) We just returned from six days in Rome. This was our first trip to Europe and we had no idea what to expect. We found a city that was remarkably dirty, graffiti everywhere, beggars on the streets, horrendous traffic. (tripadvisor.it)

 2) I was sorry to see so much graffiti defacing a beautiful city and making it look "dirty". (fodors.com)

 3) I love Rome because of the ancient visual art and architecture. I love the good food and speaking Italian. The down side though I feel is the grafitti, the drivers, beggars and other tourists! (travelexpertguide.org)

 4) I love the italian people, and the aweasome narrow roads. I just didnt really expect so much graffiti. their was graffiti everywhere but it was stilll awesome! (travelexpertguide.org)

 5) Arriving in Trastevere after nine days in Paris was like finding one's self suddenly in a version of Bosnia. [...] The ancient street the hotel is on is a total mess, with graffiti everywhere, trash, and actual garbage strewn around the cute little old "cisterna" fountain at the corner. The hotel itself I liked. (slowtrav.com)

 6) The first problem in Rome is graffiti, it's everywhere and reminds me off New York at its worst but they appear to have left the historical sites alone. (tripreport.com)

 7) Rome is fabulous, though I have to say we were disappointed to see so much graffiti around the place. (tripadvisor.it)

 8) The graffiti was shocking [...] There is not a single mansion, church or historical monument in the city that does not have some form of desecration. (travbuddy.com)
 
Riepilogando: graffiti everywhere (graffiti in ogni dove); beggars (mendicanti), horrendous traffic (traffico orrendo); a version of Bosnia (una versione della Bosnia); trash (spazzatura). Questo nel 2010.
Oggi, nel 2017, i commenti non sono cambiati, anzi le nuove tecnologie, gli smartphone e i tablet di ultima generazione, consentono commenti ancora più rapidi e ficcanti, tutto questo a danno del turismo e dell'immagine della città.
Il tema decoro, nel 2010 come oggi, è molto sentito da chi non è abituato a vivere in simili contesti. Si subisce l'esperienza in maniera ancora più violenta essendo Roma una magnifica città d'arte, forse la più bella e importante al mondo. Non ce lo si aspetta, si rimane basiti e si sente l'esigenza di condividere lo sconcerto con il mondo intero.
 
Abbiamo riesumato un nostro post del lontano 2010 perché i temi non sono cambiati, anzi: i graffiti sono aumentati per le strade come sui treni regionali e in tutti i vagoni della Metro (anche la Linea A, che aveva sempre resistito agli attacchi dei Writers, è miseramente capitolata e presenta treni talmente insudiciati che è impossibile guardare fuori dal finestrino); oltre ai mendicanti, indicati da qualcuno, sono cresciuti i fenomeni dei roghi tossici, dei rovistamenti nei cassonetti, dei lavavetri, dei parcheggiatori abusivi, dei mercatini del rubato e della monnezza, della prostituzione. Il fenomeno dei mutandari, infine, è diventato sinceramente imbarazzante.
 
Perché scriviamo tutto questo? Perchè, oggi come ieri, anche se son nati movimenti meravigliosi come Retake Roma, nulla è cambiato nell'impostazione dell' amministrazione nell'approccio a risolvere il problema. Per la  Giunta Raggi la cosa sembra proprio non esistere: ci si affida, a suon di selfie, al senso di riscatto del volontario che non ne può più di vivere in una cloaca di città. Così non va bene. Ben venga il volontariato ma come corollario a forti azioni di un'amministrazione volte prima alla repressione dei meccanismi generatori di degrado e successivamente al ripristino del decoro e della bellezza. Non ce ne voglia la Raggi ma, su questo tema, non si sta facendo veramente nulla. Lo zero assoluto.
Perché non si costituisce una brigata antidegrado come è stato fatto dal Sindaco Hidalgo a Parigi? Niente spese aggiuntive: solo la creazione di un corpo specifico all'interno dell'equivalente della nostra Polizia Municipale.  Perché non si lavora come Milano (lo fanno da 8 anni) per una mappatura delle Tag, per la ricerca dei responsabili delle stesse che, solo qui a Roma, postano liberamente le foto sui social sapendo di restare impuniti? Nel capoluogo meneghino i risultati raggiunti, dopo anni di lavoro, sono eccezionali. 
 Ma ci rendiamo conto dell'enorme danno d'immagine che la città è costretta a patire per la totale mancanza di volontà quantomeno nell'approcciarsi al problema? Ci rendiamo conto o no?
Se  siamo qui a fare articoli e a postare foto di mondezza e di scritte in ogni dove non lo facciamo certo, come qualche grullino beota pensa, con il sorriso e con lo scopo di screditare  questa amministrazione. La nostra storia (anno di nascita 2009) parla per noi.  Lo facevamo con Alemanno, lo abbiamo fatto con Marino e con Tronca. Il nostro è un modo di denunciare con la violenza delle immagini questo vergognoso stato di cose. Roma non può più essere umiliata. Bisogna averne cura per il semplice fatto che la nostra capitale non appartiene solo a chi ci vive ma è patrimonio dell'umanità, culla di bellezza e splendore.
Chi amministra ha l'obbligo istituzionale e morale di preservare tale bellezza. Chi ci abita ha l'obbligo civile di rispettare quanto di meraviglioso c'hanno dato in lascito i nostri predecessori. Noi siamo e saremo qui a ricordarlo. Roma merita rispetto e lo merita da tutti: da chi amministra, da chi ci vive e da chi ci viene a visitare! Perchè, badate bene, anche il turista che si lamenta e che a casa sua gli spezzano le braccine se getta una carta in terra, qui a Roma diventa scostumato, perché, secondo la ormai famosa teoria delle finestre rotte, gli viene naturale fare come fanno tutti. 
Il totale lassismo, l'assenza di controlli, la mancanza di regole certe e di sanzioni garantite ha reso questa città un cesso. Serve un'inversione di tendenza e a intraprendere il sentiero non dev'essere il retaker ma chi guida la città. Perché con il "gratis" e con lo spirito di sacrificio di alcuni si può lanciare un messaggio molto forte ma che dev'essere raccolto da chi ci amministra. E' chiaro, Sindaco Raggi? Più fatti e meno selfie, grazie. RR.
 


 
L'anomalia di quanto scritto nell'articolo sta tutta in questa foto. La posta sulla sua pagina facebook l'Assessore alla Mobilità Linda Meleo che scrive:

"Torna a disposizione di tutti i romani e dei turisti la pista ciclabile sul Tevere all'altezza di Ponte Sublicio. Da venerdì è infatti di nuovo possibile pedalare in quel tratto che è stato riaperto parzialmente dopo i lavori effettuati a seguito del crollo di un argine lo scorso luglio. Il muraglione crollato è stato messo in sicurezza grazie alla collaborazione istituzionale e ai soggetti coinvolti: dalla Regione Lazio al dipartimento Simu, dalla Sovrintendenza capitolina alla Polizia locale. Un risultato importante, frutto di un impegno durato mesi, che ha visto una dedizione particolare da parte di Alessandra Agnello, presidente della commissione capitolina Lavori Pubblici, e Paolo Bellino che ringrazio."

Dopo aver letto i toni trionfalistici utilizzati per dar notizia della riapertura di una tratto di ciclabile chiuso per il crollo di un muraglione all'altezza di Ponte Sublicio vi chiediamo di perdervi nei dettagli della fotografia postata dall'Assessore stessa (una rappresentante delle Istituzioni oggi al governo cittadino)  e dirci se per romani e turisti sarà normale pedalare su di una ciclabile graffitata per tutta la sua lunghezza e, come si vede in foto, anche nella parte del muro che costeggia la discesa d'accesso all'argine. Così, per dirne soltanto una, è ridotto tutto il tratto urbano del Tevere. Per noi non è normale. Per loro evidentemente si.  Per voi?

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