Salviamo le Consolari: discariche a cielo aperto!

martedì 14 febbraio 2017
Tutte le antiche vie consolari, a Roma, vertono in condizioni pietose. Vere e proprie discariche lineari costeggiano le strade dando un biglietto da visita impresentabile a chi accede alla Capitale. In alcuni
 angoli, specie negli slarghi, accumuli di spazzatura con lavatrici, copertoni, frigoriferi. Erba alta, alberi malati, cartelloni pubblicitari abusivi, graffiti ed asfalto pieno di buche. Uno schifo vero. Via Laurentina, Via Portuense, la Salaria, dove SKY, a buon diritto, sta per scappare, e dove, giorno e notte, sono presenti anche le prostitute, la Tuscolana, l'Appia, l'Ardeatina, la Nomentana, la Cassia, la Tiburtina, la Prenestina, la Casilina e l'Aurelia rappresentano  zone ad altissima criticità. Non si fanno interventi diretti da almeno 5 anni ma la cosa più grave è che non si fa prevenzione. Nel Comune di Pomezia, a guida pentastellata, sono state installate delle telecamere per reprimere il fenomeno delle discariche abusive con buoni risultati. Perché non esportare il modello anche nella Capitale? Prevenire è fondamentale: acciuffare chi si libera abusivamente di materiali inerti è una battaglia da vincere. Ma è il quadro complessivo a preoccupare. Come abbiamo scritto non manca proprio niente: l'asfalto è in condizioni pietose, i muri sono pieni di tag, le alberature sono da controllare, l'erba da sfalciare, i cartelloni abusivi da rimuovere. Serve dunque governare la città e serve farlo coordinando e programmando gli interventi. Quel che è certo è che Roma non può sopportare tutto questo schifo. Non lo possono sopportare i cittadini onesti a cui viene imposto tutto questo degrado. RR.







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