Lo scandalo di Via Masaniello: accesso principale alla Stazione Tiburtina.

lunedì 13 febbraio 2017



Il giorno 17 Dicembre del 2015 veniva chiuso il principale accesso alla Stazione Tiburtina, hub numero uno in Italia per l'alta velocità. Parliamo di via Masaniello, da allora incredibilmente interdetta al transito di veicoli privati, bus e taxi. Si è abbozzato, in tutta fretta,  un cantiere recintando semplicemente l'area ma non si è mai visto un operaio lavorare. Non si riesce ad avere una notizia ufficiale non sulla data di ripristino della strada ma proprio su quella dell'inizio dei lavori! I problemi venutisi a creare per gli utenti della stazione sono facilmente prevedibili: I bus e i taxi sono costretti ad allungare il loro percorso di 7-10 minuti rispetto a quello normale.

Ma quali sono le motivazioni della chiusura? Motivi di sicurezza: l'asfalto è dissestato.


Già nel marzo 2015 la Commissione Lavori pubblici aveva constatato il pessimo stato della strada, e aveva segnalato la situazione di pericolo in particolare per i motoveicoli, nonché la quasi totale assenza di segnaletica orizzontale e verticale! Quindi un paio di buche, l'assenza  di due linee per terra e di due cartelli in croce mortificano quotidianamente le migliaia di frequentatori della stazione da più di un anno. Ma a Roma, ovviamente, c' è di più: le aree destinate a verde di Via Masaniello sono diventate luogo di bivacco, diurno e notturno, di sbandati e di individui appartenenti ad etnia Rom. Coperte, giacigli, sporcizia, capanne improvvisate e pentolame di vario genere  fanno da sfondo ai tanti che continuano a utilizzare la via come percorso pedonale. Ci sarebbe, a questo proposito, anche la necessità di rifare il marciapiede. Servirebbero, per concludere, poche migliaia di Euro e la volontà di iniziare a pensare a Roma come una città normale. Ce la faremo? RR




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