Cosa c'è sotto Roma? Si possono sviluppare progetti relativi alla mobilità? Perchè nessuno se ne occupa?

mercoledì 15 febbraio 2017
Pochi sanno quanto è stato scavato in era fascista sotto Roma. Pochi sanno, infatti, che solo sotto l'Eur ci sono ben 19 km di gallerie che collegano i principali palazzi che, nell'idea originaria, sarebbero dovuti diventare Ministeri. Piccoli passaggi, privi di velleità trasportistiche, anche se si considerò l’eventualità di utilizzare questi cunicoli per creare una metropolitana in miniatura, che fungesse da collegamento tra le diverse zone del quartiere. Tuttavia il “traslatore” – come era stato già soprannominato – non vide mai la luce, complice anche il fatto che sempre in quegli anni si progettava di creare un “Sistema Direzionale Orientale” (SDO) nella parte est della Città, dove concentrare gli uffici della Capitale. E sappiamo tutti com'è finita. I cunicoli attualmente ospitano le condutture che alimentano il laghetto dell'Eur e pompano l'acqua fino al Fungo da dove poi viene distribuita alla  cittadinanza di zona. La domanda è: potrebbero essere allargati per creare una linea metropolitana o tranviaria capillare al servizio del quartiere degli affari di Roma? L'altra domanda: l'operazione sarebbe dispendiosa?  Ma per noi che cerchiamo sempre soluzioni riusabili non può non rappresentare un nostro cruccio la cosiddetta Metropolitana del Duce, un'infrastruttura lunga 4 chilometri, in parte in sotterranea in parte in trincea. Un progetto per una rete metropolitana romana che, pensato nel 1941 dalla Sefer, avrebbe dovuto collegare il quartiere di Centocelle al centro della città. Il percorso di questa linea metropolitana iniziava su Via Casilina all'altezza di viale Palmiro Togliatti, passava sotto l'aeroporto di Centocelle e la Banca d'Italia, incrociava la rete ferroviaria nei pressi della stazione Tuscolana (nell'idea avrebbe quindi potuto collegare Roma a Fiuggi) per terminare a Porta Maggiore. Il progetto venne portato avanti senza molta convinzione e poi si arrestò del tutto negli anni '50. Da allora, è iniziato il degrado di queste gallerie, riutilizzate inizialmente come fungaie e poi, complice l’abbandono e l’oblio, per una serie di attività e traffici illegali, dalle serre di marijuana alle discariche abusive. Altra domanda: possibile che un tesoretto di 4 km non possa essere utilizzato trasportisticamente magari realizzando una metro leggera? A voi. RR

1 commenti:

Anonimo ha detto...

La tratta dopo la Banca d'Italia è diventato un parcheggio...

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