PERCHE' NON SI ISTITUTISCE UNA BRIGATA ANTIDEGRADO COME RECENTEMENTE FATTO A PARIGI?PERCHE' IL PROBLEMA DEGRADO SEMBRA NON INTERESSARE A QUESTA AMMINISTRAZIONE? PERCHE'!?!?

martedì 28 febbraio 2017

Dopo la recente istituzione di una Brigata specifica antidegrado a Parigi, voluta dal Sindaco Hidalgo, composta da 320 agenti che, h 24, avranno il compito di eliminare le occupazioni abusive del suolo pubblico; il deposito di rifiuti sulle strade e  tutto ciò che ostacola il movimento di pedoni e veicoli (quindi forme di pubblicità irregolare o sosta selvaggia);le deiezioni canine; l’espletare bisogni corporali sulla via pubblica; l’inquinamento sonoro dovuto a artisti di strada non autorizzati; le scritte sui muri; l’ostruzione delle fognature, anche a Trento, ad aprile 2016, è stata istituita un'Unità Anti-degrado, per dare una concreta risposta ai bisogni di sicurezza, lotta al degrado, promozione della civile convivenza ai cittadini. La Provincia sostiene, anche finanziariamente, un progetto sperimentale, di durata triennale, che coinvolgerà tanto gli agenti di polizia locale quanto quelli di polizia giudiziaria.
Il finanziamento provinciale concesso al Comune sarà di euro 901.018,96 per i primi due anni, che diventeranno in tutto 1.306.197,10 se il progetto verrà esteso anche al terzo anno. Il progetto prevede che l'unità operativa antidegrado sia composta da dieci agenti di polizia locale, coordinati da un responsabile-ispettore. È previsto inoltre un rafforzamento di ulteriori due unità di agenti di polizia locale del nucleo di polizia giudiziaria, per le attività di supporto.
Il progetto di istituzione di un'unità antidegrado presso il corpo intercomunale di polizia locale Trento-Monte Bondone punta ad assicurare una presenza costante in alcune zone circoscritte del comune di Trento da parte di pattuglie di agenti di polizia locale in grado di intervenire in maniera determinante su quei comportamenti che, seppur non sfociando necessariamente in illeciti di natura penale, influiscono in maniera negativa sulla percezione della sicurezza, e sul degrado generale e sulla qualità della civile convivenza. Prima dell'approvazione definitiva del provvedimento da parte della Giunta provinciale dovrà essere acquisito il parere del Consiglio delle autonomie locali.
«Il progetto proposto dal Comune di Trento, e che la Provincia ha deciso di appoggiare - spiega Daldoss - punta innanzitutto alla prevenzione del degrado e alla percezione che i cittadini hanno della propria sicurezza. Negli ultimi anni il Comune ha investito molto su interventi di riqualificazione urbana, anch'essi sostenuti con convinzione dalla Provincia autonoma, recuperando e valorizzando spazi pubblici e accrescendo in generale la vivibilità della città. Ma questi interventi, pur importanti, non sono sufficienti. Dobbiamo quindi sforzarci di sperimentare strade nuove, nuovi modelli di intervento per far sì che tutti si sentano realmente sicuri quando vivono la città e liberi di utilizzarne i diversi spazi, in particolare quelli percepiti come meno 'accessibili, senza disagio nè timore. Il senso di questa esperienza pilota, che potrebbe essere in futuro estesa ad altri contesti, se necessario, è questo». Considerato che anche a Milano esiste da 8 anni uno specifico corpo anti-gaffiti con compiti d'indagine e di lotta a questa odiosa forma di degrado chiediamo che anche ROMA abbia, con numeri e mansioni identiche a Parigi, la propria Brigata anti-degrado. La città ne ha davvero bisogno. RR

SERVIZIO RIMOZIONI INTERNALIZZATO IN ATAC: NUMERI RIDICOLI E TEMPI BIBLICI!

lunedì 27 febbraio 2017


L'dea d'internalizzare in Atac il servizio rimozioni delle auto in sosta selvaggia già era nell'aria .

Ieri la conferma ufficiale da parte del Presidente della Commissione Capitolina Trasporti, Enrico Stefàno. "Atac - ha fatto sapere Stefàno all'agenzia di stampa DIRE -  ha dato la propria disponibilità&".


Espleterà il servizio con numeri a nostro avviso parecchio ridicoli rispetto alla vastità del territorio comunale: appena 44 addetti ai carroattrezzi, 15 operatori bloccaruota e 36 custodi da reclutare esclusivamente da risorse interne. Numeri, non ce ne voglia il buon Stefàno, da cittadina di provincia e che possono solo scalfire l'enorme problema tipicamente romano della sosta selvaggia.

Qui, forse si fa finta di non capire, si deve schierare una  vera e propria corazzata  per riportare l'ordine e il rispetto delle regole, a suon di multe, ganasce e rimozioni, in tutta la città.  Un carrozzone di 12 mila dipendenti non può schierarne un centinaio per risolvere il problema: sembra davvero una barzelletta.

Deve passare il concetto che se lasci l'auto in sosta vietata potrai, bene che ti vada, ricevere una multa, ritrovarti le ganasce  (operazione da applicare assolutamente, come fanno ad esempio in Spagna, a tutte le auto con targa straniera trovate in difetto che, oggi, impunite, fanno quello che vogliono) o esser costretto a recarti in deposito per il recupro dell'auto con il pagamento di multa e custodia temporanea del mezzo. Va intensificato all'ennesima potenza lo Street control: le multe devono arrivare a mitragliate; il Corpo dei Vigili deve lavorare!

L'altra cosa avvilente sono i tempi: sempre troppo lunghi. Anche in questo caso, i grillini non brillano di buona amministrazione. Per metter su un servizio di rimozioni internalizzato oggi a Roma serve l'iter di un anno. Avete capito bene: un anno! Tanto che, mentre Stefàno pensa ad una soluzione temporanea, noi romani,che agognamo ordine per le strade, siam sempre più scoraggiati. RR 



PANTHEON A PAGAMENTO. MA I SOLDI DEI MONUMENTI ROMANI DEVONO RESTARE ALLA CITTA', CAPITO FRANCESCHINI?

Qualche settimana fa Il Ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini, aveva annunciato che: "entro la fine della legislatura, le visite al Pantheon saranno regolamentate con il pagamento del biglietto".

Proprio ieri è tornato sulla proposta, nonostante i dubbi del  vice-sindaco Luca Bergamo e l'impossibilità di far pagare un ticket per partecipare a funzioni religiose che si tengono regolarmente all'interno del monumento. L'ultimo elemento può essere facilmente aggirato.
 
Resta il problema sul dove piazzare una biglietteria ma anche questa questione può essere risolta con l'applicazione di un minimo d'ingegno.
Noi siamo favorevolissimi ma il punto fisso, dal quale non si può prescindere, è uno: i soldi dei Monumenti di Roma devono rimanere a Roma!
 
Il perchè è presto detto: Roma ha un debito monstre; contrariamente ad altre Capitali non gode di una legge speciale dello Stato; i propri cittadini sono i più tartassati d'Italia e ricevono in cambio i peggiori servizi del paese. I trasporti non funzionano, la città è lurida, la qualità della vita è scadente.
 
I 7 milioni di visitatori annui  del Pantheon dovrebbero pagare 2-3 euro l'accesso, se consideriamo che anche il ricavato dei soldi del Colosseo e di tutto il resto non rimane a Roma, abbiamo la misura di una situazione vergognosa che va sanata immediatamente!
 
Dove finiscono i soldi dei Monumenti Romani? Alcuni, veramente pochi, per il loro mantenimento. Il resto viene spalmato nel fondo di solidarietà nazionale, al quale contribuisce ad esempio anche il sito di Pompei, a sostegno dei Musei minori di tutto il Bel Paese.
 
Le risorse per questi piccoli musei vanno trovate altrove. Non è campanilismo il nostro ma la reale convinzione che quanto generato dal turismo, che è la prima economia di Roma, debba assolutamente  rimanere in città e contribuire a migliorare servizi e  infrastrutture. Questo è quanto: capito Franceschini?

UN MILIONE E 300 MILA ANTENNE E 400 MILA PARABOLE SUI BALCONI DETURPANO ROMA DANDOLE QUEL RETROGUSTO DA ALBANIA ANNI 80





Nell'euforia "pregiubilarmisericordiosa", quando si proponeva la qualunque, dalla trasformazione della linea regionale FL1 in metropolitana a progetti più fattibili, tra l'altro previsti e non realizzati, come l'asfalto e marciapiedi del Lungotevere (costo 12 milioni); il restyling di otto bagni pubblici; la risistemazione delle aree verdi adiacenti alle basiliche e di Colle Oppio a due passi dal Colosseo (che quasi quotidianamente vi mostriamo in quali condizioni di miseria versino); l'ostello della gioventù: realizzato con 150mila euro della Regione Lazio all'interno di due padiglioni dell'ex ospedale psichiatrico Santa Maria della Pietà  ancora chiuso: l'inaugurazione dei 140 posti letto è bloccata da un contenzioso giudiziario e così a seguire.

Se Expo ha contribuito a dare un nuovo volto a Milano, non può dirsi lo stesso del Giubileo della Misericordia a Roma. L'Anno Santo straordinario, partito l'8 dicembre del 2015, ha lasciato una eredità in termini infrastrutturali ed economici pari allo zero.


In questo tourbillon di progetti pre-giubilari ve n'era uno, anche questo non realizzato, del valore di 1 milione d'Euro con la finalità ripulire lo skyline della Capitale dalla giungla di antenne e parabole che offuscano il panorama di Roma. Era questo il contributo previsto dal Campidoglio in vista dell'imminente Giubileo  per incentivare l’opera di pulizia dei tetti e di restyling delle facciate dei palazzi cittadini, dai quali pendono grovigli di fili che deturpano il decoro cittadino. e non solo quelli purtroppo.

In concreto, la proposta di delibera bipartisan battezzata “Tetti puliti” prevedeva sgravi compresi fra 3 e 5 mila euro per la sostituzione della giungla di antenne condominiali  con un impianto centralizzato unico, l’esenzione della Cosap per i ponteggi e infine la restituzione del 10% dell’imposta sulla pubblicità.
Previsti incentivi maggiori per i condomini che aggiungeranno opere per la bonifica dell’amianto (perché questo problema esiste ancora in città) oppure per il risparmio energetico.

Secondo dati diffusi dalla Cna di Roma, in città ci sono 1,3 milioni di antenne sui tetti e 400 mila parabole prevalentemente sui balconi. Un’antenna su due è abbandonata sui tetti o lastrici solari e  ed è un pericolo per i cittadini. La speranza della Cna romana è che il regolamento attuativo entri in vigore in tempi rapidi. Come siamo messi anche su questo punto non è dato sapere. RR






Stadio Roma, Marino stronca Raggi: «Ha fatto un favore ai costruttori»

domenica 26 febbraio 2017
Di Matteo D'Errico (fonte matteoderrico.it)


L’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino, intervenendo alla puntata di “Faccia a Faccia” di Giovanni Minoli, che andrà in onda stasera su LA7, sul nuovo stadio della Roma ha affermato: “è una storia iniziata con la nostra amministrazione. Il primo progetto che ci avevano presentato noi lo avevamo bocciato. Oggi la Raggi ha approvato il progetto iniziale dei costruttori che la Giunta Marino aveva bocciato inizialmente perché non era di interesse pubblico”.

“La Raggi ha cancellato tutte le opere di interesse pubblico da noi ottenute, più di 250 milioni di euro per i trasporti e un parco grande come Villa Borghese. Ha fatto un favore ai costruttori”.

“Quello che la sindaca Raggi – continua l’ex sindaco della Capitale – sventaglia davanti a tutti come un gagliardetto, cioè la stabilità idrogeologica, non è un intervento per il pubblico ma è uno di quegli interventi che Pallotta ci presentò dall’inizio per lo stadio. Figuriamoci se una persona intelligente come Pallotta avrebbe costruito lo stadio senza proteggerlo dai rischi idrogeologici”, aggiunge, spiegando che “nella delibera votata dalla mia giunta e voluta fortemente dall’assessore Caudo avevamo legato per 30 anni e con un vincolo di strumentalità lo stadio alla Roma. E abbiamo anche detto che se per caso questo non fosse accaduto negli anni futuri allora i proprietari avrebbero dovuto pagare 200 milioni di euro di penale attualizzati a quando questo fosse accaduto. Speriamo che i 5 stelle mettano anche questa norma nelle delibere che dovranno fare. Noi ci avevamo pensato e lo avevamo scritto”, ha aggiunto, mentre “quello che viene a mancare completamente sono tutte le opere pubbliche. Come ci si andrà allo stadio? Tutti incolonnati sulla vecchia via del Mare, questo è quello che accadrà perché vengono cancellati il ponte pedonale che collega con la Roma-Fiumicino dall’altro lato del fiume, viene cancellato un ponte sul fiume che collega l’autostrada Roma-Fiumicino con la via del Mare, viene cancellato completamente il rifacimento di tutta la via del Mare fino al Raccordo e viene cancellato il prolungamento della metro B”.

“Al posto delle torri poi avremo 18 edifici alti sette piani – ha aggiunto Marino – ricordiamo cos’era il parcheggio al Flaminio quando eravamo ragazzi, distesa di siringhe, prostituzione di notte, oggi c’è un segno distintivo che rimarrà nel tempo, le tre testuggini dell’Auditorium di Renzo Piano. Meglio 18 edifici bassi oppure tre grattacieli disegnati da uno dei più grandi architetti che rimarrebbero nella storia dell’architettura?”.

Firmate la petizione per il progetto Marino/Caudo che obbliga i costruttori a dare 400 milioni di euro in opere di compensazione alla città di Roma. Un precedente mai visto  nella Capitale all'interno del rapporto tra un'amministrazione e il privato. Firma subito qui. RR

LANCIATA LA PETIZIONE PER RITORNARE AL PROGETTO ORIGINARIO DELLO STADIO DELLA ROMA A TOR DI VALLE!

FIRMA E FAI FIRMARE QUI

Stadio a Tor di Valle, l'urbanista Grassi: «Senza opere pubbliche una trappola per 400 mila romani»


Stadio della Roma: mentre scriviamo ancora non è chiaro cosa sia stato cassato del pacchetto di opere compensative che Giovanni Caudo aveva ottenuto dai proponenti a vantaggio della città. In soldoni ben 400 milioni di euro (oggi scesi a 90!).  Un precedente, quello dell'ex Assessore Caudo, mai visto nei rapporti tra amministrazione e privati.


Forse, anzi sicuramente, un precedente pericoloso. Oggi, dalle pagine dei giornali, arriva l'allarme di Raimondo Grassi, architetto urbanista e presidente del movimento Roma Sceglie Roma. «Roma Sceglie Roma è contraria alla cultura del "No per il No" e alla criminalizzazione del cemento. La Capitale ha urgente bisogno di infrastrutture e grandi investimenti che possano rilanciare l'economia e creare posti di lavoro per i giovani, ma tutto questo deve avvenire attraverso un piano di sviluppo che metta a sistema le emergenze della città e non con un accordo al ribasso e sulle spalle dei cittadini», attacca il presidente di Roma Sceglie Roma.

Un accordo sull’intervento urbanistico «più importante degli ultimi 50 anni - continua Grassi - che è un regalo scellerato di ben 600 mila metri cubi di cemento in cambio di residue opere pubbliche. Saltano metro, ponti e lo svincolo sulla Roma-Fiumicino, resta in piedi la farsa del raddoppio della via del Mare, solo per il breve tratto iniziale, che aumenterà l'effetto imbuto, gravando pesantemente sulla viabilità. Quanto alla stazione di Tor di Valle anche qui si prendono in giro i romani: la stazione già esiste ed è attualmente oggetto di riqualificazione». «Non si capisce perché ci si è affrettati a dire No ai 5 miliardi di investimenti che sarebbero arrivati dalle Olimpiadi di Roma 2024 e si è invece regalato ad un imprenditore un intervento urbanistico in cambio di appena 90 milioni di euro di opere pubbliche», conclude Grassi».

VOI LO AVETE CAPITO?


Dopo le tante interrogazioni, dai banchi dell'opposizione, sul Parcheggio Cornelia, cala magicamente il silenzio del Movimento Cinquestelle sull'opera!


Il Parking Cornelia lo inaugurò Walter Veltroni nel 2001 ancora prima che fosse finito e venne presentato come il più grande parcheggio automatizzato d’Europa, in grado di risolvere ogni problema di posti auto ad un quartiere decisamente congestionato.

Nessun dubbio che fosse grande e iper tecnologico: ma ci furono due ordini di problemi, anzi tre. Il primo, marchiano, di tipo progettuale: i box vanno da un'altezza massima di 1 metro e ottanta ad una minima di 1 metro e sessanta; Suv e furgoni sono pertanto esclusi.

L'altro di natura tecnologica: i bracci meccanici,che spostano le auto, avevano tempi di attesa, nei momenti di alta frequentazione, superiori a 20 minuti. Un tempo incredibilmente lungo. Questi due elementi uccisero ogni velleità di decongestionare la zona dalle auto e il parcheggio venne chiuso.

L'ultimo... il prezzo: ritenuto da tutti i fruitori molto alto. Dopo la chiusura ci furono dei tentativi timidi di far riaprire il parcheggio coinvolgendo i privati, senza successo alcuno: i bandi andavano sistematicamente deserti. Nel 2006 si alzò bandiera bianca. Oggi il parcheggio , inno allo spreco ( ha generato uno sperpero di soldi pubblici pari a circa 50 milioni di Euro) è un cumulo d'immondizia e di degrado.

Qualche piccola speranza si riaccese con la Giunta guidata da Gianni Alemanno: il 28/06/2012 con un'ordinanza decide di affidare il parcheggio alla Società  PROGEPAR S.r.l.che si impegnava a convertire il parcheggio automatizzato in un parcheggio tradizionale a rampe, ma per sostenere i costi della riconversione chiede che dai 660 posti auto a rotazione iniziali, si passi a 450 di cui 100 pertinenziali (ovvero questi ultimi destinati alla vendita a privati). La Progepar S.r.l. inoltre avrebbe dovuto diminuire ulteriormente i numeri di posti auto disponibili per adeguarsi alle norme in tema di sicurezza antincendio.

Un'idea tutto sommato non sbagliata visto che l'adeguamento del parcheggio avrebbe richiesto ingenti risorse da compensare con la vendita dei posti auto che la società aveva appunto valutato nel dettaglio. Roma così avrebbe potuto sanare questa ferita storica ottenendo un parcheggio nel cuore di un quartiere congestionatissimo. Alla fine tutto si è concluso con un nulla di fatto.

E veniamo alla storia più recente: il Movimento Cinquestelle, che della lotta agli sprechi ha fatto le proprie fortune, nel periodo dell'oposizione ha incalzato chiunque sulla questione. Il M5S Capitolino aveva  presentato, da opposizione  una interrogazione in collaborazione con i portavoce pentastellati del Municipio XIII per chiedere se l' amministrazione Capitolina di allora, di concerto con il Municipio, intendesse portare avanti il progetto di riqualificazione del parcheggio Cornelia, anche in seguito alla variante proposta dalla Progepar S.r.l. alla quale un'Ordinanza Sindacale di due anni e mezzo prima, affidava la riallocazione dei posti auto, e quali tempistiche fossero previste per confermarne o meno il proseguimento del progetto stesso. Poichè le aree di ingresso del parcheggio da tempo si trovano in uno stato di degrado con preoccupanti ripercussioni sul profilo igienico-sanitario, il M5S Roma aveva presentato già nel 2013 una interrogazione per chiedere delucidazioni sullo stato del progetto. L'Amministrazione di allora per mezzo del Il Dipartimento Mobilità e Trasporti nel gennaio 2014 ha dichiarato che "per convertire il parcheggio è opportuno ricorrere a forme di partenariato pubblico-privato in cui la realizzazione di una parte di posti auto pertinenziali può consentire l'equilibrio economico-finanziario".

Enrico Stefàno, attuale Presidente della Commissione Capitolina Mobilità, allora diceva: "intendiamo capire quale sia lo stato attuale del progetto e soprattutto se sia in studio un'eventuale proposta alternativa al progetto presentato da Progepar S.r.l., al fine di rimediare sia in termini economici che di funzionalità con la realizzazione di un opera così importante e strategica per la mobilità del quadrante di Roma nord. Poiché la città è piena di esempi di opere faraoniche costate milioni e poi abbandonate, non terminate, non funzionanti, il M5S Roma continuerà a spingere per il loro recupero e per l'individuazione delle responsabilità di chi ha causato questi danni alla collettività ed a vigilare affinchè vengano eseguite solo quelle grandi opere che servono davvero alla città."

Oggi è al governo della città e del Parcheggio Cornelia non si ha, MAGICAMENTE,  notizia alcuna. RR


STADIO DELLA ROMA: IL NUOVO PROGETTO E' MEDIOCRE. PERSI 200 MILIONI DI ONERI A CARICO DEI PROPONENTI CHE SENTITAMENTE RINGRAZIANO!

sabato 25 febbraio 2017
E così, tra rivolte della base soffocate, svenimenti da stress, dichiarazioni apocalittiche, ieri sera è nato il nuovo stadio della Roma a cinque stelle, che non avrà più accanto le torri di Libeskind, oltre a una serie di altri elementi qualificanti in base ai quali il progetto ottenne la dichiarazione di interesse pubblico nel 2014.

Duecento milioni in meno di oneri, duecento milioni in meno di opere che la città non avrà più. Ai proponenti non par vero.


Tutto qui.

Vorremmo proprio sapere cosa ne pensano i residenti dei municipi
... IX e X, che a stadio in funzione vedranno tifosi in coda sull'Ostiense imprecare contro il governo e i politici farabutti. 

Ma per questi cialtroni l'importante è poter dire che hanno ridotto il cemento, quando a essere tagliate sono le opere pubbliche.


Il progetto Tor di Valle, così come disegnato nella giunta Marino con
Giovanni Caudo, era una delle poche, forse l'unica, possibilità di progettare urbanisticamente un intero quadrante partendo da una importante opera privata e proiettando la città nel novero delle capitali europee. Invece ci ritroveremo l'ennesimo pachiderma incastrato tra agglomerati disarticolati.Ma lo avete visto il nuovo progetto?


Una "Porta di Roma" con lo Stadio in mezzo!

Ma ai 5 stelle cosa importa? Strillano strillano, poi arriva papà Grillo e li mette tutti d'accordo. Contenti e fessi.

Oltre ad inaugurare il lavoro fatto dagli altri, cosa stanno facendo Luca Bergamo e il Sindaco Virginia Raggi per il Mecenatismo? Elemento vitale per la conservazione e la fruizione del nostro inestimabile patrimonio artistico?

venerdì 24 febbraio 2017
Riavvolgiamo il nastro. Torniamo ai tempi del Commissario Tronca.
Presenti l’amministratore delegato di Fendi, Pietro Beccati, e i rappresentanti di Bulgari, Tronca aveva testualmente detto: «Ho fatto una stima sommaria, ci vogliono 171 milioni di euro per la conservazione e la fruizione dei monumenti, mentre per la valorizzazione il costo è 238 milioni». 

A pochi giorni dalle elezioni che stavano per decretare Virginia Raggi nuovo Sindaco di Roma , il commissario aveva voluto lasciare un segno a chi dopo di lui avrebbe amministrato la città. Un'indicazione precisa, una via obbligata: senza soldi (o meglio con le enormi difficoltà che Roma ha nel reperire le proprie ricchezze facendo lavorare bene la macchina amministrativa) serve il mecenatismo e la stima per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio della città, seppur approssimativa, è spaventosamente alta. Il commissario aveva evidenziati cento siti (100!) solo nell’area archeologica centrale, presentati insieme con il sovrintendente capitolino ai Beni culturali Claudio Presicce Parisi.

Da Colle Oppio a largo Argentina, dalla Galleria d’Arte Moderna al Museo della Città. Nel dettaglio, per esempio, riportava il costo di duemila euro per  il restauro e la ritinteggiatura della scala di accesso del Palazzo Senatorio lato Sisto IV e quello di un milione e mezzo  per  i padiglioni di Villa Aldobrandini. Per le 80 fontane più belle della città, tra centro e periferia, occorrerebbero  10.411.000 euro. Gli interventi di conservazione e fruizione (l’esatto costo stimato è di 171.525.000 di euro) riguardano i monumenti disseminati nelle periferie.

Bene. La cosa molto grave è che questa amministrazione, che non ha neppure avuto il buon gusto di ringraziare Ignazio Marino per l'inaugurazione della scalinata di Trinità dei Monti  eseguita dalla Maison Bulgari e per quella recentissima del completamento del restauro dell’affresco custodito ai Musei capitolini, nella Sala Orazi e Curiazi, per merito del ricco mecenate  Alisher Usmanov, contestava, dall'opposizione, lo scontrino di un paio di migliaia di euro di cena  dai quali sono scaturiti 2 milioni sonanti per la città.
Ma oltre a questo odioso precedente la cosa che preoccupa davvero è che con l'arrivo dei cinquestelle l'attività di avvicinamento di Mecenati è praticamente ferma. Un altro corpo mortale per una città, immobile,  che ha tanto bisogno di cure e interventi dai tanti odiati "brivadi". RR


Nella foto: Usmanov - Marino

DECORO!! VIA I LAVAVETRI DAI SEMAFORI. SI FACCIA UN'ORDINANZA E LA SI FACCIA RISPETTARE!


La legge c'è. Nello specifico è l'articolo 650 del codice penale. Il Corpo di Polizia Municipale per farla rispettare no. Dopo aver parlato dei parcheggiatori abusivi, oggi parliamo di un'altra odiosa forma di racket: quella dei "lavavetri" ai semafori. Persone, badate bene, non presenti lì per propria scelta, ma posizionate da un'organizzazione criminale che divide il territorio per zone di accattonaggio offrendo questo servizio fastidioso e pericoloso perché spesso d'ostacolo alla circolazione stradale. Ma tornando al 650 del codice penale, in teoria ma non in pratica, i Vigili Urbani potrebbero  sequestrare l´attrezzatura (secchi, stracci e spazzoloni) ed elevare multe sino a 200 euro, o comunque sequestrare a vantaggio della collettività, quanto incassato dal lavavetri abusivo. In un paese civile il passo successivo sarebbe accompagnare i lavavetri in questura per l´identificazione: portare gli immigrati clandestini  (la maggioranza) al Cie di Ponte Galeria e rimpatriarli.


Un'ordinanza dell'allora Sindaco Alemanno aveva aggiunto forme di tutela verso  i minorenni, le donne e gli stranieri regolari che "qualora denunciassero gli aguzzini e si dichiarassero vittime del racket verrebbero aiutati dai servizi sociali del Comune". Dunque Alemanno dopo  e Veltroni prima emanarono ordinanze contro i lavavetri senza alcun successo. Il motivo è facilmente intuibile: le lacune del Corpo di Polizia Municipale. Se solo si eseguisse l'azione di confisca in maniera sistematica e costante il fenomeno sparirebbe velocemente. Non c'è da avere la palla di cristallo. Manca anche qui la volontà e Roma e i romani vengono lasciati vivere in mezzo al degrado e  ai racket che proliferano per le inefficienze di un corpo di Polizia Municipale che fa male il proprio mestiere. E' questo uno dei grandi temi della città: se il Corpo dei Vigili non gira a dovere la città resterà sempre nel vulnus dell'illegalità diffusa. E tutto questo, consentitecelo, non è davvero più tollerabile. RR.

LA PROPOSTA; AVREMO UN FILOBUS? SFRUTTIAMOLO!

La proposta della nostra pagina sui trasporti Romanderground



In questi giorni, con il bliz della sindaca Raggi nel deposito Tor Pagnotta, si è tornati a discutere della filovia EUR Laurentina-Tor Pagnotta.
Mentre si discute dell'auspicabile trasferimento di parte dei mezzi sulla linea 90, abbiamo elaborato un idea per aumentare ulteriormente l'utilità della futura filovia Laurentina.
Prolungando la linea senza bifilare di appena un chilometro è possibile raggiunge il quartiere Casal Fattoria, oggi mal servito dal 797-deviato con frequenza 45-50 minuti.
L'avanzamento del filobus consentirebbe di eliminare questa e altre linee parallele, destinando i mezzi ad altre tratte, e allo stesso tempo aumentare la vivibilità e l'accessibilità di uno dei tanti quartieri-dormitorio di Roma.

OGGI VI SPIEGHIAMO IL "TRUCCO" DELLE MOSCHEE ABUSIVE!


Ennesima moschea (l'ottava spiegano dal Comando dei Vigili Urbani), chiusa ieri mattina dagli uomini dei gruppi Spe E Pso del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale. Dietro l'associazione islamica "Hil ful fuzul Onlus", con sede in Roma, in via di San Vito 12, si celava infatti una moschea non autorizzata ed una scuola, materna e dell infanzia, che vedeva 10 bambini tra gli 11 mesi ed i 4 anni, ospitati nei locali interrati dell associazione accatastati come "cantine".
Questa la notizia ma adesso andiamo a spiegarvi il trucco.
Partiamo col dire che in Italia, contrariamente ai paesi di origine di questi signori, non è vietato realizzare una moschea: ci sono però delle regole da seguire che sono normali e identiche per tutti i luoghi aperti al pubblico.
Per fare una moschea, inoltre, servono parecchi soldini che, magari, la pur nutrita comunità islamica della Capitale non ha intenzione di spendere.
Come si procede? Trovata la legge trovato l'inganno.
Così le associazioni islamiche romane  hanno ovviato con astuzia al problema. Si parte con la costituzione di un'associazione di stampo culturale o sportivo. Nel caso di cronaca la "Hil ful fuzul Onlus". Al Comune basta comunicare che dentro il locale prescelto vi si svolgono normali attività culturali o di welfare, per aiutarsi tra di loro, per fare genericamente cultura. In alcuni locali si è resa necessaria la costruzione di bagni. Nessun problema: basta aprire una Scia (segnalazione di inizio attività), una pratica snella che le amministrazioni concedono alle imprese per avviare attività produttive. Così facendo possono anche effettuare opere di manutenzione burocraticamente snelle e fiscalmente vantaggiose, con sconti anche fino al 55%. Però non sono depositi, magazzini o garage come il Comune  è costretto a riconoscere, ma veri e propri luoghi di cultoAddirittura asili! Sotto gli occhi di tutti.

Giuste dunque le  chiusure: in un paese civile vanno rispettate le regole e se uno vuole professare il proprio culto e decide di destinare un luogo per esercitarlo deve farlo seguendo le regole. Altrimenti a casa! RR

FILOBUS LAURENTINA: BASTA PRENDERCI PER I FONDELLI!

giovedì 23 febbraio 2017

Ieri mattina il sindaco Virginia Raggi si è recata con l'assessore ai trasporti Linda Meleo nel deposito di Tor Pagnotta, che ospita 45 filobus bimodali da 18 metri destinati ai "corridoi della mobilità" (leggasi filovie) Eur Laurentina-Tor Pagnotta-Trigoria ed Eur Agricoltura-Tor de'Cenci.
Come ormai sappiamo da anni, questi mezzi costruiti nel 2009 non hanno mai portato nessun passeggero perchè rimasti coinvolti in un'inchiesta giudiziaria su presunte tangenti da 500.000 euro. Anche la rete filoviaria, che avrebbe dovuto accorciare le distanze tra le periferie e la metro B in zona EUR, si è notevolmente ridotta in estensione e dilatata nei tempi di costruzione. Per poco più di 5 chilometri di filovia sono in corso da 6 anni pesanti lavori su via Laurentina. 
Per intenderci: in proporzione ci è voluto meno costruire la prima tratta della metro C!
Si tratta indubbiamente di una pagina tristissima della storia del trasporto pubblico romano e della città in generis, ma adesso siamo stanchi di essere presi per i fondelli.
Linda Meleo aveva annunciato all'Arena di Giletti l'immissione di 20 mezzi sulle linee 60-80-90. Qualche tempo dopo Enrico Stefàno seguitò definendo il termine del 2017 come orizzonte temporale per l'apertura della prima tratta Eur Laurentina-Tor Pagnotta.
Da quegli annunci, che ci facevano ben sperare, sono passati ben 3 mesi: 3 mesi di nulla cosmico potremmo dire.
Oggi con la diretta facebook della sindaca non solo abbiamo appreso che i mezzi dovranno subire la sostituzione delle gomme e delle batterie (e questo non stupisce, vista la situazione pregressa. Indigna il fatto che non si sia fatto nulla in queste settimane), ma anche che l'apertura della filovia dell'Eur potrebbe slittare di altri 6 mesi!
I segnali in questo senso non sono molto rassicuranti: Roma Metropolitane sta ancora completando la progettazione esecutiva della rampa di collegamento per il ponte sul GRA (e i cantieri dureranno 9 mesi al netto di collaudi tecnici), la realizzazione della rotatoria con via di Tor Pagnotta e il sottopassaggio verso il futuro centro commerciale Maximo sono fermi da settimane.

Nel mentre che i nuovi autobus tardano ad arrivare perchè pare che l'Atac non abbia fondi per completare le immatricolazioni (oggi circolano 84 vetture su 150), immettere i filobus "laurentini" sulla Nomentana permetterebbe di recuperare qualche bus diesel impegnato sul 90X.

Insomma, se questa è l'eredità che il passato ha lasciato, è anche vero che l'attuale ammistrazione ancora stenta a fare quel radicale cambio di passo annunciato in campagna elettorale.

Basta con gli annunci e i selfie: dateci certezze e fatti. RAND

A Roma è in atto una crisi spaventosa nel mondo del commercio: alla politica non sembra interessare!

A Roma è in atto una crisi spaventosa nel mondo del commercio: in un paio di mesi sono andati in fumo migliaia di posti di lavoro e pare che la politica, più che sorda, sia totalmente incapace di  trovare soluzioni. Dai 1666 di Almaviva Contact, ai 300 di Sky che abbandona la Capitale per Milano, ai recentissimi 180 dipendenti di Trony: un'emorragia di posti di lavoro che avrebbe messo KO qualsiasi sistema produttivo cittadino.
Intere famiglie, all'improvviso, si sono trovate o in mezzo ad una strada o, come il caso di SKY, con un ridimensionamento di personale o, per chi si è salvato, con un obbligo di trasferimento da dover accettare per forza. Di tutto questo la politica cittadina non parla. Di tutto questo la politica ha piene responsabilità: nel caso specifico di SKY la scelta della multinazionale dell'informazione è stata per certi versi obbligata. Per chi non è di Roma forse non ha presente di cosa sia la Salaria dove Sky aveva sede: un budello trafficatissimo, pieno di buche, immondizia e  puttane. Vi pare che la politica sia intervenuta per sanare queste situazioni? No. Come se fare imprenditoria a Roma sia la cosa più figa del mondo per la presenza del Colosseo e della Cappella Sistina.

Le cose purtroppo non funzionano così: servono servzi, serve una città in grado di far spostare le persone dal punto A al punto B in maniera rapida e veloce, serve decoro, serve eccellenza in un luogo dove non c'è nemmeno la normalità. E così si licenzia o si va altrove: in posti, come Milano, che hanno saputo programmare e realizzare.

Milano e il suo hinterland industriale sono da sempre una forte attrazione per le multinazionali estere. Strategica la posizione geografica, strategico il sistema logistico e infrastrutturale, strategica la rete altamente qualificata delle Università in grado di apportare figure professionalizzate. E ovviamente strategico un bacino di migliaia di piccole e medie imprese che non solo sono subfonitrici, ma sono diventante nel tempo partner tecnologici affidabili.

A Milano hanno sede 2.925 multinazionali che rappresentato il 30% di tutte quelle attive in Italia. Gli occupati diretti sono oltre 280mila mentre il giro d’affari realizzato nel territorio milanese è pari a 180 miliardi. Coperti tutti i settori di attività: forte il presidio nell’agroalimentare (Nestlé e Lactalis) ma anche nel consumer (Rekit Benkiser, Almirall) e nella tecnologia (Shindler Group, Microsoft e Aamazon). Appena alle porte della città si trovano i colossi Basf, Astrazen
eca, Unilever.

I nuovi quartieri degli affari Alcune macrotendenze sembrano emergere: se la zona di Porta Nuova-Garibaldi – con i suoi grattacieli divenuti il simbolo del cambiamento di Milano degli ultimi anni – si va definendo sempre più come il distretto finanziario e hi-tech della città, le architetture futuriste di CityLife hanno invece attratto gli investimenti dei grandi gruppi assicurativi, con Allianz che trasferirà entro l’anno 3mila dipendenti nella Torre Isozaki, e Generali che attende la consegna del grattacielo disegnato da Zaha Hadid per portarci, probabilmente nel 2018, altri 3mila lavoratori. Ancora non si sa, invece, chi occuperà la terza torre, quella progettata da Daniel Libeskind (l'architetto delle Torri dello Stadio della Roma n.d.r.), i cui lavori sono stati avviati a fine 2016. RR

La Capanna dello Zio Rom nella Riserva Naturale Parco Aniene!

Riceviamo e pubblichiamo:

"Ciao Riprendiamoci Roma. Scrivo per descrivere una situazione incresciosa che si è venuta a creare nella Riserva Naturale Urbana Parco dell'Aniene. Il Parco, ha da sempre ospitato i Rom che si sono accampati nelle sponde del fiume buttando tutto il loro lerciume in acqua.
Sono posti dove ci devi andare appositamente e, pur facendo schifo, non te li ritrovi davanti quando decidi di andare a correre o di andare in bici o a fare una passeggiata con i cani. L'unica cosa negativa è lo spettacolo increscioso che generano: baracche sommerse da mondezza e relative strisce di ogni tipo di materiale che,  dai loro tuguri scende fino al fiume, infestandolo.

C'è un però: un gruppo di Rom, da ben 4 anni, ha avuto l'ardire di posizionarsi proprio all'interno del parco, occupando un casotto in cemento armato, poi allargato da altro accrocco costruito in aderenza. Il "villino" è a pochi metri dal sentiero utilizzato da tutti per correre o passeggiare. E' quasi al limitare con Piazza Gola dove insiste l'Istituto Comprensivo Alberto Sordi – Roma che prevede scuola dell'Infanzia, scuola primaria e secondaria. Nelle foto che invio si vede una bombola del gas, sicuramente utilizzata per cucinare e/o scaldarsi non certo sicura.

Come dicevo la baracca è a pochi metri dal sentiero dove si corre, passeggia o si va in bici. Molte ragazze e donne, ma anche anziani lo percorrono quotidianamente per fare attività motoria. Il rischio che possa accadere qualcosa di spiacevole (derubati, violentati) potrebbe essere molto alto. E' necessario sottolineare, a chiusura di questa mia, come il lassismo istituzionale porti questi soggetti ad osare oltre ogni limite dell'immaginazione.

Quattro anni senza che nessuna autorità sia intervenuta per lo sgombero sono tanti e lanciano a tutti i Rom l'idea e la sensazione di poter fare come gli pare. Cosa che di fatto è  e che voi, con il vostro lavoro quotidiano, testimoniate egregiamente. Vi prego di segnalare a chi di dovere questa vergognosa situazione nel tentativo non solo di eliminare il villino ma di bonificare tutta l'area urbana del parco preso d'assalto da accampamenti in crescita che le autorità ignorano. Grazie per la vostra cortese attenzione. Buon lavoro!" Aldo.



 

Dopo aver visitato Roma Beppe Grillo appare molto confuso: non una soluzione solo un elenco infinito di problemi irrisolvibili.

mercoledì 22 febbraio 2017
Gli è bastato appena una giorno di permanenza a Roma per cambiare la sua percezione delle cose: da città che si sta riprendendo a città piena di mali difficili da risolvere. C'è da sottolineare che la sua, quella di Grillo Beppe da Genova,  è comunque una percezione ovattata non certo diretta come quella di chi Roma la vive quotidianamente. Usa il suo totem/blog per alcuni ragionamenti. Inizia parlando di legislazione e su questo punto, a noi molto caro, ci trova completamente d'accordo. Ma poi, come se parlasse al bar, elabora ragionamenti che sembrano non dare speranza alcuna alla risoluzione dei tanti problemi cittadini. Non un accenno uno a una soluzione.

Scrive: "tutte le capitali del mondo hanno una legislazione da parte dello Stato, privilegiata, con finanziamenti privilegiati, perché qui sono le ambasciate, ci sono i flussi del Vaticano, ci sono milioni di turisti, non è che puoi trattarla come una una città normale. Non è possibile che per qualsiasi investimento tu debba passare attraverso la Regione Lazio! La Regione Lazio decide se fare o non fare una struttura da un milione di metri cubi, e il Comune deve subire questa roba. Dobbiamo avere avere una legislazione dello Stato che dica effettivamente se Roma è la città Capitale d'Italia. Così, non c'è. Io vi dico due cifre perché sono un ragioniere: abbiamo un bilancio di 4,5 miliardi in questa città, di spesa sono destinati agli investimenti solo 236 milioni. Milano destìna agli investimenti 10 volte di più. Roma non è una città normale - continua - è la città più grande d'Europa, dopo Londra credo sia la più estesa d'Europa, ha 8560 km di strade, Milano ne ha 1700, hai voglia a mantenere il verde, l'illuminazione, le buche... 8560 km, Milano 1700!"  Il suo post, dopo altri ragionamenti, suona come una resa: "Ma cosa pretendete del Movimento 5 Stelle? Cosa pretendete dalla Raggi? Cosa fa in una situazione così?"

L'appello i cittadini: O ci date una mano tutti... ci dovete dare una mano tutti: non è che possiamo tenere 8560 km perfetti, senza buche, dovete diventare anche voi, purtroppo con le tasse che pagate, sindaci dei vostri 10 metri quadri. Amare i vostri 10 metri quadri, essere responsabili dei vostri 10 metri quadri. Se non facciamo insieme queste cose non ce la faremo mai, qua. E' quello che dicevamo in campagna elettorale: se ci dai il voto devi collaborare, essere un cittadino attivo. E io so che ci volete bene, avete capito che siamo diversi dagli altri, se non prendete questa occasione -l'unica della storia di questa città- che vi si presenta adesso, con delle persone così, non ce la potrete fare

L'appello al Papa: "Bergoglio ha dichiarato che vorrebbe pagare l'Imu: Bergoglio ti prego, mi hai già copiato tutto il programma, ora cerca di dare una mano a questa meravigliosa città. E' anche giusto che tu partecipi, e ti daremo dei premi, ti faremo delle belle cose, ma dai una mano per favore Bergoglio, abbi pazienza"

Dopo quanto letto, la domanda è lecita: cosa diavolo stanno facendo? No, perché leggendo il post davvero non si capisce nulla e l'ansia, da romano che nutriva una qualche speranza, sale alle stelle. Tutto è impossibile, tutto è difficile, tutto è insormontabile. Tutto è fuori dalla portata di chiunque. Chi aspettiamo Superman? No, caro Beppe, la situazione era conosciuta dai tuoi e da te negli anni d'opposizione. Il romano che vi ha dato il consenso si aspetta l'"adesso cambiamo tutto" che da slogan elettorale deve trasformarsi in realtà. RR

La Stazione FS Pigneto: occasione incredibile di crescita del Trasporto Pubblico romano.


L'appalto è stato aggiudicato e l'opera doveva vedere la luce il 31 Gennaio 2018. Purtroppo, anche in questo caso, ci sono stati ritardi ed ancora oggi non si è posata la prima pietra. LAssessore Stefàno ha però garantito che i lavori partiranno entro due mesi, quindi il ritardo è piuttosto contenuto. Stiamo parlando di quella che, per volume di passeggeri, diventerà la terza stazione ferroviaria di Roma: la FS Pigneto. Con un investimento iniziale di 22 milioni di euro il progetto di Rfi prevede la realizzazione della stazione sotto il ponticello della Circonvallazione Casilina. Un nodo di scambio con la metro C attraverso un comodo sottopasso e con i tram sulla Prenestina.

Stazione Pigneto, a novembre al via il cantiere: il progetto non si cambia

Parliamo di un progetto approvato nel 2012: una fermata al Pigneto sulla FL1 (Orte-Fiumicino) la linea che passa da Fara Sabina, Piana Bella di Montelibretti, Monterotondo-Mentana, Settebagni, Fidene, Nuovo Salario, Nomentana, Tiburtina, Tuscolana, Ostiense, Trastevere, Villa Bonelli, Magliana, Muratella, Ponte Galeria, Fiera di Roma e Parco Leonardo. La stazione servirebbe anche la Fl3 (Tiburtina-Ostiense-Viterbo), con scambio pedonale verso la fermata metro C. Un cantiere, come ricorda il presidente di commissione Enrico Stefàno, che andrebbe a "chiudere di fatto una parte dell'anello ferroviario".
L'opera è divisa in due lotti.
Il primo comprende la copertura parziale  del vallo ferroviario, il collegamento con la FL1, la stazione e cinque nuovi ponticelli pedonali. Per il secondo che riguarda le opere di urbanizzazione e i lavori sul lato Casilina/Mandrione mancano ancora all'appello 12 milioni di euro del Comune. Sul punto Stefàno si impegna allo stanziamento già nel prossimo assestamento di bilancio. I lavori dovrebbero riguardare la totale copertura del vallo e la sua sistemazione superficiale a verde. Su questo punto  RFI ha battuto molto i pugni perché non ha intenzione di regalare alla città opere incompiute che alimentino degrado.
L'importanza della stazione è incredibile. Lo è in primo luogo per il suo valore di forte nodo di scambio ferro/ferro tra la FL1/FL3 e la linea Metropolitana C e le linee tranviarie sosvrastanti; lo è perché queste due linee ferroviarie sono quelle che hanno maggiori caratteristiche da metropolitana di superficie tanto che è da auspicarsi, in un futuro non troppo lontano, la loro trasformazione in treno metropolitano (magari in metropolitana!) con la creazione da parte di RFI di altre stazioni urbane. Si potrebbe, a questo proposito, come avviene all'estero realizzare per le due linee due tipi di servizio uno express e uno urbano puro con fermate non sotto i 6/7 minuti.
La realizzazione della Stazione Pigneto poi impone la realizzazione di un altro nodo di scambio da noi sempre auspicato: quello tra la stazione Nomentana FL1 e la stazione Libia B1. In questo modo, con una FL1 passante, l'utente potrebbe spostarsi all'interno del perimetro urbano decidendo di scambiare tra la c e la B1 senza intasare Termini, assecondando quello che a Roma è stata sempre un'utopia: l'effetto rete! A voi. RR







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LA PROPOSTA: Tevere, Battello-Autobus per gli spostamenti urbani

martedì 21 febbraio 2017
Un nostro vecchio cruccio è quello di affermare  l'idea di un  trasporto pubblico sul Tevere:  una flotta di Battello Bus non solo per fini turistici. L'idea è quella che i Romani possano pensare al Tevere come una terza via alternativa a bus e metro.
Roma è una città impantanata nel traffico, rappresenta un unicum da tutelare e vanno trovate idee alternative per consentire ai suoi cittadini di spostarsi in modo rapido ed efficace. Servono, per chiarire, nuovi sfoghi per Roma, e la navigabilità del Tevere è un buon piano strategico, fino ad ora gestito ad intermittenza.
L'idea prevederebbe un collegamento di battelli che navigano sul Tevere con frequenze sicure fino a Ponte Marconi, nel tratto urbano. E poi da Ponte Marconi fino ad Ostia nell'extraurbano. Idea non molto difficile da realizzare e anche in tempi non molto lunghi. Il tutto attraverso investimenti privati.

I modelli presenti in altre capitali europee sono parecchi e virtuosi.

A Londra, viaggiare via fiume è un ottimo modo per spostarsi. Consente di evitare il traffico e, allo stesso tempo, di immergersi nei fantastici panorami del Tamigi. Il servizio battelli e i tour in barca sul Tamigi sono molto popolari tra i visitatori della capitale, oltre ad essere utilizzati dai pendolari locali.
La Thames Clippers offre trasporti veloci e con un ottimo rapporto qualità-prezzo, sia come servizio regolare per pendolari che turistico. Le imbarcazioni salpano da Embankment e London Eye fino a raggiungere Woolwich via Canary Wharf, fermando a:
  • Tate Modern
  • London Bridge
  • Torre di Londra
  • Hilton London Docklands Riverside
  • The O2
  • Greenwich

Parigi, oggi,  sogna i vaporetti lungo la Senna, proprio come a Venezia, Amsterdam o Londra. A rispolverare l’idea di una rete integrata di trasporto fluviale è Valerie Pécresse, la presidente della regione Ile-de-France e del sindacato dei trasporti pubblici Stif. Per Parigi quella dei “batobus” è una promessa regolarmente invocata ma che nessuna delle varie amministrazioni succedutesi negli anni al potere è davvero riuscita a mantenere. Ora ci riprova l’ex ministra di Nicolas Sarkozy eletta governatrice nel dicembre 2015.
 «Il fiume dev’essere parte integrante della nostra strategia di trasporto come anche le teleferiche o i veicoli autonomi», ha avvertito Pécresse, secondo cui oggi più che mai «tutte le ipotesi vanno passate al vaglio», incluso linee fluviali regolari, bus anfibi che consentirebbero di «rendere ancora più attrattiva e fruibile la capitale».

Ad Amsterdam i traghetti  trasportano da una riva all’altra del fiume i pedoni, ciclisti e motociclisti. Molti di questi traghetti blu e bianchi si trovano dietro la stazione Centrale di Amsterdam e offrono collegamenti frequenti e gratuiti da e per Amsterdam Noord.
La più nota e meglio servita linea dei traghetti di Amsterdam collega la stazione Centrale di Amsterdam a Buiksloterweg (ideale per visitare l’EYE Filmmuseum e il Tolhuistuin). I tanti traghetti operativi su questo breve percorso fanno sì che l’attesa per salire a bordo superi una manciata di minuti (sopra ogni punto di imbarco è presente un display che indica la destinazione e il rimanente tempo di attesa prima della successiva partenza). Questa linea è in funzione tutta la notte.
L’altra linea più utilizzata collega la stazione Centrale a IJplein (poco più a est) e gli ex cantieri navali NDSM Wharf (area che ospita numerosi eventi culturali, ristoranti e società dell’industria creativa).


Venezia. Città sull'acqua che ovviamente fa scuola. Oltre alle normali reti di trasporto pubblico urbano (autobus, tram e un people mover), che servono la terraferma e le isole del Lido e di Pellestrina, il centro storico e le isole lagunari sono collegate da una fitta rete di linee di navigazione operate dall'azienda ACTV per le quali è utilizzata un'ampia gamma di mezzi, differenziati a seconda delle esigenze:
  • Vaporetti, utilizzati nelle linee interne urbane che percorrono il Canal Grande, hanno una capienza di circa 250 persone.
  • Motoscafi, utilizzati nelle linee urbane di circumnavigazione per la loro superiore velocità e minore altezza dato il passaggio sotto ponti bassi, hanno una capienza di circa 150 persone.
  • Battelli foranei, utilizzati nei collegamenti minori e maggiori con le isole, hanno una capienza di circa 250-350 persone.
  • Motonavi, utilizzate nei collegamenti maggiori con le isole per la loro alta capacità e funzionalità in ogni condizione atmosferica grazie ad apparati radar, hanno una capienza di circa 1200 persone. Sono gli unici mezzi abilitati a navigare nei canali maggiori con forte nebbia. Nonostante ciò nel 2000 una motonave è stata urtata, provocando solo feriti, da un cargo estero che si è dato alla fuga.
  • Motozattere, noti anche come ferry boat, utilizzate per il trasporto di autoveicoli e autotreni, circa 70, da e per l'isola del Lido. Tra lido e l'isola di Pellestrina vi è un'ulteriore spola di ferry con ridotte capacità, circa 40 mezzi, che lavora all'unisono con la linea di autobus che percorre interamente le due isole.

Tali mezzi acquei dispongono di approdi, i cosiddetti pontili, costituiti da pontoni galleggianti ormeggiati a robuste palificazioni e collegati alle rive tramite passerelle: ne esistono quasi un centinaio di vario genere e grandezza sparsi per la città e la laguna.
Nell'ambito del trasporto pubblico di linea opera dal 1999 Alilaguna, società privata con una partecipazione pubblica del 30% di Actv, che garantisce il collegamento via acqua tra l'aeroporto di Venezia e il centro storico. Le tariffe Alilaguna non sono integrate con le tariffe ACTV.
Il tram sul Ponte della Libertà, in arrivo a Venezia

Presso Venezia-Piazzale Roma e Lido-Santa Maria Elisabetta avviene l'interscambio tra il trasporto pubblico acqueo e quello su gomma, sono inoltre presenti collegamenti da e per il terminale di Fusina, l'aeroporto e Punta Sabbioni, nel comune di Cavallino-Treporti. Relativamente ai collegamenti pubblici, è in corso di realizzazione la linea tramviaria di collegamento tra Venezia e Mestre.
È attivo un people mover che collega Piazzale Roma al Tronchetto.
Dal 1º maggio 2008 è entrato in funzione il sistema di bigliettazione elettronica Imob.
Sempre nell'ambito del trasporto pubblico, nella città storica è attivo un servizio taxi su imbarcazioni funzionante esattamente come qualsiasi altro servizio di auto pubbliche del mondo. RR

STRONCARE LA PIAGA DEI PARCHEGGIATORI ABUSIVI TRASFORMANDO LA PRATICA IN REATO. FARLO IMMEDIATAMENTE!

Una grossa piaga di Roma è  rappresentata dei parcheggiatori abusivi, essi sono sparsi ovunque: si possono trovare in ogni luogo, andando dai cimiteri alle piazze, fino alla basilica di San Pietro, tutti pronti a chiedere denaro ai proprietari di auto e scooter. Oramai i conducenti di tali mezzi si sentono obbligati a dover fornire loro di queste mance, visto che il clima che si è creato evidenzia che in caso di rifiuto si rischia di subire violenze fisiche o danni alle auto. Come accadde a fine 2016, in zona Parioli quando un diverbio terminò con un accoltellamento da parte del parcheggiatore nei confronti di un conducente, il quale non aveva intenzione di pagare alcun costo.

Tra la folta schiera di questi nullatenenti non figurano solo persone italiane, ma bensì molti stranieri. La maggior parte di essi sono di nazionalità africana e si sono integrati alla perfezione nel contesto italiano. Hanno imparato il metodo idoneo a racimolare denaro ai vari automobilisti e così gestiscono un giro economico alquanto vantaggioso.
C'è proprio una spartizione della città secondo etnie e bande.
Ma ad oggi le autorità, con le leggi attuali, non possono arginare il problema. Dal punto di vista del cittadino c'è invece rassegnazione: il fenomeno viene visto, salvo qualche caso particolare, come "dovuto". Eclatante è il caso di Piazzale Clodio, dove giudici della cittadella giudiziaria, nel parcheggio abusivo che si trova in zona, lasciano addirittura le le chiavi delle proprie auto per farle parcheggiare a questi farabutti! Incredibile ma vero. Ci sono poi anche altre zone che si caratterizzano per i parcheggiatori che fanno parcheggiare dove proprio  non si può, come in  in zona Testaccio e Campo de Fiori . Si arriva poi a quelli che fanno parcheggiare, in cambio di una mancia, laddove in caso di arrivo dei vigili, avvisano il conducente che subito accorre a spostare l'auto.

Fare il parcheggiatore abusivo è un reato e sono previste sanzioni a chi pratica questa “professione”, la legge recita:
« Salvo che il fatto costituisca reato, coloro che esercitano abusivamente, anche avvalendosi di altre persone, ovvero determinano altri ad esercitare abusivamente l’attività di parcheggiatore o guardiamacchine sono puniti con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 726 ad euro 2.918. Se nell’attività sono impiegati minori la somma è raddoppiata. Si applica, in ogni caso, la sanzione accessoria della confisca delle somme percepite, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI. »
Ma non si riescono ad applicare le sanzioni in modo corretto perché quando la polizia fa controlli sui parcheggiatori abusivi questi spesso risultano nullatenenti, quindi non possono essere sanzionati, e i parcheggiatori abusivi fermati e portati in questura sono stati denunciati per altri tipi di violazioni: dalla violenza privata, alle percosse fino ad arrivare all’estorsione. Quel che è certo è che sono subito rilasciati e pronti a riprendere la loro postazione.

L’odioso “caffè a piacere” da offrire al parcheggiatore abusivo, potrebbe presto finire, o almeno questo è l’auspicio del Governo. Il ministro degli Interni Marco Minniti ha fatto sapere che presto sarà esaminato il “pacchetto sicurezza urbana” avanzato dall’Anci che prevede, tra le altre cose, anche l’introduzione del reato contro la richiesta di denaro per lasciare l’auto in sosta. Ma speriamo! RR

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