ESSERE DISABILE A ROMA: L'INCREDIBILE TESTIMONIANZA DI CLAUDIO

venerdì 23 giugno 2017
Questa lettera ci ha toccato molto. I diversamente abili a Roma esistono! Ricordatevelo quando lasciate l'auto sugli scivoli o quando occupate impropriamente un posto a loro dedicato. Incredibile la storia relativa alle multe, cosa per noi non nuova: una targa segnalata, legata ad un permesso disabili regolare, riceve multe dall'occhio elettronico ai varchi. Non riusciamo a capire, ve lo giuriamo, come nel 2017,  non ci sia un semplice script di individuazione targhe con diritto d'accesso che ne escluda la sanzione. Ce lo spiegano i Vigili? Chi ce lo spiega? L'Assessore a Roma Semplice? Come  funziona? Vergogna!                                                                                                    
"Ciao RR, sono Claudio De Luca...uno qualsiasi, un cittadino italiano disabile.
Vorrei esporre le mie difficoltà nella vita quotidiana in questa meravigliosa città di Roma,  che però di meraviglioso è rimasta la fama. Muovendomi quotidianamente in città per lavoro o visite mediche, mi trovo spesso in difficoltà serie, io e la mia sedia a rotelle elettrica spesso ci dobbiamo arrendere.  Nella maggior parte dei casi è veramente impossibile fate una semplice passeggiata con mia moglie, perché zone che dovrebbero essere accessibili ai disabili, sono in realtà preda di prepotenti e  arroganti cittadini che usano marciapiedi per parcheggiare. Anche le discese degli stessi sono quasi sempre ostruite da Smart ed altre vetture o motorini. I parcheggi per i disabili neanche a parlarne, perennemente occupati da vetture senza permesso. (E ma me so fermato un attimo!). Si incazzano pure se gli dici qualcosa. E non gli fanno nemmeno la multa nella maggior parte dei casi.  Infatti la colpa non è di chi infrange le regole,  ma di chi glielo permette. Non c'è controllo. Non siamo tutelati.  Dovremmo essere aiutati, perché bisognosi di maggiori attenzioni e soprattutto servizi, che non ci sono. Ma le multe le fanno, certo... sapete a chi? A me!  Vi spiego: ogni anno devo imbarcarmi con mia moglie e la mia fedele carrozzina per andare al comune e contestare migliaia di euro per multe dovuta alle ZTL. Ora, io dico una cosa... ho ovviamente la mia macchina regolarmente registrata al comune proprio per avere accesso a zone ZTL e parcheggi disabili,  o anche corsie preferenziali. 4 mesi fa mi è arrivata una cartella di Equitalia, la quale mi notificava multe per ZTL per la sommetta di appena 44.000,00 €. Ma perché io ogni anno devo sbattermi,andare al comune...ore di fila e contestare le mullte.  Ho la macchina registrata: non dovrei preoccuparmi di questo, invece no! Perché le telecamere dei varchi fanno la foto e arriva la multa. Oppure gli autisti degli autobus, che sono autorizzati a segnalare chi infrange il codice della strada.  E credetemi sono anni che va avanti così.  Poi nella periferia di Roma dimenticatevi dell'abbattimento delle barriere architettoniche.  In città non ci sono servizi igienici, figuriamoci per i disabili.  Nelle stazioni della metropolitana i bagni (quelli aperti) rischi di prenderti qualche malattia infettiva.  Nei centri commerciali, dove sostanzialmente sono attrezzati per i disabili, è l'unico posto dove non ci sono barriere architettoniche,  ma purtroppo i bagni per i disabili vengono usati da persone che stanno bene, sporcano e pisciano  dappertutto.  E nella maggior parte dei casi i maniglioni che dovrebbero aiutare a usare il bagno a un disabile, spesso sono mal messi e pericolanti.  Bisognerebbe abbattere prima di tutto le barriere architettoniche mentali ed essere più sensibili verso chi ha veramente bisogno. Anche perché non lo abbiamo scelto noi di essere disabili. Ognuno dovrebbe provare una settimana ciò che provo io ogni giorno.  E soprattutto andate in Giappone e vedete come si vive civilmente nel rispetto delle regole e delle persone in difficoltà.  Io per delle cure sono costretto ad andare ogni 3 mesi ad Osaka. Beh, vi posso assicurare che sono autonomo anche con la sedia a rotelle elettrica, per quanto sono organizzati. 
Con la speranza che un giorno qualcosa possa muoversi..."
Claudio De Luca 

I MALI ATAVICI DI ROMA PORTANO SEMPRE LA STESSA FIRMA: POLIZIA ROMA CAPITALE. FONTANA DI TREVI L'ULTIMO ESEMPIO!!


Fontana di Trevi vergognosamente nastrata!   
 
A Roma siamo talmente ridotti male da salutare positivamente un fatto, sapendo che peró è presente più di qualche sbavatura. Una condizione mentale paralizzante che noi di RR non riusciamo proprio a mandare giù. Dopo l'ordinanza a tutela delle Fontane emanata dal Sindaco Raggi, avevamo assistito, vomitanti,  alla nastratura di giallo di quella preziosissima di Trevi. È stata così per giorni, il tempo, lento, che la "iattura che Roma si ritrova", ovvero il proprio Corpo dei Vigili, si organizzasse. Con molta calma. Ci siamo accordati con residenti di zona per essere avvisati del lento ma imminente cambiamento. Ed eccoci giungere una mail: finalmente la "iattura romana" si è data una mossa e pare lo abbia fatto in pompa magna. Dalle foto che pubblichiamo, scattate da un membro dello Staff, potete notare ben sei agenti a presidio della Fontana di Trevi: una coppia al centro e due  ai lati, con tanto di walkie talkie!! Nessuno viene fatto avvicinare: il presidio è svizzero! Quello che avviene dietro e di lato non ha importanza alcuna: loro, i mononeuronici, possono svolgere una mansione alla volta. Il trionfo dell'abusivismo esplode in tutta la sua potenza a pochi metri dal perimetro presidiato. Una cosa vergognosa!  Gli abusivi, apprese le nuove dinamiche, si sono prontamente adeguati. Vendono di tutto e di più: anche merce contraffatta davanti ai Vigili che peró sono impegnati solo a far rispettare l'ordinana pro-decoro del Sindaco. Questa è la realtà di Roma. Una realtà triste e avvilente. La Polizia di Roma Capitale va  rifondata: i mali atavici della città portano la  firma degli appartenenti al Corpo. "Siamo sottodimensionati" - dicono. Ed è vero. Ma troppe ne abbiamo viste: ve lo ricordate il video del Vigile Tifoso all'Olimpico che, invece di fare presidio, non solo guardava la partita, ma zompettava e si univa ai cori degli ultras? Dopo nostro video fu giustamente deferito! Tra i circa 6.000 effettivi vige la disorganizzazione: troppi negli uffici, troppi al bar, troppi al cellulare, tanti corrotti. Non sono certo, nè vogliamo che lo siano, una troupe d'elite: ma quello che c'è scritto nel regolamento, più volte pubblicato su questo blog, pretendiamo, da CITTADINI, che venga seguito pedissequamente. Fontana di Trevi è uno degli esempi che quel regolamento è carta straccia!  Noi non lo accettiamo. Si nomini un esterno e si riparta da zero. RR



OLTRE LA ROMA LIDO. SGUUUB: SVELATA LA NUOVA LINEA METRO PER IL LITORALE ROMANO!

mercoledì 21 giugno 2017
La nuova metro ad Ostia prende forma! Alla presenza dell'Assessore alla CittàInSmottamento, Linda "BumBumSelfie" Meleo, è stata calata la prima delle due "talpe" previste per gli scavi. "Siamo certi, ha detto Meleo, di inaugurare la prima fermata "Da Zì Checco" nei tempi previsti!" Nel collage i lavori in Via Casana dove sono ben visibili i fori di accesso alle talpe meccaniche! #romariparte!!! 

FORMULA E A ROMA: SBAGLIANO COLORO CHE PARLANO DI SAGRA DI PAESE!

Una iniziativa, un progetto, vanno pesati per quello che sono oggettivamente, senza farsi prendere dai pregiudizi riguardo la paternità e  chi lo sta portando avanti. RR la pensa da sempre così. Per noi importante è il bene della Città, il suo futuro e la sua crescita economica. Ed è solo per questo, scevri da ogni condizionamento politico e non ingabbiati nel ruolo di realtà che fonda le proprie fortune sul "criticismo" a prescindere, che abbiamo sofferto per il pesantissimo NO Olimpico, per lo snaturamento del Progetto Stadio, targato Marino/Caudo, fatto finalmente bene, per il NO alla Telecom alle Torri Ligini, per i guai e la confusione alla Fiera di Roma e alla città dei Giovani all'Ostiense. In questo aridissimo contesto ecco un barlume, sicuramente minore rispetto alle cose elencate precedentemente, ma sempre un barlume; una porta che apre per Roma scenari internazionali; che porta sponsor, soldi e indotto: ci riferiamo alla Formula E che accenderà i motori a nella Capitale 14 aprile 2018 giorno in cui  prenderà il via il primo Gran Premio dei bolidi elettrici su un circuito cittadino disegnato nel quartiere EUR. Progetto di paternità alemanniana: sticazzi! Progetto portato avanti dai grillini: sticazzi!! È in primo luogo un progetto innovativo: Formula E sta per auto elettriche in nome della salvaguardia dell’ambiente e della mobilità sostenibile, musica per le orecchie di chi come noi da anni parla di questi temi. Non sarà la Formula 1, certo. E l'indotto non sarà neanche paragonabile a quella competizione. Almeno mon lo è oggi, in un mondo dominato ancora dal petrolio. È un investimento sul medio periodo e siamo felicissimi che Roma se lo sia accaparrato. Già oggi ci sono delle cose positive che vanno rimarcate. I detrattori tacciono sulle altre Metropoli internazionali coinvolte. C'è chi addirittura ha parlato di un qualcosa leggermente superiore a una sagra paesana. Ridiamo divertiti. L’e-Prix di Roma seguirà quelli di Hong Kong (2-3 dicembre), Marrakech (13 gennaio), Santiago del Cile (3 febbraio), Città del Messico (3 marzo) e San Paolo (17 marzo) e anticiperà quelli di Parigi (28 aprile), Germania (due gran premi in città ancora da annunciare, che si terranno il 19 maggio e 9 giugno), New York (7-8 luglio) e Montreal (28-29 luglio). Altra cosa da evidenziare, e qui torniamo a un progetto da guardare in prospettiva, sono le case automobilistiche coinvolte: oggi sono già in pista colossi a quattro ruote come Audi, Renault, Ds-Citroen e Jaguar che saranno presto seguite dalla Porsche e dalla stessa Ferrari come anticipato qualche mese fa dal presidente della casa di Maranello Sergio Marchionne. Ed ancora: la Formula E a Roma sará interamente finanziata da privati, Italiani ed esteri. Sarà occasione importante per ridare lustro all'Eur che verrà tirato a lucido, una cosa di cui aveva assolutamente bisogno. L'Enel, già disponibile, intensificherà in tutta la città l'installazione di colonnine elettriche; fornirà bici elettriche al comune e si sta trattando per il finanziamento di un paio di nuove piste ciclabili. Per quanto riguarda l'indotto non siamo purtroppo nelle condizioni, oggi, di riportarvi cifre, ma ovviamente ci sarà e sarà commisurato alla caratura internazionale dell'evento. Una pittata di verde speranza su di una tela bianca e uno sprazzo importante su come questa nostra città debba essere amministrata: con fatti concreti, progetti internazionali e apertura ai capitali esteri. Serve peró creare le condizioni affinchè Roma accresca il suo appeal tra gli investitori privati. È lì che si gioca la partita, indirizzando i NO verso il lato corretto: quelli detti per favorire lo sviluppo e non la decrescita in-felice. Speriamo si cambi rotta, ritornando sui propri passi, per dirne soltanto una, alla porcata pro-ambulantato e dicendo NO a coloro che ammorbano la città, sfregiandola e frenandone lo sviluppo, creando sacche molto vicine allo schiavismo e alimentando gli illegali! Ma forse questo è chiedere troppo. Che dite?  RR                

GIUGNO 2017 - TEVERE SHOCK:TUTTE LE FOTO!

lunedì 19 giugno 2017
Tevere cloaca!
Dal Tevere in secca sarebbe potuta scaturire una rapida e incisiva pulizia degli argini. Niente di tutto questo. Le immagini sono raccapriccianti. Un fiume/discarica, simbolo di una città in caduta verticale! Non postiamo le foto della Senna e delle meravigliose iniziative di riqualificazione e fruizione per i cittadini del fiume parigino per puro ritegno. I romani si meritano solo degrado e merda! Noi, avevamo lanciato, a questa e alle amministrazioni precedenti, una serie di propose volte a ripristinare la navigabilità del Fiume e la creazione di una metro sull'acqua, seguendo l'esempio di altri Capitali europee. Vedendo queste immagini, ci rendiamo conto che a regnare è il nulla assoluto. Amarezza infinita. Ringraziamo Simone per le foto. RR. 
 
  


 



 



SUI DOVERI DEI VIGILI URBANI DI ROMA. UN LETTORE INTEGRA QUANTO DA NOI GIÀ PUBBLICATO. #CITTADINIINFORMATI!

venerdì 16 giugno 2017
Ciao RR, grazie  per la pubblicazione del Regolamento di polizia urbana dei 6.000 vigili che paghiamo.    Vi informo che esiste anche il Regolamento del Corpo di polizia municipale del 2002 (https://www.comune.roma.it/PCR/resources/cms/documents/GC249_02.pdf), esso ha avuto delle modifiche nel 2009 (https://www.comune.roma.it/PCR/resources/cms/documents/GC50_09.pdf) che riguardano gli articoli 14, 15, 16, 17 (abrogati) e 18 (modificato).
Vi invito a divulgare questi doveri dei vigili, sono molti, coprono la gran parte del degrado che documentiamo e a cui siamo costretti.
L'art. 5 ripete 4 (quattro) volte che devono "vigilare", cioè significa che devono prevenire e intervenire attivamente! Non devono aspettare che segnali il cittadino (per poi omettere di intervenire col loro infinito repertorio di scuse).   Compete a loro "vigilare sull'osservanza delle leggi, dei regolamenti... svolgendo la relativa attività di prevenzione e repressione degli illeciti": sono pagati per prevenire lo schifo che vediamo, il territorio romano lo devono controllare loro professionalmente, non noi cittadini con le segnalazioni. I vigili devono anche "vigilare sul corretto uso dei beni pubblici" ciò significa che a mio avviso se uno usa una fontanella per lavarsi o una fontana anche per rinfrescarsi sta già violando una norma e non servono ordinanze del sindaco come quella recente. Soprattutto l'art 5 li obbliga a "vigilare sulle condizioni di sicurezza e qualità di vita dei cittadini" e qui c'è tutto !! Tutto quello che devono fare per noi che paghiamo le tasse.  Se ci sono parcheggiatori abusivi o mendicanti o degrado ciò crea insicurezza, e loro devono vigilare, è un loro preciso compito vigilare su sbandati, psicopatici di quartiere, gentaglia, assembramenti, rumori molesti.  E anche la sporcizia influisce sulla "qualità di vita" nostra e spetta sempre a loro vigilare.   Sono pagati, non devono fare niente di straordinario.   Dietro ogni foto che postiamo su Internet c'è un vigile che se ne sta nascosto chiuso in ufficio.


L'art. 24 gli ricorda che sono dipendenti pubblici e che sono tenuti "al rispetto ed alla cortesia verso il pubblico, in modo da riscuotere la stima, la fiducia ed il rispetto della collettività" : qui invito RR e i lettori di RiprendiamociRoma a commentare ...
L'art. 48 gli ricorda che "sono tenuti ... a rivolgere il saluto ai cittadini che li interpellano .... portando la mano destra tesa alla visiera del copricapo"; per loro il termine "cittadino" significa portatore di diritti e questo loro proprio non lo sopportano, per questo non salutano mai ma appena insisti a segnalare gridano aggressivi e maleducati "favorisca i documentiii !". Anche qui lascio i commenti a RR e ai lettori. Grazie, Ugo C. 


VIII MUNICIPIO E SPRECO DI DANARO PUBBLICO. LA STRANA STORIA DELL'ASILO "LA FILASTROCCA"!

giovedì 15 giugno 2017

​Nei giorni in cui compare in rete la notizia che il Campidoglio si prepara a varare un piano che prevede la possibilità di aprire le scuole durante l'Estate, perchè "ce lo chiedono le famiglie" - http://ilmessaggero.it/roma/cronaca/roma_asili_aperti_estate-2502800.html - vogliamo parlarvi delle condizioni in cui versa da tempo un particolare asilo nido che si trova nel territorio del Municipio VIII - recentemente orfano della propria guida istituzionale, dopo le dimissioni del Presidente del Municipio, causate da faide interne alle diverse correnti del M5S.
Si parla dell'asilo "La Filastrocca", sito in Via Tarso, oggetto di ristrutturazione profonda durante l'amministrazione Alemanno, e chiuso.

Avete capito bene. Chiuso.
 L'edificio, risalente al 1975 e realizzato dalla Società Cementi Armati Certificati con tecnica costruttiva ad elementi prefabbricati, è stato - come accennavamo - oggetto di profondi interventi di ristrutturazione a partire dal 2009, è in grado di ospitare 89 bambini, ma, ad oggi è inutilizzabile, a causa della presenza di vizi e crepe strutturali che ne rendono impossibile l'utilizzo senza rischiare di compromettere la sicurezza dei piccoli ospiti.
Già la precedente giunta municipale, guidata dall'allora Presidente Catarci, denunciò - nel corso dei lavori - problemi e carenze della struttura dovuti, sembrerebbe, in buona sostanza, alla cattiva esecuzione della ristrutturazione, ma nulla si mosse, per giungere fino al settembre 2016, quando, a pochi giorni dall'inizio dell'anno scolastico, si è infine deciso di chiudere la scuola materna, trasferendo i bambini iscritti in altra struttura.

Da quanto sembra, i lavori dovranno ripartire da zero. Nel frattempo, la struttura è abbandonata a se stessa e al degrado, in un quartiere popoloso e popolare, come purtroppo altri a Roma, in cui c'è un enorme bisogno di asili pubblici.
Come si vede dalle foto, la struttura è in stato di totale abbandono, e ad uno degli ingressi non è più presente la targa con il nome della scuola materna. Di fronte all'altro ingresso - carrabile - ormai parcheggiano indisturbate le automobili. Tanto nessuno controlla. S.RR     
  
 
 

OSTIA COME NON VE L'HANNO MAI RACCONTATA: MAFIA,ABUSIVISMO, DROGA, AFFITTOPOLI E COMMISSARIAMENTO. UNA LENTA AGONIA PER UN MUNICIPIO DA RILANCIARE, INIZIANDO DA LEGALITÀ E TRASPORTI!

mercoledì 14 giugno 2017
Le spiagge libere di Ostia: arrivano i bagnini ma sono una discarica
  
Parlare di Ostia per molti è parlare del mare di Roma. Per gli stranieri, per chi abita lontano,  Ostia è una città vicino Roma. E molti non ne sanno granché della sua storia, ed anche chi la frequenta spesso.
Per la mitologia nasce dallo sbarco di Enea insieme ai Troiani progenitori dei latini e dei romani. La storia invece, fa risalire la sua fondazione ai tempi di Anco Marzio, quarto Re di Roma che vi insediò una colonia: dimora estiva dei ricchi romani del tempo. Sempre in epoca antica si insediano anche i Fabii ostiensi, famiglia che con le recenti scoperte ad Ostia Antica, vengono qualificati come Iudaei e in più tardive testimonianze degli sfarzi duovirali (magistrati dell'antica Roma) sembra che proprio loro, che con il loro noto evergetismo, diedero impulso per la costruzione della Sinagoga ostiense.
Ma gli anni passano e l’attuale Ostia Lido viene alla luce ai tempi del Regno d’Italia, che per bonificare l’area palustre e malsana, pensando avesse potuto influire negativamente sullo sviluppo della città, fece insediare una colonia di ravennati ad Ostia Antica, che iniziarono i lavori di bonifica costruendo canali per facilitare il deflusso delle acque. Gente che veniva dalla crisi delle risaie del circondario di Ravenna. Lavoratori esperti e prima cooperativa bracciantile della nostra storia, che ebbero l’appalto per la bonifica, viste le qualifiche professionali. Ed ottennero dal governo Depretis, 1884, finanziamenti pubblici per avviare i lavori e facilitazioni ferroviarie. E se analizziamo la toponomastica delle strade di Ostia Antica e Ostia Lido troviamo il ricordo di tali braccianti e delle loro origini, come viale dei Romagnoli, piazza dei Ravennati, così come in alcuni memorie dedicate ai braccianti della bonifica, come Armando Armuzzi, Federico Bazzini, ma in particolare Andrea Costa e Nullo Baldini, promotori del socialismo.
Ostia la troviamo nei ricordi degli anni ’50, nei films del neorealismo, e fino a pochi anni orsono rimane, nell’immaginario collettivo,  una città distanziata e staccata da Roma. 
Ma per arrivare alla situazione attuale, per comprendere Ostia oggi, occorre passare per un altro pezzo di storia. Occorre partire dalla fine degli anni ’70, quando molti latitanti e boss romani si rifugiarono nelle zone intorno a Roma tra cui Lavinio, Frascati ed Ostia. 
I nomi? 
Gaspare e Pasquale Cuntrera (Cosa Nostra) e una serie di ex luogotenenti della Banda della Magliana. Tutto relativamente tranquillo per un pò, almeno all’apparenza. Poi negli anni 90′ la situazione si palesa in modo estremamente evidente e le indagini del tempo determinano che ad Ostia esiste un traffico criminale di non poca entità. Ma omertà ed insabbiamento prevalgono. Poi intorno al 2002 un gruppo di poliziotti (sette per la precisione) avviano una indagine approfondita (poi denominata Maya). Piero Fierro, Polizia di Frontiera, Gaetano Pascale, della Narcotici individuano due Clan criminali del mondo della droga, legati ad imprenditori potenti come Balini, poi assassinato, i Triassi, siciliani, ed i locali Fasciani. All’apice della cosca individuano Santo Caldarella, “u monaco”, della famiglia Triassi, che effettuò affari su Ostia per conto dei Cuntrera e dei Caruana, gente i cui mandati di cattura sono firmati direttamente da Giovanni Falcone!
Alla fine dell’estate del 2003, un esposto anonimo infanga i poliziotti, sostenendo che avevano sottratto soldi per le indagini. E tutto si ferma. Ma poi dopo alcuni anni, nel 2007, si scopre che la truffa non era mai stata effettuata. 
La fine della Mafia ad Ostia avrebbe potuto essere marchiata più di dieci anni fa.
Ma gli interessi dei nomi eccellenti della malavita, che si è collusa ed insediata, prevalgono sulla giustizia, troppi interessi: armi, droga, ristoranti copertura e stabilimenti balneari. Tanti. 
Pascale, quello della Narcotici, afferma di essere stato bloccato perché scomodo, secondo invece la giornalista di Repubblica, Federica Angeli, il blocco di Pascale è da attribuire ai pochi risultati ottenuti a differenza dell’operazione “Anco Marzio” che porta a 18 arresti tra ex membri della Banda della Magliana, in contatto con Cosa Nostra e la Camorra. E svela il sistema, dall’omertà, alle vedette per dare l’allarme-polizia, dei tentati omicidi, delle minacce, dei videopoker e del gioco d’azzardo.
Poi,nel 2013, Sebastiano Cassia, criminale locale, si rivolge alle Forze dell’Ordine e dichiara di poter svelare cosa nasconde la malavita del X Municipio romano.
Si scopre così che i Fasciani controllano un sistema mafioso, mentre i Triassi sono superati dagli Spada, famiglia con origini Rom, nel traffico di stupefacenti, e che Carmine Fasciani, il capo, ha un accordo di spartizione con gli Spada, per spacciare la droga agli estranei, mentre lascia agli stessi gli “affari” interni al Municipio, quelli sicuri. Ma la droga è solo un aspetto della organizzazione che vive e prospera col controllo delle attività commerciali, con la concessione delle spiagge, tutte forme utili al riciclaggio. E se non lo esercitano  direttamente, tramite estorsioni ed intimidazioni costringono gli onesti, con pesanti minacce.
Nel novembre del 2014 il caso del noto stabilimento “Ostia Maggiore”, fa luce su alcune collusioni con le Istituzioni. Prima in gestione al Cral delle Poste, viene aggiudicato troppo facilmente e velocemente alla Bludream S.r.l. L, senza alcun rispetto della normativa di legge. Si procede con una serie di arresti: il criminale Armando Spada, Aldo Papalini, direttore ufficio tecnico del Municipio, Cosimo Appeso, luogotenente Marina Militare. Il caos. Ma non finisce qui.
Nel frattempo con l’operazione “Nuova Alba” si procede al processo di Carmine Fasciani e di una decina di suoi collaboratori, condannati nel 2015. Quasi indenni rimangono gli Spada ed i Triassi.
Dopo “Orsa Maggiore” arriva la tempesta di “Mafia Capitale”. 
Andrea Tassone, presidente del X Municipio in quota PD, intercettato, si scopre  “sponsorizzato”  da Salvatore Buzzi, presidente Cooperativa 29 Giugno e braccio destro di Massimo Carminati, capo dell’associazione criminale: avrebbe finanziato la sua campagna elettorale, con in cambio due sostanziosi appalti nel X Municipio, senza gara pubblica. Nel mese di marzo il Senatore torinese Stefano Esposito cerca di riportare la legalità nella sezione del partito di Ostia. E Tassone viene costretto alle dimissioni e a giugno arriva il suo arresto per corruzione. Si scoprono oltre ai due appalti anche attribuzioni di spiagge. Apparentemente nulla a che vedere col sistema mafioso scoperto precedentemente, ma indagini approfondite fanno venire alla luce le amicizie di Tassone con Mauro Balini, società “Porto Turistico di Ostia S.r.l”, concessionaria dello scalo di Ostia. Da anni quest’ultimo denunciato come colluso con i fuorilegge locali, fino al suo arresto ed al sequestro del Porto di Roma per i suoi traffici illeciti e la collusione con le istituzioni dalle quali ha ricevuto l’appalto.
Nel mese di Maggio, il Sindaco Marino, delega il Magistrato Sabella, nella gestione del X Municipio, ma il rapporto redatto dall’allora Prefetto Franco Gabrielli, spinge il Ministro dell’Interno Alfano allo scioglimento del X per “infiltrazioni mafiose” ed al suo commissariamento.
Il presente.
Oggi il X Municipio è commissariato,: dopo gli scandali e gli arresti, presidente compreso, il 27 Agosto del 2015, Palazzo Chigi, su richiesta del Ministro degli Interni Angelino Alfano, fa insediare, d’urgenza, una commissione prefettizia e, dal Settembre del 2016, il X è retto  dal Prefetto  Domenico Vulpiani, e i suoi vice Maurizio Alicandro e Rosalba Scialla. Proprio recentemente, su proposta del Ministro dell'Interno, Marco Minniti, è stato prorogato tale commissariamento e così si voterà non prima del prossimo settembre.
Da queste ultime sorgono manifestazioni indipendenti e spontanee, fino ad un corteo in cui associazioni, comitati di quartiere, imprenditori e residenti, in circa mille, sfilano pacificamente nelle strade di Ostia. Oltre a ciò si conseguono istanze e petizioni al Presidente della Repubblica: un’ondata di proteste interessa il litorale e tutto il X Municipio. A sfilare con i residenti partecipano anche esponenti politici di Sinistra Italiana, Fratelli d'Italia e CasaPound. 
Situazione complicata e complessa, difficile da comprendere se non si vive nel X, anche per noi che stiamo cercando di raccontarla, mettendo al posto giusto tutti i tasselli.
Ma cerchiamo di dare un senso a quanto detto sopra e quale è la situazione attuale.
Non si può non tacere, per comprendere la difficoltà dei residenti a sopravvivere alla realtà, dell’esistenza sul territorio di una vera e propria “Affittopoli”, succursale marittima di Mafia Capitale, con decine di negozi del Comune, ex Armellini (o quasi ex, a quanto pare) trasformati in abitazione con canoni irrisori e nessun controllo. Anni di illegalità e assenza istituzionale hanno creato una realtà parallela, con la ex gestione della Romeo S.p.A. ora riassegnata a nuova (????) società.
Tra via Domenico Baffigo, via Antonio Forni e il Porto di Roma si contano, nel censimento, il maggior numero di case da esaminare. E in questa terra dei clan, terra di confine, terra di assenza istituzionale, le abitazioni passano di generazione in generazione. Una delle più belle passeggiate sullungomare romano con alle spalle stabili decadenti stile favelas.
Ed i pochi in regola pagano le gravi conseguenze di chi irregolare non paga neanche la luce.
E poi ancora la ex colonia occupata da immigrati e spacciatori, dove non pagano nulla e un’ala del Vittorio Emanuele III dove vivono centinaia di stranieri, spesso arrestati per droga. 
Una oscena invasione evidente e sulla bocca di tutti: 16.000 mq che, oltre ad ospitare una biblioteca,  una moschea, chiusa recentemente, sono per il resto occupati abusivamente.
Architettonicamente interessante, insieme al “Borghetto”, entrambi purtroppo fatiscenti e degradati.
E poi ancora un altro caso clamoroso è quello dell’Idroscalo: baracche e casette abusive che da più di cinquanta anni sono insediate sulla foce del Tevere. Sempre stati nulli gli appelli e le suppliche per “ristabilire la legalità”. Ma ogni tanto sfrattano e demoliscono, e poi tutto ricomincia come prima.
Questa è la situazione con l'attuale Amministrazione a Cinque Stelle, identica a quella delle precedenti giunte: sembra quasi che le Istituzioni, che si sono succedute negli anni, abbiano paura di sgomberare, o almeno tagliare i costi. E lasciano il Vittorio Emanuele III al degrado totale.
Svariate manifestazioni di protesta e raccolte firme ed iniziative hanno chiesto lo sgombero e il recupero della struttura, ma il prefetto Vulpiani, dichiara che "Ci sono soggetti criminali che dovremo sgomberare e con la Prefettura stiamo capendo come fare". Ma a tutt’oggi nulla di fatto. Parole, che per ora restano tali, ancora una volta.
Continuiamo con provare a far comprendere altri disagi di un Municipio sempre dimenticato.
Abbiamo detto che è un Quartiere, un Municipio di Roma a tutti gli effetti, ma da tanto tempo, troppo, è considerato di serie B, anzi forse anche più in basso della B. Viabilità da semiparalisi soprattutto la mattina presto e la sera ed i weekend estivi. Per non parlare dei collegamenti del trasporto pubblico con il centro di Roma: ridicoli e da terzo mondo: siamo a tempi di percorrenza rimasti a 50 anni fa, e una rete di trasporto pubblico che oltre che insufficiente, disastrata è anche mal organizzata. Da anni comitati di “pendolari” si adoperano per cercare di sensibilizzare le istituzioni per far comprendere i disagi che sopporta il flusso di persone verso e dalla Capitale Centro. 
Ma anche qui troviamo un altro errore, almeno di semantica, nel definirli “pendolari” ! Se dovessimo usare un termine in un corretto italiano, perché citando testualmente la Treccani il pendolare è “Detto di chi, non risiedendo nel luogo in cui svolge la propria attività, deve recarvisi ogni giorno, e ritornarne ogni sera, servendosi, in genere, di mezzi di trasporto pubblici”.Ma queste persone si recano al posto di lavoro nello stesso luogo di residenza, perché Municipio tra i Municipi, e non altro luogo di residenza. E questi soli ventotto chilometri di distanza sono un calvario giornaliero per chi deve andare a lavorare. 
Molto attivi sulle  tematiche della Roma-Lido sono gli amici blogger “Il treno Roma Lido” @iltreninoromalido e l’unica seria pagina sui Trasporti romani “Romanderground” (RAND) @romandergra. Citiamo anche “RomaLidoPassenger” @RomaLidoUser, “pendolari Roma-Lido” @romalidoinfo. Onore a tutti loro.
Ben chiari nel sapere i limiti e le pecche del sistema “trasporti”.
Una “Odissea Quotidiana” raccontata da Andrea @iltreninoromalido che affligge centomila persone che si spostano su una linea ferroviaria fatiscente e con un servizio che giornalmente risulta essere con “orari rimodulati”. Non sai quando riesci a partire, se riesci a partire, se riuscirai a tornare, e quando tornerai, e se a metà tra due stazioni non devi scendere farti a piedi un paio di chilometri sulle rotaie e prendere quel maledetto bus navetta perché il treno si è fermato e non parte più. E non c’è altra alternativa se non un fantomatico autobus da Colombo all’Eur che anche questo sembra uno scherzo più che un servizio pubblico.

Ostia, RR lo dice da anni, deve divenire una eccellenza del Litorale laziale, ed invece si parla di altri sei mesi di commissariamento, privando ancora i residenti di esprimere il proprio diritto di voto.
Ostia è un quartiere di Roma, un Municipio, il X, e si merita il rispetto delle istituzioni come gli altri quartieri, né più né meno. Dignità e rispetto per i residenti che da anni affrontano disagi e pericoli. Rispetto per i regolari, per chi ama vivere al mare di Roma, per chi c’è nato e cresciuto e non si è fatto corrompere dalla facile collusione con la malavita.
Rispetto, decoro e dignità per degli onesti cittadini residenti in un quartiere della Capitale.

Ma si prospetta un'estate incandescente, spiagge senza pulizia, scarsi i bagnini, sospesi gli appalti per i servizi di ristorazione tutto bloccato o sospeso. Si deve intervenire velocemente e con azioni rapide e incisive.

Una residente scrive Vergognoso tolgono i servizi (ombrelloni lettini chioschi servizio di pulizia sulle spiagge libere) per ingrassare le tasche solo agli stabilimenti per paura di collusione e appalti truccati i nostri politici preferiscono non fare niente tanto ci rimettiamo solo noi.”

Le ultime del Sindaco Raggi:
"La legalità sta tornando" e "I commissari stanno facendo un lavoro egregio, affrontando delle pressioni notevoli che vengono anche dalla malavita. Se queste pressioni ci sono ancora? Ci sono state, loro hanno resistito molto bene e sono andati avanti a testa bassa per realizzare un progetto molto importante che piano piano realizzeremo. Piano piano la legalità sta tornando".
Silenzio sulle proteste e le nuove denunce dei commercianti.
Poi le solite promesse
“Abbiamo già impegnato oltre un milione di euro, una cifra notevole per il rifacimento, e contattato Acea dove si sono verificati crolli legati alle fognature" e “Nei prossimi giorni daremo vi sapremo dare dettagli”
Poi sulle spiagge
"Per parlare di quelle libere e dei bagnini diamo appuntamento al primo maggio"
E Vulpiani aggiunge
"Noi abbiamo avuto un bando per bagnini che è andato deserto perché qualcuno ha voluto che non partecipassero a questo bando, in una città che è piena... ma noi non ci facciamo intimidire da questo, i bagnini li troveremo, li abbiamo trovati e stiamo già facendo un piano. Il primo maggio metteremo il primo tassello di una nuova gestione delle spiagge libere".
Poi i residenti sanno bene che prima che arriva il Sindaco, si puliscono strade e cassonetti, perché nel resto delle loro giornate a volte l’immondizia viene spesso dimenticata.
Certo che il prolungamento del commissariamento desta inquieti pensieri, considerando l’immobilismo e il degrado attuale. Pensiamo a Luglio ed Agosto quando, senza manutenzione e assistenza, arriveranno i bagnanti. Non osiamo pensare cosa succederà, visto che adesso siamo già al disastro.
Alcune reazioni politiche al prolungamento del commissariamento:
Per Sinistra italiana si aggrava il degrado e l’abbandono.
Per Forza Italia la proroga è un atto irresponsabile ed un accanimento per i residenti che stanno pagando un caro prezzo la carenza istituzionale
Per il PD, pur affermando che rispettano la decisione del Governo, non si ritengono assolutamente soddisfatti di quanto fatto fino ad ora e il degrado dalle strade alle spiagge ai servizi sociali è evidente.
Per CasaPound è un’ingiustizia nei confronti del diritto di voto, e si dichiarano pronti a riorganizzare manifestazioni pacifiche, come quelle effettuate, per sensibilizzare il Governo Centrale.
Per Fratelli d'Italia, da sempre contrari a qualsiasi proroga, si afferma che il Municipio ne pagherà solo conseguenze gravi
Per concludere
Si tante belle parole e tante parole di conforto e comprensione per chi abita nel X Municipio, ma a tutt’oggi nulla di fatto. La Stagione estiva si è aperta con spiagge libere prive di qualsuasi servizio e pulizia. Serviva uno scatto d’orgoglio, un pensiero speciale per Ostia che potrebbe diventare l’oro di Roma. Ma nulla.
Insomma chi la paga questa assenza istituzionale?
Gli onesti, i corretti, quelli che credono nella giustizia, quelli che sono regolari, quelli che pagano l’affitto, quelli che non possono permettersi, proprio perché l’essere normali e pagare tutto costa, di fruire di spiagge pulite troppo costose degli stabilimenti balneari e non avere l’opportunità di spendere poco o niente in spiagge attrezzate appaltate ad onesti lavoratori.
Di chi la colpa? Di tanti sicuramente, ma se si usasse il “fare” al posto del “dire” forse si avrebbe qualcosa di più del nulla di ora.

Pierre Bergemas


CHIUSURA CAMPI:BASE GRILLINA IN STATO D'AGITAZIONE. INTERVIENE BEPPE, LO SPARABALLE! I ROMANI NON SONO FESSI!

Cari lettori di RR, più utenti c'hanno invitato, via mail, a dire la nostra sul problema Rom. Nello specifico ci hanno incollato il link del TotemBlog, dove il Guru Beppe, rivendica e spiega, ad una base in subbuglio,  i motivi della scelta relativa alla chiusura dei Campi. Si appiglia a tutto il buon Beppe per far reggere il teorema: parla delle amministrazioni precedenti e del loro lassismo sul punto, sottolinea ( mezza verità) che tutti i soldi sono "europei", tacendo sui 10.000.000 di messi a bilancio alla voce Rom; parla di "rivoluzione" non più procrastinabile. Tace, e lo fanno notare i commenti sotto, su dove i Rom verranno sistemati, dopo la chiusura dei primi due Campi. Un'equazione meravigliosa, di quelle belle da vedere in lavagna, ma che non porta a nessuna soluzione. Dove li metteranno questi Rom? Beppe non lo dice: si lascia sfuggire ipotetiche graduatorie per la casa dove i "Rom dovranno sottostare alle regole esistenti". Più di un suo lettore gli chiede, giustamente, per quale motivo uno, a prescindere che sia Rom o meno, che non ha mai versato un contributo, si debba mettere in graduatoria al pari degli altri. Ma con quale diritto? Meraviglioso poi il pezzo relativo  a chi sgarra: "se sei nullatenente e hai il macchinone, fuori!  Chi chiede soldi in metropolitana, magari con minorenni al seguito, è fuori. In più sarà aumentata la vigilanza nelle metro contro i borseggiatori." E chi è il cretino che ci crede? Trovatecelo! In un anno a cinquestelle, RR ha certificato, con foto e video, il mantenimento dell'elevata abitudine, non di singoli, ma di moltitudini a non pagare il titolo di viaggio per il Trasporto Pubblico, tra le cui fila, in prima fila, ci sono proprio i Rom! Ci credete dunque a ronde per bloccare le scippatrici, quando non si riesce a fermare quattro idioti che imbrattano quotidianamente tutti i treni e l'oceano di "portoghesi" seriali? Stefàno e Meleo (Mobilità e Trasporti) sono andati sotto di settecentomilaeuro euro del milione e due che pensavano di recuperare dalla lotta all'evasione. I pupi messi in campo, caro Beppe, sono questi! Capiamo il tentativo di sedare la rivolta interna ma già il fatto di omettere la fine del ciclo di vita del percorso, a noi, e non solo a noi, puzza tanto di politichese: chiudiamo, ce lo dice l'Europa, la stessa della Bolkestein, e poi vediamo! Un grandissimo corno! RR,  formata da semplici CITTADINI, non legati a nessun partito e operativa dal 2009, è sì favorevole alla chiusura dei campi ma esclude qualsiasi forma di assistenzialismo per i Rom di cittadinanza italiana, e solo per loro. Gli altri, quelli delle migrazioni recenti, vanno fatti ritornare al proprio paese: ci riferiamo agli slavi, rumeni e bulgari. A casa loro! I Rom, Sinti e Camminanti storici, quelli con carta d'identità italiana, stessi doveri e dopo, solo dopo, stessi diritti dei romani. I 3,8 milioni di € vanno destinati non ai "nomadi", ma ai romani in difficoltà, quelli che magari, dopo una vita di sacrifici, si ritrovano a dormire in auto ed a cenare alla Caritas. Troppi ne conosciamo. Beppe nessuno? Qui notiamo, in ultimo, un dialogo con l'Europa discontinuo e certamente illogico: dici NO alla Bolkestein per salvare migliaia di voti e dici SI per scaricare 10.000 rom infilandoli nei palazzi dei romani. Perchè è così che finirà: è inutile sparare balle! Ma lo dite veramente? Volete tumulti di Piazza? Perchè si arriverà a questo. È dura la politica, caro Beppe, è molto dura. André Marlaux, scrittore e politico francese, ebbe a dire: "non si fa politica con la morale, ma nemmeno senza." E la più deteriorata delle qualità morali pare oggi essere quella comunemente chiamata coscienza. Beppe e il MoVimento, da un anno a questa parte, in special modo a Roma, sembrano averla dimenticata. P. x RR

IL PIANO REGOLATORE SUGLI IMPIANTI PUBBLICITARI, VOLUTO DA MARTA LEONORI, RESTA INSABBIATO. ANCHE LA MAFIA CARTELLONARA RINGRAZIA I CINQUESTELLE!

martedì 13 giugno 2017





“Ho trovato una città di mattoni, ve la restituisco di marmo.”
Ottaviano Augusto

Dai tempi dell’antica Roma e dell’affermazione di Ottaviano Augusto di tempo ne è passato, tanto, e di Sindaci e Amministrazioni ne abbiamo avute tante. Non so quante hanno lasciato che quel marmo di Ottaviano Augusto risplendesse come ai tempi d’oro della Roma Imperiale. Certo è che oggi sul marmo, e da molti anni si è depositato uno spesso strato di cartone, che deturpa le bellezze indiscusse della più affascinate, unica, meravigliosa Città del Mondo. Cartoni di quei Cartelloni Pubblicitari che deturpano e nascondono gli splendori di Roma. Ma la modernità “deve” fruire di una pubblicità che serve alla società di oggi, e anche alla Amministrazione della Città. Un “do ut des” che se da un lato aiuta le entrate delle Città, dall'altro occorre preservare quei marmi di Ottaviano Augusto ed anche la sicurezza dei cittadini. Spesso intralciano la vista in incroci, in strade che rendono ciechi alcuni punti e così la pericolosità di chi è in movimento è maggiore. E di incidenti per scarsa visibilità proprio per colpa di cartelloni troppo grandi o mal posizionati ce ne sono stati troppi.
Qualche tempo fa, in epoca Marino, si iniziò a parlare di realizzare il Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (PRIP), ed addirittura in una intervista, Marta Leonori, Assessore per Roma Produttiva, spiegava, nel lontano aprile 2015, che si sarebbero, entro la successiva estate, avviate le gare d’appalto per regolamentare la presenza delle pubblicità nella Capitale. Addirittura con già pronti i piani per 15 municipi, con le relative mappature, salvaguardando, ovviamente, il decoro di una Città che “deve” osservare regole precise e determinate, come tante altre ovviamente, ma considerando il patrimonio artistico e culturale, con una maggiore attenzione a riguardo. Il Piano della Leonori  prevedeva anche la realizzazione di progetti di arredo urbano.
Nel progetto di realizzazione oltre che al piano di rispetto della legalità degli appalti, e del decoro per le Belle Arti, si sarebbe anche valutata la natura degli stessi dal punto di vista etico. Spieghiamo meglio. A volte ci si trova con pubblicità che possano essere lesive della religione di alcuno, o della dignità, o razzisti. Ebbene si sarebbe fatta attenzione anche a tutto ciò. 
Ammirevole attenzione ai dettagli di quanto invasivi e di “impatto” possano essere fonti di guadagno per l’Amministrazione, e una etica di rispetto verso l’Arte e gli esseri umani.
Ma questo era il passato, quello di Marta Leonori e di Marino Ignazio.
Oggi se cerchiamo su sito del Comune di Roma troviamo un piano regolatore datato maggio 2014, e delle innovazioni che la Leonori non ha potuto portare a termine, nulla. Per chi volesse dare un rapido sguardo ecco il link:

Oggi a distanza di tanto tempo, e con una nuova Amministrazione cosa abbiamo?

Lo stato di determinazione del piano per i cartelloni pubblicitari e l’aggiudicazione della gestione è  stata avviata dalla Leonori, ed anche quella della localizzazione degli stessi, poi viste le dimissioni di Marino, avanzata con procedimento riacquisito dal Commissario Straordinario Francesco Paolo Tronca, non terminato a seguito dell’insediamento dalla nuova Giunta Capitolina a Cinque Stelle.
Quindi quelle “promesse” il tanto discusso Marino le aveva realmente avviate. Quindi non “promesse”, ma fatti che hanno avuto seguito, almeno per quanto potuto, visti i tempi brevi della “vita” di quella Amministrazione. Che dire? Nulla, si avvia un progetto ben fatto, e si avviano le procedure ad esso connesse.
Poi che cosa accade a questa Città dell’immobilismo a Cinque Stelle?  Più che immobilismo si puó parlare di un retrocedere lento, inesorabile, verso una situazione che neanche 40 anni orsono era presente nella Capitale.
Il 22 giugno 2016 il Sindaco (non tollero “la Sindaca”, sgradevole termine di un italiano degradato, come il resto che ci circonda) Virginia Raggi si insedia nell’Amministrazione e nomina ad Assessore alle Attività Produttive: Adriano Meloni.
Che accade da questo momento?
Nulla, nulla, nulla …
Anzi la faccenda si complica. Anche se il completamento e l’attuazione del piano è di competenza della sola Giunta, si intromette la commissione commercio con Andrea Coia (M5S), che interpellando associazioni di categoria delle imprese pubblicitarie che tendono a rimanere in “sospeso” per ovvi interessi personali,  tiene varie riunioni, partorendo IL NULLA!
Solita storia.
L’iter è fermo ed anzi si può affermare che “l’inumazione” è oramai alle porte.
E pensare che se guardiamo ai tempi passati anche la Raggi insieme a Stefàno, De Vito, Frongia, pur se all’opposizione, votarono a favore. 
Oggi sono al governo eppure tutto resta vergognosamente immobile.
Tanti si lamentano e chiedono di mantenere le promesse, soprattutto quelle di una Amministrazione “pulita e trasparente”, ma lo stato delle cose non fa sembrare che ci sia la voglia e la sincera trasparenza annunciata e quasi divenuta un tormentone del Campidoglio targato Cinque Stelle.
Oggi, quasi metà giugno 2017,a 13 mesi dall’insediamento,  il solito NULLA.
Si è parlato di una Cartellopoli e ci si è infilato anche il Tar che ha espresso parere favorevole al progetto con due appunti: bocciati i formati e la divisione in lotti degli impianti. Ma d’accordo con la sostituzione delle concessioni con i bandi di gara, basta all’oligopolio delle insediate e consolidate consuete aziende.
E va bene cerchiamo di vedere qualcosa di buono.
Il 28 settembre 2016 Adriano Meloni annuncia sulla pagina di Facebook che sono stati rimossi 100 cartelloni abusivi, con tanto di foto e prima e dopo l’oscena visione. Poi si continua con decoro da ripristinare e tutelare: gli abusivi, gli eventi prestigiosi, altri cartelloni rimossi, la lotta all’abusivismo commerciale, eccetera.
Poi il 16 maggio 2017 sempre su Facebook rimossi 1277 cartelloni e annuncio che l’iter della riforma iniziata dalla Leonori prosegue ed entro i primi di giugno si sarebbero conclusi gli esami tecnici del Dipartimento Sviluppo economico e dell’Assessorato per poi proseguire con il resto del progetto di riordino e riqualificazione. E non si accorge che l’Assemblea, che avrebbe dovuto esaminare e approvare la delibera indispensabile a far riavviare tale riforma posta all’ordine del giorno da De Vito, non la vota perché viene ritirata all’ultimo minuto, e (gaffe) Meloni si vanta dell’approvazione della delibera. (Sic!)
Ma che succede Onorevole Assessore? Distrazione? Disinformazione? Cartelloni-Gate?
Siamo a metà giugno, da quel lontano Aprile 2015 di tempo ne è passato.
Si di cartelloni abusivi se ne sono tolti 1277 (forse siamo arrivati a 1300?), ma la riforma?
Ci si ferma al 18 maggio con questo sul sito del Comune: “Piani riforma impianti pubblicitari: riavvio termini entro i primi giorni di giugno” per chi vuole andare oltre ecco il link:
E così procede l’interminabile affare (malaffare) dei Cartelloni, e i soliti insediati, oramai con radici profonde, nella gestione della cartellonistica apprezzano e ringraziano la solerte attuazione del piano di riorganizzazione e delle gare da realizzare.

“Roma è l’esempio di ciò che accade quando i monumenti di una città durano troppo a lungo.”
Andy Warhol 

Forse ha ragione Andy Warhol, forse la estrema bellezza non deve essere eterna. Ma si sta forse ispirando a questa frase il nostro Governo a Cinque Stelle?
Speriamo di no.
Confidiamo che i marmi risplendano ancora, e che oltre al decoro si abbia maggior sicurezza stradale. E che la Cartellopoli finisca presto.
A Roma,  il “non fare”  pare sia la politica del momento, ma il prezzo che si sta pagando è alto, anche qui a tutela  degli interessi di pochi ed a vantaggio di pochi, con un danno di decoro ed economico di molti, troppi, i cittadini di una Città che non merita tanta lentezza e incapacità amministrativa.
Concludo con una citazione di Ennio Flaiano:
“Vivere a Roma è un modo di perdere la vita.”
Qui si perde la vita se non si sbrigano a regolamentare la posizione e la dimensione dei Cartelloni, ma si perde anche oltre al decoro, la faccia. O meglio: quel poco di presentabile rimasto dopo la "porcata" pro-ambulanti!


Pierre Bergemas

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