UN PROBLEMA CRUCIALE: LA SEGNALETICA NEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE ROMANO. CRONACHE DI ORDINARIA CACIOTTAGGINE

lunedì 17 febbraio 2014


Qualsiasi rete di Trasporto pubblico, anche la più efficiente ed estesa, non avrebbe alcuna rilevanza, o comunque vedrebbe di gran lunga ridimensionata la propria efficacia, in assenza di una segnaletica chiara, precisa, riconoscibile e diffusa. La Metropolitana di Tokyo, per citarne una soltanto, ha talmente tanti e tali servizi, diversificati, dedicati, orarizzati che, senza una segnaletica adeguata, nemmeno il più esperto abitante di una metropoli di 15 milioni di persone, si riuscirebbe a raccapezzare.

In una città come la nostra, dove vivono e crescono cittadini che non si sono mai approcciati al TPL e che non hanno mai preso un tram, un bus o una metro in vita loro, questo discorso potrebbe sembrare ridondante. Ma poiché noi di Riprendiamoci Roma tendiamo ad un miglioramento complessivo della qualità di vita della città e siamo consapevoli del fatto che questo non può non passare da una totale ristrutturazione del Trasporto Pubblico Locale, riteniamo necessario cercare di spiegare in modo sintetico l'importanza fondamentale che assume una buona segnaletica in un TPL che si rispetti.*

Facciamo un esempio. Sono passati poco più di 20 anni dall'istituzione delle linee FR (Ferrovie Regionali), che oggi hanno visto nuovamente convertire il proprio nome in FL (Ferrovie Locali), e molti, moltissimi cittadini romani non ne hanno mai fatto uso per il semplice motivo che non ne conoscono l'esistenza, o ancora peggio, pur conoscendola, non conoscono le linee, non conoscono i percorsi, non conoscono le fermate. Nella realtà romana sembra che le aziende del trasporto pubblico non si rendano conto del valore di una corretta informazione.

Questa situazione è anche dovuta ad un altro elemento, punto di forza altrove (come nell'esempio di Tokyo) ma estremo handicap nella nostra città. Ci riferiamo al numero forse troppo elevato di esercenti e dalla loro chiara ed evidente difficoltà di comunicazione. Il trasporto pubblico romano è gestito principalmente da ATAC che ha l'onere di far muovere le metro, le concesse Lido-Nord-Giardinetti che però sono di proprietà della Regione, i tram ed i bus. Questi ultimi però vengono gestiti, nelle zone periferiche, da un'azienda privata, la ROMATPL, che svolge il servizio in nome e per conto di ATAC. Tutte le FL (ex FR) sono invece gestite da TRENITALIA la quale, nonostante un contratto di servizio con la Regione, essendo di fatto monopolista, garantisce dei livelli di qualità ridicoli. Tutti questi soggetti non dialogano tra loro. Ognuno opera, e lo fa male. Il caos è totale. Un incubo che si riflette degnamente anche nella segnaletica in stazione ed in tutto il materiale informativo.

Ma andiamo nel dettaglio. Esempio di segnaletica romana tipo : nel sottopassaggio di collegamento tra la fermata metro B e la stazione Ostiense, ancora oggi si trova un'indicazione per l'Air Terminal, chiuso nel 1995 (oggi c'è Eataly al suo posto); nessuna indicazione invece per le linee FL1, FL3 e FL5 che si raggiungono attraverso questo corridoio. La domanda è: un romano ed ancora peggio un turista come dovrebbe saperlo? Con la telepatia?

Ma andiamo avanti: sulle paline dell'autobus le fermate sono indicate con molta approssimazione "Via Tiburtina: 6 fermate" ...ma quali? Quali sono queste fermate? Ma andiamo avanti ancora: non solo ogni azienda, ma addirittura ogni linea, usa un nome diverso per indicare lo stesso nodo: Piramide (metro B)/Porta San Paolo (ferrovia urbana Lido di Ostia)/Roma Ostiense (RFI ferrovie FL). Un casino! I Bus usano i nomi delle strade/piazze e non dei nodi, es. Piazzale Partigiani invece di Ostiense/Piramide.

In molte fermate della metropolitana troviamo piante della rete di 15-20 anni fa nelle quali mancano le modifiche recenti. Scandalo esploso di recente ma al quale ancora non si è posto rimedio. Stessa cosa dicasi per le indicazioni delle linee ferroviarie urbane nelle stazioni spesso mancanti oppure con la vecchia denominazione (FM1o FR1, invece di FL1 ecc.). Le sigle per le linee di metropolitana hanno indicazioni diverse. Esempio: metro B, MB o semplicemente B. Ulteriore elemento di disorientamento: non si riconosce la differenza tra linee tram, autobus e filobus. Tutte usano indistintamente una semplice numerazione. L'utente non capisce dunque a quale servizio sta per approcciarsi.

Ma andiamo avanti: L'ATAC, diversi anni fa ha introdotto una distinzione fra linee Express (X), Urbane (U) ed Esatte (E). Non si trova traccia di questo schema da nessuna parte: piantine o sito dell'azienda. Anche la grafica, ma questo sarebbe chiedere troppo, lascia moltissimo a desiderare... per non parlare del frequente ricorso alle pecette.

In conclusione denunciamo attraverso questo articolo l'inesistenza di una volontà reale volta a far comprendere all'utente dell'esistenza di un servizio e della tipologia del servizio. Questo contribuisce e non di poco a far funzionare ancora peggio il sistema dei trasporti della città di Roma. Servirebbe una rivoluzione. Ma il "meneghino Broggi" pare che non conosca nemmeno questo problema.

* L'individuazione di alcune problematiche fanno riferimento a "QUO VADIS: proposte aperte per la mobilità".

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Condivido in pieno, ma vorrei soprattutto sapere: dove avete fotografato il cartello con scritto Anderground? Devo assolutamente vederlo di persona...

Tiziano Bacocco ha detto...

era a tiburtina 3 anni fa http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/la_metropolitana_diventa_anderground_stazione_tiburtina_inglese_con_la_pecetta/notizie/166430.shtml

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