I MUSEI ROMANI IN ROVINA: NELL'ULTIMO ANNO, PERSO IL 6,3% DEI VISITATORI! IL CONFRONTO IMPIETOSO CON PARIGI...

lunedì 17 giugno 2013

Quando in una città come Roma non si investe in cultura i risultati sono questi. E negli ultimi 5 anni, della cultura, non è fregato un cazzo a nessuno. I dati snocciolati dall'allucinante articolo di Repubblica sono eloquenti e non lasciano spazio a repliche: in un anno i musei romani hanno perso il 6,3% dei visitatori. E questo proprio in un periodo che registra un boom mondiale del turismo, grazie all'arrivo dei nuovi ricchi (russi, cinesi, arabi, indiani..) e al ritorno degli americani. Roma vede aumentare il numero di turisti rispetto allo stesso anno, ma molto meno rispetto alle altre capitali europee, e viene superata da Berlino come numero di presenza turistiche. Due considerazioni.

1) I musei di roma contano 3,6 milioni di visitatori l'anno, contro i 25,3 di Londra e i 23,4 di Parigi. Numeri che descrivono una vera e propria Waterloo.

2) Se il numero di arrivi turistici cresce, ma i visitatori nei musei cala, significa che non si è investito nulla in cultura, o che è calata la qualità del turista medio. Ormai a Roma arrivano solo fagottari con la "mappatella" e straccioni.

In entrambi i casi, il frutto di una malagestione. Nei 5 anni appena trascorsi, della cultura non è fregato un cazzo a nessuno. Il Comune è stato troppo impegnato a pianificare la calata dei cartellonari. Speriamo che si sia capita la lezione, e che nei prossimi 5 anni si possa invertire la tendenza.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

A Londra i principali musei sono gratis, e pure sono di fama mondiale, e a Parigi c'è il Louvre, meta essenziale. Tra i musei di Roma non si include i Musei Vaticani, che registra ancora milioni di visitatori: è il guaio di Roma che il principale museo romano appartiene a un altro Stato. I Musei Vaticani peraltro sfruttano senza mercé il povero turista con prezzi alti e un'esperienza museale allucinante, tra folle e sensi unici, tra sezioni chiuse per decenni senza spiegazioni (macché! E' il Vaticano! Chi siamo noi meri esseri umani a chiedere delle spiegazioni?), pochi bagni e nessun posto a sedere.

I musei romani soffrono da diversi problemi.
1. Ne sono troppi e sono troppo diversificati tra di loro.
2. Sono gestiti da enti diversi: i musei del Comune non dialogano con quelli statali.
3. Gli orari non sono standardizzati e sono soggetto a cambiamenti senza preavviso.
4. Non c'è nessuna pubblicità per i musei romani, solo magari per qualche mostra.

Poi ci sono quelli malgestiti, come il Castel S. Angelo e Palazzo Venezia, entrambi statali, con grandi parti chiusi per mancanza di personale (le prigioni storiche, tempo fa aperte con il biglietto d'ingresso, adesso sono solo aperte il weekend su prenotazione per visite speciali; a palazzo Venezia tutto il palazzetto Venezia e il viridarium chiusi per mancanza di personale).

Non dimentichiamo anche il caso clamoroso di Palazzo Barberini, che riesce al massimo di tenere aperti solo due piani su tre, nonostante tutti i lavori di restauro e restrutturazione, tutto il reallestimento, tutti i soldi investiti per una struttura che rimane chiusa per un terzo, sempre per mancanza di personale. E la Galleria di palazzo Corsini, che fu aperta fino alle 19 fino a qualche anno fa, poi aperta solo per visite accompagnate ogni ora fino alle 14, e ora forse, forse aperta a visita libera fino alle 14. Queste sono le Gallerie Nazionali di Roma, mica il museo civico di Sacrofano.

E vabbé. Torniamo ai musei comunali, che sarebbe più giusto nel contesto. Come ho scritto sopra, ci sono troppi, che sono troppo diversificati. Hanno orari diversi e prezzi a volte alti (il Museo di Roma a palazzo Braschi a €10 il biglietto, con il magnifico sconto di un euro per i residenti di Roma! E poi quel museo non è totalmente aperto, anni dopo la fine del restauro del palazzo). Soffrono anche loro del problema della mancanza del personale.

Oltre le soluzioni offerte nell'articolo su Repubblica, si potrebbe suggerire: una campagna pubblicitaria decente per descrivere gli stupendi musei del Comune (i Musei Capitolini per esempio, o il complesso meraviglioso di Villa Torlonia) non solo ai turisti ma anche ai romani stessi; e poi magari un biglietto integrato per l'ingresso a tutti i musei del Comune. Personalmente pagherei per un biglietto integrato annuale per un libero ingresso a tutti i musei comunali. I musei di Roma sono troppo distaccati dai residenti romani, non ci sono agevolazioni abbastanza per fargli attrarre. Ma sono il patrimonio di tutti noi cittadini di Roma e non solo per i turisti.

Riprendiamoci Roma ha detto...

Quello che dici è tutto vero, ma il calo del 6.3% dei visitatori rispetto allo scorso anno, in un anno che ha visto comunque una crescita del numero dei turisti a Roma, significa quantomeno cattiva gestione.

Bob ha detto...

Concordo col commento di Riprendiamoci Roma, aggiungo però che significa oltretutto un aumento di turismo di bassa qualità, mordi e fuggi.
Come disse Retromanno i turisti sono aumentati di qualche punto percentuale, quindi dovrebbe essere naturale anche l'aumento delle visite nei musei, cosa che però non è successa perché il turismo romano ormai è diventato low-coast. Vista la città invivibile, il turista medio con un po' di cultura sa che in 2-3 giorni farà in tempo a visitare Colosseo, San Pietro, Musei Vaticani e quelle poche mete irrinunciabili, dopo di che scapperà via.
Non apriamo il discorso su noi romani, visto che la maggioranza schiacciante se ne infischia dei musei e della cultura in generale, anzi baratterebbe una decina di musei in cambio del nuovo stadio daaa riomma o daaa lazzio. Ci vorranno forse decenni per cambiare la mentalità di questo popolo bue.

Riprendiamoci Roma ha detto...

Sicuramente, il turista-tipo europeo che viene a Roma è ilclassico fagottaro con la "mappatella".

Anonimo ha detto...

Oramai tra i flussi di turisti annoverano pure gli zingari ed i cappottini.
Poi sul primo commento non capisco perchè un'offerta museale ampia e diversificata dovrebbe essere un problema per attirare il pubblico? A parigi ho visto un sacco di musei diversissimi: della scienza, navale, d'arte antica , moderna , della guerra, sono riusciti a musealizzare persino le fogne. Secondo me se una ricchezza del genere fosse gestita dai francesi in 6 mesi triplicherebbe i visitatori.

Riprendiamoci Roma ha detto...

Roma ha una musealità diffusa, teoricamente basterebbe farsi il giro delle chiese per poter godere di tutta l'arte che Roma può offrire nei suoi musei. I capolavori di Caravaggio a San Luigi dei Francesi, Santa Maria del Popolo e Sant'Agostino, il Rubens a Santa Maria della Vallicella, le statue di Michelangelo (la pietà a San Pietro, il Mosè a San Pietro in Vincoli e il Cristo con la Croce a Santa Maria Sopra Minerva), gli affreschi di Masolino a San Clemente, Raffaello a Santa Maria della pace, Pinturicchio a Santa Maria del Popolo, la prospettiva di Andrea Pozzo a Sant'Ignazio, Pietro da Cortona a Santa Maria in Vallicella, il Bernini a Santa Maria della Vittoria, i mosaici di Santa Prassede, Santa Maria in Trastevere, San Clemente e in altre decine e decine di chiese. E solo per citare gli esempi più clamorosi. Ma ogni chiesa è una piccola galleria d'arte, per trovare esempi paragonabili in tale quantità e qualità dobbiamo andare a Firenze, Venezia e poi... basta. Per non parlare delle fontane, che sono di fatto allestimenti di statue a cielo aperto. In altre città d'Europa si è scelto di concentrare le opere in pochi grandi musei, il che rende oggettivamente facile la vita al turista, ma si perde il fascino di poter leggere l'opera d'arte nel contesto in cui era stata pensata. A Roma ci sono ancora gallerie, come la Borghese o la Doria, o la Corsini, che ospitano capolavori con allestimenti dell'epoca. La Villa Farnesina, che farà cento visitatori a settimana, ha uno dei più bei quadri di Raffaello al mondo. Io non rimpiango questo genere di impostazione museale, anche se mi piacerebbe che gli allestimenti nei musei maggiori fossero più moderni e funzionali. Ma questa scelta deve essere sostenuta da una adeguata politica di sostegno, non possiamo permetterci di far venire qui i turisti e farli restare in media 3 giorni o anche meno!

Anonimo ha detto...

All'estero il turismo DA' LAVORO. Con una "museum card" i musei più frequentati potrebbero riempire anche quelli più trascurati. Studenti universitari potrebbero pagarsi gli studi facendo i custodi dei musei il sabato e la domenica.
Abbiamo un patrimonio che i cinesi non possono copiarci e lo facciamo andare in rovina. Maltrattiamo i turisti con i tassisti abusivi, gli accattoni, gli scippatori, i venditori che spennano i clienti.

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