IL CARTELLO DI DIVIETO DI SOSTA? NUN C'E' PROBLEMA! ESEMPI EMBLEMATICI DI COME UN ARREDO URBANO SBAGLIATO POSSA GENERARE IL CAOS. E I PIZZARDONI POI...

mercoledì 9 gennaio 2013

Ecco due esempi emblematici di come un arredo urbano fatto coi piedi (con la complicità dei pizzardoni) possa generare il caos. Nel primo caso abbiamo un segnale di divieto di sosta con tanto di avviso zona rimozione. Ma ciò non scoraggia l'autista dell'auto, che difatti se ne fotte bellamente e parcheggia come se niente fosse. Forse ingannato dalla striscia in terra, di quello che dovrebbe essere un camminamento pedonale e invece viene scambiato per una striscia di parcheggio consentito. Se quell'area è pedonale allora perché non realizzare un bel marciapiede? Forse per dà una mano ai furbetti...


Nel secondo caso, abbiamo ancora un segnale di divieto di sosta con zona rimozione, ma il furgone (e parecchie auto più avanti) sono comunque in sosta. Anche qui ingannate da una carreggiata di dimensioni abnormi e da una sorta di riga in terra che farebbe pensare a una zona di parcheggio. Peraltro siamo a pochi metri dall'Ambasciata di Spagna. Anche qui, va ristretta la carreggiata e allargato il marciapiede (possibilmente fatto meglio di quella zozzeria che si vede in foto). Ovviamente nessuna auto aveva una multa sul cruscotto, ma questo è scontato...

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Condannato Cartellopoli. Altra giornata che registra il capovolgimento della giustizia e della normalità sul fronte della allucinante cartellonistica romana. Solidarietà a Tonelli.
Ancora una volta a Roma le cose funzionano al contrario.
Mc Daemon

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