RIFLESSIONI NATALIZIE: UNA CITTA' STANCA, POLVEROSA, ADDORMENTATA. E PROVINCIALE. NIENTE A CHE VEDERE CON LE DINAMICHE CAPITALI EUROPEE. E IL DEGRADO AVANZA...

giovedì 20 dicembre 2012

Roma è così, una città vecchia, stanca, immobile e stantia. Ignorante e provinciale come un grande paesone, senza una guida, senza una identità, senza prospettive. Una città "alle vongole", per dirla alla Giuliano Ferrara, o se preferite "all'amatriciana". Niente a che vedere con il dinamismo delle altre capitali europee, che puntano sulla cultura, sull'innovazione, sul progresso, in una parola: sul futuro. Nel contesto polveroso di Roma emergono, sotto lo strato di melma, realtà criminali, mafiette da quartierino e coatti ripuliti, che tentano di far soldi in tutti i modi, infilandosi nelle crepe di una città allo sbando. Si chiama economia del degrado e prolifera come i funghi laddove l'amministrazione non è in grado di mostrare il pugno di ferro o di offrire standard di vivibilità "umani".

Non è un mistero che il degrado urbano generi degrado sociale. E' il concetto alla base della ben nota Teoria delle Finestre Rotte. Vediamo un po' cosa dice:

Con l'espressione teoria delle finestre rotte si indica quella particolare forma di gestione del territorio secondo cui non vengono tollerate le piccole trasgressioni che, se trascurate (e non corrette e/o sanzionate subito), potrebbero generare fenomeni di emulazione. La teoria proviene dall'esempio - appunto - della finestra rotta: se in un quartiere un teppista spacca una finestra, e nessuno la aggiusta, è molto probabile che ben presto qualcun altro faccia lo stesso se non peggio, dando così inizio ad una spirale distruttiva.

Ovviamente la teoria se applicata "al contrario" si associa al concetto del "dare il buon esempio". Le persone tendono ad adeguarsi, avvicinarsi, preferire situazioni, persone o luoghi a loro stessi affini e se impossibilitati a scegliere tendono a cambiare per uniformarsi. Per cui creare un ambiente di un certo tipo: con finestre rotte, per esempio, porta la comunità attigua a distruggere, un ambiente invece ben curato porta la comunità (anche quella non naturalmente "curata") a curare l'ambiente che la circonda. Estendendo il concetto ai comportamenti: una persona aggressiva porterà i "vicini" ad essere aggressivi, una costruttiva stimolerà gli altri ad esserlo altrettanto e così via.

Nel 2007 e nel 2008 Kees Keizer e i colleghi della Università di Groningen hanno condotto una serie di esperimenti controllati per determinare se l'effetto del disordine esistente (come la presenza di rifiuti o graffiti) avesse aumentato l'incidenza di criminalità aggiuntive come il furto, il degrado o altri comportamenti antisociali. Hanno scelto diversi luoghi urbani successivamente trasformati in due modi diversi ed in tempi diversi. Nella prima fase "il controllo", il luogo è stato mantenuto ordinato, libero da graffiti, finestre rotte, ecc. Nella seconda fase "l'esperimento", esattamente lo stesso ambiente è stato trasformato in modo da farlo sembrare di proposito in preda all'incuria e carente di alcun tipo di controllo: sono state rotte le finestre degli edifici, le pareti sono state imbrattate con graffiti ed è stata accumulata sporcizia. I ricercatori hanno poi segretamente controllato i vari luoghi urbani osservando se le persone si comportavano in modo diverso quando l'ambiente era stato appositamente reso disordinato.

I risultati dello studio hanno sostenuto la teoria. La loro conclusione, pubblicata sulla rivista Science, è che: "Un esempio di disordine, quale i graffiti o i rifiuti, può indubbiamente incoraggiarne altri, come ad esempio il furto".

Ecco, Roma è una città che si adatta a pennello alla situazione descritta da questo studio. Non a caso in questi ultimi anni, per la prima volta si è assistito a un aumento della microcriminalità.

Nella Capitale quasi ventimila reati in più, litorale e provincia le zone più a rischio. Secondo il rapporto, presentato dall'assessore agli Enti locali e sicurezza Giuseppe Cangemi, dal 2006 sono aumentati stupri e crimini legati alla droga.

Quasi ventimila reati in più nella Capitale. Tra il 2010 e il 2011 i crimini denunciati sono passati da 178.496 a 197.659!

Situazione ampiamente prevedibile, e che subirà un ulteriore aggravarsi anche in virtù degli effetti della crisi infinita che stiamo vivendo. In questo contesto l'unica via d'uscita è rimettere finalmente in moto questa città, migliorando i servizi, la qualità urbana, le condizioni di decoro, ordine e vivibilità, rendendola finalmente dinamica e competitiva. Una strada che, purtroppo, ancora non si è scelto di perseguire. E allora vai con la sagra della sarciccia e del cotechino!

1 commenti:

Anonimo ha detto...

La teoria delle finestre rotte si puo' provare facilmente, in un contesto di sporcizia infatti e' facile vedere gente buttare cartacce per terra, se invece il contesto e' pulito ed ordinato la gente si fa piu' scrupoli, purtroppo per troppi e troppi anni ragionamenti e teorie del genere sono state etichettate come cose "fasciste", punire un vandalo era considerata "repressione" (purtroppo ancora oggi ci sono questi pensieri...), bisognava lasciar fare, tollerare e bla bla bla....

I sindaci che applicavano punizioni e tolleranza zero erano visti come sceriffi ed in definitiva come fascisti, la verita' quindi e' che piu' dei politici e piu' dei cittadini la colpa del degrado totale romano e' da attribuirsi a certa cultura sinistreggiante, fancazzista e lassista che ha dominato e domina il sistema massmediatico italico.

Basta guardare tanti film e tante fiction vecchie e nuove in cui i personaggi severi venivano e vengono ridicolizzati, come burocrati idioti ed ottusi...

Una cultura che per tanti anni ha elevato a modello la vita spericolata di Vasco Rossi e di chiunque se ne fregasse di tutto e tutti, una cultura che ha esaltato tutti i diritti anche i piu' assurdi ed ha dimenticato che nella vita comune ci sono anche i doveri.

Andrea Rossi

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