SONO ARRIVATI I TOPI! LO AVEVAMO DETTO, LI ASPETTAVAMO E PUNTUALMENTE SONO SPUNTATI FUORI! E ADESSO? ASPETTEREMO UN'EPIDEMIA DI COLERA O LEPTOSPIROSI?

martedì 16 ottobre 2012


Come nell'Ottocento. Le strade invase dai topi, richiamati fuori dalle fogne dalla puzza insopportabile di monnezza. Un quartiere ridotto a una miserrima discarica a cielo aperto. E ora? Dopo i topi aspettiamo l'epidemia di leptospirosi? O forse di colera? A Roma non c'è da stupirsi più di nulla ormai. Una città avariata, marcia, incivile, preistorica, vive letteralmente sommersa dai rifiuti. E ora anche dai topi di fogna che scorrazzano indisturbati per le strade. Un ufficio del Municipio è già stato chiuso per "ritrovamento non solo di feci ma anche di topi sotto alle scrivanie dei dipendenti" (sic), ma ora arrivano segnalazioni della (presunta) presenza di topi addirittura in una scuola elementare. E il Comune? Incredibile ma vero, se ne lava le mani, perché NON CI SONO I SOLDI PER LA DERATTIZZAZIONE! E allora va bene così, e aspettiamo tutti insieme l'epidemia di colera o di leptospirosi. Forse una invasione di ratti NON E' ABBASTANZA per far capire ai romani che la situazione è drammatica. Ma raccontiamola tutta la storia.


Come si è arrivati a questo punto? Sono mesi che denunciamo la situazione di indecente, raccapricciante degrado delle strade dei quartieri Marconi e Monteverde. Il primo, in particolare, versa in condizioni di vera emergenza sanitaria. La colpa è dell'AMA, che qualche anno fa ha istituito un demenziale sistema di raccolta rifiuti con "punti di raccolta", le cosiddette "isole ecologiche". In un quartiere popolato per lo più da anziani, l'intelligenza dei nostri amministratori ha partorito un'idea tanto stupida e suicida da non sembrare vera. Per farla breve, secondo le attuali disposizioni, gli abitanti del quartiere sono costretti non solo a farsi (almeno) 300 metri a piedi per andare a buttare la monnezza al punto raccolta più vicino, ma anche a rispettare gli orari della raccolta stessa. Ve l'immaginate voi un esercito di ottantenni col bastone in una mano e il sacco della monnezza nell'altro? Noi no, e difatti la situazione è drammaticamente precipitata. A seguito di questa furbata memorabile dell'AMA, il quartiere - un tempo quantomeno decoroso - si è rapidamente ridotto in queste raccapriccianti condizioni.

E l'AMA? Anziché prendere atto del FALLIMENTO TOTALE della "strategia" di raccolta dei rifiuti messa in atto nel quartiere, se ne è allegramente lavata le mani. La raccolta così com'è va avanti e non si cambia. Per dare la sveglia a chi di dovere aspettavamo i topi. Lo abbiamo detto più volte, quando arriveranno forse qualcuno aprirà gli occhi, qualcun altro protesterà, ecc. E stavolta non c'è la nemmeno "scusa dell'estate", visto che siamo in pieno ottobre. Ebbene i topi sono arrivati, ma i caproni che popolano questi quartieri non hanno mosso un dito. Passeggiando per le vie di Marconi si assiste a scene surreali di anziani e anziane che schivano montagne di immondizia come se nulla fosse. E ora che si fa? Aspettiamo l'epidemia di colera? La leptospirosi?

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Che la raccolta AMA così com'è sia indecente è evidente. Relativamente alla causa, cioè un quatiere popolato interamente da poveri 80enni che non possono fare i 300 mt col sacchetto mi sembra superficiale. C'è una catena del degrado per cui questa situazione esiste: un'azienda inefficiente, una larga parte della popolazione maleducata (non solo gli 80enni ma pure i loro figli ed i lono nipoti)ed una totale mancanza di controllo e di sanzionamento. Ed il cassonetto traboccante è servito

Simone ha detto...

Abito nel quartiere e vi posso assicurare che il problema è proprio quello, la presenza di numerosi anziani che hanno gravi difficoltà a deambulare e le badanti se ne fregano.

Les ha detto...

La colpa, semmai, è del Comune e dell'ACEA. Stavolta non sono d'accordo nel dare addosso all'AMA. Il metodo di raccolta è sì problematico, ma ci sono i cassonetti neri lasciati per gli anziani e chi non può rispettare gli orari dei punti mobili di raccolta.

C'è solo un problema: tanti cittadini che potrebbero rispettare gli orari, non lo fanno e gettano i rifiuti a ogni ora nei cassonetti neri che si riempiono subito e strasbordano e nonostante ciò, vedi gente adulta e più giovane, che alle 7 di sera getta i sacchetti fuori dai cassonetti stracolmi, come nulla fosse.

Ora, non penseremo che tutta la gente che non ha problemi fisici ha degli impedimenti a rispettare gli orari dei punti mobili, che sono a mio avviso non così proibitivi: 6.30-11.30 e mezz'ora in più il w.e., quindi c'è tantissima gente pigra e incivile che NON VUOLE FARE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA.

Smettiamola con la scusa degli orari, perché - quant'è vero che servirebbero turni serali di raccolta come avviene in XVII municipio - è anche vero che una larga fascia di popolazione NON ANZIANA getta i rifiuti nei cassonetti neri fuori orario senza curarsi degli effetti che questo provoca, ovvero cassonetti neri pieni e cumuli di spazzatura che attirano a loro volta, oltre i topi, quelli che gettano i rifiuti ingombranti e i cosiddetti "recuperanti" che squarciano le buste, lasciando i resti a terra.

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