Roma di nuovo distrutta

martedì 18 ottobre 2011


Le immagini di devastazione le abbiamo viste tutti. La nostra città, unica al mondo, messa nuovamente a ferro e fuoco dai moderni barbari. Solo da noi è successo tutto questo. E non basta dire che avevamo il corteo più numeroso e anche (di gran lunga) più incazzato. Ci chiediamo che senso abbia e come sia stato possibile tutto questo. Perché non si sia fatta un'opera di prevenzione degli scontri. Come si fa con gli ultras, che vengono bloccati prima della partita. Ci chiediamo perché le forze dell'ordine non siano state in grado di garantire l'ordine. Ci chiediamo perché gli organizzatori non abbiano previsto un servizio d'ordine. Risposte semplici, fin troppo ovvie. "Le forze dell'ordine hanno fatto un lavoro egregio", dice. Pensa se avessero fatto un pessimo lavoro, a quali scene avremmo assistito. Forse avrebbero bruciato tutta Roma, come fece Nerone. Perché è davvero difficile immaginare un quantitativo di devastazioni peggiore di quello documentato dalle immagini. "Il movimento è troppo eterogeneo per poter organizzare un servizio d'ordine", dice. Si dica quindi candidamente che non si è in grado di garantire una manifestazione senza infiltrati. E' giusto che tutti si prendano le proprie responsabilità. Anche il manifestante pacifico, e ingenuo, ha le sue responsabilità. Se non altro quello di aver distrutto una causa che era nobile e che è stata screditata agli occhi di tutti. Si sapeva benissimo che ci sarebbero stati degli scontri, non si è fatto nulla di concreto per impedirli. Convinti che bastasse non pensarci per evitare problemi. Convinti che bastasse dissociarsi per aver evitare qualsiasi tipo di strumentalizzazione. Ma così non è. I nodi alla fine vengono sempre al pettine. Dilettantismo, impreparazione, approssimazione. Avete sbagliato tutto, avete sbagliato tutti. I poliziotti male armati, con lacrimogeni scaduti nel 2006, a cui il Governo proprio ieri ha tagliato ulteriori 60 milioni. Una manifestazione presa in ostaggio dai teppisti, tra lo stupore generale. Come se nessuno se lo aspettasse. E a farne le spese, come sempre, è stata la nostra città.

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