L'Italgas contina a stuprare Roma

lunedì 3 ottobre 2011


Quella che vedete laggiù, sulla destra, è la chiesa di San Francesco a Ripa, che custodisce la famosa statua di Ludovica Albertoni del Bernini. Siamo a Via Anicia, nel cuore di Trastevere. In questa strada, che andrebbe tutelata, valorizzata, riqualificata con ogni opera di arredo urbano possibile, si consente all'Italgas di utilizarla come cacatoio. Difficile definire con toni diversi quella raccapricciante, ignobile colata di asfalto. Una situazione non nuova, già sollevata più volte su questo blog. Pare che l'Italgas non sia tenuta a ripristinare i sampietrini divelti durante i lavori, ma che questo onere debba essere accollato al Comune (ossia a tutti noi). Ovviamente con la dovuta calma, quando si trovano i soldi, che attualmente non ci sono. Quando segnalammo un altro "stupro" avvenuto a Trastevere sempre ad opera di questi pecionari, ci fu risposto che i sampietrini sarebbero stati riposizionati con lavori successivi. Peccato che nell'attesa che partissero i lavori di ripristino, le strade in questione sono rimaste per mesi in condizioni di demente degrado, rattoppate in maniera ignobile, come solo un paese di zoticoni incivili può fare. Una vergogna colossale che ci qualifica per quello che siamo: un popolo di barbari.

1 commenti:

Alessandro ha detto...

Io sapevo che le regole fossero cambiate e che la società fosse tenuta al ripristino dell'intera carreggiata interessata.

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