Ogni tanto una buona notizia

venerdì 29 luglio 2011
Visita ai cantieri di Villa Torlonia

La foto è presa direttamente dall'account flickr del Sindaco Alemanno. Quella che vedete è una immagine del palcoscenico del Teatro di Villa Torlonia. Un gioiello ottocentesco dimenticato e caduto in abbandono per decenni, e oggi finalmente restaurato e restituito alla città dopo un lungo restauro. E' l'ultimo atto di un gigantesco intervento di recupero che già negli scorsi anni ha restituito a romani e turisti il Casino Nobile, il Casino dei Principi e la Casina delle Civette (al cui interno è allestito il Museo delle Vetrate Liberty), riportando agli antichi fasti e all'antico splendore una della più belle ville storiche di Roma. Oggi viene restituito il Teatro, insieme alla Serra Moresca, entrambi completamente rimessi a nuovo. Nell'account flickr del Sindaco potete vedere le primissime immagini del restauro concluso (qui il Teatro, qui la Serra Moresca). Altre foto potete trovarle su 06blog (in questa bellissima galleria di immagini). Entro la fine del 2011 tutti gli edifici saranno aperti al pubblico e l'intera Villa sarà completamente fruibile da romani e turisti. Ma ora viene forse la sfida più difficile: rimesso a nuovo il contenitore, bisogna ora riempirlo di contenuto. L'auspicio è che il Teatro possa tornare presto alla sua originale funzione, ospitando spettacoli. Un auspicio ancora maggiore sarebbe quello di riqualificare tutto il tratto di Via Nomentana che insiste sulle ville storiche (oltre a Villa Torlonia, anche Villa Paganini, Villa Albani e Villa Blanc), in maniera tale da trasformare l'area in boulevard di passeggio, anche in chiave valorizzazione turistica. Ricordiamoci che nelle adiacenze di Via Nomentana si trova anche il Quartiere Coppedé e il complesso di Sant'Agnese Fuori le Mura (tra i più importanti della Roma medievale), con la Basilica, il Mausoleo di Santa Costanza (famoso per il suo meraviglioso ciclo di mosaici) e le Catacombe.

Dovete traslocare? Rivolgetevi a loro!

giovedì 28 luglio 2011


Dal Blog Roma fa Schifo: Ecco cosa ci ha scritto la ditta Omega General Service dopo alcuni scambi di e-mail in cui ci chiedevano informazioni sulle normative anti-affissioni. Il tema è sempre quello delle malefiche e mefitiche ditte che si pubblicizzano mediante adesivi dovunque. Una specificità solo romana che massacra e distrugge non solo la città, ma anche le ditte serie e oneste come questa. Ecco perché abbiamo deciso di raccontarvi la loro storia di pubblicizzarne l'attività: se vi occorre servitevi da loro e fategli ampia pubblicità. Non ci possiamo rassegnare a vivere in una città in cui chi decidere di comportarsi correttamente rischia il fallimento. Facciamo qualcosa, tutti. Altrimenti si finirà come per il settore dei cartelloni, dove ditte oneste non ne è rimasta neppure una.

"Vi comunico che la nostra società di traslochi è da anni che combatte queste forme incivili e deprezzamento della nostra città. E non solo per questo motivo, ma per combattere anche una concorrenza sleale in quanto la maggior parte di queste aziende operano nella illegalità più totale, sia in termini di entrate che a livello contributivo per operai e collaboratori vari. La nostra azienda è in regola con tutte le nirmative di legge e sulla sicurezza dei lavoratori con tutti i contributi previdenziali pagati, e tutti i nostri canali pubblicitari sono esclusivamente pagine gialle e internet a costi molto più onerosi. Tutto questo per dirvi che alla committenza non siamo più competitivi e negli ultimi anni anche per effetto della crisi siamo stati costretti a licenziare del personale.Vi comunico che a qualsiasi forma di contestazione da affrontare, saremo lieti di farne parte." http://www.omegagenerals.com/

Ancora cantieri: le slide dell'orrore

mercoledì 27 luglio 2011


Continua il viaggio nei cantieri dell'orrore. Aperti e poi abbandonati, lasciati alla mercé dei vandali e degli zozzoni, si trasformano rapidamente in piccole discariche. Qui siamo in Viale Nievo, a pochi metri di distanza dalla foto scattata nel post precedente. Questo è lo stato ignobile del cantiere. Un marciapiede sequestrato, nessuno lavora, che piano piano si trasforma in discarica. Noi romani siamo ormai abituati a tutto questo. Ho visto uscire dall'edificio un paio di distinti signori, tutti incravattati, e non fare una piega alla vista di questo schifo. Figuriamoci se qualcuno ha tempo da perdere per lamentarsi. Sono mesi che il cantiere è in queste condizioni. Non si capisce bene cosa debbano fare lì, per ora si sono limitati a sequestrare il marciapiede con una indecente recinzione arancione, storta e cadente, in attesa di vedere qualche operaio al lavoro. E a proposito di cantieri infiniti, vi comunico che il cantiere per l'allargamento del ponticello di Via Portuense è ufficialmente bloccato per via di "inattesi ritrovamenti archeologici". L'idiozia all'ennesima potenza. Che lì ci fossero reperti archeologici lo sapevano anche i sassi, ma in ogni caso la verifica della loro eventuale presenza andrebbe fatta PRIMA di aprire il cantiere, e non DOPO. Due anni e mezzo per allargare un insulso ponticello (la qual cosa basterebbe per farci ridere dietro da mezzo mondo), e un (im)previsto stop ai lavori che farà certamente lievitare i costi a livelli spropositati. E così alla fine allargare un ponticello costerà come tirar su un grattacielo. Sempre che l'opera venga effettivamente portata a termine. Questa è Roma, questa è l'Italia. Consoliamoci con la monnezza, la pizza e il mandolino. E le decine di cartelloni che sono spuntati come funghi sullo slargo.

I cantieri di Roma: una riflessione

martedì 26 luglio 2011


Abbiamo ancora negli occhi le immagini del cantiere della Stazione Tiburtina in fiamme. Si dirà, è stata una fatalità, si dirà la protesta NO TAV, o i furti di rame che hanno provocato il cortocircuito, si dirà che quel cantiere andava troppo veloce e doveva essere fermato. Quale saranno state le cause del rogo lo si scoprirà (forse) solo in seguito. Ma una cosa è certa. Una grossa parte di responsabilità ce l'hanno i responsabili dei cantieri. Leggetevi questo illuminante articolo di Repubblica e capirete molte cose. Siamo un paese all'amatriciana, inaffidabile, incapace, sciatto, senza regole. I cantieri qui a Roma hanno un unico comune denominatore: sono assolutamente insicuri. L'Associazione Codici lo dice chiaramente: "Quel cantiere era aperto, poteva entrare chiunque". Come sia possibile entrare in un cantiere, camminare tra le macerie e scattare foto, così, in barba alle leggi e alle normative per la sicurezza, è una cosa davvero difficile da comprendere, se non assumendo che siamo un paese di buoni a nulla che lavorano coi piedi. Dilettanti allo sbaraglio, in ogni cosa che facciamo. Qualsiasi persona sarebbe potuta entrare e non stentiamo a credere che un gruppo di zingarelli sia riuscito nell'intento di fregarsi i fili di rame all'interno di un cantiere lasciato alla mercé di tutti. Miliardi di danni, treni soppressi, tutta Roma bloccata, e ritardi infiniti per un'opera fondamentale per Roma, tutto per un furto di rame ad opera di un gruppo di zingarelli. Una situazione grottesca, surreale, da commedia napoletana. Possibilissima in una città di buoni a nulla come Roma. Guardate la foto qui sopra, è stata scattata a Piazza Nievo. E' un cantiere fermo da mesi, nessuna sa a cosa serve, hanno sequestrato un marciapiede e non stanno facendo nulla. Marciapiede che, nel frattempo, si è riempito di monnezza, trasformandosi in mini-discarica. A Roma va così. Siamo gente incivile noi.

Nuovo blitz a Viale Marconi: prima/dopo

lunedì 25 luglio 2011


Sabato scorso c'è stata la passeggiata antidegrado a Marconi, quella che si doveva svolgere una settimana prima, nello stesso quartiere, per staccare le locandine abusive dei concerti. Questa volta, però, ci siamo concentrati su un’altra delle maggiori piaghe del degrado urbano: gli adesivi abusivi dei traslocatori, sgombera cantine, serrandisti e muratori. Sono ovunque: muri, stipiti, serrande, cassonetti, cestini, pali della luce, segnali stradali, semafori, panchine, sportelli dei contatori e scatole di derivazione Acea - Enel - Italgas - Telecom, ringhiere dei balconi, etc. Un fenomeno criminoso, che rende sporchi e inguardabili palazzi e manufatti pubblici appena vengono installati su strada. E' il caso dei nuovi cassonetti Ama che appena inaugurati sono stati già riempiti dal classico mosaico adesivaro che ormai contraddistingue ogni superficie esterna della Capitale. Ma le cose non vanno bene per la miriade di incivili che hanno deciso di rendere la nostra città un'immensa bacheca per i loro adesivi. L'assessore all'Ambiente Visconti ha infatti presentato alla Procura una denuncia per danneggiamento aggravato (art. 635 codice penale) verso 108 di questi soggetti pubblicizzati dagli adesivi che, lo ricordiamo, sono vietati anche dall’ordinanza antiaffissioni di Alemanno. Ma secondo Visconti "le multe in realtà per alcuni soggetti non sono un deterrente efficace. Bisognava fare qualcosa di più incisivo per debellare la piaga delle affissioni abusive, ci vuole tolleranza zero. Il Comune e l'Ama si costituiranno parte civile". E adesso la smetteranno, traslocatori e serrandisti, di mandare personale sottopagato ad attaccare i loro adesivi illegali? Vedremo. Nel frattempo, stacchiamo noi gli adesivi e mandiamo la segnalazione degli abusi alla Polizia Municipale, per effettuare le sanzioni previste dalla legge. Così abbiamo fatto a Marconi, decine di adesivi rimossi, un quartiere più pulito, foto pronte per la segnalazione al Comune di Roma. (Les)

I treni che vanno al Colosseo

venerdì 22 luglio 2011


"In conclusione, a Luglio e Agosto 2011 i treni condizionati sulla linea B saranno oltre la metà di quelli in servizio."

Ufficio Stampa Atac, Il Messaggero, 28 giugno 2011

In alto: stazione San Paolo, ieri 21 luglio 2011, ore 18:30.

L'orrida fermata

martedì 19 luglio 2011
Se dovessimo stilare una classifica delle fermate Atac più brutte di Roma, questa sarebbe nella Top Ten. Siamo a Via degli Orti di Cesare, incrocio con Viale Trastevere e Circonvallazione Gianicolense. Qui si scende dagli autobus provenienti dall'Eur e Viale Marconi, per andare alla stazione di Trastevere oppure alla fermata del tram 8. Ecco la vista che si presenta ai passeggeri una volta scesi dall'autobus: un marciapiede striminzito invaso dai pali dei cartelloni pubblicitari e le pareti del cantiere coperte dai manifesti abusivi dei politici. Un'immagine da Quarto Mondo, come solo a Roma, ormai, se ne vedono. Uno spettacolo indecente, inaccettabile, vergognoso. Ma vediamo quali e quante norme violano i manifesti abusivi e i cartelloni pubblicitari di Via degli Orti di Cesare. Partiamo dal Codice della Strada, articolo 20 comma 3: "Nei centri abitati [...], l'occupazione di marciapiedi da parte di chioschi, edicole od altre installazioni (cartelloni, ndr) può essere consentita fino ad un massimo della metà della loro larghezza, purché in adiacenza ai fabbricati e sempre che rimanga libera una zona per la circolazione dei pedoni larga non meno di 2 m." Vi sembra che ci siano 2 metri per il passaggio dei pedoni? No, vero? Andiamo avanti. Questa volta al Regolamento Viario del Comune di Roma, paragrafo 8.1: "Le occupazioni permanenti di sede stradale (vedi anche Parte VIII) debbono comunque consentire, ai sensi dell'art. 20, c. 3 del D. Lgs. 285/92 NCDS, che rimanga libera una zona per la circolazione dei pedoni larga non meno di m. 2,00.". Sempre sul Regolamento Viario: "Nelle autostrade interne al centro abitato, le installazioni pubblicitarie devono essere posto a 3m dal ciglio stradale; sulle altre strade può essere posto anche a distanze inferiori purché il sostegno non rechi intralcio al passaggio dei pedoni: in ogni caso va mantenuta una luce libera sulla viabilità principale di 1,50 m. ". Quei cartelloni, lì, non ci devono proprio essere! Passiamo ai manifesti abusivi dei partiti politici, all'art. 663 del Codice Penale: "Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico vende o distribuisce o mette comunque in circolazione scritti o disegni, senza avere ottenuto l'autorizzazione richiesta dalla legge, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a euro 309.
Alla stessa sanzione soggiace chiunque, senza licenza dell'autorità o senza osservarne le prescrizioni, in un luogo pubblico aperto o esposto al pubblico, affigge scritti o disegni, o fa uso di mezzi luminosi o acustici per comunicazioni al pubblico, o comunque colloca iscrizioni o disegni.
". Il Regolamento sulle Affissioni è un pò fumoso: "In caso di violazioni, accertate anche soltanto in via amministrativa, delle norme relative all’installazione di impianti, collocazioni di mezzi e affissioni pubblicitarie previste dalle leggi o dal presente regolamento, ai partiti, movimenti politici e sindacati di cui sia accertata la responsabilità è interdetto l’uso degli spazi ad essi riservati a norma dell’art. 6, comma 3, lett. b). Per ciascuna infrazione il soggetto responsabile decade dal predetto beneficio per un periodo di dieci giorni, oltre all’applicazione di ogni altra sanzione prevista dalle leggi o dal presente regolamento.". Infine le ordinanze antidegrado di Alemanno: "Chi danneggia, deturpa o imbratta edifici pubblici, privati, arredo urbano, mezzi di trasporto pubblico ed esercizi commerciali, incorre in una sanzione di 300 euro, che diventano 500 se sono interessati monumenti o edifici di interesse storico-artistico e luoghi di culto.". Adesso potete capire quanto degrado estetico, morale, civile, si nasconda dietro quei cartelloni e quelle affissioni abusive che invadono la fermata di Via degli Orti di Cesare. (Les)

Blitz di sabato

sabato 16 luglio 2011


Era previsto un blitz a Viale Marconi. Scopo: ripulire i pali dalle affissioni abusive del Teatro di Ostia Antica. Una volta arrivati, ci siamo resi conto che le locandine erano già state rimosse! Da chi? Non lo sappiamo. Forse i vigili, forse gli operatori AMA. Chiunque sia stato, ci auguriamo che abbia scritto il nome del committente, per mandargli la multa prevista dall'ordinanza antidegrado: 412 euro a volantino. Pensate se li multassero sempre, quanti soldi ci sarebbero in più per i nostri quartieri, per il verde pubblico, l'arredo urbano. Invece l'AMA pulisce una volta ogni 15 giorni - se va bene - e manco è sicuro che mandi la segnalazione alla Polizia Muncipale. Così le multe sono poche e i pali sono sporchi. Ci vuole un maggior coordinamento tra squadre AMA e vigili urbani, soprattutto ci vuole un lavoro giornaliero e non mensile. Nel frattempo ci impegniamo noi volontari per migliorare la città: stacchiamo volantini, cancelliamo graffiti, mandiamo segnalazioni alla polizia muncipale. Ieri siamo andati a Piazza Ippolito Nievo e abbiamo staccato decine di locandine abusive dai pali, ripulendo quell'angolo di Trastevere. Continuiamo così, anche i prossimi giorni. Chi vuole partecipare ai nostri blitz può scriverci al nostro indirizzo email.

Provaci ancora, Woody

mercoledì 13 luglio 2011


Dopo Londra, Barcellona e Parigi, è la volta di Roma. Woody Allen sta girando il suo nuovo film (titolo provvisorio "Bop Decameron") proprio qui da noi, nella città eterna. Ce la farà a restituire l'immagine di una città romantica, moderna, europea, al passo con i tempi? Noi abbiamo qualche dubbio. Pur con tutta la fiducia nelle capacità registiche di Allen, sospettiamo che sarà molto difficile bypassare il degrado imperante nelle strade e nelle piazze di Roma. Le macchine in seconda fila, i pali storti, le bancarelle, i cartelloni, le scritte sui muri. Siamo quasi certi che almeno uno di questi elementi finirà nella pellicola di Woody Allen e forse è giusto che sia così: non è possibile che per girare a Roma, le troupe siano costrette a stravolgere l'aspetto della città, pur di mascherare l'incuria, il degrado, la sciatteria che pervade ogni strada della Capitale. Questo avviene solo da noi. Ricordiamo lo scenografo del film "Barney's Version" che fece i salti mortali per non inquadrare i graffiti sui muri di una Trastevere che nel film doveva apparire come negli anni '70. Oppure le parole di Tom Hanks durante le riprese di "Angels & Demons": "Non c'è una pietra regolare sulle strade di Roma, non c'è una via dritta, non c'è modo di attraversare facilmente alcuna via della Città Eterna". E ricordiamo ancora i vendesi appesi ai pali del Pantheon e le scritte sui muri di Piazza del Popolo. Cosa ci dobbiamo aspettare da "Bop Decameron"? Innanzitutto, una buona sceneggiatura, un film divertente, una descrizione più veritiera dei romani, a differenza di molti film cartolina degli ultimi anni (date uno sguardo ad "Eat Pray Love" se ne avete il coraggio...). E poi, speriamo, una città meno sgradevole di quella che vediamo tutti i giorni, bella ma piena di problemi. Quindi niente spuntini al camion bar di fronte al Colosseo, niente ambulanti abusivi nelle piazze del centro, niente affissioni abusive sui muri, niente cartelloni in mezzo agli spartitraffico e nelle aiuole vicino all'Auditorium. Vediamo se Woody Allen riuscirà a compiere questa "Mission Impossible". (Les)

Si discute la delibera! (ad inviti)

lunedì 11 luglio 2011


Domani 13 luglio alle ore 12:00 presso la sede della Commissione Commercio (Via dei Cerchi 6 - 2° piano) si terrà la discussione sulla Delibera Popolare per la modifica del Regolamento comunale Affissioni e Pubblicità.

LA SEDUTA E' AD INVITI (ce l'hanno comunicato adesso)

Vi terremo informati sugli ulteriori sviluppi.

Il punto della situazione

sabato 9 luglio 2011


Sabato 9 luglio 2011. La delibera popolare che chiede la modifica del Regolamento Comunale sulle Affissioni sta per essere discussa in Commissione Commercio al Comune di Roma. Il nuovo Piano Regolatore, quello che prevede - tra le altre cose - la possibilità di presentare i piani di localizzazione da parte delle ditte che hanno rovinato Roma, è stato giudicato dai municipi in maniera pressoché negativa e adesso il Comune deve controdedurre alle osservazioni presentate dalle associazioni dei cittadini in base al Regolamento di partecipazione alla trasformazione urbana. VAS e Comitato Promotore delibera popolare stanno ancora aspettando.

La città è tappezzata di manifesti abusivi di partiti e sindacati, locandine di concerti e annunci immobiliari, adesivi di traslocatori-sgombera cantine e serrandisti. Il commercio ambulante è fuori controllo: camion bar, bancarelle e venditori abusivi hanno invaso la città, dal centro alla periferia e solo adesso il Comune corre ai ripari. Intanto, però, le bancarelle aumentano ogni giorno e la gente non sa più dove camminare. La sosta selvaggia delle auto in doppia fila, sulle strisce, in curva, sui marciapiedi, continua indisturbata, come se la Polizia di Roma Capitale non se ne accorgesse. Molto strano.

Il maggior impegno del Comune è sulle scritte sui muri: cancellate in maggior parte del centro, in molte stazioni, ripulite molte scuole pubbliche, le sedi dei municipi, varie strade di accesso alla Capitale. Ma il problema persiste e la strategia è sbagliata: riverniciare senza mettere i protettivi antigraffiti. Le scritte, spesso, si vedono ancora sotto la vernice bianca. E la maggior parte dei quartieri è ancora imbrattata, senza che i municipi facciano qualcosa.

Ultima nota sul degrado di Roma, nell'estate 2011: le antenne sui tetti. Solo a Roma, ormai, si vedono le selve di antenne sui tetti (una per ogni appartamento) e i fili che penzolano sulla facciata dei palazzi. E' uno scempio inaccettabile. Nel resto d'Europa si è risolto da tempo il problema con le antenne centralizzate, non si capisce perché dobbiamo rimanere l'unica città occidentale con le cataste di antenne sui tetti, a rovinare per altro uno dei più bei panorami del mondo. I politici s'impegnino con coraggio per la dismissione delle antenne sui tetti in favore d'impianti di ricezione centralizzati. E' una questione di estetica e buon senso, parole che sembrano dimenticate in questa città. (Les)

Indicibile orrore alla Staziona Aurelia

mercoledì 6 luglio 2011

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Viviamo come le belve. Anzi, viviamo peggio delle belve. Almeno loro stanno immersi nella natura, non sono invasi dalla monnezza. Ecco, i romani vivono peggio delle bestie, e se ne fregano altamente. Per molti di loro vivere di zozzeria è addirittura motivo di vanto, "uno stile de vita", la quasi totalità se ne frega altamente. Basta che non gli metti mano al portafogli. I romani sono pronti a fare le barricate per 10 euro in più in busta paga. Ma sono dispostissimi a vivere sommersi dalla merda, schivando sacchi della monnezza, avanzi putrefatti di cibo, ratti, bacarozzi e carogne di animali morti. Senza muovere un dito, senza scendere in piazza, senza protestare. Ho visto turisti inorridire di fronte alle discariche a cielo aperto che Roma offre come spettacolo, mentre i romani li riconoscevi subito perché schivavano le montagne di monnezza senza battere ciglio. Abbiamo creato un popolo di animali. La responsabilità è tutta della politica, che non ha mai saputo dare una risposta vera a questi problemi e se ne è sempre fregata del bene comune. Hanno pensato solo a mangiarci sopra. Dell'AMA ormai si sente parlare solo per i suoi molteplici disservizi, per le denunce dei cittadini, per gli scandali, le assunzioni dirette, le nomine inopportune. Un'azienda che in un qualsiasi paese civile verrebbe radiata a vita, marchiata a fuoco vita natural durante. L'AMA non è in grado di mantenere Roma nemmeno a un livello di pulizia degno di una città del terzo mondo. E' un'azienda preistorica, sottodimensionata, piena zeppa di totali incapaci, peracottari e fannulloni. Un'azienda che esporta vergogna nel mondo. Ricordiamoci dell'epidemia di colera in Senegal. Venite qui a pulire, anziché ingaggiare Manuela Arcuri per pubblicità di squallidissimo livello nel tentativo di convincerci che la nostra città è più pulita. Non siamo certo stupidi. PS. Grazie a Fitzcarraldo per le foto.

Antonio Puri Purini scrive al Corriere

lunedì 4 luglio 2011


Caro Conti, non l'ho disturbata per mesi. Ero convinto che le segnalazioni dei lettori sul degrado di Roma avessero fatto breccia nel cuore dei deturpatori e spezzato l'indifferenza degli amministratori pubblici. Che illuso! Nulla cambia: dagli ossessivi cartelloni pubblicitari all'incuria sprezzante per parchi pubblici, dagli spostamenti della politica (con l'arrogante codazzo di scorte, di sirene, palette) alla sporcizia e al graffitismo. Roma è salvata dalla bellezza, dalla storia, da tanti romani che vogliono vivere nella dignità. Non riesco a capire. Roma non è certo Calcutta ma campa nello scadimento. In tutta Europa, i centri urbani affrontano il futuro. Perché non riusciamo a raggiungere standard normali in ogni capitale, da Londra a Istanbul? Perché Roma rimane congelata nell'indifferenza? Quale cancro la corrode? Ne cito due: l'impunità per chi trasgredisce le regole della vita civile; il menefreghismo dell'amministrazione capitolina. Cosa aspetta la cittadinanza a reagire con un romano "mò basta"? (Ambasciatore Antonio Puri Purini)

Gentile ambasciatore, il "mò basta" credo sia stato pronunciato da tempo nei cuori di molti romani. Le domande che lei pone (aggiungerei un quesito sulla violenza che cresce a vista d'occhio) sono ancora senza risposta. Scegliamone, tra tante, una. Il governo ha tentato un primo taglio ai costi della politica. Ma nessuno si è azzardato a dire una parola sull'uso abnorme e indegno di auto blu, palette, sirene. Mai un sindaco, di centrosinistra come di centrodestra, che abbia posto in termini ultimativi al Viminale e a Palazzo Chigi il problema delle scorte che usano le strade di Roma come fossero autostrade deserte. Ma la politica modererà mai la politica? (Paolo Conti) - Link Corriere della Sera

Bentornati all'Inferno

venerdì 1 luglio 2011


Vi ricordate? Il famoso post sulla metropolitana "forno" di Roma, che denunciava situazioni da quarto mondo (50 gradi sulla linea B!) con svenimenti a raffica. Una situazione surreale (gente che cadeva a terra, una dopo l'altra, come birilli, e per fortuna non c'è scappato il morto). Ebbene, a un anno di distanza è cambiato poco o niente. Leggete questo simpatico scambio di email sul Messaggero:

L'email del cittadino indignato: Circa un anno fa ho letto che nell'arco di alcuni mesi, quindi prima dell'estate scorsa, sarebbe stato completato il rinnovo dei treni della linea B della metro. A tutt'oggi ne avranno cambiati sì e no una decina. Ma cosa stanno aspettando? E intanto ci prepariamo ad una nuova estate di viaggi caldi e puzzolenti! (Giulio Panchetti) 27/06/2011

La surreale risposta dell'ATAC: Vorremmo replicare al signor Giulio Panchetti che lamentava la scarsa presenza di treni condizionati sulla metropolitana B. Atac si è molto impegnata (pensa te se non si impegnava...) nell'ultimo anno per arrivare a una quota soddisfacente di mezzi condizionati in esercizio sulla linea. Infatti è ormai in fase di conclusione il progetto pilota di ristrutturazione di uno dei convogli MB che prevede, tra l'altro, l'installazione di impianti di condizionamento all'interno dei vagoni. A ciò si aggiunga l'introduzione sulla linea B dell'ultimo degli otto nuovi treni CAF, dotati di impianto di condizionamento. In conclusione, a Luglio e Agosto 2011 i treni condizionati sulla linea B saranno oltre la metà di quelli in servizio. (Ufficio Stampa Atac) 28/06/2011

Wow! Da "tutti" a "più della metà" è un bel passo avanti. Complimenti per l'impegno. E pregate per i poveri sfigati che si beccheranno il treno forno.

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