Sotto ar Ponte (Portuense-Majorana)

giovedì 30 giugno 2011

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Les ci segnala l'ennesimo scempio perpetrato ai danni della città dai politici e i loro amici attacchini, e ci ricorda che l'emergenza "manifesto selvaggio" non si presenta solo in prossimità di qualche elezione. Qui a Roma l'emergenza ce l'abbiamo tutto l'anno.Nello specifico: Affissioni abusive del PD, Il Popolo di Roma, Mobilificio L'occasione, Comitato Promotore Referendum Acqua, Fabrizio Santori (Presidente Commissione Sicurezza Comune di Roma).

Art. 663. Codice Penale
Vendita, distribuzione o affissione abusiva di scritti o disegni.
Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico vende o distribuisce o mette comunque in circolazione scritti o disegni, senza avere ottenuto l'autorizzazione richiesta dalla legge, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a euro 309.
Alla stessa sanzione soggiace chiunque, senza licenza dell'autorità o senza osservarne le prescrizioni, in un luogo pubblico aperto o esposto al pubblico, affigge scritti o disegni, o fa uso di mezzi luminosi o acustici per comunicazioni al pubblico, o comunque colloca iscrizioni o disegni.
Le disposizioni dei commi 1 e 2 non si applicano all'affissione di scritti o disegni fuori dai luoghi destinati dall'autorità competente.

I politici fanno le leggi e poi sono i primi a violarle. Bell'esempio che danno ai cittadini, complimenti. Poi ci lamentiamo del degrado e dell'illegalità di Roma.

La nuova strategia antigraffiti

mercoledì 29 giugno 2011


"La riqualificazione delle superfici murarie pubbliche attraverso la cancellazione delle scritte e dei graffiti abusivi, come quella di oggi in via Tuscolana, è una parte importante del lavoro che questa Amministrazione sta svolgendo per il recupero del decoro cittadino. Dopo aver ripulito dalle scritte il Centro storico, i Lungotevere, le Ville ed i Ponti storici, continueremo l'opera di bonifica nelle principali arterie di traffico ed in periferia. Per contrastare il fenomeno, abbiamo messo in campo una speciale squadra "antiwriters" composta da 24 operatori che, in aggiunta alle altre unità operative dell'Ama, svolge quotidianamente lavori di pulizia e recupero delle superfici murarie, per un totale di 50 mila ore di lavoro annue. E' importante, tuttavia, aumentare parallelamente la coscienza civica dei cittadini: per questo, abbiamo attivato sinergie molto positive con comitati ed associazioni cittadine che promuovono iniziative di sensibilizzazione pubblica e campagne per il decoro mirate al coinvolgimento delle famiglie e degli alunni degli istituti superiori". (Dal blog di Marco Visconti, Assessore all'Ambiente di Roma Capitale).

Analisi assolutamente condivisibile. Va dato atto al Comune di aver cancellato oltre il 90% delle scritte in centro. Solo un paio di appunti: 1) Cancellare le scritte dai muri va bene, ma è assolutamente necessario intervenire tempestivamente quando queste ricompaiono, e, laddove possibile, trattare le superfici (specie il travertino) con protettivi antigraffiti. 2) Saracinesche e portoni non sono stati interessati dall'intervento di pulizia. Occorre quanto prima contattare residenti e commercianti del centro chiedendo loro di ripulire, altrimenti la riuscita dell'intervento rischia di essere in buona parte vanificata.

Orrore alla fermata dell'8

martedì 28 giugno 2011

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"Cari turisti, benvenuti a Roma". Ci vorrebbe un cartello così, magari scritto in più lingue, appeso davanti a questo triste spettacolo dell'inciviltà italica (e in special modo romana). Ci vorrebbe un cartello che spiegasse agli abitanti del mondo civile il senso dell'orrore che si presenta davanti ai loro occhi. Ci troviamo in Piazza Flavio Biondo, esattamente davanti alla Stazione Trastevere. Questa è una delle fermate del tram 8 più frequentate da romani e turisti. Per chi viene in treno e prosegue in direzione Trastevere, è d'obbligo passare di qui. E questo è l'orrendo, abominevole spettacolo di inciviltà che quotidianamente offriamo ai turisti di mezzo mondo. Buona parte di questo scempio è causato da un gruppetto di 2-3 barboni che quotidianamente sostano (e dormono) sulle pensiline dell'8, passando il tempo a scolarsi bottiglie di birra e di vino gettandole a terra senza troppi complimenti tra un rutto e una pisciata all'angolo. Uno scempio a cui finora nessuno è riuscito a porre rimedio. Tempo fa, mentre defiggevamo i manifesti abusivi affissi sulla storica Villa Aldobrandini, siamo stati fermati da una volante dei Carabinieri, quasi stessimo compiendo chissà quale crimine. Qui sono anni che questo gruppetto di barconi utilizza la fermata dell'8 come ricovero e latrina personale, e nessuno ha mai mosso un dito. Non dico far allontanare questi senzatetto, ma quantomeno mettere un paio di cestini e provvedere a pulire. Niente di tutto questo. La soluzione dei cestini evidentemente è troppo complessa da capire per le mediocri menti che gestiscono la pulizia di questa città. E qui l'AMA non passa a pulire mai. Ci sono cumuli di monnezza, specie lungo il tratto che costeggia i binari, che sono lì da anni.

"Roma fa schifo, sembra Calcutta"

lunedì 27 giugno 2011

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Le infelici dichiarazioni di Mario Borghezio hanno suscitato un vero e proprio vespaio di polemiche. Eppure, a ben guardare, l'onorevole della Lega non ha tutti i torti quando dice che Roma è sporca come Calcutta. Guardate le foto qui sopra. Sono state scattate nel quartiere Aurelio durante un nostro sopralluogo estivo. Eravamo già passati per queste strade a febbraio scorso, in pieno inverno, trovandole anche in quella occasione zeppe di rifiuti. A distanza di più di quattro mesi le ritroviamo tali e quali, strapiene di monnezza lasciata marcire a cielo aperto. Ditemi voi se queste vi sembrano immagini di una città civile. Ditemi voi in quale città d'Europa si assiste quotidianamente a un simile scempio. E allora è inutile prendersela con l'infelice uscita di Borghezio. Offensiva certo, gratuita anche, ma le sue parole, spiace dirlo, sono la pura sacrosanta verità. I cittadini romani, anziché prendersela con Borghezio, dovrebbero prendersela con l'AMA per i suoi disservizi. Dovrebbero scendere in piazza con i forconi. Dovrebbero andare a protestare a Piazza del Campidoglio, con i sacchi di monnezza in mano e i fischietti in bocca. A noi non ce ne frega niente se i servizi offerti dall'AMA stanno migliorando. La situazione che vedete nelle foto qui sopra è da terzo mondo e non può continuare un giorno di più. Lungi da me benedire l'uscita di Borghezio (persona che peraltro detesto umanamente parlando) , ma la sua stilettata non potrà che far bene a noi romani. A noi serve proprio questo, che qualcuno ci sbatta in faccia la realtà dicendo le cose come stanno senza peli sulla lingua. Altro che Caput Mundi, siamo peggio di una fogna di Calcutta.

Se il facchino potesse parlare...

venerdì 24 giugno 2011


Che Roma sia ormai ridotta a una discarica a cielo aperto è un dato di fatto con cui purtroppo siamo rassegnati a convivere. I piani dell'AMA sulla raccolta dei rifiuti porta a porta, dal centro alla periferia, sono stati un fallimento totale. Non stupisce quindi che si legga sempre più spesso di assunzioni dirette, raccomandazioni, incarichi di dirigenza affidati agli "amici" anziché ai più meritevoli. I risultati sono questi. Viviamo nella Capitale europea più zozza, repellente e colerosa che ci sia. Non abbiamo (non ancora) i problemi di Napoli, eppure anche qui la situazione della pulizia delle strade è a livelli da quarto mondo. Continuiamo quindi con le segnalazioni, e dopo i sacchi di monnezza abbandonati davanti all'antico piede romano di qualche giorno fa, vi mostriamo oggi una nuova segnalazione che ci arriva da Stefano: i panni vecchi buttati davanti alla Fontana del Facchino. Per chi non lo sapesse, la Fontana del Facchino è una delle famose sei statue parlanti di Roma, che il Vanvitelli attribuisce addirittura a Michelangelo. E certo, se questa statua potesse parlare davvero, probabilmente farebbe cadere qualche santo o madonna. Già ce li immaginiamo i turisti, pronti a scattare una foto alla graziosa fontanella, desistere inorriditi di fronte alla vista della mini discarica di panni lerci e puzzolenti. Ma a Roma funziona così. A Roma la monnezza viene buttata per terra. Si fa così da anni (i meno giovani ricorderanno la discarica di monnezza sulle banchine del Tevere, all'altezza di Via Arenula) e così si farà sempre. Finché la città sarà amministrata da dilettanti allo sbaraglio non c'è speranza di cambiare le cose.

Questa è la fine che devono fare

giovedì 23 giugno 2011


Ovviamente parliamo degli avvisi di Affittasi e Vendesi. Quelli affissi da comuni cittadini o dalle agenzie immobiliari su tutti i pali, muri, cancelli, ringhiere di Roma. Una forma di degrado che riguarda tutte le strade di Roma, dal centro alla periferia, senza distinzione. Una forma di degrado visivo che comunica un senso di illegalità diffusa, anarchia, sciatteria, menefreghismo. Per pubblicizzare la vendita di immobili esistono altri mezzi. Basta una inserzione su Porta Portese, periodico che si occupa proprio di queste cose. Ma evidentemente la gente romana non ama pagare per farsi pubblicità in maniera legale. Così si ricorre a questi mezzucci, confidando nel fatto che i vigili abbiano altro da fare e che la multa, semmai arriverà, potrà non essere pagata (così vanno le cose in Italia). E così illegalità e degrado vanno a braccetto. Un connubio che solo i talebani della caciottaggine si ostinano a non voler vedere. Il degrado porta altro degrado e sfocia nell'illegalità totale. E così dopo i vendesi arrivano le locandine pubblicitarie sui pali dei semafori, le "frecce" pubblicitarie, i segnali stradali tarocchi, i cartelloni abusivi. Ogni accrocco abusivo a Roma è sostanzialmente tollerato. Esiste un modo per porre fine a questo scempio? Certamente si. Aumentare le multe, istituire un personale (bastano poche persone) addetto esclusivamente alla rimozione e segnalazione di affissioni abusive. Ma è soprattutto l'arredo urbano che può fare la differenza. E' da due anni circa che sponsorizziamo la cosiddetta vernice anti-affissioni già largamente utilizzata nelle più importanti capitali europee (qui l'esempio di Londra). Nel frattempo a tutti lettori del blog chiediamo di continuare a strappare tutto senza pietà. Come ha fatto Stefano, l'autore dell'ottimo lavoretto di bonifica che vedete magnificamente sintetizzato nella foto qui sopra.

Parco del Pineto: degrado a non finire

mercoledì 22 giugno 2011

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Gentile Sig. Presidente (Daniele Giannini - Presidente del XVIII Municipio n.d.R.), probabilmente questa sarà l'ennesima lettera che riceverà sulla catastrofica situazione in cui versa quella parte del Parco del Pineto che si stende accanto al casale del Giannotto e fino al futuro Auditorium. Sono uno dei volontari che pochi giorni fa hanno ripulito il Parco dai cumuli di immondizia che quotidianamente vengono prodotti da gruppi di sbandati che bivaccano nel parco stesi su cartoni e con una bottiglia sempre in mano. Mi rendo conto che il problema è di difficile soluzione ma è altrettanto vero che la situazione è diventata INTOLLERABILE per tutti gli abitanti del quartiere che hanno a disposizione solo questo magnifico polmone verde per passeggiare, fare sport o portare i bambini a giocare senza il rischio di essere investiti. E' mai possibile che queste persone possano liberamente bivaccare ogni giorno, tutti i giorni nel parco? Possibile che nessuna autorità possa intervenire? Ho notato che si stanno svolgendo dei lavori per una nuova recinzione ma mi lasci dire che dovrebbe essere totale e che ci dovrebbero essere controlli dei Vigili o della Polizia per scoraggiare l'uso del parco come latrina, accampamento o addirittura vera e propria residenza stabile. Mi scusi il tono confidenziale. Ma lei porterebbe un bambino a giocare in mezzo a questo SCHIFO? La saluto cordialmente invitandola a visitare il sito www.riprendiamociroma.blogspot.com (Email: Franco, Foto: Franco e Stefano)

Ricordatevi degli amici...

martedì 21 giugno 2011


La notizia circola da giorni ed è già stata ripresa da Basta Cartelloni a Roma e Cartellopoli. Si tratta dell'ennesimo vergognosissimo regalo da parte del Comune di Roma agli amici cartellonari. Un ulteriore folle invito a stuprare gli angoli ancora vergini e non barbarizzati di Roma, con tanto di sconto e garanzia di impunità. Il tutto infilato tra le pieghe di un ordinamento di bilancio che impone aumenti delle tasse e balzelli a non finire. In sostanza, i Romani subiranno rincari praticamente ovunque, mentre ai cartellonari verrà concessa una riduzione dei costi delle affissioni del 16%. Come dite? Tutto questo non vi sembra possibile? E invece è tutto vero. Il Comune torchia a sangue il popolo romano e premia i peggiori Barbari devastatori abusivi della città. Lo stesso Comune di Roma che, appena qualche mese fa (come mostra la foto), denunciava l'esistenza di un vero e proprio racket delle affissioni. Oggi questo racket criminale viene premiato alla luce del sole. In tutto questo ci chiediamo: la Magistratura che fine ha fatto? Leggiamo insieme l'articolo di Repubblica. "Per i romani è in arrivo una nuova stangata. Si pagheranno i set in centro per film e foto. Da lunedì la discussione in Campidoglio. La mossa della giunta Alemanno colpisce i settori del commercio e del turismo. Imprese, aumenti sino al 100 per cento per chi deve aprire o ampliarsi. Rincari per diritti d'istruttoria e autorizzazioni. Pure i servizi cimiteriali costeranno di più" [...] "...E il tutto a fronte di una generalizzata riduzione dei canoni per affissioni e pubblicità: installare cartelloni e manifesti in giro per la città costerà mediamente il 16% in meno."

Vota Riprendiamoci Roma!

lunedì 20 giugno 2011


I vandali sporcano, Riprendiamoci Roma pulisce. Siamo a Via Baldo degli Ubaldi, e questo che vedete nella foto è un gabbiotto della fermata della metro. Da quando Stefano, uno dei collaboratori del nostro blog, ce lo ha segnalato, abbiamo deciso di "adottarlo" a tutti gli effetti, testando qui i nostri prodotti antigraffiti e antiaffissioni, ripulendolo costantemente ogni volta che viene deturpato. Il 27 settembre dello scorso anno abbiamo ripulito integralmente dai graffiti le due vetrate che danno sul marciapiede, intervento ripetuto un paio di mesi dopo, il 23 novembre, in occasione di una delle nostre passeggiate antidegrado contro le affissioni sulla via. Da allora le due vetrate sulla strada sono rimaste pulite dalle scritte e tuttora risultano pulite. Anche grazie al gelataio che si trova proprio lì davanti, e che provvede a cancellare le ("poche", ci assicura) nuove scritte che di tanto in tanto compaiono. Così ci siamo dedicati alle affissioni abusive di manifesti e partiti, che interessano le due vetrate perpendicolari al marciapiede (più visibili dai passanti, e per questo regolarmente "incartate" dagli attacchini). Il 7 febbraio scorso abbiamo bonificato le vetrate dalle affissioni dei partiti. Intervento ripetuto qualche giorno fa (come mostra l'eloquente prima/dopo della foto sopra) per rimuovere due manifesti del Comitato Promotore per il SI all'Acqua Pubblica. Siamo consapevoli che questa è solo una goccia nel mare, ma è la prova che i cittadini, se vogliono, possono "adottare" pezzi di città e provvedere a mantenerli puliti, con poco sforzo e spese minime. Imitateci!

Roma è terra di nessuno

venerdì 17 giugno 2011

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Una email inviataci da Franco con immagini tremende. Il problema non è pulire un parco una volta tanto, il problema è mantenerlo pulito. E qui, a quanto pare, non c'è nessuno che pulisce. Roma terra di nessuno.

Ho letto con piacere della demolizione di baracche di fortuna effettuata ieri nel parco del Pineto. Vi invio alcune foto da me scattate ieri pomeriggio (14 giugno n.d.R.) nella zona del parco prospicente il mai completato Auditorium. Fa veramente male al cuore sia la povertà disperata di molte persone provenienti dai paesi dell'est o dell'Asia ma fa molto male anche lo spettacolo desolante dei tappeti di rifiuti che si lasciano dietro OGNI GIORNO. Pochi giorni fa alcuni volontari facenti capo al blog antidegrado RIPRENDIAMOCI ROMA hanno effettuato una pulizia della zona. Ebbene, come documentato dalle foto i sacchi neri ricolmi di rifiuti sono ancora lì accanto ad un raccoglitore di rifiuti MA NESSUNO NEL FRATTEMPO LI HA PRELEVAT! Ma è possibile che questo magnifico polmone verde sia diventato TERRA DI NESSUNO? Possibile che non si possa controllare questo fenomeno dei bivacchi di ubriaconi? La recinzione nuova DEVE ESSERE COMPLETA altrimenti non servirà a nulla. Chi cura la pulizia del Parco? E' assurdo che da 10 giorni non passi nessuno a pulire!! Consiglio di togliere quei due tronchi di pino messi uno di fronte all'altro, come vedete sono diventati un punto di riferimento per comitive di zozzoni!! GRAZIE!
(Franco)

L'ennesima, colossale figura di merda

giovedì 16 giugno 2011


Tratto da Repubblica, Cronaca roma. La Ue contro Malagrotta aperta procedura di infrazione. La discarica romana nel mirino della Commissione europea. Non adeguate la modalità con cui l'immondiazia viene trattata prima di essere stoccata.

La discarica romana di Malgrotta è finita nel mirino della Commissione europea: l'esecutivo comunitario ha deciso di aprire una procedura d'infrazione ritenendo non adeguata la modalità con cui i rifiuti vengono trattati prima di essere stoccati. La Commissione, su proposta del responsabile per l'ambiente Janez Potocnik, ha quindi dato luce verde all'invio all'Italia di una lettera di messa in mora riguardante la gestione di Malagrotta. Bruxelles - a quanto si è appreso - contesta alle autorità italiane la violazione della direttiva 1999/31 sul trattamento dei rifiuti prima dello stoccaggio, in particolare il fatto che la spazzatura, prima di finire in discarica, non viene sottoposta a un processo di lavorazione chimico-organico. Nel corso dello scambio di informazioni che ha preceduto la decisione odierna, secondo le indicazioni raccolte, l'Italia ha sostenuto tra l'altro che la direttiva Ue sul trattamento dei rifiuti non specifica le modalità del processo a cui deve essere sottoposto la spazzatura. Ed ha sottolineato che quelli destinati a Malagratto sono comunque stati sottoposti a un trattamento meccanico.

Cordata per il Decoro

mercoledì 15 giugno 2011

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Sabato si è svolta a Roma Nord la nuova iniziativa di Retake Roma contro il degrado, la "Cordata per il Decoro", divisa in due cortei: uno partiva da Corso Francia, l'altro da Grottarossa, per ricongiungersi a Via Cassia all’angolo con Via Due Ponti. Questa volta ci si è concentrati sulle affissioni abusive, sia quelle cartacee che quelle "permanenti" dei cartelloni pubblicitari, piazzati ad ogni angolo della città e presenti in quantità esorbitante nell'asse Corso Francia-Via Cassia. La gente ha risposto in maniera eccezionale, come sempre quando si tratta di Retake Roma (associazione italo-americana che si batte da due anni per il decoro urbano, in special modo per la cancellazione delle scritte vandaliche, in collaborazione con le squadre decoro dell'AMA). Per una mattina, a Corso Francia e Grottarossa si sono riversate quelle persone che non ce la fanno più di vivere nella capitale più sporca, abusiva e sciatta d'Europa e questo è un buon segnale: sempre più gente si accorge che SOLO A ROMA i pali sono sistematicamente incartati dai volantini e dagli adesivi; SOLO A ROMA i cassonetti sono ricoperti dagli adesivi dei traslocatori e gli stipiti dei negozi da quelli dei serrandisti. SOLO A ROMA i muri sono pieni di scritte di ogni tipo, anche sui palazzi di pregio; SOLO A ROMA ci sono i cartelloni abusivi e i manifesti dei politici attaccati ai muri e sotto i ponti. Retake ha riunito questa parte virtuosa di città, quella che non si arrende al degrado e vuole che Roma sia pulita come Parigi, Madrid, Berlino, Londra, New York. E' possibile tutto ciò? A ben vedere sì: i volontari antidegrado puliscono benissimo la strada, i muri, l'arredo urbano. Perché gli operatori AMA presenti all'evento non fanno lo stesso tutti i giorni? Ai lettori la facile sentenza: non sono formati, sono svogliati, non hanno dietro una classe politica che li aiuti nella lotta all'abusivismo. I politici veramente attenti al decoro si contano sulle dita di una mano, tra questi Athos De Luca, uno dei più attivi nella lotta al degrado. Sabato era presente al raduno finale della Cordata, a Via Due Ponti, per abbattere un cartello 1x1 che violava palesemente il Regolamento Comunale delle Affissioni. Grande finale per una giornata di civiltà che infonde speranza nel cambiamento e nel riscatto di una città che merita molto di più, dai suoi cittadini e dai suoi politici. (Les)

Salviamo la Villa di Cesare!

martedì 14 giugno 2011

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"Un pavimento musivo grande 80 metri quadri, integro dopo più di 2000 anni. Come quello che mostra la meraviglia di un vaso ricco di fiori. Un altro, in camera da letto, raffinatissimo: le tessere sono talmente piccole da farlo sembrare un pavimento compatto, con accanto un mosaico che mima un tappeto." Questa la descrizione della Villa di Cesare, tratta dalle pagine della Cronaca Roma di Repubblica. Oggi questa villa, appartenuta al più famoso generale romano della storia, è completamente abbandonata al degrado e all'incuria. Una notizia che, in qualsiasi paese civile, sarebbe fonte di scandalo e vergogna assoluta, qui da noi viene completamente ignorata. I giornali ne parlano, la gente e le istituzioni se ne fregano. Viviamo in una città stracolma di tesori e non riusciamo a preservarne (in modo appena decente) nemmeno la metà. Il Colosseo, il monumento simbolo di Roma, se ne sta lì annerito e marcio, con le auto e i pullman che ci girano intorno, circondato da un praticello spelacchiato ricolmo di auto in sosta, paninari e venditori di calzini. Qui si sta facendo morire la nostra storia, la nostra cultura. I soldi ci sono solo per le consulenze milionarie degli amici che portano voti. Le ville storiche ritrovate sotto il manto stradale sono importanti solo quando servono a bloccare i cantieri per far lievitare i costi a tutto vantaggio delle ditte amiche incaricate dei lavori. Per tutelare questi resti si bloccano cantieri importantissimi per la città. Ma dopo? Chi è che si occupa di conservarli e preservarli? Possibile che si debba lasciar morire così la nostra storia? Forse sarebbe meglio seppellire tutto. Nella speranza che le generazioni future, senz'altro più civili di questa, possano occuparsene adeguatamente.

Roma è sempre più un Far West

lunedì 13 giugno 2011

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Immagini che purtroppo conosciamo tutti molto bene. Siamo alla fermata metro San Paolo, frequentata ogni giorno da migliaia di turisti provenienti da ogni angolo del mondo. Questo è il triste spettacolino che offriamo loro. Un osceno, vergognoso suq di bancarelle di venditori di patacche. Scene da quarto mondo, da periferia di Calcutta, eppure siamo a pochi metri dalla Basilica di San Paolo. Uno dei luoghi turistici per eccellenza di Roma al di fuori del centro. Le foto ce le manda Les e sono alquanto eloquenti. A un rapido confronto visivo con foto precedenti scattate nello stesso identico punto, risulta evidente come la situazione sia degenerata. Ormai in questo angolo di Far West siamo all'anarchia pura. Camion e auto parcheggiate praticamente in mezzo alla strada, bancarelle che si sono moltiplicate esponenzialmente. Un tripudio di degrado, illegalità e volgarità offerto in pasto agli occhi allucinati dei turisti del mondo civile. Una vergogna assoluta, uno scandalo di proporzioni cosmiche. Di più: una figura di merda clamorosa! E per fortuna ci siamo soffermati solo all'esterno della stazione metro. Per i duri di stomaco e gli amanti delle scene splatter che volessero togliersi la curiosità di visitare anche gli ambienti interni, segnaliamo due nostri precedenti post dedicati all'argomento (vedi qui e qui). Ricordiamo ai lettori che questa sottospecie di campo rom improvvisato si trova a pochi metri da una stazione dei Carabinieri (sita, per la precisione, in Vicolo di Grotta Perfetta). Questa strada è un continuo via vai di volanti, eppure la situazione è quella che vedete. Ciò significa che le immonde bancarelle che vedete nella foto sono tutte regolarmente autorizzate. Chi dobbiamo ringraziare per questo scempio?

Solo e soltanto a Roma!

venerdì 10 giugno 2011


Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma! Solo a Roma!

La discarica dei panni usati

giovedì 9 giugno 2011

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Panni buttati in terra, scarpe sparse sui marciapiedi. Una mini discarica di vestiti usati. La gente passa senza guardare, senza battere ciglio. Queste immagini agghiacciati di assoluto degrado, scattate a Via Ippolito Nievo (siamo proprio a ridosso del centro storico) testimoniano bene la triste realtà in cui viviamo. Immagini che rimandano al quarto mondo, tanto trasudano degrado, abbandono, incuria, inciviltà. Questi pachidermici e osceni cassonetti gialli, nelle intenzioni di chi li ha pensati, progettati e messi in strada, dovrebbero servire per la raccolta degli indumenti usati. In realtà questi orrendi catafalchi vengono regolarmente presi d'assalto e, letteralmente, saccheggiati. Prima sconocchiati, quindi tenuti aperti con un gancio, a mo di piede di porco, per permettere al poveraccio di turno di infilarci la testa dentro e prelevarne il contenuto. I vestiti usati vengono presi, lavati e venduti ai banchi dell'usato di Porta Portese. Un piccolo business per i tanti poveri, specialmente rom, ma non solo. Registriamo così l'ennesimo, patetico fallimento, che in molti si ostinano a non vedere. Questi cassonetti hanno più alcuna utilità. Servono solo come ulteriore bacheca annunci per gli affissori abusivi e spazio fresco per i writers. Ma non è tutto. I cassonetti gialli sono di una pericolosità estrema. Da quando sono stati introdotti hanno già fatto parecchie vittime in tutta Italia. Giovani rom in cerca di vestiti rimasti incastrati, morti soffocati, decapitati. I cassonetti per la raccolta di vestiti usati sono brutti, sono progettati male, sono inutili, sono pericolosi. Portano solo morte e degrado. Che aspettiamo a disfarcene? Istituiamo dei punti di raccolta e mandiamo in pensione questi demenziali pachidermi gialli.

I volontari antidegrado puliscono il Pineto

mercoledì 8 giugno 2011

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Ed ecco le immagini dei volontari in azione mentre ripuliscono il Parco del Pineto dai rifiuti. Qui di seguito Stefano ci racconta com'è andata.

Nella giornata di domenica alcuni volenterosi cittadini del quartiere Aurelio, oramai esasperati dalla situazione di degrado incontrollato in cui versa il Pineto si sono rimboccati le maniche per ripulirsi da soli il proprio parco: in una mattinata sono state raccolte centinaia tra bottiglie, cartoni e lattine. Di certo la situazione tra sporcizia, ubriachi e baraccamenti è drammatica, i residenti fanno quello che possono ma è evidente la necessità di un intervento serio e duraturo delle istituzioni. Chiaramente lo scopo dell’iniziativa non è quello di sostituirsi agli enti che dovrebbero svolgere questo compito ma quello di spronarli e di sensibilizzare più gente possibile sul problema del decoro e della sicurezza. Noi di RiprendiamociRoma guardiamo con soddisfazione al fatto che finalmente i cittadini stiano prendendo coscienza del problema e ci auguriamo che questa vicenda sia d’esempio per altri. E’ infatti fondamentale che tutti quei romani stufi del degrado imperante si organizzino per far sentire la propria voce: cartelloni, rifiuti, scritte sui muri, facce diverse di una stessa medaglia in una città ormai preda dell’illegalità e dell’incuria. Quindi scriveteci, segnalateci, comunicateci le vostre iniziative, noi saremo lieti di pubblicarle e promuoverle sul nostro blog. Riprendiamoci la nostra città!
(Stefano)

Puliamo il Pineto: antefatto

martedì 7 giugno 2011

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Eccoci qui. Siamo al Parco del Pineto e questo è il triste spettacolo che si presenta davanti agli occhi dei volontari. Un parco martoriato dal degrado, corroso dall'incuria, totalmente abbandonato in condizioni indecenti. L'erba del prato ridotta a pochi peletti malconci, i marciapiedi triturati dal tempo e dalle intemperie. Sembrano sventrati da una granata. Un parco che sarebbe fonte di vergogna perfino in un paese del terzo mondo. Qui i bambini giocano tra le bottiglie di birra e gli escrementi dei cani. Questa è la situazione denunciata da Stefano in una lettera postata qualche giorno fa sul Messaggero. E queste sono le tristi immagini che si presentano agli occhi dei volontari antidegrado, accorsi qui armati di guanti e sacchi della spazzatura per ripulire il parco. L'iniziativa "Puliamo il Pineto", promossa e organizzata da diverse associazioni di quartiere, tra cui l'Associazione "Il Pineto", Cittadinanzattiva, il Comitato spontaneo di cittadini "Pasquino 18", e alcuni membri del nostro blog, si è svolta domenica scorsa dalle 10:30 a mezzogiorno. E' stata una bellissima giornata di impegno civico. Mi dispiace molto non aver avuto modo di partecipare personalmente all'evento, ma dai commenti di Stefano e Les (che erano presenti) direi che l'iniziativa può dirsi pienamente riuscita. Sono piccoli embrioni di ribellione al degrado che si sviluppano sottopelle, in una città ormai assuefatta dallo schifo. Ma è un movimento che sta crescendo e che crescerà ancora. Volete sapere com'è andata? Continuate a seguirci. A breve la seconda parte del report con le foto dei volontari in azione.

Le abusivissime edicole favelas

lunedì 6 giugno 2011

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Le edicole di Roma somigliano sempre più a delle favelas. Ricettacoli di degrado e zozzeria, esempio lampante della caciottaggine romana. Un popolo burino e abusivo fino al midollo. Cartaccia appiccicata ovunque, occupazione abusiva di suolo pubblico, cartoni buttati per strada, in mezzo alle macchine che passano, in piena traiettoria. Che l'edicolante si guarda bene dal raccogliere, figuriamoci. In fondo a lui che je frega? Ne abbiamo parlato con un comandante dei Vigili Urbani, il quale ci ha assicurato che questi sono abusi belli e buoni che devono essere puniti, senza se e senza ma. Molti di questi edicolanti, quando vengono colti in flagrante, provano a cavarsela con la solita scusa, affermando che quella favela di cartaccia non l'hanno messsa loro, che "è una iniziativa degli editori, noi non c'entriamo". Una scusa a quanto pare molto ricorrente. Ma è una scusa che non regge. Secondo la nostra fonte l'edicolante è l'unico responsabile di ciò che accade nel perimetro attorno alla sua edicola. Il problema è che non sempre c'è la volontà di multare questa gente. Che non tutti i vigili urbani sono così "fiscali" (tra mille virgolette) da multare questi abusivi. Perchè, in fondo, "che te dà fastidio?". "E poi io Mimmo lo conosco, è una brava persona". Insomma, in Italia funziona così. Poi ci lamentiamo se Roma sprofonda nell'anarchia più totale. Tra bulli, writers, vandali e zozzoni. Questa è la generazione che stiamo tirando su. In un paese lurido, putrido, marcio e affumicato, questo è il minimo che possiamo aspettarci. Per la cronaca: qui siamo a Largo Alessandro Toja, all'incrocio tra Via Ettore Rolli, Via Ippolito Nievo e Via Portuense.

Ripuliamo il Pineto!

mercoledì 1 giugno 2011

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Sara (anni 3) "Papà che è 'sta puzza?". Elisa (anni 5) "Non respirare e corri veloce". Comincia così la lettera scritta dal nostro Stefano al Messaggero e pubblicata integralmente sulla Cronaca di Roma. L'immagine di un parco pubblico ridotto allo sbando. Deiezioni ovunque (canine ed umane), bottiglie di vetro rotte ovunque, bivacchi, siringhe, ogni cosa. E' questo il benvenuto che offre il Parco del Pineto all'ingresso di Via Albergotti. Un parco frequentato da tantissimi bambini e che versa in condizioni folli di degrado e pericolosità. Come sia possibile tenere in questo modo un parco, esponendo i più piccoli a una miriade di pericoli, è davvero difficile da capire. Perché questo parco non viene curato? Mancanza di soldi? Mancanza di personale? No problem. Ci hanno pensato i residenti, in collaborazione con alcune associazioni, ad organizzare una magnifica iniziativa.

Ripuliamo il Pineto! Appuntamento domenica 5 giugno alle ore 10:30, Ingresso Casale Torlonia (biblioteca), Via della Pineta Sacchetti. Per tutti i cittadini che vogliono collaborare ad avere un parco più pulito e vivibile. Bastano un paio di guanti (meglio se da lavoro), scarpe chiuse, sacchi neri della monnezza e un po' di buona volontà. I rifiuti non sono nostri ma il parco sì. Collaborano all'iniziativa: Associazione "Il Pineto", Cittadinanzattiva, Comitato spontaneo di cittadini "Pasquino 18", Riprendiamoci Roma. Invitiamo tutti voi a partecipare e a spargere la voce condividendo questo post sulla vostra bacheca facebook.

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