Come porre fine a questo schifo

giovedì 26 maggio 2011


Ci hanno provato in mille modi a risolvere il problema della monnezza abbandonata nel centro di Roma, ma ad oggi i risultati continuano ad essere questi. Non c'è raccolta porta a porta che tenga. Residenti e ristoratori continuano senza sosta ad abbandonare i sacchi neri della monnezza per strada. E a quanto pare nessuno si lamenta. Gli abitanti del centro storico si sono lentamente abituati a tanto degrado. Sono nati e cresciuti sommersi da quintali di spazzatura, per loro gettare la monnezza in terra è naturale come fumarsi una sigaretta. Forse qualcuno se lo ricorderà, ma appena 20 anni fa al posto degli stand sul Tevere dell'Estate Romana, all'angolo tra Via Arenula e Viale Trastevere, sotto Ponte Garibaldi, c'era una immensa discarica a cielo aperto. La gente passava e gettava la monnezza "de sotto", tra gli sguardi allucinati dei turisti. I sorci scorrazzavano allegramente lungo le banchine e sovente salivano addirittura lungo Viale Trastevere, disperdendosi nei vicoletti limitrofi. I romani sono cresciuti così, governati per decenni da gente incivile che non ha mai pensato a far crescere questa città. Eppure esiste un modo civilissimo per protestare contro questo schifo. Un modo per mettere fine una volta per tutte a questo malcostume. Basta far leva sulla vergogna. Immaginate, ad esempio, se sopra le migliaia di sacchi abbandonati in strada tutto a un tratto si vedessero spuntare dei fogli. Con su scrita una semplice frase. "Dear tourists, sorry for our incivility". Secondo voi i romani come reagirebbero? Continuerebbero a camminare indifferenti tra i turisti o si vergognerebbero come ladri anche solo ad aprire bocca?

10 commenti:

Anonimo ha detto...

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Les ha detto...

Spero la seconda che hai detto.

Comunque la discarica sotto Ponte Garibaldi me la ricordo fino a metà degli anni '90, con i materassi abbandonati sulle banchine lato Trastevere.

Erano gli anni in cui mi cominciavo a chiedere perché Roma era (è) così sporca.

Simone ha detto...

La discarica all'angolo me la ricordo fino ai primi anni '90.

massimodangeli ha detto...

La maggior parte delle persone attinge tutto solo dalla tv, ed è affetta da quella che Livraghi acutamente chiama "stupidità". A Roma il 25% degli automobilisti ha in una mano un cellulare con cui sta telefonando: in rettilineo, in curva, prima delle strisce; tutte le migliaia di agenti delle varie dozzine di forze dell'ordine che abbiamo non possono non vederli, ma evitano accuratamente di multarli (si tratta di violazioni palesi). Questa massa di persone non solo non si rende conto dei rischi, ma nel mostrarsi col cellulare alla guida si sente "figa" anzichè imbecille 2 volte (perchè in auto e perchè col cell.): come porre fine a questo schifo ? Ma secondo loro lo lo schifo non c'è proprio !! Bisognerebbe eliminare gli stupidi.

Les ha detto...

Frase infelice, Massimo, "Bisognerebbe eliminare gli stupidi".

Qui non si vuole eliminare nessuno, ma si vuole il rispetto delle basilari norme del vivere civile che a Roma sono dimenticate. Serve la volontà a farle rispettare e quella purtroppo manca, a livello politico prima di tutto.

Simone ha detto...

Les, era una provocazione ;)

degradodivarese ha detto...

# vi posto un commento tratto dal blog di piero ricca, estratto dal post "ti uccidono con l'onda" :

E’ qualche anno che le onde medie e corte non se le fila quasi più nessuno. Eppure Radio Vaticana continua ad irradiare con potenze di decine o centinaia di kilowatt da Santa Maria di Galeria. A che pro? Che vogliano farsi ascoltare fino all’Altissimo?
A proposito, e la corrente chi la paga? Perché tanto consumo alimenta qualche sospetto. Non che, poi, si scopra una storiella analoga a quella dell’acqua potabile: dal 1929 il Vaticano capta, in media, 5 milioni di metri cubi all’anno dall’acquedotto romano senza mai aver pagato un centesimo per la fornitura. D’accordo, questa è una concessione prevista dai Patti Lateranensi. Ma almeno che oltre Tevere si facciano carico dei canoni di depurazione delle acque reflue: e invece neppure pagano le fatture dell’Acea!

Commento di Paolo Andrea Bacchi Mellini — 20 Maggio 2011 #

Anonimo ha detto...

Salve,
lavoro presso la libreria Underground sita nel sottopassaggio (ad uso pubblico) di largo Tritone. Anche noi nel nostro piccolo cerchiamo di fare laopera di rivalutazione di un luogo degradato per anni ad uso di tutti i cittadini (e spese nostre). Purtroppo l'AMA fa raccolta porta a porta solo una volta a settimana, non vuole scendere le scale, non accetta più di una busta né di aiutarci nella pulizia delle scale. Cassonetti non ve ne sono e l'unica risposta che si ottiene dagli "operatori" è: "lasciatela come gli altri in quell'angolo che passa il camioncino alle 19". Se avete un'idea per sovvertire quest'ordine di cose suggeritemela: ci combatto da oltre sei anni.
Bernardo

Riprendiamoci Roma ha detto...

Grazie per la segnalazione Bernardo! Dedicheremo senz'altro un post all'argomento postando la sua segnalazione. Uno di questi giorni facciamo un salto da lei, se vuole, può scriverci via email così ci mettiamo d'accordo. A presto!

Anonimo ha detto...

Come ho accennato, stiamo riuscendo a risolvere parzialmente il problema dell'immondizia abbandonata intorno al sottopassaggio Tritone studiando gli ordini di servizio dell'Ama.
Ciò non toglie che gli orari di passaggio siano piuttosto vaghi (tra le 10 e le 10 e 40 ad esempio) e serve la collaborazione di tutto il quartiere per responsabilizzare i netturbini che hanno ben poca voglia di scendere dal camioncino e ti obbligano a gettare i sacchi direttamente sul camion...salve qualche giovane che entra direttamente in negozio per ritirare i rifiuti e fornire sacchi nuovi.

A presto

Bernardo

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