BREAKING NEWS: E' tornato Cartellopoli!

venerdì 22 aprile 2011


Nel giorno del Natale di Roma arriva una gran bella notizia per il movimento dei blog antidegrado. E' tornato Cartellopoli. Il blog che per primo ha smascherato la vomitevole barbara invasione cartellonara. La lotta continua. Buona Pasqua a tutti.

Ebbene si, siamo tornati incazzati come vipere per come è ridotta la nostra città. Hanno tentato di uccidere la protesta chiudendo la bocca all'unico luogo dove questa protesta si dipanava; l'unico posto dove le riflessioni pubblicate erano scomode perdavvero.

Dobbiamo ringraziare, innanzitutto, Davide Bordoni e Francesco Paciello per i tanti, tantissimi, messaggi di solidarietà che hanno avuto verso questa esperienza democratica di protesta civica. Grazie signori, grazie per i vostri comunicati stampa in cui avete segnalato il ruolo civile di Cartellopoli, in cui avete sottolineato l'ingiustizia del sequestro. Grazie davvero, avete dimostrato che il vostro fine ultimo non è assolutamente favorire le ditte criminali che hanno sfigurato la città. (tutte le affermazioni del capoverso precedente contengono eufemismi)

Detto questo, ora l'impegno dei prossimi giorni sarà recuperare www.cartellopoli.com, pure l'url ci hanno fregato. Attualmente risulta in ostaggio presso cinesi...

MMDCCLXIV ab Urbe condita

giovedì 21 aprile 2011

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Ho fatto queste foto ieri pomeriggio alle 17, è la stupenda e incantevole Piazza Margana miracolosamente priva di auto. Potremo forse un giorno vedere Piazza del Fico, Sant'Eustachio, Campitelli, S. Maria della Pace e tanti altri luoghi ancora finalmente senza automobili? Complimenti per il blog, questa è la mia prima segnalazione. (Carlo)

Volevamo fare gli auguri a Roma (che oggi compie 2764 anni!) e augurarvi la Buona Pasqua con qualche immagine un po' più rassicurante. Dopo tanto schifo ostentato senza pietà, diciamocelo, ci voleva proprio, almeno per celebrare degnamente il Natale di Roma. Chiudiamo quindi la settimana in maniera leggera, con due magnifiche foto di Roma. Siamo in Piazza Margana, bellissima, incastonata come una perla nel cuore del vecchio Ghetto e finalmente sgombra dalle auto e ripulita dalle scritte. Una piazzetta semi sconosciuta, eppure talmente bella che ci si farebbe volentieri una cartolina. Questa è Roma, una città che riserva sorprese a non finire. E' l'amore per questa Roma, quella che vedete nelle foto qui sopra, che ci spinto ad aprire il nostro blog. Quella Roma ammirata nei secoli come un museo a cielo aperto e oggi stuprata da orde di vandali e banditi. Noi romani, dai cittadini agli amministratori, non meritiamo tanta bellezza. Un tesoro accumulato nei secoli, quando davvero Roma era un esempio di virtù, di vivibilità, di buon governo. Quando in città costruivano i migliori architetti del mondo e non i palazzinari più puzzoni. Questa è la Roma che vogliamo vedere rinascere. Il blog si prende una settimana di pausa. Buone feste a tutti e ancora auguri alla nostra meravigliosa e unica città.

Signore e signori: Ponte Sisto!

mercoledì 20 aprile 2011


Ed eccoci finalmente a Ponte Sisto, per chiudere in bellezza questo tour degli orrori romani. Ricordiamo a tutti la triste storia di questo ponte, che nei secoli non ha avuto certo vita facile. Si tratta dell'unico ponte rinascimentale di Roma, nato per congiungere le due sponde del Tevere all'altezza delle due strade simbolo del rinnovamento edilizio del '500, Via Giulia e Via della Lungara. Unanimemente considerato il più bel ponte di Roma, insieme a Ponte Sant'Angelo e Ponte Milvio. Eppure fino al 1994 il ponte era in queste condizioni (vedi in alto a sinistra), privo delle balaustre e ricoperto da una zozzissima gabbia di metallo. Restaurato per il Giubileo, la gabbia da pollaio, simbolo dell'inciviltà italica, fu tolta e fu realizzata una balaustra. Per molti anni, all'incirca fino al 2008, il ponte si mantenne in buone condizioni. Ma negli ultimi 3 anni ha subito un declino spaventoso, ben documentato da questo nostro vecchio articolo. Meta prediletta di writers, barboni, ubriaconi, punkabbestia, pataccari, perfino venditori di pannocchie (sic!). Il ponte finì in breve tempo insudiciato in maniera ignobile. Ripulito in occasione della ben nota giornata dell'Earth Day, alla presenza del Sindaco e dei volontari antidegrado, oggi, ad appena un anno di distanza, si trova nuovamente in queste condizioni ignobili. Scritte ovunque, monnezza a mucchi, un senso di desolazione ed abbandono spaventoso. Spezzo una lancia a favore del suonatore di fisarmonica, che era veramente bravo. Ma qui c'è da rimboccarsi le maniche e salvare il patrimonio storico-artistico di questa città! Protettivi antigraffiti, messa al bando delle bombolette, multe salate e carcere per chi imbratta i monumenti del centro storico di Roma.

Trastevere è ridotta così

martedì 19 aprile 2011

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No, non siamo nella parte peggiore e più degradata del quartiere. Questa è la parte di Trastevere tenuta meglio. Quella compresa tra via della Scala, Vicolo del Moro e Piazza Trilussa. Siamo in quel piccolo spicchio del rione che appena un anno fu ripulito dai volontari di ReTake Roma, con la partecipazione del Sindaco e dell'Ambasciatore Americano. A quella grandiosa operazione di pulizia partecipammo anche noi, e fu una splendida giornata di volontariato civico. A un anno di distanza la situazione è quella che vedete nelle foto qui sopra. Ve le mostriamo per un triplice scopo. Per far capire a quale livello di barbarie si sono abituati a vivere (e hanno accettato di vivere!) i cittadini trasteverini. Per far sapere ai romani che il centro storico non è stato ancora pulito del tutto. E come monito, affinché una volta effettuati i lavori di pulizia si provveda a mantenere questi muri puliti. E' sul terzo punto che vorremmo maggiormente porre l'attenzione. Va bene le squadre antigraffiti dell'AMA, va bene i muri puliti, vanno anche bene le trionfali conferenze stampa. Ma senza una squadra attiva 24 ore su 24, pronta a cancellare entro 24 ore ogni nuova scritta che compare sui muri, questo immane lavoro non servirà a niente. Se vogliamo davvero sconfiggere questo fenomeno barbaro e incivile dobbiamo agire direttamente sul processo. Nessun writer si sognerebbe mai di spendere soldi per passare una serata a disegnare murales che in 24 ore vengono cancellati. Rischiando una denuncia, una multa, nei casi peggiori la galera, e non ultima la salute, visto che le vernici acriliche sono altamente cancerogene. Un anno fa questa parte di Trastevere fu ripulita. Oggi, a un anno di distanza, è ridotta così. Che valga come monito.

Luci e ombre del piano antigraffiti

lunedì 18 aprile 2011

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Lo avevamo notato da tempo. Le scritte sui muri dei palazzi del centro storico, giorno dopo giorno, stavano lentamente sparendo. Non era solo un'impressione, nè tantomeno uno scatto d'orgoglio di alcuni abitanti del centro (ci mancherebbe), ma una precisa strategia del Comune, che per l'occasione ha messo un campo una serie di squadre antidegrado con il compito di ripulire tutte le facciate. Un po' quello che volevamo fare noi a titolo volontario con il progetto Associazione Riprendiamoci Roma, poi momentaneamente accantonato per mancanza oggettiva di tempo. Siamo comunque felici che il Comune abbia recepito questa domanda di decoro e l'abbia messa in pratica. Tuttavia ci permettiamo di far notare un paio di cose. Innanzitutto la qualità dei lavori eseguiti, che definire pessima è un eufemismo. Le squadre antidegrado hanno badato al risparmio, limitandosi a stendere pecette di vernice (quasi sempre sbagliata) sui muri dei palazzi per coprire le scritte. In più palazzi (tra cui uno di assoluto pregio in Via Giulia!) è stato stesa una toppa di vernice direttamente sul travertino. Un danno grave, che mostra tutto il dilettantismo delle squadre messe in campo. Ma non è tutto. L'intervento di pulizia ha riguardato solo i muri dei palazzi, mentre le saracinesche continuano ad essere devastate dai graffiti. Infine, alcune aree, per lo più a ridosso di Campo de' Fiori, non sono state minimamente sfiorate dall'intervento. Guardatevi le nostre foto e giudicate voi stessi. Un'ultima nota: in conferenza stampa il Sindaco ha affermato che l'intero centro storico è stato ripulito, e che ora toccherà agli altri quartieri della città, a cominciare da Trastevere. Facciamo notare che Trastevere è a tutti gli effetti parte integrante del centro storico di Roma. Avanti così, e speriamo in meglio per gli interventi futuri.

Via del Suq Imperiale

venerdì 15 aprile 2011

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Continuiamo a parlare di Colosseo e Via dei Fori Imperiali. Qualcuno di voi ci ha fatto un salto ultimamente? I marciapiedi di Via dei Fori Imperiali sono stati completamente rifatti, ambo i lati, togliendo quelle immonde spiaggette di sabbia che c'erano prima. Un lavoro ben fatto, non c'è che dire. Il piazzale del Colosseo, invece, si trova nelle condizioni di sempre. Un piccolo spazio di rispetto strappato alle macchine e sistemato a giardino. Se così lo si può chiamare. Oggi è ridotto a un ridicolo praticello spelacchiato pieno di monnezza, abbandonata dai turisti e dai vu cumprà al termine della loro giornata di lavoro. A proposito di vu cumprà e di commercio ambulante. Il numero delle postazioni sembra lievitato in maniera incredibile! E non solo sul piazzale del Colosseo, ma pure lungo tutta Via dei Fori Imperiali! Queste foto scattate otto mesi fa, precisamente lo scorso Ferragosto, e pubblicate dal Corriere della Sera. Guardate che schifo. Una cosa che in un paese civile sarebbe semplicemente incomprensibile. Camioncini puzzolenti, paninari, pane e cipolla, coccobello, zozzoni, venditori di souvenir. E' un delirio di abusivismo spaventoso. Il tutto alla luce del sole, davanti alle auto della Municipale che non intervengono minimamente per porre fine all'abuso. Delle due l'una: o i vigili prendono la mazzetta per chiudere un occhio, o gli zozzoni e i vu cumprà sono autorizzati a stare lì dal Comune. Nessuno lo sa, ed evidentemente nessuno ha mai provato a chiederlo al Comune o ai vigili. Né i giornalisti, che si sono limitati a scattare le foto, né tantomeno la Soprintendenza. Resta il mistero su come sia stato possibile trasformare il piazzale del monumento simbolo di Roma in un volgare suq di zozzoni e pataccari. Ma una bella manifestazione contro questo schifo la organizziamo o no?

Colosseo pedonale: la nostra proposta

giovedì 14 aprile 2011


L'ipotesi di una pedonalizzazione vera del piazzale del Colosseo non è mai stata presa in considerazione da nessuno. Ci siamo accontentati di pedonalizzarne un pezzetto, per giunta quello meno interessante dal punto di vista architettonico. Nessuno ha mai raccolto veramente questa sfida. Eppure quale altra priorità può esserci se non quella di ridare dignità al monumento simbolo della storia e dell'arte della città di Roma? Ebbene ecco qui la nostra proposta. Il Colosseo è posto sullo stesso piano dello strato archeologico di epoca romana, quindi andando a scavare sotto non si troverebbe nulla. Lì sotto passa già la linea metropolitana. Si tratterebbe di interrare Via dei Fori Imperiali a partire da Via Corrado Ricci (tratto rosso), farla passare in sotterranea a metà strada tra il Colosseo e l'Arco di Costantino, e creare una doppia biforcazione, una che prosegua per Via di San Gregorio (verso sud) e l'altra che sbuchi a Via Labicana (verso est). Le tre arterie principali risulterebbero così collegate tra loro. Mentre a nord del Colosseo si potrebbero risolvere facilmente i problemi legati alle arterie secondarie modificando la viabilità e sfruttando la salita di Via Nicola Salvi, a sud rimarrebbero da risolvere un paio di nodi. L'immissione diretta tra Via di San Gregorio e Via Labicana e tra queste due e Via Claudia. Il problema potrebbe essere risolto modificando la viabilità a monte, oppure tenendo aperto al traffico il solo tratto evidenziato in verde. Il che consentirebbe comunque di pedonalizzare un'ampia parte del piazzale e di poter godere appieno della bellezza del monumento nella parte architettonicamente più integra (quella a nord). Certo non sarà facile interrare di Via dei Fori Imperiali senza spezzare la prospettiva sul Colosseo per chi viene da Piazza Venezia. Ma vale la pena tentare.

Restaurarlo non basta

mercoledì 13 aprile 2011


"Impressionante". Così la restauratrice intervistata da Repubblica definisce quello che appare davanti ai suoi occhi. I primi 14 pilastri del Colosseo restaurati di fresco restituiscono alla vista colori mai visti prima. I colori del marmo e non più della patina di smog che lo attanaglia da decenni. Da 80 anni per la precisione. Eh già, perché dalla nascita dell'automobile al boom dei primi anni '60, il Colosseo è stato prima trasformato in immonda rotatoria e quindi affumicato lentamente dai gas di scarico per decenni, fino ai giorni d'oggi, senza che nessuno lo abbia mai restaurato. In ottant'anni. Non siamo riusciti a trovare i soldi per restaurare il monumento più famoso e importante al mondo, patrimonio dell'umanità e votato come una delle "sette nuove meraviglie del mondo". Mentre i politici si mangiavano miliardi delle vecchie lire il Colosseo giaceva annerito e contornato da una carovana di macchine strombazzanti. Basterebbe questo a dar la misura della nostra inciviltà. Basterebbe questo per ricoprire di vergogna un popolo intero. Invece noi siamo stati capaci di fare di peggio. Abbiamo circondato il Colosseo con tubi innocenti da cantiere, invaso il piazzale antistante con immondi camion bar abusivi, lenzuoli di marocchini che vendono roba "made in mafia". Lo abbiamo trasformato in un parcheggio per i furgoni dei pataccari e in discarica a cielo aperto di cartoni, plastica e lattine. Ora ci apprestiamo a restaurare il Colosseo grazie ai soldi di un privato. Non dello Stato italiano, che un tesoro come il Colosseo nemmeno se lo meriterebbe. Ma nessuno risolverà il problema dell'arredo urbano inesistente, dell'abusivismo commerciale, della pulizia del piazzale e del traffico. Se non chiudiamo il piazzale al traffico tra meno di un anno il Colosseo sarà di nuovo affumicato.

Trastevere: da Natale a Santo Stefano

martedì 12 aprile 2011

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Tenetevi forte, perché le immagini che vedete qui sopra si riferiscono esattamente alle stesse strade di Trastevere ripulite in occasione dell'Earth Day di un anno fa. Ricordate? Avevamo partecipato anche noi a quella bella giornata di pulizia del quartiere Trastevere (qui l'articolo con le foto, qui il video), sollevando qualche critica sulla qualità dei lavori svolti in maniera assolutamente non professionale e molte perplessità sul mancato utilizzo di protettivi antigraffiti. Ebbene, a un anno esatto di distanza, mentre il Sindaco in persona si recava a ripulire Piazza Annibaliano per la nuova edizione dell'Earth Day 2011, noi siamo tornati in quelle strade di Trastevere a vedere lo stato delle cose. Spiace constatare che avevamo assolutamente ragione nella nostra analisi. A un anno di distanza le strade di Trastevere sono nuovamente infestate di graffiti. E dunque tutto quello schieramento di volontari, i soldi spesi per organizzare l'evento, non sono serviti a nulla se non a tenere puliti i muri del rione per qualche mese. I motivi di questa sconfitta, a nostro modo di vedere, sono principalmente tre. Innanzitutto l'intervento di pulizia del 2010 non è stato integrale, ossia ha riguardato solo i muri degli edifici, tralasciando colpevolmente i portoni e le saracinesche dei negozi. Per la teoria delle finestre rotte, le scritte rimaste su saracinesche e portoni hanno attirato i writers che hanno nuovamente devastato i muri dei palazzi. Infine, il mancato utilizzo di protettivi antigraffiti sulle superfici ripulite e il fallimento delle ordinanze antidegrado nella battaglia ai writers hanno fatto il resto. Questo è quanto, a un anno di distanza siamo da capo a dodici.

Una città abbandonata a se stessa

lunedì 11 aprile 2011


Piazze bellissime contornate da edifici storici dal fascino indescrivibile. Ambienti scenografici e suggestivi, che trasudano storia e cultura ad ogni metro. Luoghi magici che tutto il mondo ci invidia, perché non esiste città al mondo che abbia un tessuto urbanistico pregiato come quello di Roma. Una successione di piazze mozzafiato, fontane ad ogni angolo, chiese a non finire, palazzi tra i più belli al mondo. Perle ai porci. Questo è il modo barbaro e incivile in cui noi romani abbiamo cura dei nostri ambienti. Qui siamo a Trastevere, in una deliziosa piazzetta aperta su Vicolo del Bologna. Silenziosa e appartata nel marasma della movida trasteverina, qui gli unici rumori che si sentono sono quelli dell'acqua che sgorga dal "nasone" in un angolo e il rumore dei tacchi sui sampietrini. Solo in sottofondo si sente un vociare indistinto di gente misto al rumore di televisori accesi al primo piano. Questo angolo di pace nella caotica Trastevere viene quotidianamente stuprato da noi romani e trasformato in un volgarissimo parcheggio. Basterebbero quattro panchine, un arredo urbano che impedisca la sosta per renderla un luogo straordinario. Ma le panchine non si fanno e i paletti non si mettono. Perché se si mettessero si dovrebbe risolvere il problema della sosta, dei residenti e degli avventori dei locali di zona. Il che presupporrebbe avere gente con le palle in grado di risolvere in maniera sistematica uno dei più grandi problemi che affliggono Roma. Ma di menti illuminate non ne abbiamo. Il convento passa solo mediocri amministratori di condominio incapaci di svolgere appieno il ruolo che gli è stato assegnato. Riprogettare una città antica sulle esigenze di una moderna Capitale Europea. Senza distruggere ciò che è stato, ma garantendo la vivibilità e la fruibilità dei quartieri antichi. Campa cavallo...

Roma-Praga 0-3: una lettera...

venerdì 8 aprile 2011


Oggi su Via dei Fori Imperiali, ora di pranzo, una fiumana di extracomunitari con varia paccottiglia urlava da un capo all'altro del marciapiede per avvertire gli altri "colleghi" che stavano arrivando i vigili; ma lo facevano ridendo, divertitissimi, e neppure si spostavano, si limitavano a cambiare marciapiede, o a spostare la merce in un angolo, pensate un po' che paura devono avere della legge qui in Italia, e che rispetto di noi. In compenso, in settimana ho ascoltato questo istruttivo episodio. Un amico, classico italiano medio, che normalmente contesta ogni rispetto anche elementare delle regole, è stato a Praga. Per le strade di Praga c'è un tale rigore, che è vietato fumare senza servirsi dei posacenere di cui sono forniti tutti i bordi di marciapiede. Ignaro della norma, fumando per strada ha rischiato una multa, scampata soltanto perché un vigile locale, perentorio nel sanzionare l'llecito, ha chiuso un occhio trattandosi di uno straniero; ma non lo ha lasciato andare senza una lunga, incomprensibile e terrorizzante reprimenda in lingua locale. Ad oggi il tipo se vede un viglie a Roma nasconde subito la sigaretta dietro la schiena. Ma la cosa più bella è entusiasta dell'esperienza. Addirittura lamenta il comportamento chiassoso e il disordine totale di cui si risente in Italia al ritorno da un viaggio all'estero. Mi dà insomma l'impressione di quei ragazzini pestiferi che appena incontrano un educatore dal polso fermo, se ne innamorano. "Nel mondo c'è troppa confusione, e io ho bisogno di chiarezza" - dice il cittadino blandito nella propria irresponsabilità, da gestori dell'ordine ancora più irresponsabili. E pensare che in Italia ci sono giornalisti che contestano la necessità di reprimere ben più gravi fenomeni, come la clandestinità e l'abusivismo. (G. Biun, Roma)

Cartellini, cartelletti, cartelloni...

giovedì 7 aprile 2011

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Immagini raccapriccianti di un paese incivile. Queste istantanee catturate da Les testimoniano il livello di barbarie che abbiamo raggiunto.

Le immagini che vi presentiamo oggi raffigurano uno dei peggiori scempi della città, la segnaletica verticale. Storta, cancellata, obsoleta, resa illeggibile dalle affissioni abusive, dalle tags, dai cartelloni che oramai hanno invaso ogni metro disponibile su strada o marciapiede, stracciando qualsiasi regolamento a partire dal Codice della Strada e dai vincoli paesaggistici. Guardando le foto, capiamo subito che il vincolo paesaggistico della zona fiancheggiante la Via Ardeatina, di fatto, non esiste più per i cartelloni. Decine d'impianti di ogni tipo, sul ciglio della strada, a impallare il paesaggio, a creare disordine estetico, a dare l'idea che ognuno può fare quello che gli pare di una delle zone più belle della campagna romana. E come se non bastassero i cartelloni, ci si mettono pure i burini che per pubblicizzare la propria attività, nel 2011, non trovano di meglio che attaccare le frecce abusive sui pali della segnaletica e le recinzioni di metallo. Della serie: internet e navigatore satellitare, questi sconosciuti. "Eh sì, mettemo er cartello sur segnale, ahò, tanto nessuno ce dice niente". Burini fino al midollo. Abusivi per scelta, stile di vita o per ignoranza. E non c'è distinzione tra gommisti, lavanderie, hotel a cinque stelle... e carabinieri! Anche loro attaccano i segnali come capita, facendosi scippare nientemeno che dai peracottari della pubblicità abusiva. (Les)

Scuola di degrado

mercoledì 6 aprile 2011

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Dove c'è scuola, c'è degrado. Ed è così che crescono i giovani d'oggi, circondati dallo schifo più assoluto. Monnezza, scritte sui muri, affissioni selvagge, e ancora aule cadenti a pezzi, banchi rotti, e chi più ne ha più ne metta. Inutile stupirsi poi se i ragazzi crescono con una bomboletta in mano e il cappuccio in testa. Questo è quello che offriamo loro, e questo è quello che loro ci danno indietro. Dovremmo riflettere più che altro sulle cause di tutto questo degrado e fermare la spirale di degrado sul nascere. Come sta facendo, ad esempio, ReTake Roma, coinvolgendo le scuole in opere di ripulitura di quartieri. Ma se dal basso arrivano i buoni esempi, dall'alto, da chi ha i mezzi economici per invertire rotta davvero, da chi ha la fiducia e il mandato degli elettori, continuano ad arrivare pessimi esempi. Sulla scuola pubblica si continua a tagliare, e a quanto pare senza vergognarsi minimamente di farlo. Una incredibile faccia tosta. E così non rimane che sperare che la spinta al cambiamento arrivi dal basso. Dal Comune, dai cittadini, da associazioni come la nostra o ReTake Roma. Queste foto ce le ha mandate Les e ritraggono i muri esterni del Liceo Artistico Giorgio De Chirico, a Cinecittà. I muri sono stati recentemente ripitturati con una semplice mano di vernice bianca. Il risultato è che le macchie di colore non sono state coperte e si intravedono ancora. La vernice risulta già scrostata, segno che sotto la vernice c'erano dei depositi di colla o carta, forse dei manifesti che non sono stati staccati prima dell'intervento. Inutile dire che la nuova devastazione dei muri è già iniziata. I vandali sono tornati subito all'opera. Non è questo il genere di intervento che noi vogliamo. Servono lavori a regola d'arte e protettivi antigraffiti.

Sempre a proposito di cartelloni...

martedì 5 aprile 2011


Troviamo improbabile che un turista che provenga dall'aeroporto di Fiumicino, mentre si reca in taxi a Roma, faccia delle foto dal viadotto della Magliana al primo Colosseo che incontra. Ma se le facesse non è che si porterebbe via un panorama invidiabile, vista la foto che segue. Ad "impallare" il Palazzo della Civiltà Italiana, noto anche come Palazzo della Civiltà del Lavoro o semplicemente Colosseo Quadrato è un mostro di cartellone di circa 60 metri quadrati. Lungo 24 passi ben distesi ed alto almeno tre metri. Ci siamo andati sotto, e la sensazione di smarrimento (dovuta al contesto e soprattutto alle dimensioni del catafalco), è stata veramente grande. Il mostro affonda le sue radici in un area privata, dalla quale, in buona compagnia di altri cartelloni privi di targhetta, si innalza fino all'altezza della strada sopraelevata e dalla quale svetta con maestosa sinistrosità in una delle curve a gomito più pericolose di tutta Roma.

Se invece parliamo dei turisti che giungono a Roma dal porto di Civitavecchia, subito dopo l'indicazione Roma centro e Città del Vaticano si trovano un altro mostro sacro ad accoglierli. Un altro catafalco, di molto fuori misura, a rovinare il panorama della Riserva Naturale della Tenuta dell'Acquafredda, nella quale è stato piantato a dispetto delle regole e dei vincoli paesaggistici che persisterebbero sul terreno in questione. Che schifo di PANORAMA!!!
(Francesco - Source: Basta Cartelloni a Roma)

Cartellonia delenda est!

lunedì 4 aprile 2011

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Mentre la delibera di iniziativa popolare giace in un cassetto, in attesa di essere discussa, Roma continua ad essere invasa da nuovi cartelloni abusivi. Ne spuntano ogni giorno, come funghi, a un ritmo che sembra inarrestabile. Per ogni cartellone rimosso ce ne sono due nuovi pronti per essere piazzati. Una situazione insostenibile per i cittadini, che alle parole del Comune non vede seguire azioni concrete. Il Sindaco parla di racket nel settore e noi non stentiamo certo a credergli. Il problema è che vorremmo veder prendere qualche provvedimento nel merito. I cittadini sono stanchi di aspettare e di tollerare questo schifo, che non esiste in nessun angolo del mondo civilizzato. Un tale livello di barbarie va contrastato quindi con ogni mezzo, e il più efficace è senza dubbio questo. Sabato 2 aprile, in Piazza Mazzini e nelle vie limitrofe del quartiere Prati, la presidente del XVII Municipio Antonella de Giusti, in collaborazione con il Comitato promotore della delibera di iniziativa popolare, ha organizzato una manifestazione "in morte del decoro urbano", specificatamente dedicata all'invasione barbara dei cartelloni abusivi. La manifestazione ha previsto anche l'oscuramento di una serie di cartelloni abusivi, già sanzionati e in attesa (sic) di essere rimossi. C'è stato modo anche di parlare con la gente, spiegando le ragioni della protesta e raccogliendo unanime approvazione. E questo è solo l'inizio. Il malcontento verso lo scandalo cartellopoli sta crescendo sempre più, e ormai non si contano più le email di segnalazioni che ci arrivano ogni giorno alla nostra casella email. Grazie a Franco per le foto e per lo slogan. Qui trovate altre foto, pubblicate sul sito di Repubblica. Ci vediamo alla prossima manifestazione!

I nuovi Barbari depredano Roma

venerdì 1 aprile 2011

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In una delle piazza più belle d'Italia si sta consumando l'ennesima volgarissima speculazione edilizia. A lanciare l'allarme in un articolo di Repubblica è Diego Afan De Rivera Costaguti, uno dei proprietari dell'omonimo Palazzo Costaguti, che oggi, dopo il "ripristino della destinazione d'uso residenziale" previsto dal Comune nel giugno 2009, rischia di essere devastato e di perdere perfino i preziosissimi affreschi del Cavalier d'Arpino. Non un pittore qualsiasi, ma il maestro di Caravaggio, con tele esposte in quasi tutti i musei romani, dalla Galleria Borghese alla Galleria Nazionale d'Arte Antica. Ma ad aggiungere assurdo all'assurdo c'è il fatto che questo palazzo, dal Cinquecento ad oggi, non ha MAI avuto una destinazione residenziale! Si tratta quindi di una volgarissima speculazione edilizia, che rischia di provocare danni immensi al patrimonio storico-artistico di questa città. Una situazione che in qualsiasi paese civile sarebbe semplicemente inconcepibile e che qui da noi avviene quasi alla luce del sole. Diego Costaguti svela anche dettagli importanti e allo stesso tempo inquietante: "Nei tre piani sotto le mie stanze tutto sarà trasformato, e abbiamo già una perizia che parla chiaramente di rischi di stabilità per l'intero palazzo. Tutto ora è a rischio". E ancora: "In Soprintendenza ci hanno raccontato di telefonate di altissimo livello per caldeggiare questo progetto". Cosa dite? Sentite anche voi la puzza di bruciato? Noi la sentiamo forte e chiara. Ma i nuovi Barbari forse stavolta non l'avranno vinta. Perché Diego Costaguti è deciso ad andare fino in fondo e a dare battaglia: "A breve presenterò un esposto in Procura per bloccare tutto. La mia famiglia possiede questo palazzo da cinque secoli. Qui c'è la nostra storia. E io devo difenderla".

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