Un po' di cronaca romana

giovedì 31 marzo 2011


Questa è l'unica città al mondo in cui, in una delle sue piazze più belle in pieno centro storico, tra le più frequentate dai turisti, è possibili assistere a simili scene. Un ubriacone comincia a dar spettacolo, si forma un capannello di gente, lui ci prende gusto, si spoglia con tutta tranquillità. Quindi arriva un gruppo di coatti e cominciano a pestarlo di botte, calci, pugni ecc. La cosa allucinante è che Campo de' Fiori non è solo una piazza gioiello che andrebbe tutelata e salvaguardata da questo schifo. E' anche una delle piazze più sorvegliate di Roma. Qui c'è (o ci dovrebbe essere) almeno una volante fissa dei Carabinieri. C'è sempre stata, io la ricordo perfettamente. Questa è la piazza in cui si registra la stragrande maggioranza delle risse notturne a Roma. Campo de' Fiori è stata ring per incontri clandestini di pugilato, stadio improvvisato per folli partite di calcio, teatro di gare di tuffi nelle fontane, e poi risse, accoltellamenti, lancio di bottiglie, pestaggi vari, e chi più ne ha più ne metta. Ebbene in una piazza che dovrebbe essere sorvegliata speciale oggi registriamo questo incredibile episodio di cronaca, che ha fatto giustamente il giro del web finendo pure sulle prime pagine dei giornali. Ancor più demenziale è però la reazione di Alemanno, che anziché impegnarsi a garantire l'ordine, annuncia un patetico divieto di vendita degli alcolici dopo le 23. Per il resto, la settimana ha portato altre pessime notizie. Mentre Piazza del Popolo viene trasformata in una discarica a cielo aperto, essendo stata scelta da quei pazzoidi dell'AMA come sede più adatta per ospitare un compattatore di monnezza (sic), facciamo la conta dei morti per incidente e ci prepariamo all'ennesima devastazione di Villa Borghese.

In morte del decoro urbano

mercoledì 30 marzo 2011


A tutte le auto!! A tutte le auto!! Sabato mattina (2 aprile) non prendete impegni! E se li avete già presi, cancellateli immediatamente! Per quel giorno è in programma la prima vera manifestazione contro il degrado urbano e, specificatamente, contro il proliferare dei cartelloni abusivi! La nostra e vostra presenza è essenziale! L'iniziativa è promossa dal Presidente del XVII Municipio, Antonella de Giusti e vedrà la partecipazione di tutti i blog antidegrado romani. Da Malaroma al blog Basta Cartelloni a Roma, passando per tutta la blogosfera romana. Ovviamente ci saremo anche noi, a urlare forte la nostra protesta e il nostro scontento. E ovviamente dovete esserci anche voi! Con striscioni, fischietti, cartoncini bristol e quant'altro. Vi aspettiamo numerosi, rumorosi e più incazzati che mai!!

C'è un momento per la paziente collaborazione con le istituzioni, alla ricerca di una soluzione allo scempio della cartellonistica romana; ma c'è anche un momento per dare sfogo all'indignazione che in tanti viviamo alla vista del quotidiano sfregio inflitto alla città da impianti pubblicitari invadenti, indecenti e spesso al limite dell'illecito. Accogliamo e rilanciamo quindi con soddisfazione la notizia della manifestazione "In morte del decoro urbano", promossa dalla Presidente del Municipio XVII, Antonella De Giusti. L'appuntamento è per sabato 2 aprile alle ore 11.00 in Piazza Mazzini, angolo Via G. Ferrari. Partecipate e fate girare! (Dal blog Basta Cartelloni a Roma)

Quello che i romani vedono tutti i giorni

martedì 29 marzo 2011

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Ormai ci siamo talmente tanto abituati che allo schifo delle scritte e affissioni sui muri non facciamo neanche più caso. Per questo vi offriamo una carrellata di foto nel dettaglio, una dopo l'altra. Affinché ognuno di voi, isolando lo schifo, possa provare reale disgusto di fronte a tutto questo. Disgusto e incredulità, perché è davvero un mistero come sia stato possibile arrivare a questo. Scritte praticamente ovunque e nessuno che si lamenta. Abbiamo letto ieri la lamentela dei commercianti di Trastevere, riguardante il proliferare delle associazioni culturali che, a quanto pare, farebbero concorrenza sleale ai pub, non pagando né IVA né imposte dirette per la somministrazione di bevande. Di questo passo, ahimè, i locali trasteverini cadranno presto in rovina, visto lo "scarso" afflusso di gente nel rione. Nessuna protesta, ovviamente, per le milioni di scritte sui muri di palazzi e chiese anche di pregio. Non sia mai che un locale protesti contro i writers, che poi sono i primi ad andarsi a scolare una birra la sera, prima di smerdare sui muri. Siamo un paese talmente incivile che ormai è disposto pure a vivere sommerso di monnezza, purché non gli si tolgano 10 euro. Un paese in cui gli esercenti commerciali preferiscono tenere le loro saracinesche imbrattate di scarabocchi e trasformare le loro strade in veri e propri porcili, pur di non spendere 50 euro all'anno per ripulirle e trattarle adeguatamente. E i condomini, pur di non autotassarsi per ripulire i propri palazzi, pur di risparmiare 20 euro a famiglia, meno di un mese di abbonamento a Mediaset Premium, hanno ormai accettato l'idea che questo schifo sia "arte". Per quel che vale, qui siamo a San Giovanni. Ma ormai tutta Roma è così. Grazie a Les per le foto.

Il 2 aprile doppio blitz di ReTake Rome

lunedì 28 marzo 2011


Il giorno 2 aprile il movimento spontaneo, apartitico, no profit Retake Roma, sostenuto sin dai suoi esordi dalla Fondazione Giuseppe Garibaldi, festeggia la giornata della Terra coinvolgendo decine di cittadini in due eventi straordinari, uno al Parco Volpi (via della Farnesina 76), dalle 10 alle 13, e l'altro a Piazza Annibaliano dalle 14 alle 17. Entrambi gli eventi si svolgeranno sotto il patrocinio del Comune e dei Municipi competenti. L'evento al Parco Volpi vedrà al lavoro squadre di ragazzi delle scuole, comitati cittadini, il centro anziani della Farnesina e varie altre associazioni (Vivivejo, Riprendiamoci Roma) al lavoro per restituire dignità e decoro a quest'area verde di grande pregio e bellezza. I volontari, coordinati da operatori della Divisione Cancellazione Scritte del Servizio Decoro Urbano dell'Ama e dal Servizio Giardini, pianteranno piante officinali lungo l'accesso al parco, ripuliranno la pineta dai rifiuti e dai graffiti che ne devastano la bellezza. I materiali per il giardinaggio saranno forniti dagli operatori/tutor, ma non mancherà chi deciderà di partecipare portando personalmente spatoline, forbici e sacchi per staccare i manifesti abusivi e gli adesivi presenti sulla strada. Il secondo evento, a Piazza Annibaliano, vedrà i ragazzi coinvolti in una magnifica gara pittorica e nella produzione di dipinti che andranno a sostituire gli orribili manifesti che deturpano le recinzioni in metallo a protezione dei lavori per la Metro. Parteciperanno all'evento anche famosi Writers che decoreranno alcune serrande di negozi, per dimostrare, anche loro, una contrarietà alle tags che hanno devastato la nostra città. Per capire appieno lo spirito di ReTake Roma, guardatevi questo bel video. (ReTake Roma)

I cartelloni sono intoccabili

venerdì 25 marzo 2011

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Non se ne parla da un po', ma lo "Scandalo Cartellopoli" a Roma non accenna affatto a diminuire. Anzi, proprio in questi ultimi mesi su tutta Roma sono comparsi nuovi osceni catafalchi abusivi, che hanno aggiunto orrore ad orrore. Mentre attendiamo il dissequestro di Cartellopoli, che tornerà quanto prima ad occuparsi di questa ignobile vicenda, Tag is Crime ci invia queste foto scattate nella zona di Piazzale Aldo Moro, proprio davanti alla Città Universitaria. Lo stesso blogmaster ci segnala anche un video, decisamente esplicativo della situazione in atto. Nella zona sono in corso dei lavori di rifacimento del manto stradale e dei marciapiedi e si vedono spuntare come funghi gli immancabili cartelloni. Evidentemente l'intervento di riqualificazione su quel piazzale non prevedeva l'abbattimento dei suddetti catafalchi, che difatti continuano a fare bella mostra di sè. Le ruspe gli girano attorno senza sfiorarli minimamente. Sono gli unici totem intoccabili di Roma, insieme ai "pataccari" abusivi. Inutile dire che questi cartelloni violano tutti indistintamente il codice della strada. In Italia, si sa, la legge è un optional, e la giustizia è in funzione solo di chi può permettersi buoni avvocati. Così continueremo ad offrire alla vista dei giovani universitari che vengono da ogni parte del mondo civile a studiare qui da noi il triste e deprimente spettacolo di quanto noi romani siamo incivili. Ringraziamo Tag is Crime per la segnalazione e per le foto che ci ha inviato e speriamo che quanto prima il loro blog possa tornare sulla breccia (insieme a Cartellopoli) a denunciare gli orrori della nostra città. Mai come in questi tempi Roma, la nostra città, ha bisogno di noi.

Una lettera al Corriere della Sera

giovedì 24 marzo 2011


Se fosse possibile, mi piacerebbe che qualcuno del Corriere venisse a piazza Bologna per constatare che i pali, che fino ad alcuni mesi orsono erano rivestiti, a strati, di affissioni private abusive quali vendesi, affittasi e pubblicità di ogni genere che rendevano la piazza un luogo "da terzo mondo", da molti mesi sono del tutto puliti. Faccio parte di un comitato di quartiere, registrato come Comitato per il Decoro urbano del III Municipio di Roma, che da oltre due anni si è dato, fra l'altro, anche il compito di rimuovere materialmente queste affissioni abusive dai luoghi che appartengono a tutta la comunità dei cittadini. Con un lavoro volontario durato quasi due anni siamo riusciti a scoraggiare questo incivile abuso e gli sparuti avvisi, che talvolta ancora troviamo affissi, li rimuoviamo immediatamente organizzando, ogni tanto, delle uscite collettive chiamate "Giornate dello Strappo". Il motivo per cui scrivo, anche a nome del-Comitato, è quello di chiedervi, alla luce della nostra esperienza, di organizzare una campagna di stampa, utilizzando la diffusione del Corriere, per proporre ai cittadini, che sono attenti al decoro del proprio quartiere, di staccare tutto questo materiale pubblicitario dai muri dell'edificio in cui abitano e dai pali del relativo perimetro stradale. Siamo sicuri che, se ogni volenteroso rimuovesse anche un solo manifestino abusivo al giorno, tutta la città risulterebbe molto più pulita e decorosa. Questa richiesta è motivata anche dalla constatazione che chi di competenza non persegue, anzi spesso ignora, questo malcostume. (Corriere della Sera - Irene Giudici, Comitato per il Decoro Urbano del III Municipio)

Se il volontariato civico dà fastidio...

mercoledì 23 marzo 2011


Come già anticipava Les nel post di ieri, il lavoro svolto dai ragazzi dell'Istituto St. George's alla Storta è stato preso molto male da una parte della popolazione locale che riteneva di aver "addobbato" il muro della stazione con murales artistici. Alcuni abitanti della zona hanno sollevato fondamentalmente due critiche: 1) i graffiti artistici vanno rispettati e 2) "gli americani" non si devono permettere di mettere le mani sulla nostra città. Vale la pena spendere una parola di più per rispondere alle critiche sollevate da questo gruppo di improvvisati contestatori. L'intervento organizzato da ReTake Roma e dai ragazzi del St. George's è stato autorizzato dal Municipio XX, e quindi è un intervento assolutamente legale e legittimo. Viceversa, le orrende scritte sul muro che qualcuno ha il coraggio di definire "opere d'arte" non sono state autorizzate da nessuno e costituiscono un atto vandalico vero e proprio, verso il quale noi di Riprendiamoci Roma non avremo mai e poi mai alcun rispetto. Gli atti vandalici vanno presi e cancellati senza pietà. Sul secondo punto c'è veramente poco da dire. Gli "americani" hanno dato l'ennesima dimostrazione di civiltà ai nostri concittadini. Magari avessimo noi l'intraprendenza e la civiltà che hanno questi "americani", che si occupano addirittura di riportare a un livello di decenza i muri che noi romani incivili devastiamo con le nostre "opere d'arte". Appurato che l'intervento antigraffiti era perfettamente legale, mentre i graffiti vandalici erano assolutamente illegali, e che gli americani sono ben più civili dei nostri concittadini, vi invitiamo a ignorare critiche tanto inconsistenti e sterili e a proseguire nel nostro lavoro.

ReTake Roma a La Storta

martedì 22 marzo 2011

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Un gruppo di ragazzi si organizza per ripulire a proprie spese i muri di una stazione, con tutte le autorizzazioni da parte del Municipio. Un gruppo di abitanti protesta e piange la scomparsa dei graffiti. Ne parleremo più approfonditamente domani. Intanto ignorate i lamenti dei vandali e prendete esempio da questi ragazzi.

Sabato mattina si è svolta la nuova iniziativa promossa dall'associazione Retake Roma, impegnata nella riqualificazione del contesto urbano con l'aiuto dei giovani volontari delle scuole romane e straniere. Stavolta c'era da pulire il parcheggio della stazione di La Storta dai graffiti vandalici e gli alunni dell'Istituto St.George's hanno proposto di farlo a loro spese, comprando vernice e rulli per dipingere. Nel giro di un paio d'ore i muri erano puliti, risultato perfetto! Ma qualcuno ha protestato. Ebbene sì, qualche abitante della Storta ha scritto a Vigna Clara Blog per lamentarsi che i ragazzi di Retake non avevano il permesso di cancellare i bei graffiti che non davano fastidio a nessuno e "adesso il muro è bruttissimo". In realtà i ragazzi di Retake Rome avevano avvisato in anticipo il XX Municipio e pure i cittadini sono stati avvertiti per tempo e nessuno di loro aveva nulla in contrario. Insomma tutto in regola e poi vuoi mettere la civiltà del gesto? Un gruppo di ragazzi di 17 anni che decide di pulire la stazione davanti alla scuola che frequenta e senza chiedere nulla in cambio, anzi pagando di tasca propria, solo per il piacere di vivere in un posto più bello e ordinato. Parole strane per gente abituata a vivere nel degrado, ma fa niente. Siamo certi che la maggioranza dei cittadini della Storta siano contenti che questa stazione abbia riacquistato finalmente un aspetto civile ed europeo. (Les)

Illeciti Ater? Ma che novità...

lunedì 21 marzo 2011


Io non capisco tutto lo stupore per le irregolarità Ater; come se fossero una novità. Non c'è bisogno di essere investigatori privati per conoscerne gli illeciti capillari, e senza scomodare grandi nomi. C'è quello che ha casa di proprietà a Labico e si è introdotto in un immobile al Flaminio, pagando il "condono" sottobanco, per avere un appoggio vicino al negozio; quello che all'Esquilino ha occupato un sei stanze e le donne di famiglia continuano a farsi ingravidare per evitare lo sfratto; quello che ha approfittato dell'assenza di una coppia di anziani e nessuno lo caccia via; quelli che hanno occupato gli immobili a San Saba e li tengono sigillati in attesa che i figli crescano o che l'Ater li venda per un'allegra speculazione. Non parliamo poi delle occupazioni abusive. Tutta la Nomentana da Piazza Sempione in su è in mano agli adepti di partiti e di centri sociali; a Trastevere commercianti e piccoli imprenditori dopo aver occupato un immobile storico hanno fatto una cooperativa (sic) e nessuno li può più spostare; a San Giovanni in un palazzone sulla tangenziale ci sta addirittura un politico, nell'ex scuola Castrenze una sola famiglia, e il comune ci manda l'Ama a fare le pulizie. Al Cinodromo ragazzotti perfettamente in grado di lavorare campano a spese del Comune. Ho un amico barbone che non riesce neppure a ripararsi sotto i ruderi di un ex caserma senza venire immediatamente ributtato alle intemperie. Che non ci facciano ridere con queste inchieste meramente politiche, che trascurano regolari controlli e repulisti che dovrebbero garantire gli immobili ai cittadini veramente bisognosi. (G. Biun)

La Sagra della Porchetta

venerdì 18 marzo 2011


L'altro ieri, come tanti romani e turisti italiani, siamo andati in centro a festeggiare i 150 anni dell'Unità d'Italia. Arriviamo a ridosso di Piazza Bocca della Verità. C'è una macchina della Municipale messa di traverso. Un vigile tiene il braccio disteso con l'indice puntato, indicando che si può solo andare a destra. Riusciamo a parcheggiare sul Lungotevere, Scendiamo e poco più avanti, all'altezza del Palazzo dell'Anagrafe, altro posto di blocco, stavolta ancor più casereccio: c'è sempre la macchina messa di traverso, ma al posto del vigile c'è un pezzo di nastro giallo, legato per un'estremità a un palo di un segnale stradale, per l'altra estremità al tergicristallo della macchina della Municipale. I due vigili intenti a chiacchierare amabilmente. Tiriamo avanti e arriviamo a Piazza Venezia. L'Altare della Patria illuminato è, ovviamente, completamente circondato da transenne. Ma questo è il meno. Fin dall'ingresso in piazza ci assale un fortissimo, inconfondibile odore di porchetta. Alziamo la testa e vediamo i soliti camioncini ambulanti, con tanto di rumorosissimo generatore di corrente e luci al neon. Dalla foto non si capisce bene, ma se avete a mente una mappa della piazza e fate mente locale ci arrivate: il camioncino sostava esattamente DAVANTI alla Colonna Traiana illuminata. Una scenetta raccapricciante. Bello solo lo spettacolo di luci al Campidoglio e i fuochi d'artificio. Al termine dello spettacolo, un vigile ha autorizzato il passaggio di tre auto, due della Municipale e un'auto blu, tra la folla che defluiva dal piazzale affacciato sui fori. La gente, fortunatamente, si è incazzata a morte, facendo notare al burinissimo vigile quanto fosse coglione. Nel complesso, festeggiamenti tipicamente italiani: male organizzati, mal gestiti, provinciali e di qualità bassissima. La solita Sagra della Porchetta.

La Teoria delle finestre rotte

giovedì 17 marzo 2011


Con l'espressione teoria delle finestre rotte si indica quella particolare forma di gestione del territorio secondo cui non vengono tollerate le piccole trasgressioni che, se trascurate (e non corrette e/o sanzionate subito), potrebbero generare fenomeni di emulazione.

La teoria proviene dall'esempio della finestra rotta: se in un quartiere un teppista spacca una finestra, e nessuno la aggiusta, è molto probabile che ben presto qualcun altro faccia lo stesso se non peggio, dando così inizio ad una spirale distruttiva.

Ovviamente la teoria se applicata "al contrario" si associa al concetto del "dare il buon esempio". Le persone tendono ad adeguarsi, avvicinarsi, preferire situazioni, persone o luoghi a loro stessi affini e se impossibilitati a scegliere tendono a cambiare per uniformarsi. Per cui creare un ambiente di un certo tipo: con finestre rotte, per esempio, porta la comunità attigua a distruggere, un ambiente invece ben curato porta la comunità (anche quella non naturalmente "curata") a curare l'ambiente che la circonda. Estendendo il concetto ai comportamenti: una persona aggressiva porterà i "vicini" ad essere aggressivi, una costruttiva stimolerà gli altri ad esserlo altrettanto e così via. Ecco perché ha avuto estremo successo l'applicazione di questa teoria da parte di Rudolph Giuliani a New York negli anni '90. (Source: Wikipedia)

Provate a leggere il nome della fermata

mercoledì 16 marzo 2011

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Lettere come questa dovrebbero far riflettere. Sono il segno di come i turisti provenienti da ogni angolo del mondo civile vedono Roma. Venuti a visitare la Capitale mondiale dell'arte e ritrovatisi in una vera e propria discarica della civiltà. Guardare Roma con i loro occhi, attraverso i loro occhi, i loro sguardi, fa percepire ancor di più la nostra gigantesca anomalia. Siamo la Capitale più incivile del mondo. Il nostro livello di degrado, per il mondo civile, è semplicemente inconcepibile. Guardate le foto. Voi riuscite a leggere la scritta "NOMENTANA"? Guardate che schifo.

Ciao Luca e Les, vi invio questa segnalazione con una storiella "divertente" che mi è capitata qualche giorno fa, in modo che possiate pubblicarla sul blog.

La settimana scorsa mi trovavo su Viale Etiopia e una coppia di stranieri mi ferma per chiedere dove fosse la stazione del treno metropolitano FM1 Nomentano. Rispondo che è a due passi, poco più avanti sullo stesso lato. Ma mi dicono di essere già passati da quel marciapiede e di non aver visto l'ingresso. Allora li accompagno e capisco tutto!!! Ho provato molta vergogna di fronte a questi due inglesi spaesati che non riuscivano a leggere il cartello "Roma Nomentano" perchè completamente ricoperto di cartelli, avvisi, adesivi e porcate varie. Ho chiesto loro scusa come italiano e come romano. Ma dal loro sguardo, ho capito che sentivano di trovarsi in un paese del terzo mondo. Come dargli torto? Organizziamo la prossima spedizione di stacchinaggio in questa stazione per riportarla ad un livello di civiltà minima? (Filippo)

Adotta una transenna

martedì 15 marzo 2011


Se ne sta lì, sola soletta e abbandonata. E' solo una delle tantissime transenne abbandonate a Roma. Un fenomeno di peracottaggine per il quale siamo famosi nel mondo. C'è perfino chi ha aperto un blog per denunciare il proliferare assurdo delle oscene transenne. A Roma, e in particolare nel centro di Roma, le transenne sono ovunque. A Piazza Navona, a Piazza di Spagna, sul Capidoglio, davanti al Senato(!!). Una invasione barbara e incivile alla quale non si riesce a porre fine. Si crea un danno? L'area viene immediatamente transennata. E rimane così per mesi e mesi, fino a che qualcuno non si sogna di venire a riparare il danno. Ma la transenna rimane lì. Eh già, perché non si sa (nel senso letterale del termine) di chi sia la competenza a ritirarle e levarle finalmente dal cazzo. Questo succede in tutta Roma, ogni giorno. Questo succede solo a Roma! Solo a Roma, cazzo, solo a Roma, solo in questa città incivile e buzzurra piena di puzzoni, peracottari, incivili barbari! Il Colosseo è transennato e circondato da tubi innocenti. Santa Maria Maggiore è transennata. Palazzo Farnese è transennato. Perfino Palazzo Grazioli è transennato. E' la fiera del buzzurro, del cafone del cattivo gusto. E' Roma! Per la cronaca: qui siamo in Via di San Paolo alla Regola, a pochi metri da Campo de' Fiori. Davanti alla Biblioteca Comunale per ragazzi. Quando vedete scene come queste, non esitate a chiamare la municipale. Devono capire che ci siamo rotti il cazzo di questa situazione!

Sabato mattina tutti alla Storta!

lunedì 14 marzo 2011


Riceviamo e pubblichiamo l'invito a partecipare al nuovo evento promosso da Retake Rome. Verranno ripuliti i muri della Stazione della Storta e avremo l'occasione di parlare con la gente, esponendo loro le ragioni della nostra attività di volontariato civico nel tentativo di sensibilizzare e coinvolgere quante più persone possibili. Un'altra città è possibile, ma serve l'aiuto di tutti. Ci vediamo sabato mattina! Iscrivetevi all'evento facebook, condividere e spargete la voce.

Sabato 19 marzo Retake Rome, movimento apartitico e no profit di cittadini, sostenuto sin dai suoi esordi dalla Fondazione Giuseppe Garibaldi (ONLUS), organizza una nuova maratona di pulizia alla Stazione della Storta, dalle ore 10 alle 13. L'evento è organizzato dagli alunni dell'Istituto St. George's, sito sulla Cassia, ma tutti i cittadini che hanno a cuore la propria città potranno unirsi al gruppo dei retakers e collaborare per ridare alla stazione un nuovo volto. Le mura della stazione, interamente coperte di tags saranno interamente ripulite e tutto a spese dei volontari! Si ringrazia anche la comunità locale per il contributo volontario che ha dato per l'acquisto dei materiali. Inoltre, Retake Roma distribuirà le proprie magliette con il logo del movimento a tutti i volontari partecipanti all'evento. Intendiamo richiamare l'attenzione sulla necessità di riscoprire il senso civico e la responsabilità di ogni cittadino nel mantenimento dell'ambiente urbano: perché tutti sono chiamati a dare il proprio contributo per il bene comune, senza questioni di appartenenza politica o linguistica, e ciò dove e quando se ne verifichi il bisogno. - Per qualsiasi informazione e per adesioni contattare: Raniero Bei - 3920003810 - Retake Rome (email, facebook) - Fondazione Garibaldi (website).

Cartoline da una città incivile

venerdì 11 marzo 2011


Per poter capire l'assurdità di questa città, il livello di barbarie ormai raggiunto da noi romani, forse nulla è più efficace di una fotografia. La scorsa settimana vi avevamo mostrato lo straordinario "accrocco" dell'insegna di un garage che sovrastava un cartello stradale. Oggi continuiamo con le scene forti e vi parliamo di vandalismo. La foto qui sopra è stata scattata nel cuore del tranquillo e signorile quartiere di Monteverde Nuovo. Cosa vi aspettate di trovare anche qui se non traccia del passaggio degli Unni incivili che popolano questa città? E difatti questo troviamo. Un cassonetto dell'indifferenziata rovesciato e buttato per terra, ammaccato, ricoperto di adesivi. Rimasto così per giorni, senza che nessuno facesse nulla. La gente passava e nemmeno ci faceva caso. Come se questa scena qui fosse normale, come se il vandalismo fosse ormai accettato dai nostri concittadini come un dato di fatto. Vedere queste immagini farebbe rabbrividire qualsiasi cittadino europeo. Probabilmente non capirebbero nemmeno che cosa è, quella informe e informe cassone verde buttato per terra. Un reperto da museo di cassonetto anni '90. Buttato per terra e lì rimasto nell'indifferenza e nel menefreghismo generale. Roma è l'unica città dell'Occidente che ancora utilizza questo tipo di cassonetti. Ce ne sono ancora a migliaia, dal centro alla periferia. A Roma ci sono i cassonetti nuovi, quelli vecchi e quelli vecchissimi. Prima di sostituirli tutti passeranno anni. E forse per tirar su questo catafalco occorreranno giorni. In una città immobile nel suo livello primitivo di inciviltà. Ci sarebbe anche un motorino parcheggiato sul marciapiede, ma di fronte a tanto schifo quello è un dettaglio del tutto trascurabile.

Blitz antidegrado all'Esquilino

giovedì 10 marzo 2011

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Rispondendo ad un appello del blog Degrado Esquilino, che denunciava l'invasione di stickers sui nuovi cassonetti dell'AMA, Riprendiamoci Roma ha voluto organizzare un blitz antidegrado nel Rione Esquilino. Un blitz dedicato non solo alla rimozione degli stickers, ma anche contro le affissioni abusive e i manifesti politici. Appuntamento domenica sera, alle 21 in punto, a Viale Manzoni, angolo Via Merulana. Abbiamo estirpato una settantina di stickers adesivi (eloquente i prima/dopo riferiti al palo del segnale stradale e alla centralina Telecom) e una trentina di affissioni e locandine di vendesi. Il percorso seguito si snoda lungo Viale Manzoni, Via Tasso, Via Galilei, Via Emanuele Filiberto e infine Via San Quintino. Ultimo atto della passeggiata antidegrado, la rimozione dei manifesti politici. Davanti alla "fermata modello" Manzoni, abbiamo strappato una manciata di manifesti abusivi. Alcuni ricoprivano totalmente l'ascensore della metro, altri infestavano un contenitore di vestiti usati. Purtroppo non avevamo con noi né i raschietti, né gli spruzzini ad acqua, né le spugnette abrasive. Ma siamo riusciti se non altro a rendere i manifesti illeggibili, e quindi inservibili alla causa. E dopo questa nuova passeggiata antidegrado, Riprendiamoci Roma rilancia. Proponete nuovi blitz, aderite al nostro movimento. Vi segnaliamo (con largo anticipo) che sabato 19 marzo alle ore 10 di mattina, ci sarà un intervento di pulizia alla Stazione della Storta. L'iniziativa è organizzata dai ragazzi dell'Istituto St. George's e da Retake Roma, i quali si autofinanzieranno per ripulire completamente gli ambienti della stazione. All'evento parteciperemo anche noi, e vi daremo ulteriori dettagli in seguito. Nel frattempo, lasciate qui i vostri commenti, le vostre proposte e riflessioni. Ci vediamo al prossimo blitz!

Una lettera, una riflessione

mercoledì 9 marzo 2011


Ospitiamo oggi la lettera di un nostro lettore. Una riflessione generale sulla malagestione e la cattiva amministrazione di questa città. La proposta di formare comitati di quartiere attivi, che mettano alle strette le istituzioni, è assolutamente condivisibile. Solo quando la politica capirà di avere gli occhi addosso e il fiato sul collo in ogni cosa che fa, allora forse abbandonerà le logiche clientelari e tornerà a mettere al centro della propria agenda la buona amministrazione. Argomento controverso: i PUP. Nella lettera è richiesta maggiore trasparenza, in particolare sui costi e sulla destinazione. Non una chiusura a prescindere. Discutiamone qui:

Sono partiti i lavori per l'ennesimo pup di San Giovanni, stavolta tra Via Albalonga e via Cerveteri. Pare che a niente stiano servendo le proteste dei comitati di zona, malgrado il parcheggio insista sotto i loro palazzi. Poiché gli argomenti che fanno protestare i cittadini sono sempre gli stessi (pup, cani, rumori molesti, abusivismo), ritengo che sia ora di organizzarsi come si deve, e di creare un comitato che si occupi non di una singola battaglia, ma di verificare le negligenze e la mala fede a monte di certi disservizi. Un comitato che si occupi di avanzare esposti collettivi; che proponga agli organi di legge di verificare da chi vengano finanziati questi pup, che costano moltissimo e rimangono pressoché invenduti; e che si organizzi per chiedere i danni al Comune e alle varie ditte per i cartelloni che imbrattano Roma, per i lavavetri agli angoli della strada, per i tombini difettosi che tolgono la quiete ai suoi cittadini, per i cani sciolti che mettono a rischio l'incolumità di tutti. Beato quel paese che non ha bisogno di comitati...né di avvocati. Ma speriamo di arrivarci. (F. Andini - f.andini@libero.it)

Tutta Roma è incartata

martedì 8 marzo 2011

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Cittadini stacchini a rapporto! Come senz'altro tutti voi sapranno, il problema delle affissioni politiche abusive non riguarda solo la campagna elettorale. L'esercito degli attacchini lavora ininterrottamente 365 giorni l'anno per devastare la città. E i politici, e i loro partiti, che dovrebbero amministrare questa città e dare il buon esempio, continuano ad affidarsi a loro 365 giorni l'anno. A Roma la campagna elettorale non ha mai fine. Non appena un politico dice una mezza cosa, i suoi sgherri son subito pronti a scriverla su centinaia di migliaia di manifesti e ad appiccicarla su tutti i muri. Sui muri c'è di tutto, dalle riflessioni politiche a semplici attacchi diretti (e burinissimi) all'avversario, con il gergo triviale che contraddistingue il linguaggio politico di oggi, dal convegno al comizietto, fino alla festa del nonno a cui partecipa questo o quel politico per pigliarsi la sua buona dose di applausi. L'inutilità di questi manifesti che ormai nessuno più legge non basta a renderli illegali, tantomeno antieconomici. A Roma si continua a stampare manifesti su manifesti e ad appiccicarli ovunque. E pazienza se la Corte dei Conti denuncia evasioni e perdite per il Comune a sei zeri. A noi ormai queste cose non ci scandalizzano più. E per le multe non c'è problema, ci sarà sempre pronto un bel condono tombale ficcato in qualche "decreto milleproroghe". Mille euro e passa la paura. Al senzatetto che ruba un pollo al mercato si fa scontare 2 anni di galera. Mentre chi evade migliaia e migliaia di euro la fa franca. Eppure avete mai visto un cittadino indignarsi per di fronte a questo schifo? Invitiamo tutti a denunciare questo schifo ai vigili e a strappare via i manifesti abusivi dai muri. Per dovere di cronaca: qui siamo in Via Ramazzini, esattamente la stessa strada di cui vi abbiamo mostrato i marciapiedi nel post precedente.

I tratturi di Roma

lunedì 7 marzo 2011

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Quelli che vedete sono i marciapiedi di Via Ramazzini che costeggiano L'Ospedale San Camillo. Marciapiedi percorsi ogni giorno da centinaia di persone, per lo più anziani, che si recano all'ospedale per fare delle visite o per andare a trovare parenti o amici. E che rischiano di restarci all'ospedale, dopo essersi sfracellati a terra percorrendo questi residui di marciapiede. Forse non è nemmeno corretto chiamarli marciapiedi. Dovremmo chiamarli tratturi, sentieri, mulattiere. Guardate in quale stato di indicibile degrado versano, da anni ormai. Triturati dalla pioggia, spaccati dal sole e dalle radici degli alberi. Già, dalle radici degli alberi. Chi mai avrebbe potuto immaginare che gli alberi avrebbero devastato il marciapiede? E infatti in tutto il mondo questo non accade. Quando si pianta un albero così, nell'asfalto, si deve fare attenzione a come potrebbero crescere le radici. In tutto il mondo civile si prendono particolari accortezze nella scelta delle alberature e nella piantumazione, e si posizionano delle griglie di ferro su un raggio circolare sgombero dal cemento per evitare simili disastri. Qui da noi no, si piantuma a cazzo di cane, per incompetenza, menefreghismo e sciatteria. Ormai la frittata è fatta, e l'unico rimedio sarebbe quello di sradicare gli alberi, rifare il manto dei marciapiedi a regola d'arte e ripiantare gli alberi. Soluzione impossibile e quindi saremo costretti a tenerci i marciapiedi così. Ma il problema non riguarda solo gli alberi. A ben guardare ci si accorge che i marciapiedi sono devastati anche laddove le radici non crescono. Guardate quelle lastre di travertino sconocchiate e lasciate lì, sporgenti, in attesa forse che qualche ragazzino o vecchietto ci inciampi sopra. Guardate che schifo. E i residenti, sempre pronti a lamentarsi se qualcuno gli costruisce un parcheggio sottoterra, hanno mai fatto presente questo problema? Quello dei marciapiedi è un problema che riguarda tutta Roma, non solo la periferia. Anche sul lungotevere, in pieno centro storico, esiste lo stesso problema. Cliccate qui e qui e giudicate voi stessi.

Quel che resta delle cabine telefoniche

venerdì 4 marzo 2011


Ciao, ho iniziato da poco a leggere i vostri blog. Da una parte apprezzo tantissimo il vostro lavoro, dall'altra è triste constatare che, data la latitanza della vera politica, i blog romani sono fra i pochi spazi in cui si sente parlare chi davvero tiene alla nostra città. Scrivo per una segnalazione riguardo uno scheletro di cabina telefonica transennato, privo dell'apparecchio, da mesi in queste condizioni, davanti al civico 585 di via Tuscolana. Ho scritto il mese scorso al Municipio X (ld.municipio10@comune.roma.it) e all'AGCOM (che monitora il programma di rimozione delle cabine da parte di Telecom), e ho cercato inutilmente un contatto e-mail di Telecom. Per ora nulla. Non so se avete consigli da dare. Superfluo dire che, oltre all'inutilità dell'apparecchio così com'è, l'impatto visivo è pessimo, e sono sicuro che fra poco troveremo la cabina ricoperta di adesivi e manifesti. (Antonio)

Ringraziamo Antonio per la segnalazione, e cogliamo l'occasione per segnalare che di scene simili se ne vedono ormai in tutta Roma. Le care vecchie cabine telefoniche, mandate in pensione dai cellulari, ormai non servono quasi più. Ne sono rimaste poche, e quelle poche sono regolarmente distrutte e vandalizzate. Non ce n'è una che si salvi. E allora la proposta nostra è questa: eliminare tutte le cabine telefoniche. Lasciarne solo 2-3 per quartiere, concentrate in un unico "punto telecom", onde facilitare le operazioni di manutenzione. Meglio ancora sarebbe ripristinare le cabine telefoniche all'interno dei bar e tabaccai. Di sicuro, se non si riesce a garantire un servizio decente e a manutenere le cabine telefoniche, è meglio toglierle del tutto. Ulteriori elementi portatori di degrado in una città allo sbando.

Sconfiggere i graffiti si può!

giovedì 3 marzo 2011


Nelle città e nelle Regioni virtuose del Nord lo stanno facendo. Daniele ci segnala questo interessantissimo link dal sito dell'Associazione Nazionale Antigraffiti. A quanto pare, la Regione Veneto ha approvato nella finanziaria regionale per l'esercizio 2010 una serie di articoli che introducono l'obbligo di applicare dei sistemi protettivi rimovibili senza solventi per facilitare l'opera di pulizia e il ripristino delle facciate, graffiti e tags. Leggiamo l'articolo:

Art. 14 - Interventi di miglioramento della qualità urbana e del decoro degli edifici prospicienti spazi ed aree pubbliche.

1. In considerazione dell'ampio e inestimabile patrimonio storico, architettonico e ambientale presente nel Veneto, ed in particolare nei centri urbani, e allo scopo di migliorare la qualità urbana, il decoro degli edifici, la conservazione e la fruizione anche turistica dei beni di pregio sia pubblici che privati, è fatto obbligo di prevedere l'applicazione di sistemi protettivi rimovibili senza solventi per facilitare l'opera di pulizia e ripristino delle facciate danneggiate da scritte, graffiti e tags.

Mandiamo un applauso calorosissimo alla Regione Veneto. Per noi questo è l'unico modo possibile per sconfiggere il vandalismo. Obbligare residenti e commercianti a stendere un protettivo antigraffiti, dopo aver ripulito le facciate danneggiate. Nel Lazio quando potremo avere una legge simile? Intanto vi riproponiamo un nostro vecchio video, che ci ritrae intenti ad estirpare un graffito dalla saracinesca di un negozio. In meno di due minuti.

La Società dei Bancarellari

mercoledì 2 marzo 2011


Che Roma sia una città indecente, incivile, abusiva fin nel midollo, indegna di essere una Capitale europea lo sapevamo da tempo. La situazione è talmente drammatica e compromessa che per i prossimi 50 anni almeno non vediamo alcuna possibile via d'uscita. E a questo siamo a dire il vero abbastanza rassegnati. Ma quando, un bel giorno, leggiamo notizie come queste, ci sale il sangue al cervello. Non c'è vaccino che tenga. Pare che nella città più stracciona, abusiva, degradata e puzzolente d'Europa, il I Municipio (a maggioranza di centrosinistra) non abbia niente di meglio da fare che discutere su come trasformare il centro storico più bello e prezioso del mondo in un suq ancora peggiore di quello che è oggi. Proprio nei giorni in cui il I Municipio passa alle cronache per una serie mai vista di stupri e violenze a ripetizione, tra Piazza di Spagna e Porta Pia, il Presidente Corsetti trova più opportuno discutere se piazzare un venditore di mutande davanti al Pantheon oppure a Piazza Navona. La sicurezza può benissimo esser messa da parte, in quanto quello di cui ha bisogno ora Roma è una valanga di nuovi pataccari. Già solo il titolo di questo articolo del Corriere suona così delirante che è quasi impossibile crederci. Il Primo Municipio sta per discutere una delibera che, se approvata, porterà 237 nuove bancarelle in centro storico. Si, avete letto bene, duecentotrentasette nuovi punti-monnezza, pataccari, calzinari, mutandari, paninari, bibitari, zozzoni, e via dicendo. Se questa delibera dovesse passare, costituirebbe un danno enorme, di proporzioni epocali. Forse ancor peggiore dell'invasione cartellonara, perché colpirà il centro storico della città, rovinandolo irrimediabilmente e trasformandolo in un orribile, demenziale, raccapricciante, sterminato mercatino delle pulci. Altro che Stati Generali, tutte cazzate. Questa è la Roma che ci aspetta.

Orrore a Villa Carpegna

martedì 1 marzo 2011

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Ecco come a Roma, la città più incivile del pianeta, viene tenuta una villa storica della fine del 1600. Guardate le immagini delle slide e inorridite con noi. Il muro di cinta è completamente devastato dalle scritte dei "sedicenti artisti" con cui l'amministrazione comunale intende dialogare, contornato da un giardinetto spelacchiato e ammuffito. Il piazzale antistante è umiliato dal parcheggio selvatico, assolutamente regolare, per carità, perché qualche demente ha deciso a suo tempo che si potesse anche parcheggiare davanti a una villa storica. Infine, la suddetta villa è stuprata, umiliata, soffocata, dai volgarissimi catafalchi piazzati ovunque dai cartellonari a cui l'amministrazione comunale ha gentilmente teso la mano. Una situazione di degrado folle, non giustificabile in alcun modo. Una delle tante, perché Roma è ormai tutta così e davvero non si sa più dove mettere le mani. Ma guardate bene le immagini, perché la scandalo è ben più grande di quanto sembri. La vedete quella targa di marmo infestata da scritte? Proprio così. Villa Carpegna è sede della Quadriennale di Roma. "Una fondazione" (leggiamo da wikipedia) "che ha il compito di promuovere l'arte contemporanea italiana." Bel modo di promuovere l'arte, non c'è che dire. Già da come viene tenuta la sede di questa istituzione si capiscono tante cose. Per una fondazione seria, che avesse davvero a cuore la promozione (e la tutela!) di qualsiasi forma d'arte, una situazione simile sarebbe quantomeno inaccettabile. E invece a lamentarci siamo noi, semplici cittadini, volontari, commessi, insegnanti, assistenti di volo, ingegneri, ragionieri, impiegati di banca. Gente comune che ha veramente a cuore la propria città e che perde giornate intere per andare in giro a denunciare tutto questo. Per poi finire magari come Cartellopoli, sul banco degli imputati per aver osato documentare tutto questo schifo. Una città allo sbando, in mano a bande di barbari devastatori. Una città indegna di esistere e di avere un posto e un ruolo in Europa. Auspichiamo che il Comune (o chi di dovere) ripristini quanto prima lo stato di minima decenza per questa villa storica martoriata dai barbari.

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