Continuano a chiamarla "Street Art"

mercoledì 9 febbraio 2011

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Santi e supereroi sui muri di Roma. Sono i poster installati da Omino71 e Mr.Klevra per l'EikON Projekt 2011. I blitz notturni dei due street artist romani: da Trastevere al Pigneto, da Ostiense a Garbatella. Un modo per rileggere la dimensione urbana, invasa da messaggi pubblicitari e scritte spesso ben più inquietanti delle innocue icone stile bizantino che temporaneamente vigilano sulla città (di Gaia Scorza Barcellona)

Questo l'articoletto apparso ieri sulla pagina web di Repubblica Roma, corredato da foto e da un video, in cui i nostri eroi (che hanno pure un sito web e quindi sono reperibilissimi) rivendicano il loro blitz artistico. Un atto vandalico vero e proprio trova spazio su uno dei più importanti quotidiani nazionali e viene trattato come una "forma d'arte". La Gaia Scorza Barcellona ignora forse, per motivi che ci sfuggono, che per applicare queste icone sui muri occorre stendere un velo di colla. Un velo di colla che inevitabilmente lascia i suoi segni sull'intonaco storicizzato dei palazzi. Gli stessi effetti che lasciano gli attacchini quando devastano i muri di Roma con le affissioni abusive. E nessuno ci dà la garanzia (che invece sembra accertata nel delirante articolo della giornalista) che queste "innocue icone" siano temporanee. Ma anche fossero, dev'essere chiaro che attaccare una roba del genere su un muro di un palazzo storico è un atto di vandalismo e basta. Un artista vero non si sognerebbe mai di rovinare un intonaco di un palazzo storico con un'applicazione di questo tipo. E riguardo all'articolo, poco importa se ci sono già le scritte a rovinare i muri. E' il messaggio che si manda che è sbagliato. Nessuno ha messo in conto il pericolo-emulazione? Fino a quando i giornali continueranno a trattare questi fenomeni vandalici come delle forme d'arte, legittimandoli di fatto, continueremo a partorire vandali. A quanto pare questo non è il primo blitz. Guardatevi i precedenti.

12 commenti:

DestinAzione Roma ha detto...

Si cerca di accettare un orrenda prassi romana. Se qualcuno vuole fare dell'arte dovrebbe avere degli spazi adibiti a ciò e non imbrattare la città.

T/\g!sC|2iM3 ha detto...

Il punto è che a tutti questi sedicenti artisti nessuno ha mai fatto presente che non ce ne può fregare di meno della loro spazzatura. A causa di 3-4 che hanno fatto i soldi con questa immondizia (vedi Banksy) ci troviamo le città invase da queste orde di barbari... il fenomeno va condannato a prescindere: se un cittadino ha voglia di farsi pitturare il portone del palazzo, li chiama... non è che la mattina si sveglia e ci trova BING, ZOT e FLOK che gl'hanno impestato tutto con le loro schifezze.

Les ha detto...

Io non la chiamo immondizia a prescindere, i disegni in sé possono anche piacermi, è il modo in cui vengono fatti - sul muro, senza chiedere il permesso - che li squalifica sotto ogni punto di vista, rendendoli puro e semplice vandalismo.

Ma i giornalisti e intellettuali di casa nostra sono rimasti al mito dei graffiti come opera di ribellione verso il conformismo, rinnegando il valore del colore originario nell'estetica dell'architettura.

Se a questo aggiungete la convinzione - tipicamente italiana - che scrivere sui muri è una cosa normale, capirete perché Roma è diventata la città più imbrattata d'Europa.

Anonimo ha detto...

Arte si, ma sui muri no!

Tom ha detto...

Roma ha piu' graffiti perche' Roma ha piu' caffoni prepotenti; la gente e' arrabbiata e vuole farsi vedere. Ma il permesso di riempire la citta' di auto, pubblicita' per schiffezze, politici in macchine blu, cancelli agli spazi pubblici e parchi, a noi nessuno l'ha chiesto. Perche' va chiesto per scrivere sui muri? Vedrete, se riuscite a combattere il degrado che ci piomba dall'alto, quello dal basso sparisce.

Anonimo ha detto...

gentilissima signora, la informo che uno degli obiettivi di questi artisti è creare un senso critico positivo o negativo, quindi lei stessa ora fa porte del progetto, visto che scrivendo questo articolo ha sviluppato una propria opinione e riflessione sull'argomento.
Le consiglio di vedere cosa si nasconde dentro un progetto che non fa altro che valorizzare una città come Roma. si è mai fermata di fronte a un muro pulito di un palazzo a contemplare la magnificenza della sua tinta piatta?
Si è mai fermata a ragionare sul vero significato dell'arte e del segno che rappresenta?
Le faccio presente che le opere, perchè di opere d'arte si parla, sono pezzi unici frutto di fatica e denaro donati a una città come Roma che ha dimenticato che l'arte è per tutti e facendo ciò questi "Eroi" a loro spese regalano la loro "innocue icone" a tutti quelli che passano.
Secondo le farei notare che tutte le superfici scelte sono degradate già deturpate e mai dico mai troverai una loro opera su un monumento o su un muro appena imbiancato.
Cordiali Saluti
Mr.Klevra

Riprendiamoci Roma ha detto...

Io ammiro la "piacevole piattezza" dei palazzi del centro storico di Roma, realizzati da architetti quali Bernini, Borromini, Maderno, Peruzzi, Della Porta. Lei che si definisce artista dovrebbe sapere di cosa sto parlando.

E' mai andato a visitare il Maxxi? All'esterno è un serpentone di cemento, grigio, piatto, monocromo. Pensa forse che non sia abbastanza gradevole alla vista?

Forse, quando lei parla di superfici di colore piatte non tiene conto del fatto che quei palazzetti con l'intonaco costituiscono un valore non nel dettaglio ma nell'insieme. Queste istallazioni assolutamente, kitsch e fuori luogo, deturpano il contesto in maniera irreparabile. Se lo faccia spiegare da qualcuno che ha avuto modo di viverla cos'era l'atmosfera di Trastevere. Quell'atmosfera che oggi non c'è più, devastata dal vandalismo dei moderni barbari e dei sedicenti artisti che non hanno NESSUN RISPETTO dell'arte altrui. Della cultura, e della storia di questa città. Che non è solo nei suoi monumenti, ma è anche e soprattutto nella sua anima.

T/\g!sC|2iM3 ha detto...

Certamente Les, se parliamo di muri "legali" per quanto ci riguarda possono disegnarci quello che vogliono e magari chiamarsi anche "artisti" invece che imbrattatori. Immondizia è appunto tutto il resto, tutto ciò che deturpa i palazzi, i monumenti e le nostre strade... e non parliamo di "rispetto" per i monumenti, perchè l'unico rispetto che questa marmaglia conosce è quello per i "king", loro simili che hanno raggiunto la vetta della popolarità.

Negli anni '80-'90 il writing aveva una connotazione criminale, chi faceva il writer si nascondeva, colpiva e scappava. Lo faceva per il proprio piacere personale. Oggi chi imbratta lo fa per la "fama" per la "popolarità" per fare le foto ai suoi scarabocchi e metterle sul profilo di facebook o su qualche forum di sfigati come lui. Ci sono giornali che parlano di come imbrattare e di "trucchi" su come non farsi beccare e/o riconoscere, case editrici che pubblicano libri con foto di graffiti e muri imbrattati declamandone la bellezza (!), multinazionali che macinano miliardi nella vendita di bombolette e altri prodotti per i writer, case discografiche che spingono i loro "artisti di strada" accostandoli al mondo del writing e via dicendo... è un business colossale fondato sull'illegalità.

Les ha detto...

Sono andato a vedere cosa si nasconde dietro il vostro progetto, Klevra. Ma il vostro progetto Roma non la valorizza, la imbratta.
Io mi sono fermato decine di volte a contemplare la bellezza di un edificio i cui muri sono bianchi o grigi. Qualche esempio? Il Pantheon, la Basilica di San Pietro, le opere di Santiago Calatrava, il Guggenheim di New York, quello di Bilbao, il Chrysler Building, il Louvre di Parigi, l'abbazia di Westminster, il Vittoriano, l'Eur, Piazza del Popolo...devo continuare?

Sì, per dirti che Roma è famosa nel mondo per i suoi palazzi color arancione, gli stessi che voi deturpate con gli stencil e poi ci si mettono i writer con le tags, gli attacchini con i manifesti...e il risultato sono muri imbrattati, vandalizzati, snaturati, peggiorati.

E questo vale per ogni quartiere e non solo per il centro storico. Tutta Roma è piena di scritte sui muri e manifesti e adesivi e stencil. E'arrivato il momento di fermare questa ondata di segni arbitrari che ha ricoperto le nostre case e di riscoprire il senso del colore nell'architettura. Quello che voi sembrate aver dimenticato.

Un'ultima cosa: la prossima volta che volete fare uno stencil, chiedete il parere di chi nel palazzo ci abita.

Anonimo ha detto...

la vostra "arte" andate a farla a vienna, vi porteremo le arance.

Paolo ha detto...

...io ne ho gia' visti un paio in giro. Quasi quasi li stacco tutti e due e li frullo nel primo cassonetto.

Antonio ha detto...

ma perchè in questo paese i muri sono terra di nessuno dove chiunque può farci quello che vuole...?? sai che meraviglia ste madonne con attorno graffiti e tag schifose...

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