Organizziamo un blitz all'Esquilino!

lunedì 28 febbraio 2011


Prendendo spunto da questo articolo del blog Degrado Esquilino, abbiamo deciso di organizzare la prossima passeggiata antidegrado proprio nel Rione Esquilino. E lo facciamo pubblicamente qui, chiedendovi di aderire e di parteciparvi attivamente. Il giorno e l'ora dell'appuntamento sono ancora da decidere, e vorremmo farlo con voi. Si parla comunque di questa settimana. Ci occuperemo un po' di tutto: affissioni, locandine e manifesti abusivi, stickers pubblicitari abusivi, volantini pubblicitari, ecc. In particolare ci concentreremo su locandine abusive affisse ai pali e stickers dei traslocatori. Ma ci sarà anche il tempo, magari, per testare di nuovo, dopo tanto (troppo) tempo, il prodotto antigraffiti, su elementi dell'arredo urbano. Come equipaggiamento, basta venire muniti di un semplice taglierino o di una spatolina (raschietto), di quelle che si usano per rimuovere la carta da parati. Importante anche portare, se possibile, una spugna verde abrasiva, di quelle che si usano in cucina per lavare i piatti. Chiunque volesse partecipare, può inviarci una email e verrà messo direttamente al corrente di data, ora e luogo dell'appuntamento e di tutti i dettagli del blitz. Intanto vorrei che se ne discutesse qui, nei commenti, avanzando proposte e riflessioni. Estendiamo l'invito ai lettori ma anche agli altri blog del movimento antidegrado. Dobbiamo cominciare ad unire le forze, è l'unica strada che abbiamo per provare a sconfiggere il degrado, per eliminarlo alla radice da questa città ormai marcia. Durante la passeggiata ci sarà modo anche di pubblicizzare i nostri interventi, parlando con i residenti del Rione ed esponendo loro le ragioni del nostro blitz. Mi raccomando, non delegate ad altri la partecipazione ai blitz. Abbiamo bisogno di voi, di tutti voi. A presto, e scriveteci!

Scenette grottesche

venerdì 25 febbraio 2011


Che Roma fosse una città assolutamente fuori da ogni logica lo sapevamo da tempo. Ma evidentemente non siamo mai preparati abbastanza. A volte questa nostra città riesce ancora a sorprenderci con delle chicche inaspettate. Come nel caso di questa foto grottesca che abbiamo scattato nel quartiere Aurelio, e con la quale chiudiamo in "bellezza" la settimana. Un'insegna che pubblicizza un garage dotato di officina piazzata esattamente sopra al cartello stradale comunale. Ammetto che alla sua vista ci è scappato un po' da ridere. Un accrocco simile evoca scenari sudamericani, non certo di una Capitale europea. Il bello è che noi siamo assolutamente certi, strasicuri, che il cartello in questione sia assolutamente regolare. Ed è proprio questa la cosa grave. In questa città non esiste il concetto di arredo urbano. Non esistono regole, non ne sono esistite per troppo tempo e, in molti casi, non ne esistono ancora oggi, nemmeno per quanto riguarda le istallazioni della cartellonistica. Tutto è lasciato al caso, all'improvvisazione. E così il cartello che indica la strada, Via Giovanni Devoti, è mortificato, umiliato, relegato in un angoletto. Sfugge alla vista anche dei più attenti. Per giunta risulta pure mezzo affumicato dallo smog, e anche volendo risulta davvero difficile leggere il nome della strada impresso sul marmo. Nemmeno a dargli una lavata son capaci. Notevole anche il contorno di degrado: i soliti adesivi abusivi dei traslocatori, le tag sulla saracinesca e sul muro del palazzo, le auto in doppia fila. A Roma non ci facciamo mai mancare nulla. In fatto di degrado siamo sempre i primi della classe. Per noi ormai è normale assistere a simili scene. Ignoriamo del tutto la immane, gigantesca figura di merda che facciamo quando un cittadino di un paese civile assiste a simili scenette grottesche.

Passeggiata anti-volantini a Monteverde

giovedì 24 febbraio 2011

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Passeggiata antidegrado estemporanea per le vie del quartiere Monteverde. A finire nelle nostre mani, un centinaio di volantini pubblicitari abusivi e altrettanti depliant di supermercati. Il materiale cartaceo "sequestrato", a fine giornata, è imponente. Segno che la delibera anti-volantinaggio da sola non basta affatto ad arginare un fenomeno di malcostume tanto radicato. Servono pene più pesanti e servono più controlli. Mentre eravamo all'opera, due vigili, intenti a passeggiare allegramente lungo Via Ozanam, ignoravano i volantini sui tergicristalli e perfino le auto in doppia fila, che quotidianamente creano ingorghi nel quartiere. Ulteriore segnale, qualora ce ne fosse ancora bisogno, del fatto che non possiamo contare sulla buona volontà delle forze preposte ad occuparsi di questi problemi. Ci affidiamo quindi solo ai cittadini, ed è per questo che continuiamo a chiedervi di contattarci e di proporvi anche voi personalmente per le successive passeggiate antidegrado. Ma non nutriamo particolare fiducia, se è vero che anche il cittadino romano medio è ormai completamente assuefatto da questo schifo. I depliant dei supermercati li abbiamo trovati abbandonati su un muretto, altri per terra, a fianco al tappetino davanti al portone di un palazzo condominale. Una signora esce dal portone proprio mentre stiamo sequestrando il materiale in questione. Ci chiede perché lo stiamo portando via, le rispondiamo che a noi non piace che i supermercati si sponsorizzino lasciando a terra decine di depliant, alla mercé del vento. Ci dà ragione, ma ci chiede ugualmente di lasciarle un depliant, perché "io devo fare la spesa e voglio vedere le offerte". Accettiamo. Ma è l'ennesima conferma che ai cittadini, tutto sommato, lo status quo va bene. Nel complesso, comunque, è stato un bell'intervento di pulizia. Si accettano proposte per la prossima passeggiata antidegrado. Contattateci!

Italgas devasta Trastevere

mercoledì 23 febbraio 2011

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Le immagini raccapriccianti che vedete non si riferiscono al passaggio di Attila e del suo esercito di Unni. Questi sono i lavori di (letteralmente, com'è scritto nel cartello) "ripristino del manto stradale" dell'Italgas, a seguito della sostituzione delle tubature. Un lavoro che definire fatto con i piedi è un eufemismo. Perfino la dicitura "ripristino del manto stradale" dovrebbe essere oggetto di denuncia. L'Italgas ha letteralmente devastato il manto stradale delle strade di Trastevere, tra le più belle e pittoresche del rione. Strade per giunta rifatte da poco e già mortificate dal passaggio dell'operaio barbaro. Dove sono finiti i sanpietrini? Chi pagherà il loro ripristino? Pagherà il Comune, e quindi NOI, di tasca nostra? E' questa la qualità degli interventi dell'Italgas? E nel frattempo (passeranno mesi, se non anni, lo sappiamo) chi pagherà per i danni di immagine di questo vomitevole lavoro fatto con il buco del culo? Italgas peggio di Attila. Nessun altro sarebbe stato in grado di devastare, mortificare, umiliare in questo modo un intero quartiere. Chiudiamo raccontandovi la terribile sensazione di abbandono che si coglie nella strada. Non si vede nessun operaio all'opera. E' almeno un mese che quelle strade sono ridotte così, in quelle barbare condizioni. Ma la Polizia Municipale non ha mai chiesto chiarimenti in merito? Chi è che deve occuparsene? A chi è possibile segnalare questo terrificante disservizio? Tutte domande di fronte alle quali il cittadino comune deve rassegnarsi a non avere risposta. Viviamo in una città incivile, degna Capitale di un Paese invicile. Da noi i lavori si fanno così, con i piedi. Da noi le grandi aziende devono spendere il meno possibile, e i cittadini devono pagare per loro. Una strada rifatta oggi, ridevastata domani e che verrà risistemata chissà quando. L'importante è farci mangiare qualcuno, a spese nostre ovviamente. Guardate che schifo, nemmeno a Baghdad rifanno le strade così. Nemmeno una granata...

La legge della giungla

martedì 22 febbraio 2011

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A Roma ormai può capitare di tutto. Per chi non lo avesse ancora capito, la città è sempre più nelle mani di cafoni, burini e mafiosotti. La legge, a Roma, non esiste più. Chi è più sveglio, cattivo, e fio de 'na mignotta, si prende tutto. Capita così, da un giorno all'altro, di veder spuntare, nell'orgia zozzona cartellonara, fantomatici mostri 8x3. Si, avete capito bene. Non stiamo parlando dei 6x3 che già a suo tempo Walter Veltroni mise al bando, ma di un nuovo formato inedito, ancor più raccapricciante nella sua cafonaggine estrema. Un formato da paese sudamericano, un formato che esiste solo a Roma. Ventiquattro metri quadrati di merda. Ma com'è stato possibile tutto questo? Il meccanismo in realtà è molto semplice: si prendono due cartelloni 4x3, li si pone uno di fianco all'altro (cosa vietata dal codice della strada) e di notte si paga quattro avanzi di galera per saldarli insieme, e il gioco è fatto. E così Roma torna di colpo indietro di vent'anni. Veltroni mise al bando i 6x3, arriva Alemanno ed ecco che ti spuntano gli 8x3. Un bel salto di qualità, non c'è che dire. E la città, anziché avvicinarsi agli standard del mondo civile (lontani anni luce dalla nostra cafonaggine), regredisce sempre più alla condizione di anarchia primordiale, magna magna generale, "prendi i soldi e scappa". Attendiamo con curiosità la nascita di nuovi formati ancor più mostruosi. Perché non un 8x6? O un 16x9, formato widescreen? Le combinazioni possibili sono infinite, e già i cartellonari si fregano le mani. In una città incivile e senza amministrazione questo è quello che dobbiamo aspettarci. Le foto sono state scattate da Francesco nel quartiere Portuense e postate sul blog Basta Cartelloni a Roma. Vi segnalo che la denuncia è comparsa pure sul Corriere della Sera, in un bell'articolo corredato di foto agghiaccianti firmato da Carlotta De Leo, in cui si parla anche della sanatoria dei manifesti abusivi.

I Blog Antidegrado scrivono a Della Valle

lunedì 21 febbraio 2011


RIQUALIFICAZIONE DEL COLOSSEO: I BLOG ANTIDEGRADO ROMANI SCRIVONO A DIEGO DELLA VALLE

Il Coordinamento Blog Antidegrado, assieme ad altri Blog Civici Romani, hanno scritto e inviato una lettera aperta al Presidente della TOD'S S.p.A., dott. Diego Della Valle, per ringraziarlo della sua sponsorizzazione per il restauro del Colosseo e per chiedergli aiuto nello sconfiggere i molti fenomeni di degrado che imperversano in tutta l'area dei Fori Imperiali.


- COORDINAMENTO DEI BLOG ANTIDEGRADO

NOTA: Ringrazio personalmente, a nome del blog, Gabriele e Massimiliano per questa importantissima iniziativa. Il nostro blog ha dato adesione, firmando la lettera, ma il lavoro (e il merito) è tutto loro. Speriamo che questo sia solo il primo passo per una collaborazione sempre più forte tra i vari blog antidegrado, al di là delle distanze e degli impegni che tutti noi abbiamo. Avanti così!

Sanatoria!

venerdì 18 febbraio 2011


Arriva l'ennesima sanatoria (ovviamente bipartisan) per le porcate abusive dei politici! Leggete qui: Roma, 14 feb. (Adnkronos) - C'è anche una sanatoria per i manifesti politici abusivi, nel decreto legge milleproroghe. Nel pacchetto degli emendamenti approvati dalle commissioni Bilancio e Affari costituzionali del Senato c'è infatti un emendamento, a firma di Mario Gasbarri (Pd) e Francesco Casoli (Pdl), che prevede un condono a partire dal 28 febbraio 2010. La proposta di modifica, già contenuta nel milleproroghe del 2008, consente di definire le violazioni "ripetute e continuate" delle norme in materia di affissioni e pubblicità di "manifesti politici ovvero di striscioni e mezzi similari". Il provvedimento consente di chiudere i contenziosi "di ogni ordine e grado di giudizio, nonché delle somme eventualmente iscritte a titolo sanzionatorio" attraverso il versamento di 1.000 euro. Il termine per il pagamento è fissato al 31 maggio 2011.

Intanto il Corriere della Sera pubblica una foto di manifesti abusivi del Comune di Roma che pubblicizzano un nuovo piano contro l'abusivismo. E lo fanno affiggendo manifesti abusivi, privi del timbro, sopra manifesti regolari (che invece pagano regolarmente le tasse al Comune). Non solo! Il piano in questione, in realtà, non sarebbe stato nemmeno approvato, ma semplicemente presentato. L'ennesima riprova che dei nostri politici non ci si può mai fidare. E' meglio scegliersi, singolarmente caso per caso, le persone di cui fidarsi. "Gli stessi manifesti abusivi che pubblicizzano il nuovo piano contro il degrado - afferma De Luca - sono causa di degrado per la città, per cui chiediamo all'assessore di disporne l’immediata defissione".

Copiare, salvare e segnalare!

giovedì 17 febbraio 2011


Dati i recenti ottimi risultati ottenuti a seguito delle segnalazioni inoltrate alla Polizia Municipale, abbiamo deciso di insistere su questa strada. Da oggi cominceremo a segnalare sul blog una serie di episodi di degrado e chiederemo a voi di copiare le foto e spedirle, con una vostra breve considerazione in merito, all'indirizzo email della Municipale. Qui siamo in Viale Marconi, una strada martoriata dalle affissioni abusive. Come vedete, i muri dei palazzi sono utilizzati per pubblicizzare i vari affittasi-vendesi in modo illegale. L'ordinanza comunale che vieta l'esposizione di manifestini e simili sui muri e i pali della luce-semafori-segnali stradali ecc. è stata prorogata per un altro anno. Quindi quello che vediamo in foto è illegale e andrebbe perseguito immediatamente. Vi chiediamo quindi di scrivere alla Municipale per denunciare le affissioni abusive su questi muri, fornendo l'indirizzo esatto. Nella prima foto (Viale Marconi - angolo Via Cardano) vediamo i cartelli della Gabetti, Quadrifoglio Immobiliare e qualche privato cittadino che li ha imitati, nella seconda (Via Enrico Dal Pozzo - angolo Viale Marconi) quelli di Buildingcase e di nuovo Quadrifoglio Immobiliare. Più persone scriveranno, più i vigili saranno costretti a multare i committenti dei volantini. Copiate le foto e inviatele a questo indirizzo email. Sappiamo che la multa non è certo un deterrente per questi professionisti dell'abusivismo. Ma anche solo dargli fastidio a noi va bene. Provvederemo presto ad andare personalmente a staccare tutte le locandine abusive di Viale Marconi. Tutte tranne queste, che speriamo vengano multate al più presto. Per scaricare le foto a miglior risoluzione cliccate qui e qui. Forza con le email, diamoci da fare!

E anche in centro la raccolta porta a porta...

mercoledì 16 febbraio 2011


Proprio così. La tanto sbandierata raccolta porta a porta in centro dell'AMA (vi ricordate? Quella pubblicizzata con locandine appese con del volgarissimo scotch marrone da imballaggi direttamente sui portoni e sui muri dei palazzi) ha fatto flop! Un floppone gigante, a giudicare dalle immagini raccapriccianti che continuiamo a vedere in giro. Roba da quarto mondo, roba che, per i turisti del mondo civile, rappresenta qualcosa di inspiegabile, incomprensibile, mentre per noi è la normalità. Di foto così ne avremmo potute scattare tante, se la batteria della nostra fotocamera non fosse stata a corto di carica. Ma una bella carrellata di orrori non tarderà ad arrivare su questi schermi. Qui siamo in Piazza del Collegio Romano, a pochi metri da Via del Corso. Una piazza vastissima su cui si affaccia il colossale Istituto omonimo. Una piazza, peraltro, ridotta un volgare groviglio di lamiere. E' da sempre adibita a parcheggio. Da questa piazza, fino a pochi anni fa, si entrava per visitare la Galleria Doria Pamphilj. In questa piazza non ci sono attività commerciali, non ci sono ristoranti, non ci sono bar, non ci sono negozi. Ci chiediamo dunque l'origine di questo cumuletto di monnezza. E la risposta non può essere che una: li ha gettati lì un residente incivile. Gente che andrebbe presa in flagrante ed esposta al pubblico ludibrio. Mi piacerebbe immaginare un qualcosa come lancio di uova od ortaggi in piazza. La realtà, purtroppo, è ben diversa. Ai romani non gliene può fregar di meno di tutto questo. Nessuno ha mai protestato contro il gigantesco flop della raccolta porta a porta in centro. Nessuno ha mai detto niente di fronte a queste mini discariche a cielo aperto. E a fronte delle recenti invasioni di topi di fogna delle ultime estati, i residenti si sono limitati ad esporre vergognosi cartelli scritti a pennarello e rigorosamente appesi ai muri: "abbiamo i topi, la monnezza non buttatela qui". Come dire, buttatela all'incrocio più avanti. Questa è Roma, questi sono i romani.

L'invasione di scritte sui marciapiedi

martedì 15 febbraio 2011


Con l'arrivo di San Valentino, prepariamoci all'invasione di scritte e dediche su marciapiedi e strade. Questa l'abbiamo scattata a Via Enrico Fermi, la strada dove i residenti, giorni fa, hanno manifestato contro il parcheggio sotterraneo. Mai nessuno, però, che manifesti contro l'indicibile e allucinante degrado che regna nel quartiere, e che riduce la strada alla stregua di una fogna di Calcutta. Questi sono i romani, talmente abituati agli episodi di quotidiana inciviltà e di degrado (anche morale) da aver perso il senso stesso del decoro. Vivere in una fogna di Calcutta va benissimo, "purché me facciate parcheggià 'a maghina sotto casa". E così la strada si è riempita sempre più di scritte, sui muri prima, sulle strade poi. Non venitemi a dire che i residenti del palazzo qui davanti non sanno a chi è rivolta questa scritta. Cosa aspettano a denunciarlo? La verità è che alla gente tutto questo non dà fastidio. Per il romano medio questi sono solo dei dolcissimi gesti d'amore. Anche i marciapiedi sono libri di popolo. E quando saranno finiti i marciapiedi, passeremo alle macchine. Così il "messaggio" potrà "correre" da una parte all'altra della città. Non sperate che possa cambiare qualcosa se non ci muoviamo noi. Qualcuno deve iniziare ad alzare la voce. Perché se si riesce ad organizzare una protesta contro un progetto di riqualificazione di una strada (riqualificazione!!) non si capisce davvero come e perché non si possa organizzare una manifestazione contro questo schifo. Non è necessario essere in tanti, nelle manifestazioni dei no-pup sono sempre in quattro gatti, ma la stampa accorre comunque. Fermiamo questa invasione. E apriamo gli occhi ai romani sullo schifo di città in cui vivono.

Che dite, una medaglia al merito no?

lunedì 14 febbraio 2011


"Roma città pulita. Voglio Roma pulita! Offerta a piacere!". Lo slogan lanciato ad alta voce nel traffico del centro storico sorprende romani e turisti. Ma Paolo Di Maio, napoletano di 33 anni, armato di scopa e paletta, come una casalinga ramazza marciapiedi e strade dal centro alla periferia. Raccoglie cartacce e cicche. E poi le accumula in un secchione bianco dell'immondizia, montato in modo artigianale su un carrello a quattro ruote. Verso le nove Mario comincia il suo lavoro partendo da via degli Scipioni. Cammina, cammina, il netturbino speciale arriva verso mezzogiorno a largo Argentina. Il sole splende nel cielo azzurro della capitale: Paolo non si ferma un attimo. Un mozzicone lì, una lattina ammaccata qua. E si mette pure a staccare qualche gomma incollata sul marmo dei marciapiedi. Ripete in continuazione ad alta voce: "Voglio Roma pulita!", come ha scritto anche sul secchione bianco con un pennarello nero. Chi lo incrocia sembra apprezzare tanto impegno: qualche negoziante, dopo averlo visto all'opera davanti al locale gli allunga un euro. Un passante si intenerisce e sgancia un altro obolo. "Stamattina un signore, vicino del Senato mi ha dato 15 euro!", sussurra sgranando gli occhi per la sorpresa. "Meglio fare il monnezzaro che andare e a rubare". (leggi l'articolo)

Che dire, complimenti davvero per l'iniziativa. Piuttosto che andare a rubare o a chiedere il pizzo a chi parcheggia o a vendere le patacche della camorra coi marchi contraffatti su un marciapiede, il nostro simpatico amico (a cui mandiamo un grosso in bocca al lupo per il futuro) si è inventato un lavoro onesto e utile alla società. Al Carabinieri consigliamo di andare a chiedere i documenti al fruttarolo che staziona stabilmente all'angolo con Palazzo Venezia. Ma quelli no, sono intoccabili...

Auguri Riprendiamoci Roma! (+2)

venerdì 11 febbraio 2011


Dua anni fa, quasi per caso, cominciò l'esperienza di Riprendiamoci Roma. Cominciò da una semplice serata, tra due amici, in giro per Roma. Due ragazzi stanchi del degrado di questa città, che improvvisamente decisero di reagire allo schifo che ci circonda. Passeggiavamo lungo Via Giulia, una delle strade più belle del centro di Roma. Per terra, un tappeto di volantini pubblicitari, buttati a terra dai proprietari delle auto non interessati a quel genere di pubblicità invadente (e illegale). Stanchi di assistere a questo schifo, cominciammo a toglierli, uno per uno, dai tergicristalli delle auto. Prima che finissero anch'essi a terra. Ne raccogliemmo un centinaio, e subito dopo staccammo anche alcune locandine pubblicitarie attaccate ai pali. Partì così la nostra avventura. Nacquero così le prime passeggiate antidegrado. Ci improvvisammo, insieme ad altri blogger, cittadini-stacchini, per combattere la piaga delle affissioni politiche abusive. Ci specializzammo anche nella rimozione dei graffiti dai muri. Posso dire, a ragion veduta, di essere orgoglioso di ciò che ho creato. Ma oggi questa verve positiva è un po' scemata. E' mancato il salto di qualità che mi aspettavo e che avevo posto come obbiettivo per il secondo anno di vita del blog. Manca a mio avviso una vera e propria forma di organizzazione. Le passeggiate antidegrado sono sempre meno. La lotta ai graffiti è stata accantonata. Le proposte di collaborazione sono diminuite. Non per volontà del movimento antidegrado, ma per impegni oggettivi e difficoltà di vario genere. Per questo oggi, a due anni dalla nascita del blog, voglio rilanciare con forza questa sfida. Ma per farlo, serve maggiore oganizzazione. Servono volontari, servono impegni precisi, serve che ognuno abbia un compito e si impegni su quello. In maniera non episodica né occasionale, ma continua. Solo così possiamo veramente sperare di cambiare le corti di questa città.

Le edicole-favelas

giovedì 10 febbraio 2011

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Rimaniamo a Via Baldo degli Ubaldi, e torniamo a parlare del fenomeno delle edicole-favelas, ampiamente presente in ogni angolo di ogni quartiere di Roma. Un fenomeno che spiega bene l'indole abusiva e peracottara del romano medio. Ne avevamo parlato qualche giorno fa, in seguito alla segnalazione di un nostro lettore. In quel caso, la giornalaia si giustificò affermando che si trattava di una iniziativa dell'editore. Una scusa idiota e utilizzata dalla totalità degli esercenti pubblicizzati. La conferma ci arriva direttamente dai vigili urbani. Quando provano a multare un committente pubblicizzato su una locandina abusiva attaccata al palo, ad esempio il gestore di una discoteca che reclamizza una serata, questi dicono di non saperne niente. Che la locandina è stata attaccata da qualcuno altro. E la fanno franca. Insomma, il romano medio oltre che peracottaro ha anche una bella faccia tosta. Ma per le edicole è diverso. Già, perché in questo caso l'edicolante è direttamente responsabile di ciò che accade nello spazio antistante l'edicola e risponde di ogni affissione abusiva a lui direttamente o indirettamente riferibile. Sarà quindi bene iniziare a segnalare ai vigili ogni edicola-favelas. Noi qui ve ne mostriamo una. Nelle prime foto abbiamo immortalato la parata di cartaccia appesa a un muretto. Nelle ultime foto abbiamo immortalato cosa c'è dietro il suddetto muretto. Quintali di cartaccia vecchia accumulata quando non serve più. L'edicolante affigge abusivamente e si permette pure di insozzare. Peracottari e zozzoni. Da qualche tempo l'angolino in questione è diventato anche un ricettacolo di monnezza e rifiuti. Dal lato non coperto dalle affissioni dell'edicolante. Per la Teoria delle Finestre rotte, la monnezza richiama sempre altra monnezza. Ai romani, evidentemente, sta bene così. A noi no.

Continuano a chiamarla "Street Art"

mercoledì 9 febbraio 2011

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Santi e supereroi sui muri di Roma. Sono i poster installati da Omino71 e Mr.Klevra per l'EikON Projekt 2011. I blitz notturni dei due street artist romani: da Trastevere al Pigneto, da Ostiense a Garbatella. Un modo per rileggere la dimensione urbana, invasa da messaggi pubblicitari e scritte spesso ben più inquietanti delle innocue icone stile bizantino che temporaneamente vigilano sulla città (di Gaia Scorza Barcellona)

Questo l'articoletto apparso ieri sulla pagina web di Repubblica Roma, corredato da foto e da un video, in cui i nostri eroi (che hanno pure un sito web e quindi sono reperibilissimi) rivendicano il loro blitz artistico. Un atto vandalico vero e proprio trova spazio su uno dei più importanti quotidiani nazionali e viene trattato come una "forma d'arte". La Gaia Scorza Barcellona ignora forse, per motivi che ci sfuggono, che per applicare queste icone sui muri occorre stendere un velo di colla. Un velo di colla che inevitabilmente lascia i suoi segni sull'intonaco storicizzato dei palazzi. Gli stessi effetti che lasciano gli attacchini quando devastano i muri di Roma con le affissioni abusive. E nessuno ci dà la garanzia (che invece sembra accertata nel delirante articolo della giornalista) che queste "innocue icone" siano temporanee. Ma anche fossero, dev'essere chiaro che attaccare una roba del genere su un muro di un palazzo storico è un atto di vandalismo e basta. Un artista vero non si sognerebbe mai di rovinare un intonaco di un palazzo storico con un'applicazione di questo tipo. E riguardo all'articolo, poco importa se ci sono già le scritte a rovinare i muri. E' il messaggio che si manda che è sbagliato. Nessuno ha messo in conto il pericolo-emulazione? Fino a quando i giornali continueranno a trattare questi fenomeni vandalici come delle forme d'arte, legittimandoli di fatto, continueremo a partorire vandali. A quanto pare questo non è il primo blitz. Guardatevi i precedenti.

Che succede all'Aurelio?

martedì 8 febbraio 2011

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Che succede all'Aurelio? E' la domanda che qualsiasi persona dotata di un minimo di senso civico si porrebbe passeggiando lungo le strade di questo quartiere. Ed è questa la domanda che ci siamo posti noi, nel corso delle nostre ultime due passeggiate antidegrado a Via Baldo degli Ubaldi. Abbiamo assistito a scene raccapriccianti, da medioevo della civiltà. Le foto qui sopra rendono solo in parte l'idea dello schifo. Cassonetti stracolmi e contornati di monnezza, sacchetti appesi ovunque, buttati sul marciapiede, abbandonati in mezzo alla strada. Immagini che evocano Napoli, con l'aggravante che qui a Roma, almeno sulla carta, non è la camorra a gestire il traffico dei rifiuti e la densità abitativa dell'area metropolitana è molto più bassa di quella dell'hinterland napoletano. Abbiamo chiesto spiegazioni a Stefano, il nostro collaboratore residente nel quartiere. E lui ci ha detto, candidamente, che all'Aurelio la monnezza non viene raccolta. Proprio così: "la monnezza non viene raccolta". "Ho scritto personalmente, più volte, all'AMA e al Municipio, ma senza ottenere granché. Ogni giorno mi faccio qualche chilometri in più per andare a gettare la monnezza lontano da qui, per non gravare ulteriormente in una situazione ormai al collasso". E la gente, che fa? Se ne sta zitta? Accetta di vivere in questo porcile? Ma come, in tutti i quartieri di Roma è pieno di comitati spontanei per opporsi a questo o quel parcheggio interrato, e nessuno si lamenta se la strada davanti casa è ridotta a una discarica a cielo aperto? "Proprio così. La gente ormai è abituata". Ma cosa aspettano ad incazzarsi? Un'invasione di topi forse? Non lo sappiamo. Fatto sta che, se la gente si incazzasse davvero, forse situazioni simili non accadrebbero. Ci vuole la piazza, ci vogliono i forconi, ci vuole il pubblico ludibrio. I responsabili di questo schifo devono essere presi pubblicamente a calci nel culo!

Tornano i cittadini stacchini

lunedì 7 febbraio 2011

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I cittadini-stacchini sono tornati. Non più solo in campagna elettorale, da oggi la nostra azione contro i manifesti abusivi sarà continua. Qui siamo nel casottino di accesso alla fermata Metro di Via Baldo degli Ubaldi, già trattato da noi in occasione di due diverse passeggiate antidegrado, quando avevamo rimosso le tag e le scritte dalla vetrata lato marciapiede (vedi qui e qui). Questa volta abbiamo pulito l'altra vetrata, quella perpendicolare al senso di marcia, costantemente devastata dalle affissioni selvagge (come già denunciato in questo post di qualche mese fa). Armati di secchi d'acqua e di spatoline, abbiamo completamente ripulito le vetrate oscurate dai manifesti politici abusivi. Un'azione dimostrativa, davanti alla gente che passava e che guardava incuriosita e interessata. Purtroppo non avevamo con noi le spugne abrasive, che ci sarebbero tornate molto utili per rimuovere anche lo spesso strato di colla, "residuo bellico" di migliaia e migliaia di affissioni abusive. Ma tant'è, c'è sempre qualcosa da imparare e da migliorare, e la prossima volta torneremo senz'altro a completare l'opera. Per intanto, godetevi le foto del casottino ripulito. Ma non limitatevi a guardarle. Il problema delle affissioni abusive c'è in ogni quartiere di Roma, in ogni strada, in ogni piazza, in ogni angolo. Due-tre persone, armate di buona volontà, e in una sera si riesce a toglierne parecchi. Fate come noi, organizzatevi, scendete in strada e cominciate a strappare, strappare, il più possibile, tutto ciò che viene abusivamente affisso sui muri dei vostri palazzi e lungo le vostre strade. Tutto ciò che vi fa schifo e che non tollerate più. Se volete partecipare alle nostre passeggiate antidegrado e/o ai nostri blitz, contattateci.

I muri dei licei di Roma

venerdì 4 febbraio 2011


Lo so, lo so. So già che vi verrà l'orticaria anche solo a guardare i primissimi secondi di questo video. E tuttavia vi invitiamo a fare uno sforzo e a guardarlo tutto per intero. Perché questo video offre uno spaccato assolutamente eloquente sulla drammatica situazione in cui ci troviamo, e sul grado di barbarie che stiamo raggiungendo. Guardandolo si percepisce l'origine dei nostri mali alla radice. Da un lato il menefreghismo totale delle nuove generazioni verso il degrado generato da scritte sui muri e affissioni abusive, dall'altro (cosa ancor più grave) la giustificazione di comportamenti barbari e incivili, segno di quanto i valori di questa generazione (di cui pure io faccio parte) siano miseri ed evanescenti. Le motivazioni con cui si tenta di sdoganare simili comportamenti sono deliranti, al limite del grottesco. Una ragazza si spinge a giustificare questo schifo sostenendo che "qui c'è la storia del nostro liceo". Ma la storia di Roma, del quartiere, quella no, non interessa a nessuno. La vivibilità di un quartiere, il decoro di una strada, deve essere sacrificato sull'altare delle crisi ormonali dei liceali di oggi. Avete già i vostri diari per le vostre dediche, accontentatevi di quelli e piantatela di insudiciare Roma con le vostre sterili e inutili dediche. E alla ragazza che chiede "metteteci a posto i bagni", rispondo: smettetela di devastarli, i vostri bagni! Detto questo, ci piace pensare che i nostri amministratori se ne fregheranno altamente delle lamentele dei ragazzi, che vorrebbero mantenere i loro muri zozzi e sudici. Sono stati stanziati dei soldi per ripulire i muri dei licei. Nell'auspicare che questo schifo venga spazzato via quanto prima, non possiamo tuttavia non chiederci se questi muri verranno trattati con specifici prodotti antiaffissioni e antigraffiti. Alla fine la soluzione al danno può essere quasi peggiore del danno stesso. Una semplice pulizia, che durerà da Natale a Santo Stefano, è solo un'inutile spreco di soldi.

Il racket dei cartelloni

giovedì 3 febbraio 2011


Ora possiamo dirlo con certezza e senza tema di smentita, citando le parole pronunciate ieri dal Sindaco Alemanno in persona: dietro l'invasione dei cartelloni abusivi c'è un vero e proprio racket. Una mafia cartellonara. Leggetevi le parole del Sindaco in questo articolo di Repubblica, e in quest'altro articolo del Corriere:

"Abbiamo chiesto alla Guardia di Finanza di indagare partendo dalle ditte che fanno la pubblicità per risalire alla proprietà del cartellone. Forse deve essere visto come un reato penale perché ci sono veri e propri racket dietro a questo fenomeno".

Curiosa situazione. Dopo aver tollerato e in larga parte favorito l'invasione di decine di migliaia di cartelloni abusivi (con la famosa delibera 37 del 2009 che ha regalato di fatto il suolo di Roma a cani e porci) Alemanno fa un passo indietro e annuncia l'approvazione di un nuovo piano regolatore. Troppo forte il malcontento della gente, troppo compromessa l'immagine della giunta comunale, anche alla luce delle recenti inchieste (parentopoli su tutte). I 4x3 saranno permessi solo fuori dall'anello ferroviario e sarà obbligatorio l'uso di materiali ecocompatibili. In centro storico autorizzati solo orologi e cartelloni con il marchio comunale Spqr. Spariranno tutti i 4x3, gli impianti pubblicitari privi del marchio del comune e ogni tipo di parapedonali (come quelli, osceni, che infestano Via del Tritone). Una presa di posizione tardiva e poco chiara. Il centro storico sarà in parte bonificato, ma che ne sarà della periferia? Gli impianti tolti verranno ricollocati altrove? Mistero. Intanto il blog Cartellopoli, che per primo aveva denunciato lo scempio, è ancora sotto sequestro. E i cartellonari continuano a piazzare cartelloni ovunque. Questa è l'Italia.

Le affissioni selvagge delle edicole

mercoledì 2 febbraio 2011

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Sono un residente di S. Lorenzo, e voglio raccontarvi la scenetta che avviene ogni mattina a Piazza dei Siculi, nei pressi dell'edicola, ripresa dalla mia finestra. Intorno alle 8.00 arriva un furgoncino, che ovviamente parcheggia davanti ai secchioni (foto 1). Dal furgoncino scende un omino armato di cartelloni e spillatrice, che inizia ad attaccare cartelloni pubblicitari di inserti editoriali e periodici a qualunque supporto verticale (foto 2). Notate che non si accontenta di usare i pali dei segnali stradali, ma riveste per bene anche il tronco di un albero. Quando va via, ha affisso cartelloni abusivi a ben 4 fra alberi e pali (foto 3). La cosa, già squallida di per sé, diventa terribile quando piove (foto 4). Ho chiesto all'edicola nella piazza se fosse in qualche modo collegata all'attività dell'omino. La signora che ci lavora mi ha detto che si tratta di una iniziativa dell'editore, che provvede da solo a mandare l'omino. Io faccio notare che si tratta quanto meno di un'affissione abusiva, oltre che di una immane schifezza. La signora mi risponde: "a me non dà fastidio, e poi la cacca dei cani è peggio", al che io: "Ma che fa, una classifica dell'orrore?" Vorrei sapere a chi posso denunciare questa cosa con la speranza che cessi, scommetto che una cosa del genere non avviene neanche nelle favelas di Rio né negli slum di Bombay. Ah, non è finita: per fortuna solo dopo che il furgoncino è andato via, passa anche il camion dell'AMA che svuota i secchioni (abbondantemente dopo le 8, quindi immaginate le code che crea a volte...) Si ferma davanti ai secchioni, e l'autista scende. Penso: starà andando a togliere i cartelloni. Macché: lascia il camion IN MEZZO ALLA STRADA e va a prendersi il caffè al bar (foto 5). Io a Roma non ci sono nato. Ci sono venuto in cerca di un lavoro e di una dignità. Ma che dignità è possibile in questa citta'? (Marco Marletta)

Parking Piazza Campitelli

martedì 1 febbraio 2011

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Sollecitati direttamente da Tonelli, che a dicembre lamentava (a ragione, ma solo in parte) una scarsa attenzione da parte nostra sulla sosta selvaggia, abbiamo deciso di dedicare un servizio a questo enorme, immane problema che attanaglia Roma. Partiamo subito con un bel pugno sullo stomaco. Ci troviamo in Piazza Campitelli, in pieno ghetto. Senza alcun dubbio una delle piazze più belle di Roma. Tenore architettonico altissimo, bei palazzi, una chiesa tra le più spettacolari del barocco, una fontana. Potenzialmente un salotto, in realtà, come potete vedere, la piazza è involgarita, barbarizzata, umiliata da un disordinato e cafonissimo ammasso di lamiere. Una piazza gioiello come questa ridotta a uno squallido parcheggio. E non parliamo di semplice sosta, no. Qui è d'obbligo la doppia fila. Qui la sosta è selvatica a livelli allucinanti. Come altro descrivere il caos creato da questi burini? Basta guardare le foto. E non perdiamo nemmeno tempo a verificare se in questa piazza la sosta sia effettivamente consentita o meno. E' uno scandalo a prescindere che in una piazza così si consenta anche solo di far entrare una macchina. Uno scandalo ancor più grande se si pensa che proprio in questa piazza si trova una delle sedi della Soprintendenza ai Beni Culturali del Comune. E per aggiungere scandalo allo scandalo, una buona parte dell'informe groviglio di lamiere è costituito da auto blu, di cui deteniamo, come paese, il record mondiale (sono questi i "primati" di cui andar fieri!). E se queste foto vi fanno vomitare, preparatevi al peggio. Questa non è certo l'unica piazza del ghetto massacrata dall'esercito di borgatari nostrani. Ve ne mostreremo altre quanto prima in un servizio comparativo in cui verrà fuori in tutta la sua brutalità il carattere animale e primitivo dei nostri concittadini e amministratori (che consentono e anzi incentivano tutto questo). Ne vedremo delle belle. A presto.

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