Rassegna stampa natalizia

venerdì 9 dicembre 2011


Ci rivediamo qui il 9 gennaio. Riprendiamoci Roma si prende un mese di pausa, ma non chiude del tutto i battenti. Il blog continuerà ad essere aggiornato saltuariamente, con un post a settimana, per lo più per segnalazioni varie, breaking news e rassegna stampa. Insomma, non vi abbandoneremo del tutto. Nel frattempo cercheremo di goderci questo Natale, passeggiando tra le solite strade del centro infestate da ambulanti e pataccari, addobbate come alla sagra della sarsiccia di Sezze e ridotte alla stregua di una discarica dall'esercito di Unni compratori. Noi DOCUMENTEREMO TUTTO, e metteremo le immagini dell'orrore qui.

Ed ora qualche notizia "natalizia", tanto per farvi rodere ulteriormente il fegato. Nella classifica delle città più vivibili del mondo, Roma è al 52esimo posto. Al confronto con le altre capitali europee Roma fa l'ennesima, colossale figura di merda. Evidentemente non bastano più la mitezza del clima e la vita notturna a risollevare una città ridotta peggio di un cesso della periferia di Calcutta dai suoi triviali abitanti.

Ennesima tegola/colossale figura di merda: l'Authority boccia le piste ciclabili romane. Si rischia la vita anche solo a guardarle da lontano, figuriamoci a percorrerle. Sui servizi Roma si conferma su livelli da quarto mondo.

Malagrotta è satura, puzza e uccide. Ed ecco la geniale soluzione italica: creare una nuova discarica a ridosso della Villa Adriana, patrimonio dell'UNESCO. Contro questo abominio protestano i soliti quattro gatti. Per la puzza, mica per Villa Adriana.

Vi lasciamo con una cartolina di Natale. I radicali hanno protestato contro i partiti abusivi portando lasagne e carta straccia direttamente al Campidoglio. BRAVI! La peracottaggine si sconfigge solo così, con lo sputtanamento plateale. Un proposito per l'anno nuovo: Non votate chi insozza Roma. Non votate i peracottari.

Buon Natale a tutti

Riprendiamoci Roma

La Sagra della Sarsiccia

giovedì 8 dicembre 2011


Innanzitutto state tranquilli (lo so che è dura). Sembra (SEMBRA) che questo sgorbio impunemente chiamato "presepe" sia solo provvisorio, in attesa dell'arrivo dell'abete che dovrà sostituire l'abominevole "cono" postmoderno (?). Ma per qualche giorno dovremmo subire la vergogna di fronte agli occhi dei turisti del mondo intero di esibire questa volgarissima catapecchia di latta, con la stella cometa "Made in China", indegna perfino di figurare quale coreografia di una sagra della salsiccia paesana. Una figura di merda che va a sommarsi alle innumerevoli figure di merda che ogni giorno collezioniamo. Cos'altro potete inventarvi per farci vergognare di essere romani? Fatecelo sapere per tempo, almeno ci prepariamo psicologicamente.

Gli addobbi natalizi di Roma



Eccoli qui i nostri addobbi di Natale. Manifesti abusivi al posto delle luminarie, cartelloni al posto degli alberi di Natale. Cartelloni così invadenti da soffocare (letteralmente) la fermata dell'autobus. Si fa fatica perfino a vederla tanto è ripugnante e invadente il contorno di catafalchi pubblicitari. E una volta vista, si rischia la vita su quei marciapiedi inesistenti, sottili come una sogliola, triturati dall'incuria, traboccanti di cartastraccia (residui di lasagne elettorali), mentre le macchine ti sfrecciano a un palmo dal naso. Immagini talmente dementi da sembrare grottesche. Strappano quasi un sorriso tanto sono assurde. Guardate quegli omini sperduti, soverchiati da mostruosi, giganteschi catafalchi, fermi ad aspettare l'autobus. Fanno tenerezza. Ma questo è niente. Oltre agli addobbi natalizi abbiamo pure un variopinto presepe vivente, dal centro alla periferia, composto da un esercito di caldarrostari, paninari, fruttaroli, mutandari, calzinari e pulciari vari. Non ci facciamo mancare proprio niente. Siamo la città più incivile d'Europa.

Decoro Day a Villa Carpegna (parte II)

mercoledì 7 dicembre 2011


Imponente lo spiegamento di forze tra i volontari del XVIII Municipio e le squadre speciali dell'AMA e PICS. All'iniziativa erano presenti anche il Presidente Daniele Giannini e la consigliera Eleonora Ralli. Ripuliti da scritte i muri esterni di Villa Carpegna, la Parrocchia San Pio V, il Teatro Aurelio e le scuole Alfieri e Bramante. Ancora modesta, ma comunque presente, la partecipazione dei semplici cittadini ma con segnali incoraggianti, come la presenza di alcuni bambini. Molto alto il ritorno di immagine del Municipio (visto il numero di apprezzamenti che ho visto rivolgere al Presidente durante la pulizia) cosa che fa ben sperare affinché l'iniziativa possa continuare. C'è comunque già l'idea di effettuare queste passeggiate antidegrado con una cadenza mensile (prossimo intervento probabile a gennaio a Valle Aurelia). Alla prossima uscita sarebbe bello spingere anche per poter effettuare un oscuramento dei cartelloni abusivi. Chiaramente potete valutare la portata che una situazione del genere può avere se si ripropone su più zone della città. Per questo servirebbe la pressione dei blog affinché altri municipi copino l'iniziativa. Che ne dite di fare la proposta a "blog unificati"? Ciao, e a presto! (Report by Stefano)

Decoro Day a Villa Carpegna (parte I)



In allegato le foto del Decoro Day, anteprima della Giornata della Cortesia organizzata da Fondazione Insieme per Roma. L'evento è stato promosso dai Volontari per il Decoro del XVIII Municipio, CittadinanzAttiva e Riprendiamoci Roma. I volontari hanno pulito il giardino centrale appena inaugurato dalle foglie secche e dalla sporcizia, le squadre decoro dell'AMA hanno coperto le scritte sui muri perimetrali di Villa Carpegna e dalla casupola al centro della piazza, il gruppo di CittadinanzAttiva e Riprendiamoci Roma si è occupato delle affissioni abusive: manifesti politici, adesivi dei traslocatori, cartelli vendesi-affittasi. Alla pulizia è anche intervenuta la Presidentessa di Fondazione Insieme per Roma, Monica Lucarelli, e il Presidente del XVIII Municipio, Daniele Giannini. Il Decoro Day è stato il primo atto della Giornata della Cortesia che si è svolta domenica 4 dicembre e ha visto coinvolte svariate associazioni e comitati di quartiere in nove municipi diversi. Speriamo che serva d'esempio per capire che la cura della città è un valore che va portato avanti ogni giorno della settimana e non una volta al mese. Adesso finalmente i muri di Villa Carpegna sono puliti, dopo anni di incuria, il giardino è stato reso più bello dai volontari al decoro del XVIII municipio, un parte dei manifesti, adesivi e cartelli abusivi rimossi da noi e multati dai PICS. Purtroppo rimangono molti cartelloni pubblicitari accanto ai giardini di Piazza Carpegna, davanti alla Villa, sulla Circonvallazione Aurelia: quelli irregolari saranno segnalati alle autorità al più presto. (Report by Les)

Degradomarconi: blitz anti-affissioni

martedì 6 dicembre 2011


Ha aperto i battenti da poco, ma il neonato blog Degradomarconi (gestito da Les) promette di diventare un nuovo importante avamposto nella lotta al degrado di quartiere. Giovedi scorso Les ha organizzato una passeggiata antidegrado lungo Viale Marconi, in collaborazione con Marcello e Luca di Riprendiamoci Roma. Ci siamo dedicati alla rimozione di stickers e affissioni da pali e arredo urbano. Nel video, una serie di prima/dopo. Per sapere com'è andata, cliccate qui per leggere il report.

A Trastevere sono arrivati i topi!



"Topi, sacchetti aperti, rifiuti sparsi, odore nauseabondo. Siamo al centro di Roma. Nel cuore di Trastevere a via Anicia, dietro alla scuola Regina Margherita. Sono circa 10 giorni che non viene ritirata la raccolta differenziata, i rifiuti organici della mensa della scuola elementare Inutili le telefonate, i solleciti che dalla scuola, dal municipio sono partiti per fare intervenire l'Ama e risanare l'area". La denuncia è di Emiliano Pittueo, assessore all'Ambiente del municipio Roma Centro Storico. "Contestiamo l'organizzazione della raccolta differenziata nel Centro Storico non i lavoratori dell'azienda che ogni giorno devono portare avanti un progetto che l'evidenza ci dice irrealizzabile. Quello della raccolta differenziata è diventato ormai un diritto che ci viene negato quotidianamente, migliaia di cittadini si impegnano a dividere, raccogliere e consegnare i rifiuti seguendo questo disegno che è stato calato dall'alto, i lavoratori si industriano per realizzarlo. Ma evidentemente tutto questo non basta. Visti i risultati. Chiediamo all'Ama di venire, ritirare questo scempio e togliere dalla strada questo pozzo di infezioni e cibo per ratti, ma soprattutto ai vertici AMA di modificare alla radice questo sistema che sta colpendo l'immagine di Roma e ferendo la buona volontà dei cittadini".

Il cuore di Roma annega tra i rifiuti. Il cuore di Roma invaso dai topi, che scorrazzano indisturbati per le strade. Leggetevi tutto il raccapricciante articolo di Repubblica. Siamo a Trastevere, uno dei quartieri più frequentati dai turisti, e questo è lo spettacolo INDEGNO che noi romani offriamo al mondo civile. Scene raccapriccianti, monnezza accatastata in strada da 10 giorni, una cosa incomprensibile perfino nelle favelas brasiliane, accade qui, nel cuore di Roma. E la gente? Menefreghismo assoluto. Si continua a vivere, a passeggiare, a portare i figli a scuola, schivando ora un ratto ora una buccia di banana, ora un mucchietto di bottiglie ora un laghetto di vomito. L'AMA non si smentisce mai: un'azienda che, semplicemente, NON pulisce. O non è in grado di tenere pulita una città. Non secondo gli standard di un paese civile almeno. Privatizzare il servizio e mandare a casa i raccomandati e i responsabili di questo abominio! Subito! E la gente incominci a incazzarsi davvero!

Due nuovi blog antidegrado

lunedì 5 dicembre 2011


Si chiama Salviamo Prati Fiscali, ed è un bel blog antidegrado "di quartiere" scovato da Roma fa Schifo. Vi invitiamo a linkarlo sui vostri blog, se ne avete uno, e a seguirlo con costanza.

Lo scopo del comitato "Salviamo Prati Fiscali" di Roma è quello di promuovere l'urbanizzazione della nostra zona e il rispetto del decoro, della pulizia delle strade e delle normative in materia edilizia nelle aree comprese fra Via dei Prati Fiscali, Via dei Prati Fiscali Vecchia, Via Monte Amiata e tutte le strade limitrofe.

Altra segnalazione importante, Noi Roma, Urban Blog e Associazione Culturale molto attiva negli ultimi tempi. Anche in questo caso, vi invitiamo a linkarlo e a seguirlo.

L'Associazione culturale fondata il 15 agosto 2010, nasce con l'obiettivo di migliorare la nostra città partendo dal municipio ottavo, punto nevralgico delle nostre attività. I commenti sono liberi. Se volete segnalarci i problemi del vostro quartiere scriveteci ed insieme cercheremo di risolverli.

In bocca al lupo ad entrambi, e buon lavoro!

Beccato anche l'attacchino!

venerdì 2 dicembre 2011


Attacchini all'opera anche in pieno centro. Qui il buzzurro di turno piazza l'auto in sosta vietata (nel menefreghismo generale dei vigili) e si mette tranquillamente all'opera come se niente fosse. Il cantiere archeologico del Circo Massimo dovrebbe essere decorato da immagini riproducenti una ricostruzione delle gradinate, magari con qualche informazione sulla tempistica dell'intervento. Invece qui non c'è niente, una stupidissima sfilza di tavolati di compensato che gli attacchini decorano con i soliti simboloni e faccioni tristemente noti. Scene che odorano di periferia sudamericana, di slum indiana, di favela de Rio. Invece siamo a Roma, in pieno centro storico. Quando la smetteranno i politici di affidare la propria immagine a questa banda di buzzurri? Quando inizieranno i nostri politici ad aver cura per davvero (e non solo a parole) del decoro di questa città? Questa foto ce la manda Stefano. Meditate gente.

Ciclo di vita della lasagna politica



Siamo a Piazza del Gesù. La sera l'attacchino stacca la lasagna e la lascia a terra. Lì resta finchè qualche mano pietosa la ripone dietro la plancia. Stefano.

Non votate i politici che praticano affissioni abusive. E' l'unico modo per uscire da questa situazione. Quando il politico si riduce a devastare la città che vorrebbe amministrare, insozzando muri e portoni e mettendosi sullo stesso piano dei brufolosi, puzzolentissimi writers incappucciati, allora questi politici non meritano di essere votati. Vanno presi e mandati in strada a pulire.

E adesso taggano perfino sui musei!

giovedì 1 dicembre 2011


L'invasione dei moderni barbari è ormai inarrestabile. Marcano il territorio come i cani selvatici quando pisciano in terra, e non si fermano davanti a niente. Questa volta hanno preso di mira la facciata del Museo Nazionale Romano "Crypta Balbi", a Via delle Botteghe Oscure. Non è dato sapere se la scritta sia ancora lì, ma è probabile che l'umiliante smerdata debba rimanere esposta per giorni e giorni, settimane, se non addirittura mesi, alla vista di turisti inorriditi, prima di essere malamente cancellata con qualche pecetta di vernice. Il problema non è affatto risolto. Contro questi puzzolentissimi cani selvatici CI VUOLE LA GALERA!

Transenne, tag, sosta selvatica

mercoledì 30 novembre 2011


E' il centro storico di Roma! Da dove cominciare? Guardate che belle quelle scritte "artistiche" spruzzate direttamente sul travertino di un palazzo storico appena restaurato con i soldi pubblici. Guardate i motorini piazzati dove capita, tranquillamente adagiati in sosta selvatica. E guardate in che modo animalesco e selvatico sono state piazzate queste transenne, a zigzag, addirittura tagliando in due una striscia pedonale. Sembra l'allestimento di una festicciola dell'asilo. Ma a che cazzo serviranno? Non lo sappiamo. Fatto sta che il centro di Roma è infestato da animali (con tutto il rispetto per gli animali veri) e va liberato al più presto.

Non basta ripulire



Il lupo perde il pelo ma non il vizio, e così anche i cani randagi. Nello specifico, il centro storico appena ripulito è di nuovo invaso da centinaia di migliaia di scritte. Cancellare le nuove scritte entro 24 ore, e sbattere in galera questi animali che attentano a un patrimonio dell'umanità intera!

Bancarellopoli a Piazza dei Cinquecento

martedì 29 novembre 2011


Le banchine al capolinea degli autobus sono invase dalle bancarelle di vestiti e dai camion bar (notare i clienti, una comitiva di turisti, assiepati sulla carreggiata, mentre l'autobus gira per fermarsi) e per arrivare alla stazione bisogna passare in mezzo a un mercatino abusivo con scatole di cartone e venditori che assillano i passanti (nella terza foto, sulla destra, si possono riconoscere le recinzioni del cantiere per lo snodo della metro A-B). Da notare anche la palina del capolinea provvisorio del 170: foglio di stampante attaccato sopra il tabellino e adesivi abusivi. (Les)

Il fogliaccio burino fa capire benissimo che razza di gente siamo. Basta una pioggerellina leggera per farlo macerare e renderlo illeggibile, ma a questo nessuno ha pensato. Sulle bancarelle stendiamo un velo pietoso: sono semplicemente raccapriccianti. Nemmeno nei paesi del terzo mondo si assiste a simili scene di peracottaggine e inciviltà. Ah, un'ultima cosa: leggetevi questo illuminante articolo. Grazie a Les per la segnalazione e per le foto.

I giardini davanti all'Università

lunedì 28 novembre 2011


Passeggiare per i giardinetti antistanti l'Università di Roma Tre è come trovarsi in una Baghdad post bombardamento. Un senso di desolazione assoluta. Ovunque sfascio, ovunque monnezza, panchine divelte, giochi sradicati dal terreno e buttati per terra. Un orrore indicibile. Prima non era così. Prima c'era una squadra di operatori privati addetta al decoro di questo parco. Prima in questo parco ci andavo a mangiare la pizza in compagnia della mia ragazza. Ecco com'era prima, meno di tre anni fa. Da allora sembra passato Attila. Guardate com'è ridotto oggi. Guardate che schifo.

Le giungle pubbliche di Roma



Ecco in che condizioni di ignobile degrado si trovano i giardinetti pubblici di Roma. Guardate che schifo. Perfino ai ratti farebbe senso venire a rosicchiare qualcosa in questa giungla dell'inciviltà romana. Un cimitero di bottiglie, sacchi, piatti di plastica, assorbenti e lattine. Guardate bene la foto, intorno ad ogni panchina c'è un vero e proprio contorno di monnezza. Uno schifo indicibile. Una vergogna assoluta. Siamo un popolo di animali selvatici.

United Blogs Against Cartellopoli

venerdì 25 novembre 2011


Anche Riprendiamoci Roma aderisce all'appello di NoiRoma a pubblicare oggi una foto contro i cartelloni abusivi. Questa l'abbiamo scattata a Largo Gaetano la Loggia. Un quartiere bellissimo, ricco di verde, deturpato da un colossale monumento al cattivo gusto, che si insinua volgarmente come un piede di porco impallando totalmente la vista sulle belle alberature di Via dei Colli Portuensi. Come si può vedere chiaramente da Streetview, appena 3 anni fa questo cartellone non c'era! E' un "regalo" gentilmente offerto ai romani da questa amministrazione. Lo steso Bordoni che organizza patetici e squallidissimi teatrini elettorali con telecamere al seguito per liberare una piazzola UNA da una selva di cartelloni è lo stesso responsabile di questo scempio IN TUTTA ROMA. Ogni angolo di Roma è invaso da questi monumenti di merda! La stessa amministrazione che nei siparietti alla Cetto Laqualunque (ispirati al peggior veltronismo) si spaccia per paladina anti-cartellone selvatico è la stessa che proprio ieri ha bocciato la Delibera di Iniziativa Popolare, firmata, sottoscritta e appoggiata da 10mila romani! Dunque il parere di 10mila romani non conta un cazzo, viene letteralmente preso, gettato nel cesso e tirato lo sciacquone. Ma la gente deve iniziare a sapere. Parlando con la gente che passava e con i commercianti dello slargo, abbiamo raccolto parecchie osservazioni interessanti. Alcuni di questi (parecchi) non si erano nemmeno accorti del nuovo cartellone abusivo, ma tutti, e sottolineo TUTTI, si sono accorti dell'impressionante invasione di nuovi cartelloni per tutta Roma negli ultimi due-tre anni.

Vivere nella selva romana

giovedì 24 novembre 2011


Dev'essere davvero un'esperienza mozzafiato affacciarsi da quella finestra. Che belli questi palazzi decorati dagli artisti di strada. Magari questi appartamenti costano pure uno sproposito. Fai un mutuo che ti dissangua per 30, 40 anni, e poi accetti che la tua casa venga barbarizzata così. In un paese civile tutto questo non verrebbe mai accettato. Ma noi, si sa, siamo bestie.

Lavorare nella selva romana



Ma non ti vergogni a gestire un locale simile? A mostrare ai tuoi clienti un simile spettacolino? Ma perché i romani accettano passivamente tutto questo? Ma in che città di animali viviamo I taggaroli continuiamo a definirli "artisti", anziché sbatterli in gabbia. Ecco i risultati.

Cartellopoli: L'inchiesta di Repubblica

mercoledì 23 novembre 2011


Una pagina intera di dossier. Così Repubblica denuncia il più grave stupro perpetrato ai danni della città di Roma degli ultimi 20 anni. Uno scempio inaudito, finalmente sbattuto in faccia ai lettori, romani e non. E' bene che la gente sappia cosa c'è dietro questo scandalo inaudito. E' bene che si sappia di chi sono le responsabilità. E' bene che si sappia chi ha favorito o "lasciato fare". Si scoprono tante cose da questo dossier. Come la minaccia di morte a Daniela Valentini, ex Assessore alle Affissioni nella prima giunta Veltroni, di cui non sapevamo nulla. L'ennesima minaccia di morte, in puro stile mafioso. Ebbene, a questa gente che devasta Roma e minaccia di morte sindaci e assessori, è stato concesso campo libero. Gli è stata apparecchiata la tavola, gli è stata sostanzialmente regalata la città. E ancora nessuno è stato in grado di individuare i responsabili dello scempio e di rimuoverli dal loro incarico. E di fargli pagare tutto. A queste persone si consente di organizzare ignobili, disgustosi teatrini elettorali. Guardatevi il video, e leggetevi questo magnifico dossier, frutto di un lavoro giornalistico attento e accurato. Leggete e diffondete. Tutti devono sapere.

Sosta selvatica, una città allo sbando



Sosta selvaggia Via Monte Meta e Circonvallazione Trionfale. Les.

Il problema della sosta selvatica va risolto in maniera radicale. Troppo spesso abbiamo visto vigili che davanti a simili scene di primitivismo della civiltà alzano le spalle e passano oltre. Se non si fanno le multe, non si risolverà mai il problema. TARTASSIAMO GLI UNNI!

Una delle tante discariche cittadine

martedì 22 novembre 2011


Il cartello sul portone recita "proprietà privata". All'interno un orrendo edificio in rovina, completamente circondato da una vera e propria discarica di rifiuti. Fuori, due megacartelloni oscurano le finestre (?) del suddetto immobile in rovina, a completare un quadretto di degrado urbano indegno di un paese del terzo mondo. Siamo in Via Aurelia, poco oltre Piazza Irnerio. A meno di 20 metri dalla sede del Municipio. Le immagini riprese da streetview testimoniano che questa discarica stava già lì quando fu riprese dalla telecamera di google maps, ossia all'incirca 3 anni fa. In 3 anni non è cambiato nulla. Ci chiediamo: chi è il proprietario di questo immobile in rovina? Perché nessuno ha chiesto conto al proprietario di questo abominevole scempio? Tutto questo accade a Roma, e solo a Roma (o in Italia, che dir si voglia). L'unico paese al mondo in cui un privato può tranquillamente ridurre una sua "proprietà" (?) a una sorta di discarica senza che nessuno gliene chieda conto.

Roma è casa nostra: rispettiamola!

lunedì 21 novembre 2011


Giovedi scorso, presso l'Aranciera di Porta Metronia, si è tenuta una importantissima riunione per il decoro urbano. Un vero e proprio "Decoro Day", organizzato da Marco Visconti (Assessore all'Ambiente) in collaborazione con Michele Ruschioni di NoiRoma.it (che ha coadiuvato le interviste ai blogger). Una iniziativa di grandissimo spessore lungamente attesa da tutti noi blogger. Per la prima volta il Comune, nella persona dell'Assessore all'Ambiente, ha invitato il popolo della rete e dei volontari antidegrado per discutere di decoro urbano. E lo ha fatto fornendoci la possibilità di esporre i nostri progetti e le nostre idee. Di avanzare le nostre richieste al Comune e di presentare la nostra la nostra visione di città.

All'iniziativa hanno aderito diversi blog, da Miglioraroma a Roma fa Schifo, da Malaroma a Mobilità Roma, Bici Roma, Delle Vittorie, ecc. La richiesta avanzata da noi di Riprendiamoci Roma è una sola. Chiediamo che venga allestita una struttura in grado di fornire legittimità, assistenza, patrocinio e copertura legale ai volontari antidegrado. Un'associazione che semplifichi ogni genere di procedura, alla quale i blogger e volontari antidegrado possono rivolgersi, offrendosi come appoggio alle iniziative delle varie squadre del decoro urbano o proponendo loro stessi interventi strategici, nel quadro di una collaborazione generale e di un arricchimento reciproco. Noi blogger e volontari abbiamo voglia di FARE. Vogliamo contribuire a migliorare la nostra città, e vogliamo farlo come volontari, SENZA RICEVERE UN EURO. Ma allo stesso tempo abbiamo bisogno di una struttura che si occupi di legittimarci e di orientarci nei meandri oscuri della burocrazia (permessi, autorizzazioni e quant'altro). Chiediamo solo che ci venga risparmiato tutto questo, per non dover più spendere tempo ed energie preziose nei dettagli legali e organizzativi-burocratici (che pure sono importantissimi). Noi siamo a totale disposizione per combattere il degrado e contribuire a migliorare la qualità della vita e il decoro della nostra città.

Ipse Dixit: "la mafia cartellonara"

venerdì 18 novembre 2011


Per la seconda volta Alemanno parla di mafia cartellonara (tempo fa aveva parlato più genericamente di "racket"). Tra le due interviste sono passati nove mesi e non si è fatto quasi nulla. Alcuni impianti sono stati rimossi, o forse riposizionati, alcuni altri sono spuntati dal nulla. La situazione resta di totale emergenza e le responsabilità sembrano ormai acclarate. In un'intervista Onorato dell'UDC sostiene che la disastrosa invasione dei cartelloni è stata causata dalla maxisanatoria del 2009, chiamando in causa direttamente questa amministrazione. La Delibera di Iniziativa Popolare proposta dal Comitato Promotore e firmata da 10mila romani, su cui i Municipi hanno espresso parere favorevole quasi all'unanimità, è bloccata e la sua discussione viene continuamente rimandata. Dunque, come è possibile predicare la lotta contro i cartelloni abusivi senza alcuna ammissione di responsabilità e senza poi operare in maniera coerente con le proprie affermazioni? Come si può risultare credibili se si parla bene ma si razzola malissimo? Intanto il blog Cartellopoli avvisa: "Stiamo lavorando come matti sulla stampa estera, e non possono credere ai loro occhi". Benissimo, è ora che questa storia venga messa a conoscenza della stampa estera, del mondo civile, dell'UNESCO, e di tutti coloro che ancora credono che Roma sia una moderna capitale europea. Sputtanamento globale, l'unico modo per risolvere definitivamente i problemi di questa città martoriata.

BREAKING NEWS: Sembra che la magistratura abbia messo sotto sequestro l'Ufficio Affissioni, per motivi inerenti la fantomatica Delibera 37.

Speriamo sia il primo passo per sconfiggere definitivamente questa piaga.

Il quarto mondo è alle porte



Compro oro, distributori automatici di bevande e alcolici, venditori di calzini e mutande, caldarrostari, pannocchiari, pataccari, vu cumprà, cocco bello, souvenir, cineserie e zingaraggini varie. E ancora, videopoker, slot machine, spaccio sottobanco. Dal centro alla periferia. Roma ormai sta diventando una unica gigantesca favelas di camorrine e zozzate da paese sudamericano. Porte aperte a cani e porci, in barba a qualsiasi vincolo e tutela della qualità del commercio. Una città imbuzzurrita, involgarita, barbarizzata. Distributori automatici di alcolici anche a Trastevere, a Campo de' Fiori, davanti a Piazza Navona. Alemanno fa l'ordinanza che vieta il consumo di alcol dopo le 23, ma qui chiunque può comprarsi una bottiglia di birraccia e ubriacarsi a qualsiasi ora del giorno e della notte, anche un ragazzino, basta che infila i soldi. Una presa per il culo colossale. Una zingarata, uno schifo assoluto. La cricchetta dei buzzurri avanza e continua a mangiarsi pezzi di città nel menefreghismo generale dei residenti, che in centro sono troppo impegnati a far la guerra ai tavolini dei ristoranti per rendersi conto di come stanno regredendo allo stato primordiale. Le strade ormai pullulano di negozi di chincaglieria, patacche cinese, cocomerari, kebabbari, pizza surgelata, mercatini improvvisati su cassette della frutta che una volta sgomberati si trasformano in cumulini di carte e cartonacci. Per le strade, cimiteri di sacchetti ricolmi di monnezza e topi che scorrazzano liberamente sui sampietrini. Questo sta diventando Roma. Il quarto mondo è alle porte. Fermiamo i barbari! Leggetevi questo articolo di Repubblica.

Scenari urbanistici da quarto mondo

giovedì 17 novembre 2011


Una invasione incontrollata di cartelloni, manifesti e pubblicità selvatica. Un intero ponte incartato, manco fossimo nell'America Latina anni '90. In violazione di chissà quante norme del Codice della Strada. Una città imbarbarita in maniera ignobile. Siamo all'uscita della Stazione Termini, e sembra di essere nel cuore di una città del quarto mondo. Invece siamo a Roma.

Beccati! Con le mani nella marmellata



Basta un attimo, accosto la macchina, apro lo sportello e... hop! Beccati!! Pizzicati con le mani nella marmellata!!! Ecco come, in pieno giorno e nel menefreghismo generale due ragazzi contribuiscono a deturpare la propria città impiastricciandola di adesivi. Per 10, 20, 30 euro, non di più. Questa foto è stata scattata da Riccardo. Bel colpo!

Siamo un popolo di pecettari

mercoledì 16 novembre 2011


Foto scattata in Via di Acqua Bullicante (VI Municipio), civico 140. A che serve abbellire i marciapiedi con i ciottoli se poi, al primo lavoro di manutenzione (lavori eseguiti per conto o da parte di Italgas, considerando che la "toppa" parte dal lato strada e finisce accanto ad un tombino del gas?), si rattoppa tutto a quella maniera? Purtroppo non è l'unica "toppa" d'asfalto, altre della stessa grandezza ci sono nello stesso tratto della via. (Gaio)

Il solito modo romano (incivilissimo) di rattoppare le cose. Una pecetta e via, risolto il problema, e chissenefrega se il risultato è rivoltante dal punto di vista estetico. Siamo gente incivile, ignorante e totalmente priva di buon gusto. Da noi il concetto di arredo urbano non esiste. Viviamo come le bestie.

Non vuoi la multa? Sconocchialo!

martedì 15 novembre 2011


Mai come in questi anni abbiamo assistito a una simile strage di segnali stradali. Che sia il nuovo giuoco con cui i selvatici abitanti della Città Eterna si dilettano? A noi il dubbio che è venuto è un altro. Quel pezzettino di strada è sovente percorso contromano, di retromarcia. Ma i vigili sono spesso in agguato, e allora ecco lo stratagemma ingegnoso: vuoi evitare la multa? Sconocchia il palo e buttalo per terra. Così se ti multano puoi fare ricorso. Ormai Roma è un cimitero di pali caduti, pali piegati, pali segati, pali girati, pali ruotati, pali resi invisibili dagli stickers. Siamo in piena giungla. NB: Qui siamo in Via Corrado Segre, davanti all'Università di Roma Tre.

L'università transennata



Chissà cosa penseranno gli studenti Erasmus venuti da paesi civili a studiare a Roma. Questo cancello dell'Università Roma Tre è ancora chiuso, nonostante siano ampiamente passate le 7 (orario di apertura). Davanti una bella transenna abbandonata da qualche vigile evidentemente abituato a vivere come uno Zulù. Già, i vigili urbani. Ti dicono che sulle strisce le macchine non si possono parcheggiare, ma le loro zozzissime transenne a quanto pare si. Eccola lì, tronfia, monca, zozza e ingombrante, abbandonata davanti al portone, sulle strisce pedonali. Che poi parliamone... ma voi le strisce pedonali riuscite a vederle? E del motorino in sosta vietata, delle scritte sui muri, della favelas di fogliacci appesi alla grata, vogliamo parlarne? Questa è Roma.

Decoro Day al XVIII Municipio

lunedì 14 novembre 2011


Il XVIII Municipio sta diventando una specie di oasi felice nella lotta al degrado. Sabato scorso si è svolta una passeggiata antidegrado organizzata dal Presidente del Municipio Daniele Giannini, alla quale hanno partecipato squadre dell'AMA, i Volontari per il Verde, i PICS (per accertare le violazioni in merito alle affissioni e ai volantini abusivi) e alcuni blog antidegrado. Era presente anche l'Assessore all'Ambiente Marco Visconti. L'intervento di pulizia si è svolto in pieno giorno, di mattina, tra la gente che passava. Unanime approvazione da parte dei passanti, per una iniziativa che ha legato insieme l'impegno del Municipio e la passione del volontariato civico dei cittadini romani. E' stata ripulita la zona di Piazza Irnerio e Via Boccea. Una iniziativa che verrà senz'altro ripetuta, e che potrebbe diventare una sorta di appuntamento fisso per i residenti del XVIII Municipio. Una sorta di laboratorio permanente nella lotta al degrado, e già si parla di un calendario di eventi futuri. Grazie a chi ha reso possibile questo evento, a Stefano, a Daniele Giannini e a tutti i volontari che vi hanno partecipato. Godetevi il video, e alla prossima!

Domani mattina non prendete impegni

venerdì 11 novembre 2011


Sabato 12 alle ore 10 di mattina, appuntamento a Piazza Irnerio angolo Via Boccea. Il XVIII Municipio ha organizzato una passeggiata antidegrado per ripulire le strade da affissioni e stickers pubblicitari abusivi. Ci sarà anche l'occasione per testare di nuovo il prodotto antigraffiti e cancellare qualche scritta selvaggia da muri e saracinesche. Nel XVIII Municipio si sta formando un bel gruppo, anche grazie all'azione del suo vulcanico e instancabile Presidente Daniele Giannini, sempre in prima linea nella lotta al degrado, e ovviamente al nostro Stefano, un punto di riferimento per la lotta al degrado del suo quartiere. Proviamo a far crescere ancora questo movimento. L'appello è rivolto a tutti e in particolare ai residenti del Municipio XVIII. Ci vediamo sabato mattina, portate ogni cosa che possa essere utile, taglierini, forbici, carta vetrata, spatoline e quanto altro riterrete opportuno. Non mancate!

Nuovo blitz di Fabrizio a Marconi

giovedì 10 novembre 2011


Ciao a tutti, Vi mando un po' di foto con dei prima/dopo dell'ultima passeggiata che ho fatto a Via Oderisi da Gubbio il 28 ottobre. Completata la bonifica adesivi da Piazzale della Radio a Via Grimaldi. A presto! Fabrizio.

Chi ci scrive è il nostro amico Fabrizio, che certamente avrete riconosciuto e di cui ricorderete il memorabile blitz di un paio di mesi fa. Fabrizio è romano di nascita, ma attualmente lavora e risiede a Vienna. Quando torna a Roma, una volta al mese, dedica parte del suo tempo a ripulire la città. In particolare si dedica alla rimozione di affissioni abusive e di stickers. Nel complimentarci con lui per il suo straordinario impegno civico, invitiamo tutti (specialmente chi a Roma ci vive ogni giorno) a impegnarsi nella salvaguardia e tutela del decoro urbano della nostra città.

Il "castello di cartelloni" cade a pezzi!

mercoledì 9 novembre 2011


Dalle colonne di Repubblica arriva un'altra mazzata alla cricca cartellonara e ai suoi referenti politici. Leggete questa intervista di Laura Mari al Presidente della IGPDecaux, che denuncia l'intollerabile livello di barbarie con cui è stato organizzato e pianificato a tavolino lo stupro di Roma.

"In nessuna città del mondo c'è una giungla di cartelloni pubblicitari paragonabile a quella di Roma. Per risolvere la situazione bisogna ripartire da zero e per questo siamo pronti a togliere dalla Capitale i nostri 300 impianti installati sulle strade di Roma". L'affondo è di Flavio Biondi, presidente di IgpDecaux, multinazionale leader nel settore della comunicazione e pubblicità esterna. A Roma l'azienda ha vinto l'appalto per le affissioni pubblicitarie nella metropolitana, sugli autobus e sui tram. Una posizione, quella del presidente Biondi, molto simile a quella del presidente di Telecom Italia, Franco Bernabè, che proprio nei giorni scorsi su Repubblica aveva annunciato: "Telecom Italia non farà più pubblicità sugli impianti stradali della Capitale".

Presidente Biondi, l'IgpDecaux fa parte di una multinazionale che opera nel mercato della pubblicità di molte città del mondo, da Los Angeles a Sidney, da Milano a Londra. A Roma riscontra delle anomalie?
"La città è invasa da migliaia di impianti che vengono installati spesso senza alcun rispetto delle regole prescritte dal codice stradale. Siamo di fronte a una deregulation che danneggia tutti e che, di fatto, è stata sanata".

Sta dicendo che le istituzioni hanno condonato gli impianti abusivi?
"Il Comune di Roma ha istituito un sistema in base al quale, tramite il meccanismo dell'autodenuncia, qualsiasi ditta che ha installato dei cartelloni paga un canone in cambio del quale ottiene l'inserimento in una banca dati. Per fare cassa il Comune ha condonato gli abusi e ha autorizzato questo scempio".

A Roma operano le ditte che installano i cartelloni sono oltre 400. Il settore ha subito delle ricadute economiche?
"Gli impianti sono ormai troppi e in questi ultimi anni la cartellonistica su strada ha perso circa il 50 per cento del valore. Questa giungla di pubblicità danneggia tutti".

I danni maggiori sono per le aziende di pubblicità esterna?
"Non solo. A essere danneggiati sono anche gli investitori, perché non sanno se la loro pubblicità andrà a finire su un impianto regolare o no. Per questo mi trovo perfettamente d'accordo con la posizione del presidente di Telecom, Franco Bernabè, che ha annunciato che l'azienda non farà più pubblicità sui cartelloni installati nelle strade di Roma".

Per risolvere la situazione secondo lei cosa dovrebbe fare il Comune?
"Bisogna ripartire da zero. Togliere tutti gli impianti, fare un efficace piano regolatore e poi concedere nuove autorizzazioni per un numero limitato di cartelloni. In questa ipotesi, l'IgpDecaux è pronta a lanciare un segnale chiaro al Campidoglio rimuovendo tutti i suoi 300 cartelloni installati sulle strade di Roma. La pubblicità esterna non deve solo invadere lo spazio urbano ma può essere una utile fonte di finanziamento per sostenere i servizi di pubblica utilità come il trasporto pubblico e l'arredo urbano".

(10 novembre 2011)

Roma peggio di Brasile e Cina

martedì 8 novembre 2011


Magnifica intervista di Repubblica al Presidente di Telecom Italia Franco Bernabé, che parla chiaro senza peli sulla lingua, prendendo le distanze dalla cricca cartellonara. Roma è la peggiore città del mondo, ridotta a livelli di barbarie e inciviltà vergognosi. Roma peggio anche delle metropoli terzo mondo. Appoggio pieno ai comitati anticartelloni. E ancora, la promessa di non utilizzare più i catafalchi dei cartellonari per farsi pubblicità e un impegno ad esercitare una moral suasion nei confronti di altre aziende. Leggiamo l'intervista:

"Cartelloni pubblicitari: Roma è la peggiore città al mondo. Non viene tutelato il decoro e l'importanza storica e archeologica della metropoli". L'affondo sul caso Cartellopoli arriva dal presidente di Telecom Italia, Franco Bernabè. Che annuncia: "L'azienda non farà più pubblicità sugli impianti stradali". Insomma la battaglia alla legalità parte dalla prima azienda di telefonia italiana che è tra i "big spender" cioè tra le società che investono di più in pubblicità.

Presidente, Roma è invasa di impianti pubblicitari: in alcune strade ce ne sono uno ogni otto metri, altre detengono il record di cartelli nello spartitraffico. Cosa ne pensa?
"La situazione romana non ha eguali nel mondo. Neanche nei Paesi in via di sviluppo ho mai visto una tale indecenza".

Ad esempio?
"San Paolo, in Brasile, era un caso analogo a Roma. Poi hanno fatto un'ordinanza per promuovere il decoro. E oggi sono vietati tutti gli impianti pubblicitari. A Pechino non c'è un cartellone. Pensi che lì, nonostante la siccità, tutte le aiuole sono sempre perfettamente fiorite".

In Europa e in Italia invece com'è la situazione?
"In Europa c'è massimo rispetto e tutela, salvo la Francia che ha però regole molto rigide, la giungla romana non l'ho mai vista. Anche in Trentino hanno vietato l'installazione di cartelloni stradali".

Roma, insomma, conquista la maglia nera.
"Sì. Negli ultimi dieci anni la situazione è peggiorata, ma solo negli ultimi due è diventata devastante".

Alcuni comitati domani (oggi per chi legge, ndr) scenderanno in piazza. E due anni fa hanno raccolto diecimila firme per modificare il regolamento sulle affissioni...
"Appoggio e sostengo i comitati. Come Telecom posso dire che aboliremo la pubblicità sugli impianti stradali ma manterremo ovviamente quella negli aeroporti e nelle stazioni. Una città come Roma non dovrebbe avere neanche un cartellone".

È capitato, però, anche all'azienda di cui lei è presidente di fare pubblicità in strada.
"Sì, ma la percentuale della pubblicità su strada è bassissima rispetto a quella che facciamo su internet o in tv. Noi non la gestiamo direttamente, ma ci affidiamo a delle agenzie pubblicitarie. E ci sono fenomeni che sfuggono al nostro controllo".

Cosa intende fare per fronteggiare il problema?
"Sto riorganizzando il settore e avvierò un'azione di moral suasion anche con altre aziende. Sono in gioco la sicurezza urbana e stradale oltre che il decoro".

(04 novembre 2011)

Buone News da Cartellopoli!



Ci scrive l'Ufficio Stampa della Polizia Locale di Ciampino per comunicarci l'esito di una maxioperazione contro cartellone selvaggio e affissioni abusivi (sopra la foto in allegato; clicca per ingrandire).

Continua l'attività di repressione dell'abusivismo in tema di affissioni e pubblicità, attraverso la quale il Comando di Polizia Locale di Ciampino e la S.T.S. Multiservizi (società affidataria del servizio affissioni e pubblicità comunale) hanno provveduto alla rimozione di decine di impianti installati abusivamente lungole principali vie cittadine.

L’attività - iniziata prima dell'estate - ha permesso di accertare solo oggi, in particolare su Via dei Laghi, Via del Sassone e Via Doganale infrazioni di ogni tipo: dai manifesti e cartelloni affissi sui pali della pubblica illuminazione e sulla segnaletica stradale, alla presenza di segnali di indicazione stradale abusivi installati su pali non autorizzati, fino alle "vele" fisse e non circolanti ad impianti ed addirittuta maxi plance posizionate sulle principali arterie cittadine senza autorizzazione. Il tutto, inoltre, senza versare alcun euro nelle case comunali, per una evasione che si stima in tutta la Città pari a diverse decine di migliaia di euro.

Per ogni messaggio abusivo la Polizia Locale ha applicato sanzioni che vanno dai 200 a 500 euro con rimozione del messaggio in caso di violazione al regolamento di Polizia urbana, ai 398 euro nei casi di violazione al Codice della Strada (con sanzione accessoria dell'obbligo di rimozione da parte del trasgressore entro 10 giorni dal ricevimento della notifica, pena rimozione coatta da parte del Comune con ulteriori 4.455 euro più spese a carico del trasgressore in caso di non ottemperanza nei tempi previsti). Nel caso delle "vele", sono state tutte sanzionate oltre alla rimozione di una di esse parcheggiata nei pressi dell'intersezione all'ingresso del Cimitero comunale, dove era collocata strategicamente nei giorni di maggiore afflusso dei parenti dei defunti.


Per quanto riguarda i manifesti abusivi, questi sono stati coperti con manifesti a firma della S.T.S. ove viene indicato l'abuso e viene inoltre ricordato come l'affissione regolare costa, sia all'azienza che alla collettività, molto meno di quella abusiva.

Il servizio si pone come obiettivo quello di “ripulire” e restituire al necessario decoro le strade, oltre a sanzionare le attività produttive (molte di altri comuni) che pubblicizzano la proria attività senza il rispetto delle norme, a discapito delle attività regolari che utilizzano plance e impianti autorizzati, pagando le imposte al concessionario autorizzato. L'opera di sanzione e rimozione viene ripetuta tutte le settimane, almeno una volta, fino al completamento delle rimozioni degli impianti abusivi.

Estirpare i cartelloni da Roma!

lunedì 7 novembre 2011


Estirpare tutti i cartelloni da Roma, la nostra missione. Una città civile non può utilizzare questa barbara, primitiva, degradante, cafonissima forma di pubblicità. La Città Eterna non può essere ridotta a una giungla, sfigurata da centinaia di migliaia di catafalchi abusivi. Ormai non esistono più paragoni per descrivere l'orrore, il raccapriccio, lo schifo, il cattivo gusto che abbiamo raggiunto. Nemmeno le città sudamericane, nemmeno l'Est Europa, nemmeno la Cina. La fogna, il buco del culo del mondo, siamo noi: ROMA. I cartelloni vanno estirpati tutti, uno per uno. E' una lotta contro la barbarie, civiltà contro inciviltà. Difendiamo Roma da questo schifo.

Sabato mattina il Comitato Promotore della Delibera di Iniziativa Popolare ha manifestato tutto il suo sdegno contro l'invasione cartellonara in Piazza dell'Aracoeli, ai piedi del Campidoglio, raccogliendo una clamorosa ovazione da parte dei passanti. Nelle stesse ore arrivava una seconda terribile notizia. La compagna del ragazzo morto sfracellato contro un cartellone abusivo non ce l'ha fatta. E così i morti sulla coscienza dei responsabili di questo scempio salgono a due. Il Comitato Promotore annuncia che offrirà assistenza legale alle famiglie delle vittime.

Noi a Roma famo così

venerdì 4 novembre 2011


Lo sapevate? Esiste un modo per evitare le multe. Staccando i pali dei segnali stradali e adagiandoli a terra. "A Roma famo così da un sacco di tempo, e ce dice sempre bene". Guardate che schifo. Quel segnale stradale starà lì da settimane e nessuno si è nemmeno degnato di tirarlo su e rimetterlo al suo posto. Per la cronaca, siamo davanti alla Stazione Trastevere.

"Non possiamo toccarli, sono autorizzati"



Ormai un classico qui su Riprendiamoci Roma: la fantomatica fermata "San Paolo Basilica" della Metro B. Assediata come sempre da un manipolo di puzzolentissimi pataccari. Guardate i furgoni piazzati in curva, in doppia fila, in mezzo alla strada. Guardate i marciapiedi mangiati dai loro tavolacci. "E in caso di evacuazione della metro, che sò, per un attentato?" E' questa la domanda che ho rivolto a un paio di vigili di passaggio. Entrambi hanno scosso le spalle. "Eh, lo sappiamo, ma non possiamo farci nulla. Questi qui sono autorizzati". Mi spiegano che una volta gli ambulanti si trovavano in un altro punto dello slargo e sono stati spostati qui da qualche anno. "Ma hanno tutto in regola, noi non possiamo toccarli". Ecco come deve sentirsi un romano che ama la sua città: totalmente abbandonato e impotente. Una piccola soddisfazione, però, me la sono tolta. Su mia segnalazione i due vigili hanno obbligato gli ambulanti a spostare i furgoni. Senza fargli la multa (quella no, è riservata a noi romani) ma almeno hanno sgomberato quella curva pericolosissima. E voi cosa aspettate? Quando vedete simili scenette di inciviltà non esitate a protestare. Tartassate i vigili, chiedete loro di fare le multe. Dobbiamo stargli col fiato sul collo. Dobbiamo fargli capire che la gente, tutto questo, non lo tollera più.

Contro Cartellopoli, tutti in piazza!

giovedì 3 novembre 2011


Riceviamo e pubblichiamo (dal blog Basta Cartelloni a Roma):

E' il momento di gridare basta. Di farlo compostamente e civilmente. Ma con durezza e indignazione. Sabato 5 novembre, alle ore 11.00 appuntamento a piazza dell'Ara Coeli, accanto ai capolinea degli autobus di piazza Venezia, per una grande e pacifica manifestazione. Tutti i lettori, i simpatizzanti, gli animatori del nostro e degli altri Blog anti-degrado di Roma, sono chiamati a partecipare e a far sentire la loro voce. Chiederemo conto alla Giunta e al Consiglio Comunale della situazione indegna della cartellonistica a Roma.

La sicurezza stradale è sempre più a rischio come dimostrato dalla tragedia avvenuta nelle ultime ore in via Tuscolana. Il decoro della città è devastato dalle migliaia di cartelloni piantati ovunque, come se Roma fosse terra di nessuno. I beni artistici e architettonici di quella che fu la Capitale del mondo e che oggi vorrebbe essere la Capitale di Italia, sono nascosti, violentati, cancellati da orrendi impianti installati senza controllo. La legalità e il rispetto delle regole sono stati accantonati per lasciare spazio alla prepotenza del più forte e del più furbo.

Questi alcuni dei temi e degli slogan della manifestazione di sabato. Mosteremo ai romani e ai turisti di passaggio alcune gigantografie di strade del centro e della periferia sfigurate dai cartelloni. E chiederemo a gran voce l'approvazione della Delibera di Iniziativa Popolare, per la quale hanno firmato oltre 10mila persone. E poi ci sarà una sorpresa che farà piacere a tutti coloro che amano Roma e hanno a cuore il suo decoro. I cittadini con le loro azioni possono cambiare quello che sembra immutabile. Ritroviamoci tutti, sabato mattina 5 novembre, alle ore 11.00 in piazza dell'Ara Coeli, accanto ai capolinea degli autobus. Diffondete e passate parola.

BREAKING NEWS: I Cartelloni uccidono

mercoledì 2 novembre 2011


Uno schianto tremendo contro un cartellone abusivo. La vetrata che va in frantumi, il metallo che si accartoccia. Se ne va così la vita di un ragazzo di appena 30 anni. Spezzata da un cartellone abusivo, piazzato "de nascosto" su uno spartitraffico. Ucciso dal mancato rispetto del Codice cella Strada, ridotto a un rotolo di carta igienica con cui pulirsi il culo dai responsabili del nuovo stupro di Roma. Noi semo noi e voi non siete un cazzo. E quindi ce ne freghiamo. Non sono bastate diecimila mila firme di romani imbufaliti, né la denuncia da parte di decine di blog e giornali, né la diffida dai parte dei Comitati, nemmeno una interrogazione parlamentare, per far fare marcia indietro ai responsabili di questo scempio. Ora, dopo una serie lunghissima di incidenti più o meno gravi (l'ultimo appena pochi giorni fa), è arrivato il morto. E sarà il primo di una lunga serie. La Delibera di Iniziativa Popolare è l'unica vera arma per porre fine a una scia di sangue annunciata. Per riportare a uno stato civile una città barbarizzata, stuprata, martoriata, uccisa e rosicchiata fino al midollo. Ora vedremo con quale faccia di bronzo qualcuno si azzarderà a votare contro.

Per leggere e commentare la notizia: Basta Cartelloni a Roma, Cartellopoli, Repubblica, Messaggero. Linkate e condividete sul vostro facebook!

Ecco come abbiamo ridotto Roma



Un desolante quadretto tipico romano. Da un marciapiede ricolmo di monnezza sbucano fuori i moderni monumenti all'inciviltà italica. Un bel cartellone, inutile e inutilizzato. Questa è la Roma di oggi. Ecco come siamo riusciti a devastare la città culla della civiltà Occidentale. Oggi vediamo solo macerie. Monnezza e cartelloni.

Letteralmente circondati dalla monnezza



Ormai l'AMA ha gettato bandiera bianca. A simili scenette dovremo abituarci, perché saranno sempre più frequenti. Non c'è quartiere che si salvi dall'ondata di monnezza. Il tutto nell'indifferenza e nel menefreghismo generale. Paghiamo la tassa sui rifiuti per dar lavoro a una massa di incompetenti raccomandati, e questo è il servizio che riceviamo in cambio. Una città incivile, che merita di finire assediata dai ratti.

La prima causa di sporcizia delle strade

martedì 1 novembre 2011


Ecco perché combattiamo questa forma barbara e primitiva di pubblicità. Guardate che fine fanno i cataloghi dei supermercati distribuiti sui tergicristalli delle auto. Almeno uno su tre finisce regolarmente in terra all'arrivo del proprietario dell'auto non interessato. Ci sarebbe anche un'ordinanza che vieta questa pratica, ma come potete ben capire, non è un deterrente sufficiente per porre fine al fenomeno. Le multe per chi sgarra sono ridicole e i vigili nemmeno le fanno. Questa è Roma, signore e signori. Allora, vogliamo riprendercela o no questa città caduta in mano ai barbari?

Non stupiamoci poi se durante un'acquazzone questa massa di monnezza, trascinata dall'acqua, finisce per ostruire i tombini. Con le conseguenze che tutti abbiamo imparato a conoscere.

I nuovi cestini di Roma



Ecco il nuovo modello di cestino adottato a Roma. Marciapiedi triturati e sistemati a mo di recipiente per contenere i rifiuti. Qui siamo su Viale Trastevere, ma scene orrende come questa si possono osservare ovunque qui a Roma. Quando lo capiremo che i marciapiedi fatti a cazzo di cane fanno spendere più soldi e non meno soldi? Quando lo capiremo che a Roma servono più cestini per i rifiuti (ben tenuti e a prova di vandalo) e multe severissime per chi sgarra? Quando lo capiremo che il degrado ambientale genera degrado sociale? Forse mai, forse troppo tardi per rimediare. La situazione ormai è irrisolvibile. Abbiamo trasformato i romani in animali.

Non stupiamoci poi se durante un'acquazzone questa massa di monnezza, trascinata dall'acqua, finisce per ostruire i tombini. Con le conseguenze che tutti abbiamo imparato a conoscere.

Se questa è una capitale europea

lunedì 31 ottobre 2011


Scenari da quarto mondo. Una massa informe di gente in fila dalle 4 del mattino, che urla e spinge contro le transenne, tenuta a stento a bada da un gruppo di energumeni buttafuori. Gente disposta ad accapigliarsi, a menarsi, a mordere le caviglie di quello davanti, pur di arraffare il bottino. Di fronte a questo scenario da paese sudamericano, una città intera finisce letteralmente paralizzata. La Municipale fallisce in maniera clamorosa la gestione dell'evento, mostrando un dilettantismo raro, capace di stupire perfino il romano più navigato, ormai abituato a simili disservizi. Ed esponendosi a una clamorosa, siderale, immensa figura di merda. Per capire il senso di questa immane manifestazione di selvaticità e inciviltà basta leggere il titolo del post di Tonelli sul blog Roma fa Schifo. "Apre un negozio di elettrodomestici. Si blocca l'intera Capitale d'Italia". E' una frase che fa senso, che provoca ribrezzo. Una città intera bloccata per l'apertura di un negozio di elettrodomestici. Rendiamoci conto di cosa è accaduto, e vergogniamoci. E fa sorridere la dichiarazione di Bordoni, per cui la gente in fila "è la dimostrazione che l'economia romana va bene". E fa ancor più sorridere la dichiarazione del Sindaco, che prima autorizza l'inaugurazione e poi minaccia di chiedere i danni. Anziché chiedere garanzie in anticipo. Per finire, la ciliegina sulla torta: la maggior parte degli articoli in saldo è finito in mano a bande di filippini organizzate per poi rivendersi la merce in nero. E chissà chi o cosa c'è dietro una simile organizzazione...

Il "Caso Cartellopoli" finisce in Parlamento



Laura Serloni, Repubblica.it - Cartelloni abusivi, il caso finisce in Parlamento. Dopo l'invio delle cartoline "Saluti da Roma", con le immagini dei monumenti deturpati dai maxiimpianti, al presidente della Repubblica, ai ministri e a tutti i deputati; ora sono pronte due interrogazioni parlamentari.

Una è rivolta dalla deputata del Pd, Giovanna Melandri, al ministro Giancarlo Galan per chiedere se "vista la grave situazione romana", il titolare dei Beni culturali abbia sollecitato le Soprintendenze ad intervenire. L'altra, che sarà depositata in settimana, è diretta invece al ministro dei Trasporti perché "il settore delle affissioni determina rischi per la sicurezza stradale e l'incolumità pubblica".

Nonostante le oltre cinquemila firme raccolte dal comitato "Basta Cartelloni", in città continua senza sosta l'invasione da parte delle ditte di ogni spazio libero, con impianti di dimensioni e fattezze di ogni tipo, senza il rispetto del codice della strada e dei regolamenti comunali. "Sta ormai diventando una questione di sicurezza stradale oltre che di decoro - sottolinea il Comitato Negli ultimi mesi ci sono stati decine di incidenti che hanno visto coinvolti cartelloni sistemati ove non era consentito. Ed è proprio per questo che alcuni deputati depositeranno un'interpellanza anche al ministro dei Trasporti". Anche i deputati chiedono ufficialmente un intervento del Mibac "perché il decoro di Roma e la tutela del suo patrimonio artistico e culturale non sono questioni locali, ma un tema di rilevanza nazionale", continua il Comitato promotore della delibera di iniziativa popolare per la modifica del regolamento sulle affissioni che sarà discussa nei prossimi giorni dall'Assemblea capitolina.
(continua..)

Le raccapriccianti cartoline da Roma

venerdì 28 ottobre 2011


Non credo servano commenti per descrivere l'abominio che state osservando. Dietro la Villa Farnesina, uno dei capolavori più incredibili dell'architettura rinascimentale romana. Davanti un osceno cartellone pubblicitario su cui campeggiano cafonissime pubblicità della peggior politichetta da quartierino. Una cartolina emblematica, per una città che un tempo sfornava meraviglie e che oggi è ridotta a una melma informe popolata da animali selvatici. Guardate che schifo. Guardate e indignatevi. Quando ci decideremo a scrivere all'UNESCO?

Dove c'è politica c'è degrado

giovedì 27 ottobre 2011


Dove c'è politica c'è degrado. Non esiste nessun altro paese al mondo in cui chi devasta la città in questo modo prende pure i voti della gente. Ma ci siamo rincoglioniti o cosa? Come si fa a votare chi smerda sui muri della propria città? Chi non fa nulla per migliorarla, o quando prova a fare qualcosa si dimostra totalmente inadeguato? Negli anni abbiamo visto solo palliativi e interventini spot da teatrino di serie B. E intanto le condizioni di degrado della città hanno raggiunto picchi spaventosi. Noi di Riprendiamoci Roma i manifesti li strappiamo dai muri. Votateci a noi!

La politica abusiva



Ma è mai possibile votare gente così? Persone che non sono mai state in grado di fare nulla per migliorare questa città e riportarla al pari con l'Europa e che si fanno pubblicità in questo modo barbaro e incivile? Ma per cosa li votiamo, per fargli deturpare Roma? I soldi buttati nel cesso per farsi pubblicità potrebbero essere investiti in qualcosa di meglio! E basta con questo schifo! Possibile che siamo rimasti noi unico paese in Europa a fare propaganda politica a spese della città? Queste sono scene da paese sudamericano.

L'AMA pulisce così

mercoledì 26 ottobre 2011


Repetita iuvant. Non stupisce affatto che 2 romani su 3 reputino insufficiente il servizio di pulizia delle strade dell'AMA. Se le scenette a cui siamo abituati sono queste, è già tanto anzi che 1 romano su 3 si dica soddisfatto di vivere in questa melma. Chi è quel romano su 3 che accetta tutto questo e non si vergogna di affermarlo?

Non stupiamoci poi se durante un'acquazzone questa massa di monnezza, trascinata dall'acqua, finisce per ostruire i tombini. Con le conseguenze che tutti abbiamo imparato a conoscere. E oggi chissà come andrà a a finire...

Ecco come l'AMA svuota i cassonetti



Non stupisce affatto che 2 romani su 3 reputino insufficiente il servizio di pulizia delle strade dell'AMA. Se le scenette a cui siamo abituati sono queste, è già tanto anzi che 1 romano su 3 si dica soddisfatto di vivere in questa melma. Chi è quel romano su 3 che accetta tutto questo e non si vergogna di affermarlo?

Blitz anti-locandine a San Paolo (by Les)

martedì 25 ottobre 2011


Queste lo ho staccate all'incrocio Viale Giustiniano Imperatore-Via Ostiense, davanti l'abbazia di San Paolo: sono di un'associazione che organizza feste per gli studenti Erasmus: SPQE. I volantini hanno fatto la fine che meritavano... (Les)

Cosa aspettate a imitarlo? Staccate, staccate, staccate! Affissioni abusive, locandine pubblicitarie, stickers e manifesti politici. Staccate tutto senza pietà!

La Società dei Cartellonari

lunedì 24 ottobre 2011


Spettacolare video-parodia sull'invasione cartellonara realizzato da Cocacola di Rienzo e prontamente segnalato dal blog Cartellopoli. Ecco come i moderni barbari hanno devastato Roma nell'indifferenza e nel menefreghismo generale. Non si poteva scegliere colonna sonora migliore per accompagnare la rozzezza, la selvaticità, il raccapriccio di queste immagini assolutamente grottesche. Si fa davvero fatica a concepire come si sia potuto autorizzare un simile stupro ai danni della Città Eterna. Una città Patrimonio dell'Umanità, culla della Civiltà Occidentale e oggi totalmente spolpata e rosicchiata fino al midollo. Una città ridotta a una immensa tavolata, barbarizzata e intrucidita fino all'inverosimile. Cosa aspettiamo a mandare questo video all'UNESCO? Seguiamo l'esempio di Athos de Luca. Questa città è Patrimonio dell'Umanità e dunque è anche nostra! Fuori i Trimalcioni da Roma!

La tragica rassegna stampa di Ottobre



Settimane difficili per le nostra città. I moderni barbari chiamati Black Bloc mettono a ferro e fuoco la città senza che nessuno riesca a fermarli. Ma analoghi episodi di vandalismo a Roma ormai sono all'ordine del giorno (l'ultima, un cestino divelto e buttato sui marmi della scalinata di Trinità dei Monti).

Roma finisce sott'acqua, paralizzata per ore a causa di un temporale stagionale, ampiamente prevedibile, durato meno di due ore. Come nel Medioevo.

Paese incivile: il Colosseo viene imbrattato di vernice e tutto quello che ne vien fuori è un misero trafiletto. Dopo la sagra sella sarsiccia ai Castelli. E sempre a proposito di Colosseo, ecco come i politici di domani sono in grado di umiliarlo.

In un'intervista a Repubblica Adriano la Regina ci spiega perfettamente quali sono i mali di questa città (anche se tralascia di citare problemi ben peggiori dei tavolini).

La candidatura alle Olimpiadi del 2020 si tinge di ridicolo. La Metro C è stata cancellata dal dossier ufficiale. E sulla candidatura più sfigata del globo cade un'altra tegola: il Governo ha tagliato drasticamente i fondi, attualmente "più che dimezzati". Ma chi ce l'ha fatto fare di candidarci? Avremmo evitato una figura di merda.

E' tutta colpa dell'AMA

venerdì 21 ottobre 2011


Se queste foto potessero parlare ci racconterebbe una storia. Guardatele bene. Cumuli di foglie miste a fanghiglia, che ostruiscono quasi completamente i tombini. Queste sono le conseguenze di una strada spazzata male. Quando piove l'acqua che cade viene convogliata nel punto a quota più bassa, dove sono posizionati i tombini. Se le strade sono zozze, l'acqua trascina con sé le foglie presenti sull'asfalto fino al tombino, il punto in cui l'acqua piovana si raccoglie, ostruendolo, intasandolo e rendendolo inutilizzabile. Se avessimo un servizio di pulizia delle strade più efficiente non dovremmo subire allagamenti al primo acquazzone stagionale. Se le strade fosse pulite l'acqua entrerebbe nel tombino senza trascinare con se le foglie, il fango, i detriti, la melma, le cartacce (i volantini!), la monnezza. Se le caditoie venissero pulite regolarmente non si allagherebbe niente. E a proposito, che fine ha fatto Elephant, la macchina stura-tombini? Era uno dei fiori all'occhiello della giunta Alemanno, presentata in pompa magna appena due anni fa. Qualcuno ne sa qualcosa? In attesa di ricevere risposte, sarebbe bene istruire a dovere i ragazzotti dell'AMA, spiegandogli che le strade vanno pulite TUTTE e per bene, senza lasciare cumuli di monnezza agli angoli dei marciapiedi (come più volte documentato da Riprendiamoci Roma) perché "tanto nun se vedono". Il servizio di pulizia delle strade a Roma è indegno di un paese del quarto mondo. NB: Condividete il video su facebook!

Non è colpa della pioggia

giovedì 20 ottobre 2011


Dice il Sindaco che il diluvio universale è stato del tutto inaspettato. Che l'allerta meteo parlava solo di temporale, e non di vero e proprio nubifragio. Vi dò una notizia. Il fatto che un temporale si riveli peggiore del previsto è la cosa più normale di questo mondo. Può capitare, e non di rado, e chi si fa trovare impreparato ne paga le conseguenze. La prevenzione di questi fenomeni non si fa con 24 ore di anticipo, inseguendo i bollettini meteo e della protezione civile, magari con un rosario in mano. Si fa con la cura costante delle strade, con la manutenzione ordinaria, la pianificazione degli interventi. Si fa spazzando le foglie dalle strade, rimuovendo la monnezza che ostruisce i tombini, si fa pulendo e manutenendo le caditoie. Si fa con soldi, investimenti, quelli che ogni giorno vengono buttati nel cesso in consulenze e assunzioni. Non è pensabile che una città in preda a un nubifragio del genere sia costretta a chiudere le uniche due linee metro che ha. Significa condannarla al collasso totale. E' una roba da incoscienti. Una situazione del genere andava prevista con largo anticipo e si doveva intervenire per evitare il peggio a tutti i costi. Ma il dilettantismo romano non si è limitato a questo. Stavolta ha dato il meglio di sé fino in fondo. Gli annunci audio diffusi ai malcapitati utenti della metro sono stati dati solo in italiano. Una vergogna indicidile. Una inenarrabile, colossale figura di merda, per la capitale di un paese europeo che vuole definirsi civile. Dopo nemmeno una settimana Roma si trova a gestire una nuova emergenza. Dice bene Tonelli nel suo blog. Un'acquazzone di un paio d'ore, una manifestazione, non possono essere considerati eventi eccezionali. "Qualche decina di facinorosi mettono a ferro e fuoco la città; un'ora e mezzo di pioggia e si contano i morti. Qualsiasi evento che è la norma in ogni città al mondo qui diventa foriero di cataclismi e sciagure". In duemila anni non abbiamo ancora imparato come fronteggiare situazioni all'ordine del giorno. Qui a Roma ogni cosa viene gestita da raccomandati e dilettanti allo sbaraglio. Con l'incoscienza tipicamente italica di chi, rosario alla mano, prega che non succeda niente di grave.

BREAKING NEWS: Si discute la Delibera!




Forse ci siamo. La Delibera di Iniziativa Popolare che metterebbe fine allo scempio della cartellonistica romana è stata finalmente calendarizzata. E' stata inserita all'ordine del giorno del Consiglio Comunale di domani, giovedì 20 ottobre, alle ore 15.00 e poi nuovamente lunedì 24 ottobre. Alla fine quello che è un nostro diritto, il diritto di oltre 10mila cittadini che hanno sottoscritto la Delibera, viene rispettato anche se con un ritardo imperdonabile rispetto ai regolamenti capitolini. MA LA COSA PIU' GRAVE E' CHE NON SIAMO STATI AVVISATI. Il Comitato Promotore, che tra l'altro può e deve svolgere interventi durante la discussione, non è stato avvertito! Abbiamo scoperto della calendarizzazione solo controllando gli ordini del giorno del Consiglio. E' una omissione grave, per la quale domani protesteremo formalmente con la Presidenza dell'Assemblea Capitolina. Questo modo di procedere da parte del Campidoglio puo` compromettere i diritti di partecipazione dei cittadini, laddove invece una discussione aperta e chiara è dovuta ad una città martoriata dall'impiantistica pubblicitaria come nessun'altra nel mondo occidentale. In Consiglio si confronteranno le diverse posizioni e finalmente potranno venire allo scoperto tutte le contraddizioni del settore delle affissioni pubblicitarie. Finalmente tutti i romani potranno verificare con i loro occhi chi vuole riportare legalità e decoro nella città e chi invece vuole lasciare la situazione come è! Le sedute del Consiglio Comunale sono pubbliche. E' PER QUESTO CHE INVITIAMO A INTERVENIRE IN MASSA TUTTI I NOSTRI LETTORI E SOSTENITORI. Secondo le nostre informazioni, è probabile che della nostra Delibera Francesco Fiori si discuta la prossima settimana, dovendo prima terminare l'esame del provvedimento sui taxi. Noi comunque domani ci saremo e chiediamo a tutti di fare uno sforzo: VENITE SIA DOMANI ALLE 15.00 E POI TORNATE ANCHE LUNEDI' DELLA PROSSIMA SETTIMANA quando con maggiori possibilità, potremo assistere al vero confronto sul tema che ci sta a cuore. Passate parola, avvisate amici e parenti. E' un'occasione importante per la città di Roma. E' il momento di una vera chiamata alle armi della partecipazione popolare!

Pericolo di morte

mercoledì 19 ottobre 2011


Da dove vogliamo cominciare? Dall'oscena bruttezza di questi accrocchi (che esistono solo in Italia, anche in centro storico!), dalla selva di pubblicità, locandine, stickers affisse su di essi, dal loro precario stato di abbandono, dalla pericolosità che implica una centralina aperta, ad altezza-bambino, col rischio di rimanere fulminato? Scegliete voi. Noi pensiamo che la foto da sola sia sufficientemente esplicativa. Purtroppo i romani a questo schifo sono perfettamente abituati. E se un ragazzino tocca i fili scoperti e finisce folgorato? Niente paura: quelle che vedete lì dietro sono le mura dell'Ospedale San Camillo. Affidiamoci a qualche santo, e tutto andrà bene!

Deve aver frainteso...



Mettiamola così: è stato un malinteso. Leggendo "spazio disponibile" scritto in rosso a caratteri cubitali sul cartellone, questo automobilista deve aver pensato che poteva tranquillamente posteggiare l'auto sul marciapiede. Solo in una città popolata da animali selvatici può accadere tutto questo alla luce de sole e nell'indifferenza generale. Ovviamente l'auto non aveva nessunissima multa sul parabrezza. Ma d'altra parte lo abbiamo capito da tempo: i vigili le multe non le fanno.

Roma di nuovo distrutta

martedì 18 ottobre 2011


Le immagini di devastazione le abbiamo viste tutti. La nostra città, unica al mondo, messa nuovamente a ferro e fuoco dai moderni barbari. Solo da noi è successo tutto questo. E non basta dire che avevamo il corteo più numeroso e anche (di gran lunga) più incazzato. Ci chiediamo che senso abbia e come sia stato possibile tutto questo. Perché non si sia fatta un'opera di prevenzione degli scontri. Come si fa con gli ultras, che vengono bloccati prima della partita. Ci chiediamo perché le forze dell'ordine non siano state in grado di garantire l'ordine. Ci chiediamo perché gli organizzatori non abbiano previsto un servizio d'ordine. Risposte semplici, fin troppo ovvie. "Le forze dell'ordine hanno fatto un lavoro egregio", dice. Pensa se avessero fatto un pessimo lavoro, a quali scene avremmo assistito. Forse avrebbero bruciato tutta Roma, come fece Nerone. Perché è davvero difficile immaginare un quantitativo di devastazioni peggiore di quello documentato dalle immagini. "Il movimento è troppo eterogeneo per poter organizzare un servizio d'ordine", dice. Si dica quindi candidamente che non si è in grado di garantire una manifestazione senza infiltrati. E' giusto che tutti si prendano le proprie responsabilità. Anche il manifestante pacifico, e ingenuo, ha le sue responsabilità. Se non altro quello di aver distrutto una causa che era nobile e che è stata screditata agli occhi di tutti. Si sapeva benissimo che ci sarebbero stati degli scontri, non si è fatto nulla di concreto per impedirli. Convinti che bastasse non pensarci per evitare problemi. Convinti che bastasse dissociarsi per aver evitare qualsiasi tipo di strumentalizzazione. Ma così non è. I nodi alla fine vengono sempre al pettine. Dilettantismo, impreparazione, approssimazione. Avete sbagliato tutto, avete sbagliato tutti. I poliziotti male armati, con lacrimogeni scaduti nel 2006, a cui il Governo proprio ieri ha tagliato ulteriori 60 milioni. Una manifestazione presa in ostaggio dai teppisti, tra lo stupore generale. Come se nessuno se lo aspettasse. E a farne le spese, come sempre, è stata la nostra città.

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