Sulle strisce

giovedì 17 giugno 2010


Raffaella ci scrive inviandoci alcune foto scattate a Via Paolo di Dono, elegante strada del quartiere EUR, nei pressi di Via del Serafico. Le prime due foto riguardano la sosta selvaggia. Anche qui, come in tutta Roma, le strade sono il regno della doppia fila e della sosta sulle strisce. Tutto questo ormai a Roma è la regola. Le macchine sono troppe, i parcheggi non ci sono, e i cittadini si sentono autorizzati a piazzare l'auto dove gli pare. Sulle strisce, ad esempio. I vigili, quando gli chiedi come mai queste situazioni vengono tollerate, allargano le braccia e dicono: "che possiamo farci se i parcheggi non ci sono?". Per esempio potreste cominciare a fare multe su multe. Una raffica di multe! Così forse la smetteremo di comprare un'auto a persona, 3 o 4 auto a famiglia. Così forse in molti venderanno la loro seconda auto e la domanda di metropolitane, trasporto pubblico, car&bike-sharing, piste ciclabili, aumenterà. Così forse la scellerata politica di non investire sul trasporto pubblico verrà interrotta bruscamente. E per le auto che ci sono, forse qualcuno si deciderà a chiedere a gran voce nuovi parcheggi interrati, per togliere le auto dalle strade e metterle sottoterra. I vigili sono complici di questo schifo, in quanto accettano lo status quo senza muovere un dito. Roma è la città europea col più alto tasso di autovetture per numero di abitanti. Nel solo comune di Roma circola lo stesso numero di automobili di tutta l'Austria. Una follia totale. Avere quattro auto a famiglia non significa progresso. Significa ottusità, barbarie, modello primitivo di società, stupidità, mente bacata, peracottaggine. Basta! Mettiamo fine a questo schifo, creiamo un movimento di opinione e cerchiamo di salvare questa città marcia. Vi segnaliamo, se mai cie ne fosse ancora bisogno, i due blog bikesharingroma e propuproma. Seguiteli, scrivete, commentate, partecipate.

7 commenti:

theDRaKKaR ha detto...

carissimo, ti segnalo articolo e commenti:

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=106616&sez=HOME_ROMA

Anonimo ha detto...

ogni vigile dedicato a fare le multe produce circa 500 euro di introiti l'ora (6 minuti a multa, importo medio di 50 euro)
4000 euro per una giornata di lavoro. e di lavoro ce n'è.
è una utopia lo so, i vigili hanno altro da fare. i bar di roma sono affollati. ma allora che li appaltassero i compiti di repressione delle inciviltà.

Riprendiamoci Roma ha detto...

Noi abbiamo occhi per guardare. A Via Oderisi da Gubbio c'è il gabbiotto dei vigili, poco più avanti una sfilza di auto in doppia fila, i vigili passano ma mai che facessero una multa... è più facile vederli entrare al bar.

Anonimo ha detto...

dovrebbero darmi un blocchetto di multe al giorno e una piccola percentuale del 10%.
diventerei ricco. mantenendo anche il mio lavoro. nel tragitto casa-lavoro lo finirei quel blocchetto.
Davvero: noi abbiamo occhi per guardare. i vigili non si immischiano. anche in piazza fiume hanno il gabbiotto e di fronte ogni sorta di sosta selvaggia.

Riprendiamoci Roma ha detto...

Comunicazione di servizio: abbiamo risolto il problema della risoluzione delle foto. Ora sono ok, scorrete la pagina e guardate che differenza.

giuliana ha detto...

Concordo con quanto avete scritto sulla sosta selvaggia e sulla pressoché totale assenza di una qualche repressione. Propongo tra le prossime iniziative di Riprendiamoci Roma, un tour con finte multe con su un testo personalizzato, da apporre su tutte le auto e motorini in divieto di sosta (seconda fila, strisce pedonali, scivoli, marciapiedi, passi carrabili e chi più ne ha più ne metta). Oppure il tour lo facciamo insieme ai vigili urbani dopo averli appositamente convocati, che sarebbe anche meglio.

Anonimo ha detto...

Sarebbe una bella iniziativa guidare e accompagnate i vigili nel difficile compito di togliere il prosciutto dai loro occhi.
si farebbe fare cassa alla città (a meno di concordati sulle multe).
Propoongo via Veneto con attenzione alle corsie preferenziale, terra di NCC e alberghi non certo di autobus ATAC.
e via Boncompagni e vie limitrofe dove strisce pedonali, fermate bus e marciapiedi sono terra di tutti tranne che dei pedoni.

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