E questi qui sarebbero "artisti"?

mercoledì 21 ottobre 2009

Io penso che si debba seriamente cominciare a denunciare chiunque, a mezzo stampa o in televisione, definisca "artisti" questa cricca di barbari cavernicoli che quotidianamente devastano le nostre città. E si dovrebbe cominciare a denunciare anche chi permette loro di "sdoganarsi" con improbabili mostre di bassissimo livello. Il recente decreto sicurezza prevede multa e carcere per chi imbratta i muri. Ogni anno il Comune di Roma spende decine di milioni di euro per ripulire le scritte. Non si contano gli edifici in travertino, anche di pregio, anche di valore artistico, devastati da impropri interventi fai-da-te di gente esasperata, pronta a scartavetrare o a verniciare il marmo pur di mettere fine a questa barbara pratica. E in TV abbiamo gente che, davanti a milioni di lettori e telespettatori, si permette di definire "artisti" i responsabili di questo macello. La legge italiana li considera criminali, in tv e sui giornali passano per artisti. A questi cialtroni incompetenti che straparlano a vanvera, senza conoscere l'entità e le implicazioni del fenomeno di cui trattano, vorremmo porre una domanda: come si fa a definire "artista" un imbecille che tagga sui cartelli turistici? Con quale faccia di bronzo si definisce artista chi sull'arte (quella vera) ci sputa sopra? Dovremmo organizzare una bella passeggiata antidegrado di massa armati di prodotti antigraffiti per ripulirle tutte, proprio come hanno fatto gli amici bloggers di I Am Ascoli. Te la do io l'arte!

10 commenti:

Quanto sei sporca Roma ha detto...

La bomboletta bisognerebbe infilargliela nel culo.

Anonimo ha detto...

Stamattina si parlava di delibera contro i writers in discussione. Per me dovrebbero sbatterli in galera e tenerli a pane e acqua per anni.

Antonio ha detto...

Ma mai uno di questi dementi è stato beccato mentre imbrattava un cartello o un altra superficie? Agiscono sempre di notte? non c'hanno da dormì questi? qui a ferrara saranno circa una ventina i dementagger (per ora...ma visto che ormai è diventata una moda essere vandalo aumenteranno) e il piatto prelibato a quanto pare sono i cassonetti dei rifiuti, non se ne trova uno che non sia stato marchiato (devo dire che finalmente ne ho visti alcuni che sono stati puliti seriamente, peccato che nel giro di 1 mese sarà di nuovo taggato)

bymail ha detto...

Ciao ragazzi,
ieri ho inviato le missive antidegrado ai dirigenti del Festival del Film per stimolare la curiosità dell'ambiente del cinema sul degrado urbano, un problema culturale che ha bisogno di uomini di cultura per essere risolto.
Spero che qualcuno dei destinatari legga la mia lettera e si ponga le domande che ci facciamo noi, come ha fatto una città così bella a cadere così in basso?
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Il vandalismo grafico è la piaga più evidente, la criticità numero uno, il vero colpo di grazia inferto a Roma dai suoi stessi cittadini.
E quindi scritte sui muri di ogni genere su ogni superficie disponibile.
I cosiddetti graffiti si declinano in tanti tipi di scrittura, dal disegno colorato stile hip hop alla scritta di odio politico di destra e sinistra fino alla più diffusa di tutte, la "tag", la firma, il vero monumento all'egoismo vandalico.
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Le tags sono ovunque, muri, lungoteveri e banchine, portoni, serrande, pensiline del bus, metropolitane, vetrine dei negozi,..persino monumenti.
Se nella capitale d'Italia i monumenti sono guardati a vista e le indicazioni turistiche sono imbrattate, deturpate, sabotate dagli italiani stessi...significa che qualcosa non va nel rapporto tra gli Italiani e la propria Nazione.
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Bisogna ricostruire quel rapporto, far tornare l'amore per l'arte e la bellezza nel popolo italiano, quel legame con il nostro grande passato che arricchisce il nostro presente.
I cittadini che sentono questo problema ne devono parlare, ne deve parlare la politica, ne devono parlare gli intellettuali.
I critici d'arte, poi, dovrebbero schierarsi e dire la propria che sia contro o a favore del graffitismo vandalico.
Che è cosa ben diversa dall'ammettere, come faccio io per primo, che alcuni graffiti "dipinti" in zone più o meno abbandonate della città sono belli, a volte bellissimi, certe volte scomodo il termine arte.
Ma c'è un "ma":nei dipinti è importante il supporto, la materia sulla quale si dipinge e se quella materia è il muro di un palazzo abitato, può succedere che quel dipinto rovini l'armonia, l'atmosfera, la concordia sociale e non ultima la forma inventata dall'architetto che poi è un altro artista.
In questo caso il dipinto per quanto bello è un'opera d'arte mancata, una fatica sprecata, un pensiero frustrato.
Così dei graffiti pur belli disegnati sui vagoni del treno diventano uno sgorbio prepotente e destabilizzante, così due lettere tonde e sgargianti disegnate con la bomboletta spray distruggono in un colpo solo la bellezza di un'architettura.

Sfortunatamente troppi italiani non capiscono quanto un disegno sul muro possa essere violento; ahinoi troppi critici danno poi la patente d'arte a questi patetici disegni.

-les

Riprendiamoci Roma ha detto...

I veri artisti sono quattro gatti. E pur facendo cose magnifiche, hanno creato migliaia di emuli inconsapevoli che nel tempo hanno devastato ogni angolo della città. E dunque anche il writing migliore è qualcosa di cui possiamo fare volentieri a meno. Perchè i suoi effetti collaterali sono terribili. Se a qualcuno piace l'arte a Roma ha solo l'imbarazzo della scelta. Basta entrare in una chiesa, in una galleria d'arte, basta farsi due passi al Foro o in centro, a scovare piazze, fontane, scorci, monumenti.

Antonio ha detto...

Rispetto, rispetto, rispetto.....ci vuole rispetto per le cose altrui. Sti infami mica imbrattono le loro cose.

Riprendiamoci Roma ha detto...

Ma sai che forse imbrattano anche le loro case? Se a loro questo schifo piace, chissà, magari ci provano gusto anche a insozzare il proprio muro. Lo vedono più bello così, tutto scritto.

bymail ha detto...

Riprendiamoci, anche io sostengo che possiamo anzi dobbiamo farne a meno dei graffiti di ogni genere.
Sai come la penso, figurati, volevo solo dire che nella storia degli ultimi 30 anni i graffiti hanno avuto momenti artistici di spessore ma rimane il fatto che il graffitismo in Italia si è trasformato nel peggiore dei fenomeni vandalici.

-les

Riprendiamoci Roma ha detto...

Quello che volevo dire è che l'Italia non è in grado (non si è dimostrata in grado) di saper gestire, arginare e regolare il fenomeno.

fraoff ha detto...

Piú volte ho assisitito in diretta le prodezze degli writers. Dubito che non sia successo anche ad un vigile o un poliziotto. Credo che una bella sanzione possa funzionare da deterrente"se ti becco col sorcio n'bocca te multo, 100 euri". Se le multe non vengono fatte, forse chi dev'essere educado é il sanzionatore non il writer

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