Gli alberi di Natale di Roma

lunedì 28 dicembre 2009


Giorni fa osservavo in tv un bel servizio su come viene vissuto il Natale nelle capitali europee. Come ogni anno le città dell'Europa civile fanno a gara per rifarsi il trucco e sfoggiare luci e addobbi sempre più belli e raffinati. Da Parigi, l'ineguagliabile Ville Lumiere, a Londra, da Berlino a Madrid fino a Monaco di Baviera. E a Roma che succede di questi tempi? Mi sono fatto un giro in centro per andare a controllare, e per godermi un po' di atmosfera natalizia. Sapevo già che non sarei rimasto soddisfatto, ma una delusione simile proprio non me l'aspettavo. Salvo qualche via del tridente, a Roma gli addobbi e le luminarie sono praticamente assenti ovunque, e quando ci sono sono di qualità terribile. Basta farsi un giro a Via dei Giubbonari, tra le più famose strade dello shopping in centro. Lucette "Made in China" di qualità bassissima e alberelli di natale rachitici, storti e disadorni e con una base orripilante in cartone. A far da contorno a questo squallore infinito, i soliti problemi di sempre. Monnezza, graffiti, sosta selvaggia, incuria, degrado. Il solito dilettantismo italico, il solito proverbiale cattivo gusto romano. Non c'è traccai del Natale a Roma. Gli addobbi simbolo della nostra città sono quelli che vedete nella foto. Affissioni abusive su ogni palo. Sono questi gli addobbi che rendono caratteristica la nostra città, sono questi i nostri alberi di Natale. Auguro a tutti voi Buone Feste nella speranza che il prossimo anno sia quello buono per cominciare finalmente a cambiare qualcosa in questa nostra città tanto amata quanto bistrattata.

La vera Roma è ben diversa

giovedì 24 dicembre 2009
"Queste vacanze di Natale siate italiani". E' questa la frase di lancio di Nine, il nuovo musical del regista Rob Marshall ambientato a Roma. In uscita la settimana di Natale negli States Nine è la trasposizione cinematografica del musical di Broadway ispirato al capolavoro di Fellini "8 ½" e si avvale di un cast stellare con le dive Nicole Kidman, Penélope Cruz, Marion Cotillard, Kate Hudson e la mitica Sophia Loren. La trama è la stessa del film di Federico Fellini, un viaggio interiore nella crisi esistenziale di un regista in crisi creativa che ripensa alle donne della sua vita tra cui la moglie, l’amante e la star femminile del suo ultimo film. Da noi uscirà a Gennaio, speriamo sia divertente e abbia delle belle musiche. Intanto appuntiamo sul taccuino un altro film di Hollywood ambientato a Roma (dopo Angels & Demons) che pubblicizza le sue bellezze artistiche: la commedia When in Rome, di prossima uscita. Ma com'è la vera Roma tante volte fantasticata nei film americani? Marcisce nel degrado, incurante del suo declino. Gli spazi che all’estero sono ben tenuti da noi sono sporchi e decadenti: giardini-discarica, stazioni della metro vandalizzate, scritte, affissioni. Tutti i luoghi per cui Roma è famosa nel mondo sono trattati con indifferenza. I monumenti e le piazze storiche sono oscurate dalle macchine, dalla monnezza, dalle bancarelle, dai writers. La vera Roma è una delusione. Speriamo che l’anno che verrà sia quello della lotta al degrado per restituire a Roma la sua vera bellezza.

Articolo: LES - Foto: GOOGLE

Faccia a faccia con l'attacchino

lunedì 14 dicembre 2009


Da giorni il nostro caro amico Marcello è impegnato nella rimozione dei manifesti abusivi affissi sui muri del suo quartiere. Ce n'è per tutti i gusti: dai manifesti del Brancaleone, a quelli del Teatro Vascello, passando per i concerti vari sparsi per tutta Roma. Qualche giorno fa ci ha inviato queste foto che ritraggono un attacchino all'opera in pieno giorno e la lunga teoria di manifesti abusivi sui muri del suo quartiere. Nell'ultima foto si vedono i manifesti strappati da Marcello. Fateci caso.

"Poco fa stavo rientrando dal supermercato, quando ho notato un mio vicino di casa discutere con un ragazzo che stava attaccando dei manifesti. Glieli aveva strappati in diretta, lamentandosi anche perchè ha la suocera cardiopatica, che si spaventa a trovarsi qualcuno praticamente dentro casa. Ho posato la spesa, ho preso la macchina fotografica e sono tornato giù. Ho scattato le foto che ti allego, dopo aver ovviamente chiesto il permesso. Il tizio se n'è andato borbottando, mentre gli staccavo i 5 manifesti che aveva appena attaccato. Ormai mi sono affezionato a quel muro: il 15 novembre, dopo la mattinata di pulizia del quartiere, ho passato un'altra ora e mezza a ripulirlo. Ho fatto due chiacchiere col vicino, che ha ripulito il suo muro dopo aver visto che qualcuno aveva pulito l'altro, di fronte casa sua. Fa piacere sentirsi un po' meno soli."

I Manifesti di Capodanno

mercoledì 9 dicembre 2009


Capodanno si avvicina e per l'occasione Roma finisce di nuovo incartata dalla pubblicità. Manifestini, manifestoni, cataloghi, affissioni. Fateci caso, girando per la città: di questi tempi non c'è un palo della luce che sia libero dalla cartaccia pubblicitaria. La situazione nelle strade non è migliore. I marciapiedi pullulano di volantini pubblicitari caduti in terra. Uno su tre pubblicizza un locale dove passare il Capodanno. Nell'attesa che il sindaco renda attuativa la promessa delibera contro il volantinaggio, abbiamo provveduto noi, nel nostro piccolo, a fare un po' di piazza pulita. Passeggiando lungo Viale Marconi ci siamo imbattuti nei volantini che pubblicizzavano un locale, il Brasil Cafè, che si trova in Via della Magliana. Di volantini di questo tipo caduti in terra ne abbiamo contati 12, finiti a far compagnia alle foglie secche. Dai tergicristalli in tutto ne abbiamo rimossi rimossi 54. Come sosteniamo da tempo, il volantinaggio selvaggio costituisce la prima causa di sporcizia delle strade. Uno studio dell'AMA conferma la nostra impressione. Una delibera ad hoc che vieti questa forma barbara, incivile, arrogante di pubblicizzare negozi e locali, ridurrebbe la sporcizia di un buon 60%. Fateci caso quando passeggiate, i marciapiedi sono pieni di volantini finiti in terra. Una pratica illegale che deturpa la città e impegna l'AMA in un vero tour de force. Noi ci siamo rotti le scatole di pagare per l'illegalità altrui e quindi rimuoviamo tutti i volantini che incontriamo per strada.

S.O.S. Eternit

lunedì 7 dicembre 2009


Quest'oggi diamo voce a una segnalazione arrivataci giorni fa via email e già pubblicata su numerosi siti, blog e sul quotidiano il Messaggero. Abbiamo scelto di pubblicarla anche noi a qualche giorno di distanza per tenere viva l'attenzione su questo problema. Angelo Tantaro ci segnala la presenza di un tetto ricoperto di Eternit proprio davanti alla ASL di Via Cartagine, X Municipio. Come potete vedere dalla foto, il tetto appare visibilmente danneggiato e degradato in più punti. Per di più la tettoia si trova ad altezza uomo, a non più di due metri da terra e costituisce un reale, serissimo problema per la salute pubblica. Vogliamo ricordare sol oqualche dato. L'amianto provoca uno dei cancri più devastanti e incurabili che ci siano, il mesotelioma pleurico. E' un nemico che uccide a 30-40 anni di distanza dall'esposizione. Ma è un killer spietato, che non lascia nè feriti nè prigionieri. Le legge italiana impone la bonifica di tutte le strutture che utilizzano Eternit. A quanto pare però c'è ancora chi preferisce attentare alla vita altrui pur di non spendere qualche centinaio di euro. E nessuno è interessato a muovere un dito per far rispettare la legge e tutelare la salute pubblica. Una situazione allucinante, se si pensa che questo caso è stato denunciato per la prima volta oltre un anno fa. Speriamo che entro Natale si possa provvedere a una rimozione del tetto. Da parte nostra, possiamo solo inoltrare la segnalazione a chi di dovere. Se qualcuno sa di chi è la competenza ci contatti subito.

Nuovo logo

lunedì 30 novembre 2009


Nel mese di dicembre il blog di Riprendiamoci Roma si prenderà una piccola pausa. Tra esami alle porte, festività natalizie e megacenoni, ci sarà meno tempo per noi di scrivere sul blog e, immagino, anche per voi di leggerci. Continueremo comunque a postare articoli e a tenervi aggiornati con le nostre segnalazioni, ma con una frequenza ridotta di post. Nel frattempo porteremo avanti alcune nostre iniziative già avviate nei mesi scorsi. Stiamo pensando di costituire un'associazione no profit e di chiedere il patrocinio del Comune per ottenere l'autorizzazione ufficiale a svolgere la nostra attività di volontari antidegrado. Per fare questo e per continuare ad andare avanti con questa avventura devo però chiedervi una cosa. Serve maggiore gioco di squadra. Senza non si va avanti. Per questo vi chiedo di aderire formalmente al blog, di far parte a tutti gli effetti della nostra squadra e di proporvi per un ruolo. Segnalazioni fotografiche, organizzazione delle passeggiate, comunicazione con i media, pubblicizzazione del blog, traduzione in inglese dei nostri articoli. Tutto quanto possa aiutare questo progetto ad andare avanti. Ovviamente nei limiti delle possibilità di ciascuno. Quello che vedete nella foto è il logo che ho approntato per il nostro gruppo. Potremmo stamparlo su un cappellino e utilizzarlo come uniforme nelle nostre passeggiate antidegrado. Lo stemma è quello della mitica "Route 66", la più famosa delle highway americane. Spero vi piaccia.

VI Passeggiata Antidegrado: Via del Corso

venerdì 27 novembre 2009

Un mini-esercito di volontari anti degrado si aggira a Via del Corso. Nove persone in tutto, tra cui il blogmaster di Tolleranza Punto Zero, un australiano amico di Marcello e Margherita e una ragazza di Piacenza che vive a Granada, amica di Tolleranza Punto Zero. Le foto delle slide sono state scattate all'inizio e alla fine della passeggiata e documentano lo stato di degrado in cui versano Via del Corso e dintorni. Un immondezzaio a cielo aperto, in cui viene abbandonato di tutto, dai sacchi della monnezza alle transenne. Durante la passeggiata avevamo i guanti e le mani sporche di antigraffiti e non abbiamo potuto scattare foto dei nostri interventi. Per cui dovrete fidarvi della nostra parola. Salvo restando che per il futuro servirà trovare un fotografo e reporter ufficiale. Abbiamo cominciato da Via del Corso, ripulendo dagli adesivi una decina di pali nel primo tratto di strada che va da Piazza Venezia a Piazza Colonna, e strappando una ventina di affissioni abusive. Poi siamo passati alle vie laterali. Abbiamo completamente ripulito dai graffiti l'immenso portone laterale della Chiesa di Sant'Ignazio, cinque contatori dell'ACEA e un cestino in ghisa. Quindi abbiamo bonificato dalle affissioni tutta l'area di Largo Argentina e ripulito la mappa di Roma della fermata dell'autobus proprio davanti alla Feltrinelli, che era completamente infestata da tag e adesivi. Infine, io e Les abbiamo ripulito la cancellata del Teatro Marcello dai residui di carta e scotch di un preesistente mega cartellone. Alla prossima passeggiata!

La chiamano "Street Art"

giovedì 26 novembre 2009


Mentre va in archivio la sesta passeggiata antidegrado (di cui vi parleremo domani, giusto il tempo di scaricare le foto e inserirle come slide), vi segnaliamo l'ennesimo scempio compiuto dai vandali romani a danno dell'ennesimo segnale stradale. Questa mania di appiccicare stickers ovunque è un fenomeno relativamente vecchio, ormai metabolizzato, accettato e tollerato. Qualcuno la chiama addirittura "street art", quasi a voler sdoganare questa orda di barbari e a voler innalzare la loro barbarie a forma d'arte. I segnali di Roma attaccati dagli stickers non si contano. Questo che vi proponiamo nella foto ha una caratteristica particolare. Si trova esattamente davanti al Teatro Marcello. Sta appiccicato alla cancellata che delimita l'ingresso all'area archeologica. Ma non è tutto. Questo segnale stradale, di fatto, non serve a nulla. Il segnale dice di svoltare a destra, ma non c'è nessun obbligo di farlo, dato che si può benissimo continuare dritti, lungo Via del Teatro Marcello. E' stato girato di 45 gradi in senso orario, come dimostra streetview. Obbliga chi proviene da Piazza Campitelli a girare a destra. Chiediamo dunque che il segnale venga sostituito e riposizionato in maniera corretta. Vi annuncio fin da ora che nell'area del Teatro Marcello ho intenzione di organizzare un blitz per rimuovere un telone arancione, di quelli che si usano per delimitare l'area di lavori in corso, e che si trova in terra, accartocciato in un angolo. Non ha più motivo di rimanere lì dov'è.

I cartelloni oscurano i monumenti

lunedì 23 novembre 2009


Ieri il quotidiano la Repubblica ha dedicato due intere pagine della cronaca Roma all'emergenza cartelloni abusivi. Facendo seguito alle denunce di sessorium, il blogmaster di Degrado Esquilino, ha tirato fuori un bel reportage (anche se forse un po' troppo morbido), coinvolgendo nel dibattito anche Salvatore Settis, direttore della Normale di Pisa. Il titolo dell'articolo potete leggerlo nella foto qui sopra: I nuovi cartelloni oscurano i monumenti. Così google maps smaschera l'invasione della pubblicità. A quanto sembra alcuni di essi sono certamente abusivi ma molti altri sarebbero addirittura autorizzati. Alcuni si trovano anche a ridosso di monumenti: nella foto principale si vede un cartellone che oscura Porta Maggiore, uno dei tratti più belli delle Mura Aureliane, una cosa che non esiste in nessun altro paese al mondo, neanche nel terzo mondo. E ancora, un altro cartellone davanti alle Mura Severiane, cartelloni a ridosso dell'Auditorium di Renzo Piano, che ne impediscono la visuale. Salvatore Settis ci ricorda che, secondo l'articolo 153 del codice civile, "è vietata la posa in opera di cartelli pubblicitari che rechino pregiudizio al bene paesaggistico". Eppure a quanto pare questi delinquenti del 6x3 se ne fregano della legge. Ora la denuncia è partita, potete inviare immagini a questo indirizzo o commentare l'articolo a quest'altro indirizzo. Qui invece potete leggere l'articolo di sessorium, che per primo ha denunciato la cosa. 1-0 per i blog antidegrado. La battaglia contro l'invasione selvaggia di cartelloni continua.

Scrivilo per terra

venerdì 20 novembre 2009


La nuova mania del moderno bimbominkia è questa. Scrivere frasi d'amore, ingiurie politiche, coretti da stadio, sui marciapiedi e sulle strade. Fulgidi esempi di questa nuova "arte metropolitana" li potete trovare praticamente ovunque, da Via Portuense a Via Nomentana, da Trastevere fino alla passeggiata del Gianicolo. Le moderne leggi che dovrebbero arginare il fenomeno sono al solito talmente in ritardo sui tempi da non prevedere alcuna sanzione per questi imbrattatori. E così gli scrittori de' noantri si dilettano a devastare strade e marciapiedi tra il menefreghismo della gente e la complicità dei media, che non vedono il problema e quando lo vedono lo impacchettano per bene e ce lo spacciano per "arte". In un paese civile una Capitale europea completamente devastata dai graffiti fin sopra i suoi monumenti sarebbe motivo di dibattito a reti unificate 24 ore su 24. In Italia (un paese che è tutto fuorché civile), non se ne parla mai. Questa gente va fermata in tempo, perchè per rimediare ai danni da loro provocati ci vogliono milioni di euro. Finchè i delinquenti dell'informazione italiana continueranno a non vedere il problema e a pisciare controvento questi "novelli artisti" si sentiranno legittimati a continuare nella loro opera di distruzione. E' solo l'inizio, presto avremo tutte le strade e le piazze imbrattate, proprio come i muri. La foto che vedete è stata scattata all'ingresso del Liceo Morgagni. Ecco come crescono i nostri vandali.

L'abitudine al degrado

mercoledì 18 novembre 2009
L'abitudine a vivere in una città degradata fino al midollo può giocare brutti scherzi. Ce lo spiega in maniera perfetta la ormai famosa Teoria delle finestre rotte. Degrado porta con sè degrado, in una spirale senza fine che si autoalimenta giorno dopo giorno. Me ne rendo conto girando per le strade della mia città e osservando le reazioni dei romani a certe scenette da favelas brasiliana. Il degrado ormai i romani non lo vedono più. Lo hanno accettato come fosse parte dell'arredo urbano, un dato di fatto, una peculiarità propria della città in cui vivono. Le scritte sui muri non fanno più impressione, le affissioni abusive non danno fastidio a nessuno, la monnezza in terra in fondo c'è sempre stata. Ci si passa sopra, la si scansa, come se niente fosse. Questa abitudine al degrado spinge i romani a sentirsi legittimati a comportarsi in maniera sempre più incivile. Nessuno di loro penserebbe mai che affiggere manifesti sui pali sia illegale. E difatti continuano a farlo, magari anche in buona fede. Questa foto ce l'ha mandata Marcello. I manifesti si riferiscono a un gruppo di scout universitari e sono stati rimossi da Marcello stesso in Viale Regina Elena, giusto dietro alla città universitaria della Sapienza, qualche giorno fa. Come potete vedere, anche gli scout si sono improvvisati imbrattatori. D'altra parte, quando sono i politici stessi (ossia coloro che dovrebbero occuparsi di manutenere la città) a insozzare i muri della propria città con manifesti abusivi, quale comportamento ci si può aspettare dai cittadini?

I traslocatori romani

lunedì 16 novembre 2009

Questi adesivi li abbiamo fotografati nel quartiere Ostiense, zona San Paolo. Non c'è palo della luce o cassonetto dell'AMA che non ne ospiti almeno una decina. Li abbiamo fotografati onde poterli catalogare, per cercare di capire l'origine e la portata di questo fenomeno. La nostra grande sorpresa è stata constatare che in ogni altro quartiere di Roma i numeri di telefono di questi loschi e misteriosi imbrattatori sono sempre gli stessi. Da nord a sud, troverete sempre gli stessi 20 o 30 numeri di telefono. Guardate questi adesivi. Guardateli bene. Non li trovate molto simili tra di loro? Alcuni riprendono lo stesso identico motivo grafico, cambiano solo i colori. E' come se ci fosse un consorzio organizzati che si spartisce il territorio, un pezzo a me e uno a te, tu appiccichi qua, io appiccico là. A ognuno i suoi spazi, senza pestarsi i piedi, sennò finisce male. Questi adesivi pubblicitari sono assolutamente abusivi e sono ovunque, dalla estrema periferia al centro storico. Alcuni di essi sono piazzati sui segnali stradali, sulle indicazioni della raccolta differenziata, sui muri dei palazzi storici. Una città devastata per colpa di una ventina, trentina al massimo, di scaricatori di borgata. Non c'è limite al cattivo gusto, tutto è permesso, tutto è tollerato. Se però uno di noi ragazzi prova a togliere questi adesivi con un taglierino, rischia una denuncia. Perchè non è compito del singolo cittadino di occuparsi di manutenere l'arredo urbano della propria città. In Italia (e a Roma) l'unica cosa che è realmente tutelata è l'illegalità.

Ci serve una scala

venerdì 13 novembre 2009


Per la prossima passeggiata antidegrado abbiamo bisogno di uno strumento indispensabile: una scala pieghevole, piccola, leggera e trasportabile, di quelle a tre o quattro gradini che si usano per prendere oggetti negli scaffali più alti dei negozi o delle biblioteche. Ne vedete un esempio nella foto qui sopra, la prima che ho trovato. Ma non è detto che debba essere necessariamente così, basta che sia pratica e funzionale al nostro scopo. Non vogliamo portarci appresso tonnellate di metallo. La scala servirà per ripulire segnali stradali e paline dell'atac da graffiti e stickers. Se qualcuno di voi ne ha una ed è disposto a portarla con sè bene, altrimenti proporrei di acquistarne una e di suddividere le spese. Anche a poco prezzo, l'importante è solo che sia leggera e maneggevole. Stavolta abbiamo bisogno di una partecipazione di massa. Le nostre passeggiate antidegrado devono crescere e devono cominciare a portare risultati visibili ed evidenti a tutti. Dobbiamo fare un salto di qualità, anche in prospettiva di ciò che potrà essere in futuro e quasi certamente sarà. Per questo invito tutti voi a partecipare e ad estendere la voce ad amici, parenti, conoscenti, chiunque voglia impegnarsi direttamente per la cura e la salvaguardia del decoro della propria città. Nel sondaggio in alto a destra potete contribuire a decidere il quartiere, la strada o la piazza da ripulire. Ricordate di portarvi anche una spatolina, un taglierino e uno spruzzino pieno d'acqua.

San Lorenzo [R]esiste!

martedì 10 novembre 2009
Giorni fa ricevo una mail di Daniele al mio indirizzo di posta che mi segnala una interessante iniziativa antidegrado nel quartiere San Lorenzo promossa da un gruppo di residenti. Smanetto un po' con google alla ricerca di maggiori informazioni, di un contatto, magari di un blog, ma riesco a trovare solo poche notizie al riguardo. Poi, questa mattina, la felice scoperta. Mentre girovagavo per la galassia dei blog antidegrado romani, Francy mette il link di un nuovo blog, San Lorenzo Resiste. Lo apro e scopro che l'iniziativa interessante di cui sopra è organizzata proprio da loro. E così dopo il comitato di Piazza Bologna che organizza lo strappo ai manifesti abusivi, sempre più persone sembrano aver scelto la strada della discesa in campo diretta e "dal basso" nella lotta al degrado. Qui sopra vi riportiamo il volantino che pubblicizza l'iniziativa di San Lorenzo. Domenica 15 novembre dalle 11 alle 13 si svolgerà un intervento di pulizia delle strade del quartiere promosso dal comitato di residenti di San Lorenzo. Servono volontari, molti volontari, e anche materiale: secchi, scoponi, guanti da lavoro e quant'altro. Per chi volesse partecipare, l'appuntamento è alle ore 11 in Piazza dell'Immacolata. Io spero di poter andare e di poter dare il mio contributo nella rimozione di graffiti e stickers, anche se ho un impegno che sarà difficile da prorogare. Invito comunque tutti voi a partecipare a questa eccellente iniziativa. Se tutto va bene ci vediamo lì.

Teoria delle Oasi Antidegrado

lunedì 9 novembre 2009

In questi giorni ho messo a punto una teoria che va a braccetto con la ben nota Broken Windows Theory. L'ho battezzata "Teoria delle Oasi Antidegrado". Prendi una zona limitata, che sia già di per sè ben tenuta, ed elimina da essa ogni fonte di degrado: affissioni abusive, adesivi pubblicitari, graffiti, e quant'altro. Dopodichè, per un periodo di tempo stabilito, preoccupati di mantenere l'oasi pulita. Non appena compare una una scritta, cancellala. Non appena spunta fuori un'affissione abusiva, estirpala. A questo punto, estendi gradualmente le sue frontiere, strappando pezzi di territorio al degrado, fino a che l'oasi non arriverà ad inglobare un intero quartiere, zona, rione. Se la teoria delle finestre rotte funziona, dopo qualche tempo non ci sarà più bisogno di interventi di manutenzione. Il writer non scriverà più sui muri di una strada che nel giro di 24 ore viene ripulita, l'affissore rinuncerà ad affiggervi il suo cartello di vendesi. Il degrado tenderà a spostarsi in altre zone, magari limitrofe, a ridosso dell'oasi, laddove la gente si preoccupa meno di ripulire e manutenere le strade. E tutti i writers, pubblicitari, vandali e imbrattatori si concentreranno là dove il lassismo della gente li lascia liberi di esprimersi. E' qui che scatta il meccanismo. Chi andrebbe mai a mangiare una pizza in un quartiere che è una fogna, quando appena più in là c'è un quartiere modello perfettamente pulito? Dobbiamo rendere il decoro conveniente, è l'unico modo per sperare di innescare meccanismi virtuosi.

Non c'è due senza tre

giovedì 5 novembre 2009


Nuovo blitz dello staff di Riprendiamoci Roma alla caccia dei tanto odiati volantini. A farne le spese, stavolta, sono stati i volantini pubblicitari di una casa di riposo sulla Laurentina. Ma a chi cavolo potrà mai interessare la pubblicità di una casa di riposo? A nessuno, probabilmente. E difatti i volantini in terra non si contavano. Ne abbiamo tolti una quarantina dai tergicristalli delle auto, tra Lungotevere de' Cenci e Lungotevere dei Pierleoni, con una sortita anche in Via del Foro Olitorio e Vico Jugario. Il nostro blitz si è concluso in Piazza della Consolazione, nello slargo-parcheggio che si trova ai piedi della Rupe Tarpea. A buon intenditore, poche parole. Per chi si fosse meso in ascolto solo ora, ricordo che il volantinaggio selvaggio, oltre ad essere pratica illegale, è anche la prima causa di sporcizia delle strade. E dunque rinnovo a tutti voi l'invito a togliere quanti più volantini potete dai tergicristalli delle auto. E' facile, rapido, e l'effetto è garantito. Visto che di norma uno su due è destinato a finire in terra all'arrivo del proprietario dell'auto non interessato all'invadente pubblicità, ogni due volantini che togliete è come se aveste impedito a un volantino di cadere a terra. Durante il nostro blitz abbiamo avuto modo anche di eliminare anche qualche affissione abusiva, tra gli sguardi a dir poco perplessi di un paio di passanti. Evidentemente i romani si sono perfettamente ambientati nello schifo allucinante che ci circonda.

Dal produttore al degradatore

mercoledì 4 novembre 2009


Nuovo blitz nelle stradine del ghetto per verificare se i volantini fastweb che avevamo rimosso nelle strade da noi trattate erano tornati. Negativo, per fortuna. In compenso ci siamo imbattuti in questi altri volantini che pubblicizzano un mercatino "Punto Campagna Amica", il punto d'incontro tra produttore e consumatore. Iniziativa lodevole e che andrebbe incentivata quanto più possibile. Peccato che le buone intenzioni siano naufragate nelle mani del solito degradatore di turno. I volantini che vedete giacevano abbandonati sul muretto di marmo del Portico d'Ottavia che delimita l'accesso all'area archeologica. Una folata di vento ne aveva già fatti volare alcuni in terra, proprio dentro l'area archeologica. Li abbiamo raccolti, prendendoci anche i complimenti di un paio di turisti, e li abbiamo aggiunti alla nostra collezione di trofei. Se il proprietario o il gestore del Punto Campagna Amica è in ascolto, sappia che il ragazzo incaricato di piazzare i volantini sui tergicristalli delle auto si è allegramente disfatto del materiale cartaceo, abbandonandolo sul muro antistante il Portico d'Ottavia. In tutto una trentina di volantini abbandonati, mentre sui tergicristalli delle auto ne abbiamo visti pochi e rigorosamente due per ogni auto. Speriamo che il ragazzo venga opportunamente cazziato e che voi la smettiate di buttare soldi in pubblicità inutile e degradante. E speriamo che la gente apra gli occhi e la smetta di accettare passivamente questa pratica barbara e illegale.

L'invasione dei volantini Fastweb

martedì 3 novembre 2009


Ormai è una tradizione che va avanti da anni, quella dei pubblicitari fastweb di tappezzare muri, saracinesche, contatori acea e qualsiasi superficie verticale dove batta il sole con i propri volantini, opportunamente appiccicati con lo scotch. Davvero potete trovarli ovunque, dalla periferia più estrema fino in pieno centro, attaccati nei posti più improbabili. Un'invasione apparentemente inarrestabile. In questo periodo poi è davvero impossibile non notare. Natale è alle porte e fioccano le offerte per cambiare operatore o per regalarsi nuovi pacchetti "tv+digitale+film+ecc.ecc". Noi ci siamo fatti un giro tra le stradine del ghetto e ne abbiamo rimossi una trentina, appiccicati ai muri o sulle saracinesche, restituendo un minimo di decoro al quartiere. Altrettanti, purtroppo, avevano già fatto in tempo a finire in terra. La foto che vi mostriamo è il nostro bottino di guerra. Un bottino provvisorio, perchè abbiamo intenzione di programmare altri blitz "monomarca" dedicati alla molesta compagnia telefonica. Vi invitiamo a fare altrettanto, specialmente in questi giorni in cui l'avanzata dei molesti pecettari è più massiccia. Staccate senza pietà, e se potete chiamate il numero verde del volantino e prendetevela con colui che vi risponde. Questi qui devono capire che hanno rotto le scatole, e l'unico modo per farglielo capire è staccare i volantini e chiamare.

Una tragedia annunciata

lunedì 2 novembre 2009


Una tragedia annunciata. Di quelle che accadono ogni qual volta ci si ostina a non voler guardare in faccia i problemi, sottovalutandone i rischi. A un tratto il filo si rompe e qualcuno si fa male. Vale davvero la pena di rischiare una multa, qualche mese di carcere, o peggio ancora la vita, per spruzzare un po' di vernice sui muri?

Roma, 30 ottobre 2009 – Un ragazzo di 23 anni, R. L., è rimasto gravemente ferito oggi intorno alle 18 dopo essere stato investito da un treno a poca distanza dalla stazione Tiburtina, a Roma, all'altezza di via di Vigna Mangani, nel quartiere Pietralata. Il giovane, molto probabilmente un writer, si trovava in compagnia di un amico a poca distanza dalla stazione in direzione di via Nomentana quando, in base a quanto raccontato dall'amico, è stato investito da un treno ed è stato sbalzato al lato dei binari nel tratto Tiburtina-Bivio Nomentano, direzione Orte. Sembra che il ragazzo stesse realizzando dei graffiti sul vagone di un treno. Soccorso dai vigili del fuoco e dai medici del 118, il ragazzo è stato trasportato in codice rosso all'ospedale Sandro Pertini. Per le ferite riportate è stato necessario procedere all'amputazione di una gamba e di una mano. Il ragazzo ha riportato anche un esteso trauma cranico. La linea ferroviaria è stata interrotta per circa 40 minuti. (il messaggero)

San Paolo, metro shock

giovedì 29 ottobre 2009


La Basilica di San Paolo è una delle Sette Basiliche della cristianità. Ogni anno, milioni di pellegrini e turisti arrivano qui da ogni angolo del mondo. Questo è lo spettacolo che Roma offre al visitatore: una stazione della metro semplicemente raccapricciante, che sarebbe impresentabile perfino nel più remoto angolo del Bronx. La tremenda puzza di urina è difficile da descrivere a parole. Ma le immagini del degrado assoluto che regna in questo non-luogo, vero e proprio monumento alla inciviltà romana, parlano chiaro e lasciano poco spazio ai commenti. Queste foto sono state scattate lunedi scorso. La stazione si presenta così già da lontano, completamente incartata. Le aiuole del piazzale antistante sono ormai cimiteri di bottiglie vuote. All'interno perdite d'acqua, muri scrostati, calcinacci cadenti, discariche sparse, rottami di cabine telefoniche, residui di civiltà in putrefazione. Il tutto condito da bancarelle abusive che chiudono ogni via di fuga dall'uscita della metropolitana e intralciano ogni eventuale via di accesso ai mezzi di soccorso. Potrebbero ambientarci un film horror in questo tunnel infernale. Ringraziamo il buon Marcello, che si è cimentato nell'ardua impresa di defiggere i 20 strati di carta dei manifesti affissi sul marmo, con ottimi risultati peraltro (se ci passate, fate un confronto tra la foto e la situazione attuale). Inoltriamo questa segnalazione ai principali quotidiani nazionali, nella speranza che possa presto cambiare qualcosa.

V Passeggiata Antidegrado: San Paolo

mercoledì 28 ottobre 2009

La passeggiata antidegrado di ottobre si è svolta lunedi sera nel quartiere San Paolo-Ostiense. Le strade interessate dalla nostra "cura" sono state Viale Giustiniano Imperatore, un tratto di Via Chiabrera e Viale Leonardo da Vinci, con sortite anche nelle vie limitrofe. Abbiamo defisso una quarantina di affissioni abusive di vendesi, eliminato altrettanti adesivi pubblicitari e rimosso i (pochi per la verità) volantini dai tergicristalli delle auto. Con l'occasione abbiamo anche testato i prodotti antigraffiti su una superficie di cemento, rimuovendo un paio di tag, con eccellenti risultati: alcool e antigraffiti funzionano benissimo anche su questo supporto. Durante la passeggiata abbiamo avuto occasione di scambiare due parole con una coppia di signori che, a tempo perso, praticano il nostro stesso "hobby" di strappare affissioni, adesivi e volantini. In generale siamo più che soddisfatti della nostra buona azione mensile. Saremmo poco obiettivi se dicessimo che le condizioni del quartiere sono migliorate. Lo schifo in cui regna la zona è ben visibile dalle foto. Discariche a cielo aperto, residui di manifesti che nessuno raccoglie, festoni abbandonati della Polizia Municipale, miliardi di adesivi sparsi ovunque. Ma il nostro contributo l'abbiamo dato, e qualche palo lo abbiamo pulito completamente. Ringraziamo l'attivissimo Marcello e la sua altrettanto attivissima compagna (di cui purtroppo non ricordo il nome) e diamo appuntamento a tutti a novembre per la prossima passeggiata.

Ordinanza anti-writers

lunedì 26 ottobre 2009

L'attendevamo per settembre, è arrivata a fine ottobre, ma siamo contenti lo stesso. Stiamo parlando della famigerata ordinanza anti-writers, tanto evocata nelle scorse settimana tra i lettori del blog. In realtà ancora non c'è niente di definitivo, della materia ne stanno discutendo gli uffici del Comune. Qualche indiscrezione però è filtrata alla stampa, così Repubblica titola: "Writers, chi imbratta pulirà anche il muro vicino". Una delle novità introdotte dall'ordinanza è il divieto di vendita di bombolette ai minorenni, pena una multa fino a 1000 euro. A loro arriverà una lettera di diffida, così non potranno dire di non aver letto l'ordinanza. Secondo noi servirebbe anche un divieto di vendita cumulativa. Non più di 2 bombolette a persona, altrimenti basta avere un amico maggiorenne che fa la scorta per tutti. E servirebbe inoltre un piano straordinario di pulizia e sgravi fiscali per chi ripulisce il proprio palazzo. Altra novità: i netturbini notturni dell'AMA vestiranno anche i panni di "agenti accertatori" e potranno infliggere multe a chi verrà sorpreso a taggare sui muri. Le norme sulla sicurezza pubblica prevedono il carcere da uno a sei mesi e una multa fino a 1000 euro per il writer che deturpa immobili o mezzi di trasporto pubblici o privati, pena che sale a tre mesi a un anno di carcere e 3000 euro di multa per chi deturpa edifici storici e monumenti. Se recidivo, si rischia due anni di carcere e 10 mila euro di multa.

Enoteca a cinque stelle

giovedì 22 ottobre 2009


Tempo fa, mentre girovagavo virtualmente su streetview alla ricerca di immagini e scorci devastati dal degrado nel rione Trastevere, notai su Via della Lungaretta un locale che presentava le saracinesche perfettamente pulite. Incuriosito dalla cosa (una saracinesca pulita a Trastevere è una vera rarità!), mi sono recato sul posto per verificare personalmente. Con mia grande sorpresa la saracinesca del locale (chiusa, erano circa le 16 del pomeriggio) appariva ancora pulita. Le immagini prese da streetview sono state girate parecchio tempo fa, probabilmente più di un anno fa. Ma a distanza di un anno la situazione (per fortuna) non era cambiata. Se, come si usa dire, due indizi fanno una prova, questa è la prova provata che alcuni commercianti provvedono costantemente, forse addirittura ogni giorno, a mantenere la propria saracinesca pulita. Dunque, dopo aver inviato una email per congratularmi con i proprietari e gestori del locale, non mi resta che segnalarvi questo indirizzo, invitandovi a farci un salto. Anche perchè sul web ho trovato ottime recensioni e i prezzi segnalati sono decisamente interessanti. Il Locale si chiama Enoteca Trastevere e lo trovate a Via della Lungaretta 86. Da oggi in avanti vi segnaleremo tutti i "locali a cinque stelle" che si prodigano nel mantenere pulita la propria saracinesca, contribuendo a salvaguradare la bellezza e l'atmosfera delle strade e delle piazze di Roma. E a tutti i lettori dico: andate in questa enoteca, e dite che vi manda Riprendiamoci Roma.

E questi qui sarebbero "artisti"?

mercoledì 21 ottobre 2009

Io penso che si debba seriamente cominciare a denunciare chiunque, a mezzo stampa o in televisione, definisca "artisti" questa cricca di barbari cavernicoli che quotidianamente devastano le nostre città. E si dovrebbe cominciare a denunciare anche chi permette loro di "sdoganarsi" con improbabili mostre di bassissimo livello. Il recente decreto sicurezza prevede multa e carcere per chi imbratta i muri. Ogni anno il Comune di Roma spende decine di milioni di euro per ripulire le scritte. Non si contano gli edifici in travertino, anche di pregio, anche di valore artistico, devastati da impropri interventi fai-da-te di gente esasperata, pronta a scartavetrare o a verniciare il marmo pur di mettere fine a questa barbara pratica. E in TV abbiamo gente che, davanti a milioni di lettori e telespettatori, si permette di definire "artisti" i responsabili di questo macello. La legge italiana li considera criminali, in tv e sui giornali passano per artisti. A questi cialtroni incompetenti che straparlano a vanvera, senza conoscere l'entità e le implicazioni del fenomeno di cui trattano, vorremmo porre una domanda: come si fa a definire "artista" un imbecille che tagga sui cartelli turistici? Con quale faccia di bronzo si definisce artista chi sull'arte (quella vera) ci sputa sopra? Dovremmo organizzare una bella passeggiata antidegrado di massa armati di prodotti antigraffiti per ripulirle tutte, proprio come hanno fatto gli amici bloggers di I Am Ascoli. Te la do io l'arte!

Delirio a Trastevere

martedì 20 ottobre 2009

Il Rione Trastevere è in coma irreversibile. Il suo stato di degrado è catastrofico, siamo realmente vicini al punto di non ritorno. Se non si interviene immediatamente c'è il concreto rischio che la situazione non sia più recuperabile. Guardate queste foto. Sono state scattate alla fine di Via del Politeama, nello slargo che si apre sul Lungotevere, poco prima di Piazza Trilussa. Non si sa neanche da dove cominciare per raccontare lo stato di degrado di questo posto. Affissioni abusive, graffiti, stencil, stickers, transenne, cumuli di monnezza, strade sporche, macchine in sosta vietata. Di notte, un folto gruppo di ragazzi staziona sui muretti bevendo alcol in bicchieri di plastica e lasciando una vera e propria discarica plasticosa che l'AMA fa fatica a rimuovere la mattina. Molti pisciano direttamente dietro al muretto. Quando non piove, la puzza è insopportabile. Non mi stupirei che questo slargo sia anche uno dei centri dello spaccio di droga, visto che il luogo si presta benissimo ad assolvere a questo ruolo. C'è di tutto e di più in questo angolo di inferno. La cosa che mi lascia incredulo è che i commercianti, i residenti, non dicano niente. Li ho visti entrare e uscire dalle case, li ho ascoltati discutere di tutto e di più, mentre schivavano montarozzi di monnezza, laghetti di piscio, auto parcheggiate in mezzo alla strada. Il degrado ormai non lo vedono più. C'è bisogno di fare qualcosa, urgentemente, o questo Rione morirà per sempre.

Riflessioni cinematografiche

lunedì 19 ottobre 2009


In questi giorni a Roma si svolge il Festival Internazionale del Film. Da quest'anno è stato istituito anche un "Premio Colosseo", un riconoscimento (a dire il vero un po' provinciale) a chi nel mondo parla bene di Roma. Il premio è andato a Franco Zeffirelli per il suo "Omaggio a Roma", un cortometraggio dedicato alle eterne bellezze della Capitale. Immagini bellissime, non c'è che dire. Ma Roma non è questo, i romani lo sanno, i turisti lo sanno. Dunque perché ingannare noi stessi e il prossimo? A Roma non servono spot ruffiani ma politici e cittadini che la migliorino prima di tutto per gli italiani stessi. Ormai la magia di Roma è quasi scomparsa sotto i graffiti che ricoprono interamente i muri dei suoi palazzi più belli. Se n'è accorto lo scenografo di "Barney's Version" in cerca di uno scorcio trasteverino privo di scritte, se ne stanno accorgendo i turisti venuti a Roma a cercare le atmosfere di "Angeli e Demoni". Le zone più belle della città versano nel degrado più totale, le vie, i ponti, i lungotevere, i vicoli tipici sono un ricettacolo di graffiti, monnezza, parcheggi abusivi. I monumenti che ci hanno resi famosi sono oscurati dalla sciatteria, dall'incuria del nostro arredo urbano. A dispetto della sua potenziale bellezza, Roma è diventata la città meno fotogenica d'Europa. Noi tutti vogliamo che la Città Eterna ritorni al suo antico splendore. Meno spot e più sostanza, i problemi per cortesia affrontiamoli senza nasconderli.

Articolo: LES - Foto: STREETVIEW

Lungotevere trash

venerdì 16 ottobre 2009

A Roma il "mestiere" dei blogger antidegrado è semplicissimo. Basta uscire di casa armati di fotocamera e farsi una passeggiata di qualche centinaio di metri per collezionare giga su giga di materiale fotografico. Lo scandalo non c'è neanche bisogno di andarselo a cercare. Ti viene a trovare lui direttamente, puntuale come un orologio svizzero. Come in questo caso. Passeggiare per il Lungotevere da Nord a Sud è come percorrere un lunghissimo, interminabile museo degli orrori. Guardate queste immagini. Sono state scattate dal Lungotevere Aventino e riprendono lo scandaloso stato di degrado e incuria in cui si trovano le banchine del Tevere dalla parte opposta, sul Lungotevere a Ripa, proprio davanti al mastodontico complesso di San Michele. I muraglioni sono completamente ricoperti da una striscia infinita di graffiti, che prosegue, senza soluzioni di continuità, per decine e decine di metri. Ironia della sorte, l'edificio che vedete e che si trova proprio dietro il muro dello scandalo custodisce uno dei più famosi e apprezzati centri di restauro al mondo, al pari dell'Opificio delle Pietre dure di Firenze. Ma non è certo questo l'unico tratto di Lungotevere devastato dai graffiti o attanagliato dalla morsa del degrado. Presto pubblicheremo altre foto, ancor più raccapriccianti, a cominciare dai muraglioni di Lungotevere dei Tebaldi e Sangallo. Mettetevi comodi: il film horror è cominciato.

Servizi di qualità

mercoledì 14 ottobre 2009


Nella targa di sotto (non si legge bene) è scritto: "Dipartimento I: Risorse umane e qualità dei servizi". Sulla destra (questa si, si legge decisamente bene) c'è una mostruosa tag di dimensioni madornali. Di fronte a questo simpatico quadretto non possiamo fare a meno di chiederci se siamo noi ad essere esageratamente esigenti o se questi qui ci stanno prendendo per il culo. Come può risultare minimamente credibile un dipartimento che dovrebbe occuparsi della "qualità dei servizi", e che non è neanche capace di pulire il portone della propria sede? E' un po' come quando l'AMA pretende di pulire (male) le strade con mezzi vecchi, zozzi e ricoperti di tag. Non dico che sia di competenza della Provincia o di quel dipartimento specifico ripulire la città dalle tag. Ma santo cielo, è una questione di credibilità. Quale messaggio arriva ai cittadini? Come fanno le istituzioni a pretendere dai cittadini un comportamento civile e rispettoso della propria città, se le loro stesse sedi sono ridotte in questo modo? Per ripulire quella spruzzata di vernice occorrono pochi euro di prodotto antigraffiti (molti di essi vanno bene anche per il legno!) una spugna e qualche minuto di lavoro. Stendiamo un velo pietoso sullo stato imbarazzante in cui versa il marciapiede antistante l'edificio, che sembra sopravvissuto a una granata, oltre ad essere perennemente occupato da auto e motorini in sosta, piazzati lì dello zingaro parcheggiatore abusivo di turno.

Il Teatro di Marcello

martedì 13 ottobre 2009


Varchiamo il cancello e ci immergiamo in un autentico girone infernale. Siamo ai piedi di uno dei monumenti più importanti della Roma antica, ma sembra di trovarsi nel bel mezzo di un cantiere postbellico. Tutto il percorso si presenta così, transennato alla bell'e meglio o circondato da orrende ringhiere. In caso di pioggia, il sentiero si trasforma in un acquitrino e diventa sistematicamente offlimits per i turisti (a parte quelli muniti di calosce). Lo squallore che ci si para davanti agli occhi è indescrivibile. Turisti che si improvvisano saltatori di lungo per superare le enormi pozzanghere disseminate lungo il percorso. Alcuni scansano le transenne ed entrano nel teatro, altri salgono sui blocchi di marmo accatastati a terra per scattare improbabili foto da una diversa prospettiva. Nessun custode. Non un cartello, non una spiegazione, niente di niente. L'anarchia più totale. Intorno una sensazione di incuria, trascuratezza, abbandono indescrivibile. Siamo all'anno zero della civiltà. Torniamo su Via del Teatro Marcello e ci giriamo attorno. Plasticacce arancioni segnalano improbabili lavori in corso. Ma non si vede nessuno da mesi. I pannelli in plexiglass delle balaustre che circondano l'area archeologica sono tutti ricoperti da tag, graffiati e mangiati dallo smog. Alcuni pannelli sono spaccati, con lame affilatissime a vista. Se ci passa un bambino rischia di cadere nel vuoto. Questa è Roma, signori turisti. E nessuno dice niente. Le TV e i giornali continuano a dormire sonni tranquilli.

Nasce il Forum di Lotta al Degrado

lunedì 12 ottobre 2009


Da tempo ci chiedevamo come mai esistessero così tanti blog dedicati alla lotta al degrado (un tema evidentemente molto sentito dai nostri concittadini) ma nessun forum dedicato all'argomento. Oggi questo forum c'è. Da un'idea condivisa dei blog I Am Ascoli e Riprendiamoci Roma e dell'Associazione Nazionale Antigraffiti, è nato il primo forum di lotta al degrado. Uno spazio sul web dove condividere idee, dove confrontarsi e conoscersi, con l'obiettivo di creare un fronte comune nella difficilissima battaglia contro il degrado urbano. Un luogo dove poter discutere di tematiche che accomunano tutti i blog antidegrado, dove scambiarsi opinioni e suggerimenti, il luogo ideale per organizzare e promuovere eventi ed iniziative. Niente più mailing list, niente più sms, niente più passaparola. Da domani si potrà discutere insieme in tempo reale e organizzare le nostre passeggiate antidegrado direttamente lì, sul forum di lotta al degrado. D'altra parte il forum serve proprio a questo. E' il luogo di discussione per eccellenza, è come una casa aperta 24 ore su 24 in cui ci si raduna virtualmente. Chi ci cerca, può trovarci lì. Serviva uno strumento del genere per coordinare le esperienze dei vari blog antidegrado nati in questi anni. Ringraziamo Giuseppe dell'Associazione Ascoli da Vivere per la splendida idea di aprire questo forum, e invitiamo tutti ad iscriversi e a parteciparvi attivamente.

Santa Maria della Monnezza

giovedì 8 ottobre 2009


Santa Maria della Monnezza. E' così che abbiamo ribattezzato la splendida chiesetta di Santa Barbara dei Librai, nell'omonimo slargo che si apre lungo Via dei Giubbonari, a pochi metri da Campo de' Fiori. Quello che vedono i turisti, quello che fotografano, è un bel cumulo di monnezza che sovrasta, umiliandola, la piccola chiesetta. Un bel quadretto dell'inciviltà romana gentilmente offertoci dai commercianti della via, in particolare dal bar-tabbaccaro che si trova lungo Via dei Giubbonari, proprio di fronte alla chiesa. La cosa più allucinante è che sono proprio questi commercianti (con infinita facciatostaggine), insieme ai residenti, a lamentarsi del degrado e della monnezza che infesta le strade di Roma, come dimostra questa lettera pubblicata da Repubblica in Cronaca Roma. Il neonato blog "Quanto sei sporca Roma" dedica un bel post alle cattive abitudini dei commercianti. Noi continuiamo a porre le solite domande: è forse una misura impopolare prevedere per legge di adibire uno stanzino interno dove depositare temporaneamente la monnezza in attesa che l'ODIA passi a ritirarla? O ancora, prevedere l'istallazione di cassonetti interrati, come esistono in ogni città d'Europa? I cassonetti furono tolti dall'ODIA perchè giudicati "non igienici". A questo punto noi ci chiediamo: è forse più igienico che la monnezza venga abbandonata in strada? Chiudiamo con la solita domanda di rito: ma in quale angolo del mondo civile verrebbe consentito ai commercianti di assediare un monumento con cumuli e cumuli di monnezza?

Liberiamo i tetti alle antenne

martedì 6 ottobre 2009


Nessun'altra Capitale europea ha uno skyline tanto emozionante quanto Roma. Una sfilata continua di cupole e campanili, da togliere il fiato. Basta andare in una qualsiasi terrazza, al Gianicolo, al Pincio, al Giardino degli Aranci, sulla Terrazza delle Quadrighe, per rendersi conto di cosa sia Roma. Eppure neanche lo skyline di Roma si sottrae alle ferree logiche dell'inquinamento visivo e della mancanza totale di decoro e arredo urbano. I tetti di Roma sono a tutt'oggi invasi da milioni di antenne. Una delibera del 2004, risalente dunque alla passata giunta Veltroni, imponeva (e impone) agli abitanti dei palazzi di pregio di installare antenne centralizzate. Ma a quanto pare la suddetta delibera è a tutt'oggi in buona parte inapplicata. Guardate questo video comparativo. Le foto sono state prese dal sito flickr.com, tra quelle liberamente condivise, e modificate con Nikon NX Capture. Guardate come, con una semplice delibera fatta rispettare a dovere si può modificare in positivo l'immagine di Roma dall'alto. Ci dispiace sottolinearlo ancora (ormai è una triste consuetudine) ma in nessun'altra città in Europa esiste una simile selva di antenne. Non ci credete? Andate su flickr.com e digitate "Paris skyline", oppure "London skyline", o anche "Madrid skyline" e raccontatemi cosa vedete (o meglio, cosa non vedete). Questo è lo skyline di Londra. Cosa manca? Ma che domande, mancano le antenne! Questi sono gli standard. Roma non è degna di stare in Europa.

Corso di affissione abusiva

lunedì 5 ottobre 2009
Impara l'arte e mettila da parte. Come si fa a imbrattare in questo modo i muri di un intero quartiere, come fosse un bazar di Istanbul o un suq di Marrakech? Capisco che lo facciano sfasciacarrozzari, scaricatori di mobili, spurgatori di fogne, mafiaglia varia ed eventuale. Ma che lo faccia un'associazione artistica, o presunta tale, questo no, non è tollerabile. Di questi avvisi demenziali ne avremo estirpati una trentina, appiccicati ovunque, sui muri, sui contatori dell'Acea, sui pali dei segnali stradali. Qualcuno aveva fatto in tempo pure a finire in terra. Siamo venuti casualmente (e curiosamente) a conoscenza del fatto che ci sono vere e proprie aziende che si occupano di pubblicizzare eventi ed iniziative con bombardamenti a tappeto di affissioni. Lo abbiamo letto tra le pubblicità di google del blog degradoesquilino. Aziende legalmente nate (e legalmente riconosciute) per dedicarsi ad attività illegali. Una cosa che in un qualsiasi paese civile ti riderebbero dietro.


A nome del blog di Riprendiamoci Roma esprimo tutta la mia solidarietà per il volontario antidegrado aggredito. E' toccato a lui, poteva toccare a ognuno di noi. La città è in mano alla criminalità organizzata e le istituzioni, che dovrebbero garantire il rispetto della legge e tutelare i suoi cittadini più virtuosi, dormono sonni tranquilli. Mala tempora currunt.

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