Un #PattoXRoma: scriviamolo insieme e staniamo i partiti! Appello ai Blogger capitolini!!

mercoledì 3 luglio 2019
                                             
Prendendo spunto da una risposta a un cittadino ne approfittiamo per farne un post. Titolo: UN PATTO PER ROMA! [...] “Oltre al commissariamento qui si è addirittura rilanciato: un #pattoperroma tra partiti per una cura lacrime e sangue. Il problema vero è uno: da cittadini, sempre in maniera condivisa, potremmo anche cercare di delimitare il perimetro che qui, sempre se avesse avuto la briga di leggere, esce chiarissimo, ma chi te lo firma?  Chi ti firma una riforma vera sulle municipalizzate con eliminazione di “fancazzisti” e ridimensionamento dello strapotere sindacale a normale rappresentanza dei lavoratori? Chi ti firma gli inceneritori subito? Chi ti firma ciclabili e preferenziali in maniera massiva? Chi ti firma le pedonali a Monti e Trastevere e almeno una per Municipio: sono gli stessi partiti a sostenere le proteste sbagliate dei residenti volte unicamente a tutelare  posti auto e volte a raccattare consenso. Chi ti firma per far lavorare seriamente i Vigili che, solo in questa amministrazione, invece di incrementare l’azione di contrasto a tutti, minacciano querele ai blogger che, giustamente, si lamentano di tutto? Chi ti firma per spostare urtisti e ambulanti dai Monumenti? Chi ti firma per individuare una soglia base di oneri per i cittadini sotto la quale un costruttore non può scendere? Chi ti firma per ripristinare il principio che occupare è illegale e che vanno sgomberati tutti: destra e sinistra? Chi ti firma per far lavorare seriamente TUTTI i dipendenti della macchina comunale, spesso svogliati e maleducati? Chi ti firma per la tolleranza zero alla sosta selvaggia?  Sono tutti enormi bacini elettorali: i partiti,  compreso l’attuale, non li hanno minimamente scalfiti. Marino, da Marziano,  stava provando a far qualcosa ma lo hanno ucciso politicamente e non ha fatto certo i danni che sta facendo la Raggi che è ancora incredibilmente in sella! E allora fatevi due domande. Cosa deve accadere ancora: il crollo del Colosseo? In poche parole, prendete  coscienza di un fatto: di Roma interessa nulla. E ancora meno del suo futuro che è limitato, nella visione di questi signori, alla sola tornata elettorale successiva. Una situazione incancrenita su cui nessuno ha interesse a mettere mano. Se volete contribuire al #pattoperroma possiamo scriverlo insieme e sottoporlo a tutte le Forze Politiche: vediamo chi è a favore di Roma e chi non lo è. Appello rivolto anche alle altre realtà storiche che, come noi, raccontano la Città da 10 anni!” 

LA DISASTROSA SITUAZIONE DEI PARCHI PUBBLICI A ROMA

martedì 28 maggio 2019


Parco del Rinnovamento.
Via Mosca nel Municipio VIII.
Così lo chiamano i residenti della zona.
Si tratta di un'area verde occupata in gran parte da un piccolo parco giochi per bambini.
Ci ha chiamati uno studente universitario preoccupato per le condizioni del parco, ma soprattutto per il degrado presente intorno e all'interno dell'area giochi.
Con Roberto, siamo andati oggi pomeriggio.
Devo dire che il parco sarebbe bellissimo, se fosse curato.
È stato inaugurato nel 2012 e poi abbandonato.
Erba altissima nasconde il legno marcio di panchine fatiscenti, sostegni di cestini senza secchio, lampioni caduti, alcuni in piedi ma pericolanti, soliti mucchi di rami secchi mai smaltiti, immondizia varia, viali nascosti dalla vegetazione.
Un piccolo campo di basket e calcetto troneggia sulla collinetta al di là del parco giochi.
Le porte senza rete, i canestri rotti, l'erba alta che incombe tutto intorno, rendono desolato e triste un paesaggio che potrebbe essere un gioiello e che invece è, per forza di cose, abbandonato anche da chi potrebbe usufruirne.
Un peccato.
E poi l'area giochi.
Giochi rotti, inutilizzabili, e mai sostituiti, pezzi divelti e nascosti nell'erba cresciuta a dismisura, altalene con sedili in stato pietoso.
Qui la fa da padrona la ruggine, pericolosissimo per i (pochi) bimbi che vorrebbero giocare.
Poco più in là un parcheggio nascosto, terra di nessuno, a pochi metri dai giochi: bottiglie di vetro, fazzoletti sporchi, confezioni di preservativi buttare per terra, tra fango e rifiuti.
Proprio lì, vicino ai bambini, si beve, si fa l'amore, si sporca.
E sempre lì vicino, una sede dell'AMA.
Da non credere...
Tutto questo mentre il capogruppo grillino Lupardini del Municipio VIII annuncia il più che possibile ritorno dell'orrore Tiberis.
Altro parco, solita storia.
La cura del verde pubblico a Roma non funziona e non ha colore politico.
È semplicemente inesistente.

Mi imbattei in un bus battente bandiera Israeliana con targa tedesca. Il Campidoglio sulla via di Berlino per rendere immatricolabili i bus a noleggio.

mercoledì 8 maggio 2019
I bus nel deposito Polimar di Guidonia
Sui 70 Bus ATAC noleggiati a Tel Aviv si prova la via tedesca. I Bus si trovano in due depositi privati: Guidonia e Salerno. Il pagamento della sosta in deposito, va precisato,  non è a carico di ATAC. I Bus risultano essere non immatricolabili perché Euro 5 e non Euro 6. Fonti interne ci dicono di un tentativo del Campidoglio di risolvere il problema immatricolandoli in Germania. In questo modo si risolverebbe il nodo più importante: immatricolarli in uno Stato membro e poi farli girare a Roma. Bus israeliani, del 2008,  con targa tedesca nella Capitale! La normativa da superare è europea e non nazionale: cosa s’inventeranno i tedeschi non è ancora chiaro. Fonti interne ci fanno sapere che i 70 bus sono arrivati tutti non marcianti, di cui 4 con motore fuso. I passaggi: le officine li rendono marcianti e man mano vengono messe calcomanie ATAC  “ma questo non vuol dire che passino il collaudo e possano essere immatricolati”.  Interventi.  “ Le anomalie riscontrate sono le seguenti:
A) Protezione posto guida (la vettura non presenta un’adeguata protezione
del conducente alle spalle e nella parte DX del posto guida).
B) L’apertura della sola porta anteriore non mette in funzione il “blocca porte” (dispositivo di sicurezza che serve a tenere bloccata la vettura
 finché le porte rimangono aperte).
C) Le porte per la salita e la discesa dei passeggeri, non hanno il dispositivo
che ne blocca la chiusura se un passeggero rimane fra le ante
provocandone lo schiacciamento.
D) Serve un distanziatore che tenga i passeggeri lontano dal poggia mano
posto sul cruscotto, per i seguenti motivi: 1) quando la vettura è piena, il conducente perde totalmente la visibilità dalla parte DX. 2) i passeggeri che sostano vicino al poggia mano posto sul cruscotto sarebbero travolti dall’apertura della porta anteriore che non ha il dispositivo di blocco qualora trovi un ostacolo nella chiusura e nell’apertura.” - Altro tema: è stata trovata sabbia nel motore e negli impianti di aerazione che vanno sanificati. Nota bene: se non si trovano soluzioni, tutto va riportato allo stato originale per poi rimandarli in Israele. Un casino immane! Se è vero, come ha detto ATAC, che non esiste nessun rischio economico per l’Azienda poiché il corrispettivo versato pari al 16% è coperto da polizza di garanzia, cosa dobbiamo pensare di tutto il resto? A quanto ammontano le spese di adeguamento mezzi ? Non era meglio acquistarli nuovi? Se si risolverà il tutto potreste imbattervi in un bus battente bandiera israeliana con targa tedesca. Pare na barzelletta? È ATAC! 

Ma chi è veramente #sottoattacco?

domenica 28 aprile 2019
Le discariche del Tevere .
Ma chi è veramente sotto attacco? 

Dal piccolo battello sul Tevere svettano come tanti birilli le teste dei turisti affacciati sul fiume.
Gesticolano, vociano e così facendo attirano la mia attenzione.
Mi fermo e osservo quel tanto che basta per notare con orrore i cellulari protesi verso la riva.
Scattano foto, ovviamente.
Mi guardo intorno, cercando di intuire i soggetti immortalati, i ricordi che porteranno a casa, che mostreranno, che commenteranno.
Un brivido mi sale lungo la schiena.
Già, perché lo spettacolo intorno a me è a dir poco desolante.
Muri imbrattati di graffiti, immondizia di ogni genere, alberi ricoperti di sacchetti, plastiche, stracci e rifiuti, erbacce, cartelloni arrugginiti con i vetri spaccati devastati dalle bombolette spray.
Ovunque il mio sguardo si posi è un pugno nello stomaco che alimenta una rabbia tenuta a bada a fatica, confesso.
Vorrei sbracciarmi per fermare il battello e farlo tornare indietro, urlare parole di scusa, impedire ai turisti di scattare istantanee che mostrano la Roma di oggi, umiliata, abbandonata, uccisa da un degrado che non merita.
Il battello si allontana, le voci si spengono, alcuni gabbiani sfrecciano radenti sul fiume incuranti del mio dolore e del mio senso perenne di colpa.
Il loro candore stride col grigiore dell'acqua.
In questo meraviglioso, unico percorso che, se fosse curato a dovere, sarebbe probabilmente uno dei luoghi più belli del pianeta, c'è tutto il dramma della città eterna.
E questo dramma per me è cominciato al villaggio olimpico con i cumuli di rami tagliati e abbandonati da novembre e il verde ricresciuto dopo il trionfalistico stralcio autunnale, è proseguito col degrado sotto il ponte della Musica, la discarica autoriproducentesi a lato di Ponte Matteotti, le scale di accesso al Lungotevere imbrattare di ogni genere di scritte, panchine rotte, buche, la giungla del verde, le discariche sulla riva sinistra, gli accampamenti abusivi, i cartelli rotti, gli alberi ricolmi di immondizia che pende come fossero brandelli di carne putrefatta, il cimitero delle o-bike, la discarica di Pietra Papa sotto sequestro e senza alcun controllo, fino a quella della Magliana, immensa quasi come quella della Collatina Vecchia e abbandonata anch'essa.
Lì ci vive ancora qualche disperato, qualcuno invece rovista alla ricerca di pezzi di ricambio, in un fetore insopportabile.
Lì passano ciclisti, italiani e turisti, guardano senza fermasi e passano scuotendo la testa.
Questa è Roma oggi.
E allora mi chiedo chi sia davvero sotto attacco e non riesco che a trovare un'unica, triste, desolante risposta: noi, i cittadini, non tu, Virginia.
Noi non siamo senza colpe, questo è certo; non abbiamo alcun senso civico e ci comportiamo di conseguenza.
Ma tu, tu che ci chiami "nostalgici di mafia capitale" se manifestiamo per una città migliore, tu che invochi continuamente i poteri occulti per nascondere una incapacità ormai certificata di gestire la città, anche tu non non sei esente da colpe.
E invece di dire che "Roma è sotto attacco di una criminalità che agisce contro i cittadini", al tuo posto mi farei un giro per questi luoghi e poi mi tapperei la bocca.
Non prima di chiedere scusa e fare un gesto sensato, un gesto d'amore per la città che hai detto più volte di amare, l'unico forse della tua amministrazione.
Andartene.

Der Spiegel: “La Raggi da grande speranza è divenuta un incubo”

domenica 7 aprile 2019
Virginia Raggi disintegrata dalla Stampa estera
Der Spigel bastona Virginia Raggi. Il più letto settimanale tedesco va giù durissimo, ecco alcuni passaggi del lungo articolo: "a Roma si assiste al clamore di una città che muore. Regnano spazzatura, avidità e topi.  La Raggi da grande speranza è divenuta un incubo, mentre i ratti e i gabbiani sono più aggressivi di un pterosauro. I romani devono già convivere con il fatto che tre stazioni centrali della metropolitana sono paralizzate a causa di scale mobili difettose; che gli autobus restanti sono affollati, perché in media ogni settimana uno dei veicoli obsoleti va in fiamme e che in alcune strade della capitale italiana la spazzatura si ammucchiava come altrimenti solo a Mumbai o Dhaka. Eppure la Raggi è felice, twitta e rilancia su Facebook post di buche appena riempite o di pochi metri di piste ciclabili di nuova creazione. È orgogliosa del fatto che ora ci sono domeniche senza auto a Roma e non pensa che sia un male che per mesi nella sua immensa metropoli nessun consiglio comunale abbia trovato una soluzione per la spazzatura. Inoltre, tre stretti collaboratori del sindaco - popolarmente noti come "Raggis Rasputins" - sono finiti in galera per accuse di corruzione. Secondo Papa Francesco, Roma deve essere trattata come un "organismo fragile", con cui bisogna fare attenzione, "affinché non si perda l'intero splendore della città". Ma la Raggi ha capito il suggerimento? Se la sua città sprofonda nel caos della neve come nel 2018, Raggi pubblica ancora le foto che la mostrano in bicicletta con la maglietta di partecipante alla conferenza Women4climate a Città del Messico".

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