STOP DEGRADO! Riprendiamoci Roma scende in campo con l’obiettivo di incidere nel tessuto cittadino, canalizzando in modo consapevole le energie positivamente creative di Roma.

martedì 19 giugno 2018
La fontana delle Rane oggi: ennesimo simbolo del crollo verticale di Roma

L’Ottocento non fu prodigo di fontane con Roma, mentre lo fu il primo trentennio del novecento e in questo contesto si inserisce la fontana delle Rane, al centro di Piazza Mincio, nel suggestivo quartiere Coppedè, costruito dall'architetto Gino Coppedè negli anni ’20.

Su un progetto risalente al 1915, l'architetto Gino Coppedè realizzò, tra il 1921 e il 1927, anno della sua morte, un'area “residenziale” (che lo stesso Coppedè definì impropriamente “quartiere” e che poi prese appunto il suo nome) all'interno del quartiere Trieste, che allora si chiamava “quartiere Savoia”. Si trattava di un gruppo di diciotto palazzi e ventisette palazzine costruite con un uno stile unico che mischia elementi architettonici neoclassici, medievali, rinascimentali, barocchi e Art Nuveau. Il nucleo di questo quartiere è proprio Piazza Mincio.

Per la sua particolare architettura il Quartiere Coppedè fu scelto da diversi registi (ad esempio Dario Argento ha girato qui alcune scene dei suoi film "Inferno" e "l'uccello dalle piume di cristallo").
Una curiosità: in una delle villette del quartiere aveva la sua casa romana il tenore Beniamino Gigli.
Al centro della Piazza non poteva mancare una fontana ornamentale, di fattura molto elaborata, che lo stesso architetto disegnò e realizzò, nel 1924, in stile perfettamente barocco: la fontana delle Rane.

La fontana ha una struttura quadrilobata; su ogni lobo una vasca dalla forma di conchiglia molto decorata è sostenuta sulle spalle da due figure umane poste l'una di schiena all'altra, dalle cui bocche esce l'acqua contenuta nella conchiglia, che viene a sua volta riempita dal doppio getto emesso dalla bocca di una.

Tra le basi delle due figure una seconda vasca, un pò più sporgente e meno elaborata di quella superiore. I gruppi circondano un balaustro corto e tozzo, che sostiene il catino sommitale, sul cui bordo sono accovacciate otto piccole rane, mentre sulla parte inferiore sono posizionati quattro mascheroni. Il catino è alimentato da uno zampillo centrale e dai getti che le otto rane indirizzano verso il centro.

ADESSO BASTA!

La fontana che abbiamo descritto, che oggi versa in condizioni vergognose,  è una delle innumerevoli cose che rendono Roma unica e bellissima, un museo a cielo aperto a disposizione di tutti.

Purtroppo  cittadini e visitatori possono godere di queste magnificenze in modo sempre più precario  e disagiato.

Ciò a causa del totale disinteresse di questa Amministrazione che si evince dall’incuria e dall’abbandono in cui versa la gran parte della nostra città.

In questi ultimi tempi tutti noi abbiamo denunciato con fotografie, battute, post appassionati il degrado che progressivamente sta attanagliando la nostra Roma: la rete è ormai invasa di foto di buche, cassonetti strapieni , animali vari che circolano in città, autobus che prendono fuoco... etc.

È ora di cambiare passo e darsi da fare perché se attendiamo che lo faccia questa Amministrazione sarà troppo  tardi.

Lo diciamo con tanto rammarico, perché tutti noi paghiamo tasse altissime affinché la città funzioni, ma lo diciamo con altrettanto orgoglio che deriva dalla consapevolezza  di essere parte di un patrimonio immenso che tutti noi abbiamo il dovere morale di preservare.

Soltanto infatti dalla cura del bello  che c’è,  si potrà progredire verso una città migliore; non è quindi semplice nostalgia del passato ma scommettere, puntare su noi stessi e sulla nostra città, per il nostro benessere e la nostra felicità .

Che fare quindi ? 

Proprio dal caso  della fontana delle Rane, Riprendiamoci Roma, dopo anni di attività di denuncia sui social, con un passato (2009/2013) di attività spontanea sul campo per l'eliminazione del degrado della città,  decide di fare un ulteriore passo in avanti costituendosi in Comitato con l’obiettivo di incidere nel tessuto cittadino, canalizzando in modo consapevole le energie positivamente creative di Roma.

Appena formalizzata la costituzione giuridica di Riprendiamoci Roma, avvieremo una campagna di sottoscrizioni affinché, con la massima trasparenza e onestà intellettuale e soprattutto grazie al coinvolgimento pro attivo di una comunità che si riconosce in determinati valori ed interessi, si possa iniziare a rispondere, partendo proprio dal caso in questione, agli sfregi che questa Amministrazione continua a produrre alla nostra Roma.

Seguiteci!

Riprendiamoci Roma


Claudio e Antonio De Luca, disabili romani affetti da una rara patologia, vittime di una storia assurda. Ve la raccontiamo. Si attivi subito il Ministro della Salute Grillo

sabato 9 giugno 2018
Claudio De Luca


Claudio è romano: è affetto, insieme al fratello, da una malattia genetica rara che lo costringe su una sedia a rotelle.

Claudio è uno chef, uno scrittore, marito e padre e, su questo blog, ci ha aiutato a comprendere, con alcuni suoi contributi, le difficoltà che affronta un disabile nella nostra Capitale. Ha una forza di volontà incredibile ed è anche per questo motivo che oggi vogliamo raccontarvi la sua storia.

Insieme al fratello Antonio, dicevamo,  è affetto da una patologia genetica ultra rara, per la quale l'Italia non ha assunto nessuna posizione e dunque nessuno stanziamento. 

Questa patologia è dovuta ad un accumulo di lipidi il cui acronimo mondiale è: NLSDM 

Due anni fa un ricercatore e professore giapponese, che studia proprio questa patologia, poiché anche in Giappone ci sono pochi casi con la stessa malattia, ha aperto un protocollo per sperimentare una cura e ha chiesto al governo giapponese uno stanziamento fondi.

Sono stati dunque messi a disposizione due milioni di euro per dare inizio ad una cura di tipo sperimentale. 

E da due anni, ogni tre mesi, Claudio e Antonio si  recano a Osaka presso l'Osaka University Hospital.

In Giappone i due fratelli romani sono stati  monitorati e hanno iniziato una cura a base di integratori alimentari che servono proprio ad eliminare il grasso che si accumula nei muscoli. Da qui,  accumulo di lipidi. Antonio è anche cardiopatico grave con pacemaker e defibrillatore poiché anche il cuore è un muscolo. 

Claudio, oggi, non riesce più a camminare e si serve di una sedia a rotelle.  Tuttavia, fino a qualche mese fa, era sulla buona strada,  tanto è vero che aveva raggiunto l'incredibile risultato di riuscire a camminare con l'ausilio di un deambulatore. 



La sua storia è  stata anche raccontata  in un programma televisivo su Real Time: dove lo hanno seguito per un anno, fino a che non si era rimesso in piedi. Link della trasmissione: https://t.co/8cswacVeUk

Che succede poi? E qui arriviamo all'inizio dell'aspetto assurdo della vicenda:  i medici giapponesi, per non costringerli a  tornare ogni tre mesi a Osaka,  hanno disposto le visite ogni 9 mesi, spedendo gli integratori alimentari nel nostro paese.

Giorno 2 maggio 2018 l'equipe medica che li segue ha spedito gli integratori che sono regolarmente arrivati il 4 maggio, e lì sono rimasti.

Il giorno 18 Maggio ai due fratelli arriva per posta un modulo da riempire, che regolarmente compilano e rispediscono in dogana. Lo stesso 18 maggio  arriva una mail che dichiara di aver ricevuto regolarmente i documenti e di restare in attesa dello sdoganamento.

Poi il silenzio. Fino al 25 maggio... giorno in cui telefonano in dogana e ricevono richiesta di rinviare i documenti perché probabilmente andati perduti. 

Il 29 maggio ricevono una mail di risposta che li avvisa che i documenti sono arrivati regolarmente. 

Dopo iniziano una serie di telefonate di sollecito,  dove ogni operatore che risponde sembra totalmente estraneo alla vicenda. Dicono di stare tranquilli, che li avrebbero prontamente avvisati. Ma nulla: il vuoto!


A questo punto, esasperati, Claudio e Antonio consultano  il loro avvocato,  che a sua volta il 4 giugno contatta le poste della dogana e viene rassicurato che avrebbero ulteriormente sollecitato la cosa per poi avvertire i diretti interessati

Dopodiché ancora il nulla.

Giorno 8 giugno Claudio chiama nuovamente in dogana e gli viene INCREDIBILMENTE  detto che la merce è pronta per essere rispedita al mittente. In Giappone!

Claudio è forte e combatte la malattia. Con le cure era riuscito ad alzarsi. Da giorno 8 maggio, finite le medicine, si è riseduto sulla sedia a rotelle. Le sue medicine e quelle del fratello sono in Italia, a Milano Malpensa, nella dogana di Lonate Pozzolo, bloccate da un mix di inefficienza e burocrazia che uccide il nostro paese, colpendo spesso i più bisognosi.

Lanciamo un appello al nuovo Ministro della Salute Giulia Grillo per un suo rapido intervento e chiediamo a tutti voi massima condivisione per aiutare i due fratelli romani.
Grazie

AMARCORD: UNA RAGGI ALL'OPPOSIZIONE LEGGE LE LETTERINE A MARINO... DA VEDERE E LEGGERE.

giovedì 31 maggio 2018


Quando si vedono video come questi, non si può che provare un unico sentimento: rabbia.

L'allora consigliera Raggi, all'opposizione, legge per 45 minuti le mail di cittadini indignati (anche una di suo marito) e disperati per i problemi non risolti della città. Comincia con i bambini, poi legge le altre lettere.

A volte ride, a volte ironizza, altre ironizza ridendo. Si interrompe addirittura, non riuscendo a controllare il riso, quando un cittadino parla di marciapiede viscido pieno di foglie e rotto.

Al termine della maratona letteraria, chiede fermamente che si ascoltino i cittadini e le loro lamentele. Per tre quarti d'ora non fa altro che parlare di immondizia, buche, sporcizia, sistemi di trasporto da terzo mondo, abbandono, degrado. Lei ride, scuote la testa, è palesemente infuriata perché in pochi se la filano.

Eh già, sta parlando del mancato decoro di Roma, quello che non esiste, quello di cui tutti si lamentano, quello invocato dai cittadini stanchi e delusi e ignorato dagli amministratori (del 2015).

Lei, paladina degli oppressi e dei sofferenti, richiama tutti alla serietà, all'impegno per la soluzione dei tanti problemi segnalati nelle mail che ha raccolto.

Si, si prova rabbia, tanta, tantissima.

A tre anni e poco più da quel video la situazione è esattamente la stessa, se non peggiore.

I cittadini, totalmente ignorati, si lamentano, l'amministrazione è assente.

Nessuno ascolta nessuno.

Lei rideva, allora. Oggi dovrebbe piangere. Ironizzava, allora, oggi dovrebbe chiedere scusa.  

Ma perdonarla e difficile. Non c'è umiltà, in questa persona, solo arroganza e superficialità, un connubio che ha una sola conseguenza: la presa in giro costante del cittadino.

Slogan, smodato utilizzo dei social, proclami, promesse, dichiarazioni deliranti.

Ecco il governo del cambiamento epocale di Roma. Ma l'unico cambiamento epocale che si è visto, è stato il nulla cosmico e la totale desolazione.

Cinghiali a Roma: ecco come comportarsi




Riceviamo e pubblichiamo:

" Gentile Riprendiamoci Roma; mi chiamo Gianluca Damiani e sono un fotografo naturalista di Roma e da qualche settimana mi sono interessato della questione dei cinghiali nella zona nord della Città.

Ho documentato con diversi scatti la situazione e sto iniziando a postare qualche foto sulla mia pagina su questo argomento.

Vi prego di voler condividere quanto da me scritto e fotografato al fine di sensibilizzare i cittadini a comportarsi in modo idoneo. Grazie.

Da circa un secolo, l'espansione dell'uomo ai danni di diversi contesti naturali ha avuto fortissime conseguenze sulla biodiversità di moltissimi luoghi oramai rovinati.

Oggi, parte di questa natura trasformata riesce a convivere e in alcuni casi a trarre vantaggio dalla presenza umana.


È l'esempio delle grandi città come Roma, che da più di due anni ospita una nutrita popolazione di cinghiali, dislocati in parchi urbani e giardini pubblici.

Ci si meraviglia e si parla tanto, di invasione della natura e di pericolo in alcuni casi, ma si tratta solamente di abitudine e spesso di una giusta prevenzione con adeguate precauzioni. In molte città europee si convive quotidianamente con cinghiali, volpi, uccelli, e persino orsi, che di notte girano per le strade in cerca di cibo.

Roma può e deve gestire bene questa situazione, che non per forza rappresenta una minaccia ed un pericolo per i cittadini. In particolare in alcune zone di Roma, da qualche mese ad oggi, diverse famiglie di cinghiali (Sus scrofa) frequentano abitualmente i parchi urbani ed i giardini della città in cerca di cibo.

Qualche settimana fa mi sono recato a documentare questa realtà, seppure delicata e complicata, ma così interessante. In un giardinetto pubblico, nei pressi di via Cassia, decine di persone ogni sera si ritrovano ad osservare questo branco di cinghiali "al pascolo" tra panchine e cemento. Ho visto in più di un'occasione persone che alimentavano i cinghiali, abituandoli quindi a rimanere sul posto, e a non aver timore dell'uomo. I carabinieri forestali, con cani al seguito, erano in strada pronti a dissuadere i cinghiali e riportarli nel bosco.

C'è chi, affascinato da questa situazione così particolare, scattava video e foto con il cellulare avvicinandosi troppo, o chi impaurito cercava di scacciarli bruscamente o si allontanava velocemente dal luogo.

Molta confusione quindi, e poca conoscenza e mancata gestione di una situazione così delicata.

Questo è solo uno degli esempi della SBAGLIATA convivenza con la natura, che va rispettata e tutelata, ma assolutamente non plasmata ed alterata come in questo caso. Questo fenomeno può essere un interesse per i cittadini, che però devono comportarsi in modo adeguato NON dando assolutamente cibo agli animali selvatici, non avvicinandosi troppo, e nemmeno ricacciandoli con la forza in altri luoghi. Abituare gli animali selvatici ad accettare il cibo dell'uomo è chiaramente errato, ed amplifica il fenomeno degli animali confidenti nelle città. Impariamo ad osservare, senza disturbo e soprattutto senza interferire con la vita di questi animali, anche in contesti urbani come Roma."





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